Finali Davis: storia di un doppio inutile e di quattro professionisti

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Finali Davis: storia di un doppio inutile e di quattro professionisti

MADRID – USA e Italia giocano fino alle 4:30 un doppio senza alcun valore. Australia e Canada invece si ritirano e danno un potenziale vantaggio al Belgio e agli stessi Stati Uniti

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Simone Bolelli e Fabio Fognini - Finali Coppa Davis 2019 (photo by Pedro Salado / Kosmos Tennis)

da Madrid, il nostro inviato

Quello che è successo stanotte alla Caja Magica ha dell’incredibile. USA e Italia hanno finito il doppio alle 4:30, e già questo sarebbe degno di nota, ma davanti a una cinquantina di coraggiosi tifosi le due coppie profondono il massimo impegno dalla prima all’ultima palla pur sapendo di essere probabilmente eliminate. E questa storia cozza maledettamente con il comportamento di Canada e Australia che rispettivamente ieri e l’altro ieri, privilegiando il prosieguo della manifestazione, hanno deciso rispettivamente di non giocare il doppio e ritirarsi dopo un solo game giocato dando così un potenziale vantaggio alle avversarie USA e Belgio nella corsa per il secondo posto.

Falle del regolamento che si aggiungono a quelle organizzative che già abbiamo citato in altri articoli (qui l’editoriale del direttore con le parole di Djokovic, seguito poi a ruota da Nadal) e sui quali non è il caso qui di soffermarci. Certo, qualcuno potrà obiettare che Canada e Australia dovevano pensare alla loro sfida di quarti di finale in programma proprio oggi, ma chi scrive crede che si debba anche avere rispetto per gli addetti ai lavori e per gli spettatori che hanno pagato un biglietto per tre incontri interi. Non è stato irreprensibile il comportamento degli australiani che nel comunicato ufficiale della Federazione hanno addotto una motivazione (problema al polso per Peers)e in conferenza, per mezzo delle parole di Hewitt, hanno parlato di un altro infortunio (problema al gomito). Non proprio una bella figura, alla faccia della lealtà sportiva.

Forse a questo punto è stato più coerente Frank Dancevic, che nella conferenza post ritiro doppio con gli USA ha onestamente dichiarato che lui doveva preservare la squadra e che la rinuncia al doppio era la strada migliore. Però ci viene da obiettare che se Schnur si era infortunato e Pospisil aveva dormito solo tre ore la notte precedente, per il rispetto della competizione Auger-Aliassime (ancora in condizioni precarie) e Shapovalov sarebbero potuti scendere in campo, e pur non giocando non al massimo avrebbero comunque garantito un minimo di regolarità alla competizione.

Sarà quindi il caso di fare i complimenti alle coppie stoiche di USA e Italia, soprattutto a Fabio Fognini, che dopo il singolare si è impegnato comunque allo stremo per cercare di vincere la sfida nonostante proprio il doppio 6-0 fittizio del Belgio (ottenuto a seguito del ritiro di Peers e Thompson) avesse praticamente eliminato l’Italia. Anche qui si potrà obiettare che i quattro in campo erano all’ultima fatica stagionale senza quindi ormai timore di tirare tardi. ma siamo proprio sicuri che iniziare un doppio verso le 2 e finirlo alle 4:30 sia una passeggiata di salute?

In aggiunta, a fine secondo set l’eliminazione dei due team era ormai certa; a quel punto i quattro in campo avrebbero potuto decidere di rinunciare di comune accordo al terzo set. Non lo hanno fatto e gli vanno fatti i complimenti. Anche se chi scrive è tornato in albergo dopo le 4 di notte ed è andato a dormire alle 6. Ma questa è un’altra storia che va ricondotta alle voragini organizzative di una manifestazione che, per quanto alla prima edizione nel nuovo formato, presenta delle incongruenze spaventose e inaccettabili per l’importanza dell’evento.

 

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Finali di Coppa Davis ad Abu Dhabi: l’accordo da 200 milioni di dollari in 5 anni si avvicina

Esclusiva Telegraph Sport: gironi in Europa subito dopo lo US Open, fasi finali a novembre negli Emirati

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Daniil Medvedev alla 2021 Davis Cup by Rakuten (Credit: Manuel Queimadelos/Quality Sport Images/Kosmos Tennis)

Per via del caso Djokovic e dell’Australian Open, da un po’ di tempo non si sentiva parlare delle nuove ombre che incombono sulla Coppa Davis. Un’esclusiva del Telegraph Sports, tuttavia, riporta ulteriori informazioni su quanto era trapelato per la prima volta durante lo scorso dicembre, ma mai confermato in maniera ufficiale: le finali di Davis sotto la gestione Kosmos sono pronte a traslocare ad Abu Dhabi dopo due edizioni disputate a Madrid. Il Telegraph Sports scrive che gli Emirati Arabi avrebbero offerto la cospicua somma di 40 milioni di dollari all’anno (ovvero 200 milioni per un contratto quinquennale).

Non finisce qui, però. Sembra confermata anche la volontà di dividere in due parti le Davis Cup Finals, in due periodi di calendario distinti. La fase a gironi (alla quale prenderebbero parte 16 nazioni) si giocherebbe in sedi europee nella settimana successiva allo US Open, a settembre. Le otto squadre che riusciranno a passare il round robin saranno poi impegnate nella fase a eliminazione diretta ad Abu Dhabi in novembre: come noto si tratta di una città con una relativa tradizione tennistica, dal momento che il torneo più conosciuto che si gioca da quelle parti è il Mubadala World Tennis Championship, esibizione che nemmeno fa parte del calendario del circuito.

 

La scelta che sta per essere confermata ha fatto e farà storcere il naso a molti. Chiaramente Kosmos non ha messo in primo piano i tifosi, da sempre il cuore pulsante della competizione a squadre: gestire una doppia trasferta non è affatto semplice per gli appassionati, europei e non, e al momento – riporta sempre Telegraph Sports – Kosmos sta provando a trovare una soluzione a questo problema, che probabilmente andava però risolto a monte. Lo scorso 5 dicembre era in programma a Madrid una conferenza stampa nella quale avrebbero annunciato tutti i dettagli del nuovo accordo. L’appuntamento è poi stato annullato, ma non è da escludere che nei prossimi giorni arrivi qualche notizia dai canali ufficiali, anche perché la decisione andrà ad avere un impatto non indifferente sul calendario.

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Preliminari Coppa Davis 2022: Slovacchia-Italia si gioca su cemento indoor a Bratislava

Scelta la sede e la superficie per lo spareggio del 4-5 marzo. Si gioca per raggiungere le Davis Cup Finals di novembre. C’è un precedente datato 2009

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Filippo Volandri e Jannik Sinner - Finali Coppa Davis 2021 (photo by Jose Manuel Alvarez / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Il percorso in Coppa Davis della Nazionale italiana di Filippo Volandri partirà ufficialmente il prossimo venerdì 4 marzo. Berrettini, Sinner e compagni voleranno in Slovacchia per la sfida di playoff che mette in palio la qualificazione alle Davis Cup Finals by Rakuten del 2022. È stata annunciata la sede del confronto, ovvero la NTC Arena di Bratislava. La superficie dovrebbe essere cemento indoor, dunque abbastanza favorevole ai nostri primi due singolaristi – se confermeranno la loro presenza per il 4 e 5 marzo – Matteo Berrettini e Jannik Sinner. La Slovacchia ha infatti ospitato il Cile lo scorso settembre, giocando sempre alla NTC Arena e scegliendo il cemento come superficie. Il team guidato da Gombos e dal capitano Tibor Toth si impose 3-1, guadagnandosi la possibilità di giocare il turno preliminare nel World Group 2022.

C’è un precedente tra Italia e Slovacchia, squadra finalista della competizione nel 2005, sconfitta proprio a Bratislava contro la Croazia. Nel 2009 gli azzurri ospitarono sulla terra rossa di Cagliari la Slovacchia nel match di secondo turno del Gruppo I Europa-Africa e si imposero per 4-1. Vinsero in tre set Starace su Hrbaty (6-1 6-2 6-4) e in cinque set Fognini su Lacko (1-6 6-3 6-2 1-6 6-1). Il ligure, dopo la sconfitta nel doppio, chiuse la pratica superando Hrbaty 7-6 6-1 6-3 (arrotondò il punteggio Cipolla contro Lacko). L’Italia si qualificò così ai playoff di settembre per accedere al World Group, ma nulla poterono Seppi, Bolelli e Starace contro la Svizzera di Federer e Wawrinka, che vinse 3-2 a Genova.

Oltre un decennio più tardi le prospettive sono totalmente diverse per la nostra nazionale, che si presentava già alle Finals del 2021 tra le favorite, ma proverà ad arrivare in fondo nella competizione anche nel 2022, sperando di aggiungere alla squadra il numero italiano 1 Matteo Berrettini, fermato dall’infortunio all’addominale a novembre e assente alle Finali di Davis. Si dovrà passare dal preliminare, così come faranno altre 23 nazionali. Dieci di queste hanno ottenuto il posto vincendo lo spareggio per entrare nel World Group a settembre, mentre le altre 14 sono squadre che si sono qualificate tra il terzo e il 18esimo posto alle Davis Cup Finals ’21. Le prime due classificate, Russia e Croazia, sono già di diritto alle Finali 2022, così come le due wild card, assegnate a Serbia e Gran Bretagna.

 

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Binaghi: “Vogliamo candidarci per ospitare uno dei gironi della Coppa Davis 2022”

Il presidente FIT conferma l’interesse ma la scelta del luogo non è scontata: “L’avremmo voluta fare a Cagliari, ma ci chiedono un palazzetto da 8000 persone”

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Angelo Binaghi a Cagliari per Italia-Corea del Sud, Coppa Davis 2020 (foto Felice Calabrò)

A livello di risultati, la stagione 2021 è stata una delle più floride per la storia del tennis italiano, mentre dal punto di vista organizzativo è stata senza dubbio la più gloriosa di sempre. Negli ultimi dodici mesi, gli eventi di maggior prestigio ad essersi svolti nello stivale sono quelli che hanno concluso la stagione: le Nitto ATP Finals e un girone delle fasi finali della Davis Cup by Rakuten entrambi avvenuti al Pala Alpitour di Torino, oltre alle Intesa Sanpaolo Next Gen ATP Finals all’Allianz Cloud di Milano. Al netto del caos biglietti, tutto si è svolto in maniera più che decorosa e tutto lascia sperare che da qui in avanti non si possa migliorare.

E mentre le Finals a Torino sono garantite fino al 2025, ora la Federtennis vuole confermare l’impegno anche nella competizione a squadre. Come già annunciato le settimane passate, infatti, dal prossimo anno la Davis si dovrebbe trasferire ad Abu Dhabi dai quarti di finale in poi, mantenendo tuttavia la forma a gironi per decretare le partecipanti della fase finale, anche se si passerà da sei gruppi da tre a quattro gironi da quattro nazionali. Ebbene, l’Italia vuole candidarsi per ospitare uno dei gironi come accaduto quest’anno.

“Come paese stiamo facendo un’offerta per avere per i prossimi cinque anni la fase finale di Coppa Davis“, ha detto Angelo Binaghi, presidente della Federazione Italiana Tennis. “L’avremmo voluta fare a Cagliari ma ci chiedono un palazzetto da 8000 persone. Per capienza siamo alla posizione N.107 in Italia. Non la possiamo fare perché qui non c’è e a causa di questo la regione che più ha investito si vede scappare questa opportunità. Parteciperemo alla gara per la prima volta. Vorremmo ospitare i gironi a quattro squadre“. Queste le parole del numero 1 della FIT pronunciate durante la presentazione della giornata finale delle Cupra FIP Finals di padel a Cagliari. È scontato aggiungere che visto com’è andato quest’anno, la città di Torino con i 15.657 posti del PalaAlpitour sarebbe sicuramente la scelta più probabile.

 

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