Nei dintorni di Djokovic a New York: Donna consola gli orfani di Nole

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Nei dintorni di Djokovic a New York: Donna consola gli orfani di Nole

Lo US Open dei tennisti dell’ex Jugoslavia. La spalla e Wawrinka fermano Djokovic nella corsa verso il 17esimo Slam. Brilla Donna Vekic, si conferma Petra Martic. Flebili segnali di risveglio per Cilic e Dzumhur. Deludono i serbi. Interrogativo Coric

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Donna Vekic - US Open 2019 (foto via Twitter @usopen)

Fatta eccezione – e che eccezione, con i quarti di Donna Vekic e gli ottavi di Petra Martic – per il tennis femminile croato, non è stato di certo uno Slam da ricordare per il tennis dei paesi dell’ex Jugoslavia. Soprattutto in campo maschile, dove un tennista dell’ex Jugoslavia non mancava tra i primi otto a livello Slam dallo US Open di due anni fa, per merito di Novak Djokovic e/o di Marin Cilic. Ma stavolta, tra l’infortunio di Nole e il calo di prestazioni di Marin, i due si sono fermati agli ottavi. Ed il fatto che siano risultati comunque loro i migliori, non depone certo a favore del resto del contingente maschile e conferma le preoccupazioni relative al ricambio generazionale – ricordiamo che Djokovic ha 32 anni e Cilic quasi 31 – anche in ambito balcanico.

Ma, sebbene non inatteso dati i risultati stagionali di entrambe anche a livello Slam, l’exploit di Vekic e Martic ha rappresentato l’eccezione anche e soprattutto in campo femminile, dato che nessuna delle altre quattro tenniste provenienti dall’area ex jugoslava (due serbe e due slovene) presenti nel tabellone principale del singolare femminile è riuscita a superare il primo turno. Vediamo nel dettaglio come è andata, da est a ovest, nazione per nazione.

SERBIA
La grande delusione. Non parliamo di Novak Djokovic, perché di fronte all’infortunio che lo ha costretto ad alzare bandiera bianca contro Wawrinka e che nei giorni scorsi ha dato adito a diverse speculazioni in relazione alla sua gravità non si può certo dire nulla se non augurare pronta guarigione al fuoriclasse serbo, ma degli altri tennisti di Belgrado e dintorni. Che quando Nole – dopo aver già sofferto parecchio nel match precedente contro Londero – stringeva i denti per battere Kudla al terzo turno, sperando (invano) che un paio di giorni di riposo e terapie rendessero sopportabili e soprattutto gestibili i fastidi alla spalla sinistra, erano già tutti a casa.

Passi ovviamente per Janko Tipsarevic, che è ai titoli di coda della sua gloriosa (e sfortunata) carriera e che comunque ha lottato alla pari per tre set con Kudla prima di crollare nel quarto, ma da Dusan Lajovic, Lazlo Djere ed il giovane Miomir Kecmanovic ci si attendeva qualcosa in più. Lajovic è uscito al secondo turno per mano del già citato Kudla, che praticamente ha sfidato quasi tutta la nazionale serba a New York, con qualche rimpianto per i primi due set persi entrambi 7-5. Ci poteva anche stare che Djere perdesse all’esordio con il connazionale Kecmanovic, che ha sicuramente un gioco più adatto al cemento, ma se subito dopo Miomir è rimasto imbrigliato nella ragnatela dell’eterno Paolo Lorenzi – sconfitta che probabilmente gli avrà un po’ rovinato la festa per i suoi vent’anni due giorni dopo, il 31 agosto –  forse il 24enne di Senta qualcosa in più di otto game in tre set poteva fare.

Novak Djokovic si ritira contro Stan Wawrinka allo US Open 2019 (foto via Twitter, @RolandGarros)

In campo femminile è andata anche peggio, complice un sorteggio non certo fortunatissimo, con Ivana Jorovic che ha racimolato solo un game contro la polacca Swiatek e Aleksandra Krunic che ha lottato come suo solito ma ha dovuto cedere in due set a Ostapenko.

 

BOSNIA-ERZEGOVINA
Da New York arrivano segnali di ripresa per Damir Dzumhur, dopo un anno – anche a causa di diversi problemi fisici – veramente avaro di soddisfazioni per il 27enne tennista di Sarajevo, che prima di New York era perfino uscito dalla top 100, lui che da settembre 2017 allo scorso maggio era rimasto sempre tra i primi sessanta giocatori al mondo e per buona parte della scorsa stagione tra i top 30. Sul cemento di Flushing Meadows ha superato un turno e ha persino dato un po’ di filo da torcere a Roger Federer nel match successivo, vincendo il primo parziale prima che il fuoriclasse svizzero rimettesse le cose a posto imponendosi in quattro set.

CROAZIA
Come a Belgrado, anche dalle parti di Zagabria questo US Open in campo maschile non ha fornito motivi per cui rallegrarsi. Forse solo un pochino, perché Marin Cilic dopo Melbourne è riuscito a raggiungere di nuovo gli ottavi Slam in stagione. Non certo il massimo per un giocatore che lo scorso anno a livello Major aveva fatto una finale e due quarti, ma è già qualcosa rispetto alle deludenti prestazioni di Parigi e Wimbledon – eliminato al secondo turno – ed in generale degli ultimi sei mesi. Anche se non è bastato per non far scivolare Marin ai margini della top 30, dopo che a metà agosto era uscito dai primi venti del ranking dopo più di cinque anni consecutivi di permanenza, la maggior parte dei quali passati peraltro nella top ten. Ad un certo punto sembrava che Cilic fosse destinato a rimanere l’unico ad aver strappato un set a Nadal in tutto il torneo, prima che la rimonta di Medvedev regalasse una finale al cardiopalmo e gli togliesse questa piccolissima soddisfazione.

Marin però può partire da quel set vinto per cercare di ritrovare il tennis perduto, sebbene la facilità con cui Nadal ha poi disposto di lui negli ultimi due parziali fa ritenere che il quasi 31enne (compie gli anni il prossimo 28 settembre) di Medjugorje sia ancora parecchio lontano non solo dal Cilic che cinque anni fa trionfò a sorpresa a New York ma anche da quello che aveva chiuso la scorsa stagione da n. 7 del mondo poco dopo aver trascinato la Croazia alla conquista della seconda insalatiera.

Marin Cilic e Rafa Nadal – US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

Per il resto della truppa, solo infortuni. Ivo Karlovic si è ritirato al primo turno sotto di due set contro Tiafoe, ma già il fatto che a 40 anni suonati “dr. Ivo” a furia di botte di servizi entri ancora di diritto nei main draw degli Slam basta e avanza. Diverso il discorso per Borna Coric, che non è sceso nemmeno in campo nel match di secondo turno contro Dimitrov, per il riacutizzarsi dei problemi alla schiena che lo tormentano da Halle, quando dovette dare forfait in semifinale. Insomma, un’estate da dimenticare per il 22enne croato, che aveva approcciato questo 2019 con grandi aspettative. Si ritrova invece a settembre senza essere riuscito a salire nemmeno di un gradino da quella posizione n. 12 – anzi, ora è sceso al n. 15 – che all’inizio dell’anno sembrava il trampolino di lancio ideale per le sue aspirazioni da top ten, le stesse che nel frattempo sono riusciti a soddisfare giocatori che in quel momento erano dietro di lui in classifica, come i maturi Fognini e Bautista Agut ed i giovani rampanti Tsitsipas e Medeved.

E si ritrova anche senza team, dopo la recente decisione di cambiare per l’ennesima volta guida tecnica interrompendo la collaborazione con Riccardo Piatti ed il resto della sua squadra. Evidente perciò che dopo quanto accaduto rimangano (o forse addirittura aumentino) gli interrogativi sulle reali prospettive ad alto livello del giovane tennista croato e che da questo finale di stagione ci si attenda almeno qualche risposta in tal senso.

La Croazia si consola però alla grande in campo femminile, di fatto – come dicevamo all’inizio – l’unica vera nota lieta per il tennis dell’ex Jugoslavia a New York. Nella “Grande Mela” sono infatti  arrivati i primi quarti Slam in carriera di Donna Vekic e gli ottavi di Petra Martic, approdata alla seconda settimana di torneo per il terzo Major di fila. Tra le due chi ha più rimpianti, nonostante il best Slam result ed il best ranking (n. 21), è proprio Donna, che contro Belinda Bencic si è ritrovata a servire sul 5-4 per il primo set prima che si spegnesse la luce, anche per merito della svizzera. Considerato che al Roland Garros contro lo stessa avversaria dopo aver vinto il primo per 6-4 chiuse 6-1 il secondo, è più che logico che a posteriori alla 23enne di Osijek forse sia venuto da pensare “chissà cosa sarebbe successo se…” il primo set si fosse concluso come a Parigi. Ma eventuali rimpianti a parte, Flushing Meadows ha confermato i  progressi sotto la guida di Torben Grael, l’ex coach di Kerber che segue la croata da fine 2017: in particolare sono migliorati gli spostamenti, da sempre il punto debole di Donna, ed il suo tennis è diventato più aggressivo.

Petra Martic si è invece fermata agli ottavi al cospetto di Serena Williams, creandole qualche grattacapo iniziale prima che la potenza della statunitense avesse la meglio, evidenziando uno dei talloni d’Achille della giocatrice spalatina: gli spostamenti laterali, specie sul lato del dritto. Sicuramente continuerà a lavorarci con la sua coach Sandra Zaniewska, ma dopo i tanti problemi fisici per Petra questo è anche il momento di assaporare la gioia per i risultati di quella che già così è una stagione da ricordare. L’ultimo di questi risultati è la prima finale Premier raggiunta a Zhengzhou la scorsa settimana (sconfitta dalla n. 2 del mondo Pliskova) con la quale ha consolidato la sua posizione nella top 25, peraltro a poca distanza – meno di cento punti – da quella 20esima posizione raggiunta a luglio che, al momento, rappresenta il suo best ranking. Ma, per come stanno andando le cose, quest’ultima parte di stagione potrebbe riservare sia a lei che a Donna Vekic ancora delle belle sorprese in termini di classifica.

Petra Martic – US Open 2019 (photo Brad Penner/USTA)

SLOVENIA
Se Belgrado e Zagabria non ridono, in campo maschile può almeno sorridere – nel suo piccolo –  Lubiana, grazie al bel torneo di Aljaz Bedene. Il 30enne tennista lubianese ha infatti raggiunto per la prima volta in carriera il terzo turno dello US Open, dove – dopo che nel turno precedente aveva battuto al quinto Benoit Paire, tds n. 29 e finalista a Winston-Salem pochi giorni prima – si è arreso solo dopo quattro combattutissimi set a Sascha Zverev. Da segnalare una curiosità: come lo scorso anno Bedene ha scelto di saltare a piè pari tutti i tornei di preparazione sul cemento americano, mentre negli anni precedenti aveva almeno giocato a Winston-Salem la settimana prima dello US Open. Ma mentre lo scorso anno aveva passato agosto ad allenarsi, quest’anno invece ha preferito giocare (e vincere) a Ferragosto il Challenger di casa a Portorose, dove tra l’altro era l’unico top 100 in tabellone. Alla fine ha avuto ragione lui, che prima di quest’anno aveva vinto un solo match (nel 2015) nel main draw newyorchese.

Chiudiamo con i risultati sloveni in campo femminile. Che, purtroppo, non sono stati in linea con quelli degli altri Slam stagionali, dato che a New York per la prima volta in stagione nessuna tennista slovena ha raggiunto il secondo turno. Ferma ai box per gli esami di maturità la grande promessa 18enne Kaja Juvan, le due tenniste slovene in tabellone, Tamara Zidansek e Polona Hercog, hanno infatti subito salutato Flushing Meadows. Se la sconfitta della prima contro Petra Martic era preventivabile e già l’aver trascinato la croata al terzo è da considerarsi un discreto risultato, si sperava invece che la 28enne di Maribor – che aveva sfiorato gli ottavi a Wimbledon perdendo contro Coco Gauff dopo aver avuto due match point a favore – riuscisse a ribaltare il pronostico contro Danielle Collins, che la sopravanzava di una ventina di posizioni in classifica ma che non aveva mai superato il primo turno a New York, al contrario della tennista slovena che ci era riuscita per tre volte in carriera.

C’è mancato poco: Polona ha perso 6-4 al terzo e ha dovuto perciò rimandare il ritorno vero e proprio tra le top 50 – vi ha fatto infatti una fugace apparizione per una settimana nel luglio scorso, al n. 50  –  da dove manca in pianta stabile, tra un infortunio e l’altro, dal giugno 2012. Un ritorno che però dopo gli ottavi della scorsa settimana a Zhengzhou (sconfitta dalla futura vincitrice Pliskova) ora è di nuovo ad una manciata di punti.

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WTA Ranking: Collins in salita di nove posti

L’americana capitalizza al meglio la vittoria a Palermo e risale al n.35. Lucia Bronzetti guadagna 16 posti, ne perde 12 Cocciaretto

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Questa settimana non ci sono cambiamenti nei piani alti della classifica. Le atlete in top20 sono impegnate nel torneo Olimpico o sono ferme ai box, di conseguenza la loro posizione non è variata rispetto a quella di lunedì scorso.

Il primo gruppo di atlete in movimento è quello subito a ridosso della top20. Kiki Bertens, infatti, perde 3 posti e scende al n.24, di conseguenza ne guadagnano uno ciascuno Kerber (n.21), Jabeur (n.22) e Muchova (n.23). Subito dietro, Danielle Collins, fresca vincitrice del torneo di Palermo, si porta al n.35 mettendosi alle spalle ben 9 posizioni. Questo è l’unico movimento rilevante in top50.

In top100 non ci sono spostamenti eclatanti in salita ma solo in discesa. Perdono 12 posti Anastasjia Sevastova (n.65) e Jil Teichmann (n.67), ne lasciano per strada 7 Bernarda Pera (n.83), 20 Fiona Ferro (n.84) e 9 Anastasia Potapova (n.95).

 

C’è fermento, invece, alle spalle delle cento. Elena-Gabriela Ruse sale di 32 posti dopo la finale a Palermo e si ritrova al n.105. Alle sue spalle si posiziona Oceane Dodin (+14, n.106). Dieci posti in più anche per Astra Sharma (n.111) e ben 50 per la rivelazione del torneo di Gdynia, Maryna Zanevska (n.115). Sono invece 20 le posizioni guadagnate da Kristina Kucova (n.120).

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Ashleigh Barty209635
20Naomi Osaka157336
30Aryna Sabalenka296965
40Sofia Kenin265640
50Bianca Andreescu135331
60Elina Svitolina295125
70Karolina Pliskova234975
80Iga Swiatek174695
90Garbiñe Muguruza204165
100Simona Halep174115
110Barbora Krejcikova304113
120Belinda Bencic264085
130Petra Kvitova213985
140Victoria Azarenka193845
150Jennifer Brady253830
160Serena Williams143641
170Elise Mertens293495
180Anastasia Pavlyuchenkova263420
190Maria Sakkari243420
200Elena Rybakina323083
21+1Angelique Kerber232950
22+1Ons Jabeur282930
23+1Karolina Muchova202876
24-3Kiki Bertens242805
250Cori Gauff232765
260Madison Keys192575
270Jessica Pegula242470
280Anett Kontaveit212270
290Paula Badosa362180
300Jelena Ostapenko252170
310Daria Kasatkina282090
32+1Veronika Kudermetova302040
33-1Petra Martic262005
340Ekaterina Alexandrova292000
35+9Danielle Collins211875
36-1Yulia Putintseva321865
37-1Alison Riske211815
380Nadia Podoroska371762
39-2Tamara Zidansek271760
40-1Sorana Cirstea251734
41-1Johanna Konta181728
42-1Marketa Vondrousova201717
43-1Shelby Rogers321698
44-1Svetlana Kuznetsova181693
450Magda Linette291628
460Dayana Yastremska221575
47+1Sara Sorribes Tormo311550
48+1Qiang Wang251545
49+1Viktorija Golubic301531
50-3Donna Vekic241530

CASA ITALIA

Le uniche a sorridere davvero sono Lucia Bronzetti (+16, n.184), reduce dai quarti a Palermo, e Federica Di Sarra (+12, n.275). Nel complesso settimana negativa per le nostre atlete di vertice. Camila Giorgi retrocede al n.61 (-3 posti per lei). Scendono anche Sara Errani (-8, n.112) e Elisabetta Cocciaretto (-12, n.125). Più indietro, perdono otto posti Giulia Gatto-Monticone (n.199) e ben 22 Stefania Rubini (n.356).

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
61-3Camila Giorgi251258
91+1Jasmine Paolini39890
1020Martina Trevisan33812
112-8Sara Errani36750
125-12Elisabetta Cocciaretto27682
174+16Lucia Bronzetti42444
199-8Giulia Gatto-Monticone34368
248+4Lucrezia Stefanini37275
250-5Jessica Pieri40274
275+12Federica Di Sarra32248
292+4Martina Di Giuseppe38221
293+7Bianca Turati24220
324+3Martina Caregaro28193
356-22Stefania Rubini28156
358+1Cristiana Ferrando31155
3720Camilla Rosatello32147
458-2Nuria Brancaccio29107
459+2Angelica Moratelli36107
484-3Tatiana Pieri2998
485-1Lisa Pigato1997

NEXT GEN RANKING

I dodici posti in meno in classifica generale sono fatali a Elisabetta Cocciaretto che saluta la top10. Rientra in classifica Catherine McNally. (Nel Next Gen ranking del 2021 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 2001).

PosizioneVariazioneGiocatriceAnnoClassifica WTA
10Iga Swiatek20018
20Cori Gauff200425
30Marta Kostyuk200262
40Leylah Fernandez200272
50Maria Camila Osorio Serrano200177
70Amanda Anisimova200182
60Anastasia Potapova200195
80Clara Tauson200296
90Clara burel200198
10Catherine McNally2001117

LA RACE

Anche nella RACE sono stabili le prime venti. Segnaliamo fuori dalla top20, Danielle Collins in salita di 13 posizioni fino al n.29.

PosizioneVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Ashleigh Barty105381
20Barbora Krejcikova133778
30Aryna Sabalenka133538
40Iga Swiatek102680
50Karolina Pliskova132607
60Naomi Osaka72536
70Garbiñe Muguruza122325
80Anastasia Pavlyuchenkova122029
90Ons Jabeur132010
100Cori Gauff132005
110Maria Sakkari111956
120Elise Mertens121839
130Jennifer Brady101808
140Paula Badosa111737
150Karolina Muchova81687
160Veronika Kudermetova161658
170Jessica Pegula131647
180Angelique Kerber121581
190Tamara Zidansek131581
200Elina Svitolina131572

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Classifica ATP: Carlos Alcaraz sugli scudi

Lo spagnolo, campione a Umago, guadagna 18 posizioni e sale al numero 55. Best ranking anche per Norrie grazie al successo ottenuto a Los Cabos

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Carlos Alcaraz - Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Complice il torneo olimpico, la classifica ATP questa settimana presenta poche novità di rilievo rispetto a sette giorni fa. Al vertice ne troviamo solo una, rappresentata dallo scambio di posizione tra Monfils e de Minaur.

TOP 20
PosizioneGiocatoreNazionePunti ATPDelta
1DjokovicSerbia12113 
2MedvedevRussia10370 
3NadalSpagna8270 
4TsitsipasGrecia8030 
5ZverevGermania7340 
6ThiemAustria7340 
7RublevRussia6005 
8BerrettiniItalia5488 
9FedererSvizzera4215 
10ShapovalovCanada3625 
11Carreno BustaSpagna3260 
12HurkaczPolonia3163 
13SchwartzmanArgentina3060 
14RuudNorvegia3045 
15Bautista AgutSpagna2738 
16Auger-AliassimeCanada2720 
17MonfilsFrancia26031
18de MinaurAustralia2565-1
19GarinCile2520 
20GoffinBelgio2500 


Molto più interessante ciò che è successo intorno alla metà della top 100. Il diciottenne spagnolo Carlos Alcaraz grazie al successo ottenuto ad Umago è salito infatti alla 55esima posizione. Da inizio stagione ad oggi l’allievo di Juan Carlos Ferrero ha compiuto un balzo di 86 posizioni. Best ranking anche per Cameron Norrie (29) – vincitore a Los Cabos -, Alejandro Davidovich Fokina (34) e Arthur Rinderchnech salito dal 100esimo al 91esimo posto: più 87 posizioni per lui da gennaio ad oggi. Evidentemente studiare aiuta.

CASA ITALIA

Il torneo di Umago regala rispettivamente 3 e 8 posizioni a Stefano Travaglia e Alessandro Giannessi.

 
ClassificaNomeVariazionePunti
8Berrettini 5488
23Sinner 2320
26Sonego 2208
31Fognini 1801
61Musetti 1106
74Mager 960
83Cecchinato 888
87Seppi 863
88Travaglia3861
109Caruso 752
149Gaio 524
169Giannessi 8432
177Lorenzi 415


Questa settimana Marco Cecchinato, Caludio Mager e Stefano Travaglia giocheranno sulla terra rossa di Kitzbuhel mentre Fabio Fognini sul cemento bollente di Tokyo proverà ad aggiungere una medaglia olimpica italiana in singolare a quella ottenuta da Uberto de Morpurgo a Parigi nel 1924.

NEXT GENERATION RACE

La finale di Gstaad vale l’ottavo posto per Hugo Gaston nella race per Milano.

PosizioneGiocatoreNazionePuntiPosizione ATPClasse
1SinnerItalia1520232001
2Auger-AliassimeCanada1365162000
3KordaItalia1045472000
4MusettiUSA811612002
5AlcarazSpagna779552003
6BrooksbyUSA5021292000
7CerundoloArgentina4211462001
8GastonFrancia4101332000
9NakashimaUSA3911152001

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WTA Gdynia, primo titolo in carriera per Zanevska

La tennista belga sconfigge Kucova, che spreca due break di vantaggio in entrambi i set. Era la prima finale per entrambe

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Maryna Zanevska a Gdynia 2021 (Credit: @WTA on Twitter)

Maryna Zanevska, N.165 WTA, ha conquistato il primo titolo della sua carriera a 27 anni al Poland Open di Gdynia sconfiggendo Kristina Kucova, N.150, per 6-4 7-6(4) in un’ora e 51 minuti. Si chiudono due grandi settimane per la vincitrice: dopo aver raggiunto la semifinale a Losanna, ha ricevuto uno Special Exempt che le ha permesso di evitare le qualificazioni per il torneo polacco, sfruttandolo al massimo con un solo set perso nel corso della settimana.

Kucova, 31 anni e reduce da una semifinale dominante su Korpatsch, era avanti 3-0 e servizio in entrambi i set, ma ha pagato il misero 9/27 con la seconda di servizio che ha finito per regalare 20 palle break all’avversaria. Nel primo Zanevska è stata brava a recuperare con un parziale monstre di 16-3, vincendo gli ultimi 11 punti giocati al servizio prima di piazzare il break decisivo nel decimo gioco, chiuso al terzo set point.

Nella seconda partita il ritorno di fiamma di Zanevska è stato persino più impetuoso: dallo 0-3 iniziale ha infatti vinto cinque game di fila, andando a servire per il match. Kucova, non nuova a rimonte stratosferiche questa settimana (per esempio la great escape di quasi quattro ore con Gorgodze nei quarti di finale), non si è però data per vinta, e ha vinto otto dei successivi nove punti per pareggiare il conto dei game, prima di salvare quattro match point al servizio (due consecutivi) sul 5-6, forzando il tie-break. Lì il punteggio ha seguito i servizi fino al 3-3, quando Zanevska ha ottenuto il mini-break decisivo, salendo rapidamente a triplo championship point prima di chiudere alla seconda opportunità.

 

“Oggi ho vissuto un sogno, è un momento fantastico per me”, ha detto la vincitrice. Non ho iniziato bene, ero sotto grande stress, ma l’incitamento del pubblico mi ha dato una grande spinta“. Considerevole balzo in classifica per entrambe: Zanevska ha guadagnato 50 posizioni, salendo al N.115 (a poca distanza dal best ranking di 105), mentre Kucova ne ha prese 30, raggiungendo la centoventesima piazza.

Qui il tabellone di Gdynia e degli altri tornei della scorsa settimana

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