US Open junior, trionfano Forejtek e Osorio Serrano

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US Open junior, trionfano Forejtek e Osorio Serrano

Il ceco e la colombiana conquistano i due tornei di singolare riservati agli Under 18, battendo due tennisti di casa. Coco Gauff era più giovane di entrambe le finaliste del femminile

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Jonas Forejtek - US Open junior 2019 (foto via Twitter, @usopen)

Questi US Open non sono andati affatto nel migliore dei modi per il tennis americano. Nessun tennista agli ottavi nel singolare maschile, Serena Williams ha perso la finale del singolare femminile, i fratelli Bryan eliminati al terzo turno del doppio. Una parziale consolazione poteva arrivare dalle finali due tornei di singolare Junior, con Emilio Nava e Alxandra Yepifanova. Ma le cose non sono andate per il verso giusto nemmeno lì. Nava infatti è stato rimontato e battuto dal ceco Jonas Forejtek mentre Yepifanova è stata spazzata via dalla colombiana Maria Camila Osorio Serrano. 

Nella finale maschile, dopo aver perso il primo set al tie-break, Forejtek, n. 4 del seeding, ha completamente fatto svoltare il corso dell’incontro, conquistando i due successivi parziali per 6-0 e 6-2 rispettivamente. Il 18enne di Pilsen, che al terzo turno aveva eliminato il nostro Luca Nardi, è così diventato il quarto tennista ceco nella storia a conquistare un titolo dello Slam junior e il secondo a farlo a Flushing Meadows, a tredici anni di distanza dal successo di Dusan Lojda. “È un grande risultato e uno stimolo a fare meglio in futuro. Tanti grandi giocatori hanno questo torneo prima di me. Io devo lavorare per cercare di avvicinarmi a loro”, ha dichiarato Forejtek al termine dell’incontro.

E il tennis boemo potrebbe avere grande bisogno di lui. Mentre in campo femminile abbondano le giocatrici di qualità, ad oggi, con Berdych ormai prossimo al ritiro e Vesely che mantiene un rendimento altalenante, non c’è un tennista ceco classificato nei primi 100 del ranking ATP.

 
Maria Camila Osorio Serrano – US Open junior 2019 (foto via Twitter, @usopen)

La finale femminile è stata molto più a senso unico con Osorio Serrano, anche lei testa di serie n.4 del tabellone, che ha lasciato un solo game alla sua avversaria, vincendo con il nettissimo score di 6-1 6-0. Va tuttavia sottolineato come la colombiana sia di due anni più “vecchia” rispetto alla Yepifanova. E come Coco Gauff sia più giovane di entrambe e abbia già giocato un main draw da protagonista. Ma l’afroamericana fa storia a sé.

Anche grazie ai consigli dell’ex Top 50 ATP Alejandro Falla, Osorio Serrano è diventata la prima colombiana a vincere il torneo di singolare Junior femminile a New York. “È incredibile. È stata una settimana perfetta per me. Un sacco di persone dalla Colombia che tifavano per me dagli spalti. Li ringrazio per avermi supportato nel corso di tutti i match”, ha commentato la giovane promessa sudamericana. Insomma, considerata anche la vittoria di Cabal e Farah in doppio, questo stato sudamericano, senza grande tradizione tennistica, riesce a piazzarsi davanti agli Stati Uniti in un ipotetico medagliere degli US Open. A dimostrazione che i confini di questo sport si espandono sempre di più, a discapito delle storiche superpotenze. 

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Entry list WTA, Week #39: otto top 10 a caccia del titolo di Wuhan, c’è anche Giorgi

Due i tornei che si giocheranno la prossima settimana. Nel Premier 5 di Wuhan assenti solo Serena Williams e Bianca Andreescu, Paolini al via nell’International di Tashkent

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Karolina Pliskova - Wuhan 2018 (via Facebook, @wuhanopentennis)

Nella settimana che segna l’inizio del tournée asiatica del circuito ATP, entra sempre più nel vivo quella del tour femminile. La prossima settimana si giocheranno infatti due tornei: l’International di Tashkent e il ricco torneo di Wuhan, ultimo Premier 5 della stagione WTA.

A Wuhan (a trionfare lo scorso anno fu Aryna Sabalenka) saranno presenti otto delle migliori dieci giocatrici del mondo (ci sarà anche Naomi Osaka, che ha accettato la wild card offerta dagli organizzatori). Le uniche assenti saranno le finaliste degli US Open, Serena Williams e Bianca Andreescu, che si è presa un po’ di meritato riposo dopo il trionfo newyorkese: la 19enne canadese tornerà in campo la settimana successiva nel Premier Mandatory di Pechino. Relativamente alle posizioni dalla 11 al 20, mancheranno invece Johanna Konta e Anett Kontaveit, mentre saranno della partita Vekic, Yastremska, Muguruza, Azarenka e Camila Giorgi, che è entrata direttamente in tabellone grazie ad alcune defezioni. Risulta per il momento iscritta anche Amanda Anisimova, che potrebbe dunque fare il suo ritorno in campo dopo il grave lutto che l’aveva colpita alla vigilia degli US Open.

Sarà decisamente inferiore il campo di partecipazione nell’International di Tashkent, con la nostra Jasmine Paolini ultima giocatrice ad entrare per accettazione diretta. A guidare il tabellone, privo di giocatrici classificate tra le prime 50 del mondo, sarà la numero 53 Viktoria Kuzmova. Oltre alla slovacca, ci saranno la campionessa in carica Margarita Gasparyan, Alison Van Uytvanck, Jelena Ostapenko e Timea Bacsinszky.

 

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Entry list ATP, Week #39: Murray a Zhuhai con Kyrgios e Cecchinato

La prossima settimana si giocheranno due tornei di categoria 250, entrambi in Cina. A Zhuhai comanda Murray con il ranking protetto, a Chengdu vanno Isner e i giovani canadesi

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Andy Murray in allenamento - Queen's 2019 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)

Tutti in Asia a partire dalla prossima settimana. Con i tornei 250 di Chengdu e Zhuhai si apre la tournée asiatica del circuito ATP, che si concluderà con il Masters 1000 di Shanghai (6-13 ottobre) passando per i 500 di Pechino e Tokyo (dal 30 settembre al 6 ottobre). Andiamo un passo alla volta e vediamo chi sarà in campo la prossima settimana.

L’attenzione sarà focalizzata principalmente sulla prima edizione del torneo di Zhuhai, dove sarà presente Andy Murray. Il britannico, che guiderà il seeding del 250 cinese in virtù del ranking protetto, riprenderà il suo percorso di rientro in singolare dopo le due sconfitte al primo turno a Cincinnati e Winston-Salem e gli ottavi raggiunti nel Challenger di Rafa Nadal a fine agosto. Oltre a Murray, saranno presenti due top 10 (Stefanos Tsitsipas e Roberto Bautista Agut) e due top 20 (Gael Monfils e Borna Coric). A completare un entry list di tutto rispetto, ci saranno anche Nick Kyrgios, Lucas Pouille, Alex de Minaur e Marco Cecchinato, unico azzurro sicuro di un posto in tabellone (Andreas Seppi e Stefano Travaglia sono al momento fuori rispettivamente di due e cinque posti).

A guidare il seeding del torneo di Chengdu sarà lo statunitense John Isner, unico top 20 al via. Saranno invece cinque i giocatori presenti tra i primi 30 del mondo: il numero 21 Felix Auger-Aliassime, il 23 Benoit Paire, il 25 Grigor Dimitrov (in tabellone grazie ad una wild card), il 29 Dusan Lajovic e il numero 30 Taylor Fritz. Al via anche Fernando Verdasco e Denis Shapovalov, mentre non dovrebbero esserci italiani: Andreas Seppi è inserito tra gli alternates anche a Chengdu, ma al momento è fuori di cinque posti. Assente anche il campione in carica Bernard Tomic, che lo scorso anno conquistò il titolo superando Fabio Fognini in una finale rocambolesca.

 

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Berrettini, le origini della svolta: “Quella settimana a Gstaad…”

Intervistato dal sito ATP, il numero 13 del mondo torna indietro di 14 mesi ricordando quando si è sentito per la prima volta in grado di competere con i migliori

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Matteo Berrettini - Gstaad 2018 (via Twitter, @SwissOpenGstaad)

Il lungo sprint finale della stagione di Matteo Berrettini parte da San Pietroburgo, dall’ottavo di finale (inedito) contro lo spagnolo Carballes Baena. L’azzurro cercherà nel 250 russo le prime conferme alla legittima ambizione di lottare fino alla fine per un posto nelle Finals. Ci arriva dopo un breve periodo di relax in Italia, durante il quale ha avuto modo di ragionare a freddo sulle due settimane di gloria allo US Open e su un’annata – quella in corso – andata oltre le migliori aspettative.

Se la semifinale a Flushing Meadows ha rappresentato la consacrazione, l’avvio del rito di passaggio da promessa a realtà del tennis mondiale ha però una data. Intervistato sul sito ATP per una delle monografie della rubrica “My story”, il numero 13 del mondo ha schiacciato il tasto review per tornare indietro di poco più di un anno.

QUELLA DOPPIETTA – Sulla terra svizzera di Gstaad, a luglio 2018, il romano conquistò il suo primo trionfo nel circuito maggiore in singolare, centrando anche l’inaspettato bis con il successo in coppia con Daniele Bracciali contro Molchanov e Zelenay. Le prime due coppe pregiate in bacheca e un’iniezione di energie positive.

Ricordo una settimana indimenticabile – racconta – ci arrivai da numero 84 del ranking e senza il mio allenatore (Vincenzo Santopadre, ndr) che si era preso una settimana di vacanza. In doppio non avevo mai vinto prima di allora a questi livelli e ci siamo ritrovati a sollevare il trofeo. In singolare ho battuto tre teste di serie come Rublev, Feliciano e Bautista Agut in finale. C’erano tanti italiani in tribuna ed è stata davvero una bella sensazione. Solo dopo qualche settimana ho realizzato la portata di quei giorni, in cui per la prima volta ho capito di potermela giocare alla pari con i migliori del mondo. È una consapevolezza importante da raggiungere per un giovane nel pieno percorso di crescita“.

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