Australian Open: Kyrgios gioca sul serio, Sonego sconfitto con onore

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Australian Open: Kyrgios gioca sul serio, Sonego sconfitto con onore

Nick c’è con la testa, Lorenzo gioca due set alla pari ma li perde al tie-break: “Sono partite da cui imparo tanto”. Kyrgios si propone come mina vagante del torneo

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Nick Kyrgios - Australian Open 2020 (via Twitter, @atptour)

[23] N. Kyrgios b. L. Sonego 6-2 7-6(3) 7-6(1) (da Melbourne, il nostro inviato)

Dire che la serata alla Melbourne Arena è perfetta per giocare a tennis è poco. Temperatura gradevole, aria pulitissima (che di questi tempi, da queste parti, non è scontato), una bella luce di inizio tramonto, il pubblico assiepato in ogni ordine di posti. Lorenzo Sonego, il ragazzo di Torino allenato da Giampiero Arbino, detto Gipo, affronta la croce e delizia degli appassionati australiani, Nick Kyrgios, che è il paradigma del genio e della sregolatezza nel tennis attuale. Quando hai davanti uno che è perfettamente in grado di nascondere la palla a Djokovic e Nadal, ma poi è capace di perdere da chiunque se quel giorno ha solo voglia di andare a casa a guardare l’NBA, le opzioni tecnico-tattiche non sono molte. Bisogna stare lì a difendere i propri turni di servizio a ogni costo, aspettando l’eventuale inciampo dell’avversario. Se non arriva, c’è poco da fare.

Parte Sonego alla battuta, tirando a tutta (214 kmh per il primo ace dell’azzurro), come a far capire a Kyrgios che in campo il fucile di grosso calibro non ce l’ha solo lui. Chiaramente, Nick se c’è da scatenare la sparatoria non è certo il tipo da tirarsi indietro. Il risultato è che i primi quattro game volano via in pochi minuti, tra gli applausi sorprendentemente “bipartizan” del pubblico, che non eccede nel tifo per il ragazzo di casa. L’impressione è che Lorenzo, con la sua aria un po’ stralunata e lo sguardo sorridente, stia simpatico agli “aussie”, e ci sta, qui apprezzano lo sport e i suoi protagonisti ben oltre i miseri campanilismi nazionalistici, dovrebbero prenderne nota in tanti da noi.

Sul 2-2, dopo uno scambio di mazzate notevoli, arriva la prima palla break della partita in favore di Kyrgios, annullata alla grande da Sonego con un dritto diagonale in uscita dal servizio. Nick se ne conquista una seconda in attacco, ma fallisce il passante di rovescio. Non sono trascorsi nemmeno 20 minuti, e siamo già in una fase potenzialmente decisiva del primo set. L’australiano ha davvero voglia di azzannare il turno di battuta di Lorenzo, e poco dopo un recupero largo dell’azzurro su una buona palla corta di Kyrgios decreta il break, alla terza opportunità. Voluto e meritato, poco da dire. Una volta arrivato sopra nel punteggio, Nick diventa incontenibile, risponde in anticipo e spazzola drittoni in chiusura, e si prende un secondo break. Il 6-2 è inevitabile, è passata poco più di mezz’ora. Il 74% di prime palle in campo (59% Sonego), quando si parla di roba che viaggia dai 215 kmh in su, è il dato che spiega meglio la superiorità dell’australiano fino adesso. 12 vincenti, 5 errori Nick, 7-2 Lorenzo, stanno giocando bene, ma uno dei due per ora è semplicemente più forte.


Non riuscivo a rispondergli, ha un servizio impressionante per varietà di angoli e precisione. Ed è bravissimo a leggere il gioco, magari accorciava, io gli tiravo nell’angolo, e lui era già li che mi aspettava. Sa già prima dove tiri, questo credo che ce l’abbia di natura

 

Il rischio, davanti a un Kyrgios voglioso e concentrato (il che può significare ingiocabile, come sanno bene tutti, mostri sacri da decine di Slam compresi), è di farsi prendere dalla frenesia, andando sovraritmo per l’ansia di non farsi aggredire. Bravo Sonego a rimanere ordinato senza strafare, pur tenendo alto il ritmo e spingendo a tutto braccio appena possibile. Sul 4-3 Lorenzo, servizio Nick, una brevissima interruzione dell’energia elettrica nello stadio diverte molto il pubblico, che crea un bell’effetto di luci con i cellulari. La cosa si risolve in pochi istanti, siano benedetti gli impianti a LED. Fosse successo con i riflettori alogeni vecchio stampo, prima di riaccenderli (dovevano raffreddarsi), sarebbero dovuti passare parecchi minuti. Il set continua in modo equilibrato, e questo è un grande merito di Sonego, quando Kyrgios sta in campo di buzzo buono farsi travolgere è un attimo.

Sullo scambio sentivo di tenere il livello, il drittone lo reggevo. Sfortuna nei sorteggi? Ma meno male, giocare partite così mi fa imparare più velocemente, mi capitasse più volte di giocare con gente che serve così e gioca così, potrei avvicinarmi di più al loro livello

Applausi di Nick e di tutta l’arena per una splendida palla corta di Lorenzo, e per una successiva chiusura acrobatica a rete sul 5-5, poco dopo siamo al tie-break. Considerato che Kyrgios in tutto il set ha fatto tre punti in risposta, e Sonego quattro, è un epilogo più che giusto. Uno scambio di terrificanti mazzate concluso da Nick con la palla corta vincente dà all’australiano un minibreak, Lorenzo lo recupera subito con uno splendido dritto, ma poi un errore in lunghezza lo manda di nuovo sotto. Sul 5-3, Kyrgios mette prima un gran rovescio lungolinea, poi chiude a rete dietro al drop shot, ed è due set a zero per lui. 23 vincenti e 17 errori Nick, 16-9 Lorenzo, bellissima partita, peccato per l’italiano non aver avuto spiragli significativi per incidere nel punteggio (zero palle break finora nel match).

Per quello che ho visto penso che lui in realtà ci tenga al tennis, e che si diverta in campo e col pubblico. Nei punti importanti non ne fa quasi mai di sciocchezze, palle strane, guarda i tie break, li ha giocati perfetti

Nel terzo set, Kyrgios entra in fase “tweener”, divertendo ripetutamente il pubblico con i colpi tra le gambe e facendo pure punto con un pallonetto in contropiede su cui Sonego sbaglia lo smash. Sono brutti segnali per l’italiano, che infatti nel quarto game affronta una palla break potenzialmente letale, ma si salva col servizio. Il passante basso di Kyrgios ne porta una seconda, cancellata da un ace. Bravo l’azzurro, ma sta camminando in bilico sul proverbiale cornicione. Sul 2-2 una risposta vincente di dritto spaventosa sulla prima palla di Nick vale a Lorenzo il meritato boato della Melbourne Arena, ma l’australiano sale 3-2 senza affanni. Senza sussulti, ma con un bel tennis di attacco e spinta da parte di entrambi, si arriva al 6-6, e per quello che si è visto, un altro tie-break alla fine è una conclusione abbastanza giusta del parziale, anche se Kyrgios ha avuto un paio di occasioni.

“Lui è correttissimo, se dà di matto lo fa con se stesso. Il mio problema oggi è stato non riuscire a rispondergli, sto cercando di migliorare proprio alla risposta come è riuscito a fare Matteo (Berrettini). Queste partite mi servono a questo, a capire dove stare in risposta, in allenamento lavoro quasi solo su quello

Un drittaccio scappato lungo regala subito un minibreak a Kyrgios, un paio di bastonate alla battuta lo portano 4-1, Sonego è nei guai adesso. Un doppio fallo dell’azzurro e un colpo steccato portano l’australiano al 6-1 e servizio, il primo match-point è quello buono. Ottima prova di Lorenzo, contro un Nick Kyrgios di questo livello sarebbero stati spazzati via dal campo in tanti, averlo tenuto a lottare punto a punto per due set va registrato come un risultato positivo. Zero palle break concesse da Nick in tre set di cui due lunghi, solo per dare un’idea. Il ragazzo di Camberra c’è, e dovranno starci attenti tutti.

Sono stati due mesi difficili, è bello essere qua, buon anno a tutti a proposito! Lui è forte, lo sapevo, ho dovuto giocare bene. Sono contento di quello che stiamo raccogliendo con le donazioni, con i miei ace, grazie a tutti quelli che donano e ci sostengono. Stare qua fuori con voi ragazzi mi fa sentire forte, grazie ancora! Ho fatto una buona preparazione, mi sento bene, spero di potermi giocare le mie possibilità nel tabellone. ma non guardo avanti, penso turno per turno!”, racconta Nick a John McEnroe, e si gode il boato del pubblico quando il campione americano annuncia che donerà 1000 dollari per ogni set vinto da Kyrgios.

Il tabellone del torneo maschile (con i risultati aggiornati)

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Sinner non si distrae a Marsiglia: batte Gombos e si guadagna Medvedev

MARSIGLIA – Altra prestazione di grande sostanza per Jannik, che rimonta un pericoloso svantaggio nel tie-break del secondo set. Giovedì una sfida molto stimolante contro il russo

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Jannik Sinner - Rotterdam 2020 (via Twitter, @abnamrowtt)

da Marsiglia, la nostra inviata

J. Sinner b. [Q] N. Gombos 6-4 7-6(5)

Buona la prima in quel di Marsiglia per Jannik Sinner. Il giovane azzurro supera il primo avversario dell’Open 13, il qualificato Norbert Gombos (102 ATP), con lo score di 6-4 7-6(5). Sempre in spinta, aggressivo e centrato, Jannik ha gestito benissimo un avversario di maggiore esperienza (Gombos ha 29 anni) ma più falloso. Nonostante l’interruzione del match a causa di un allarme antincendio scattato per errore, l’azzurro ha saputo ritrovare concentrazione e le giuste misure. Giovedì lo attende la testa di serie n. 1 del torneo, il russo Daniil Medvedev.

 

AVANTI JANNIK – Un primo set giocato con autorevolezza da Jannik Sinner che, nonostante il testa a testa fino al 4-4, sul 5-4 è bravissimo a procurarsi tre preziose palle break e a chiudere la prima frazione 6-4. Fin dai primi punti, il giovane azzurro appare centrato ed estremamente aggressivo. Sempre in spinta e con i piedi dentro il campo, Jannik colpisce mettendo pressione all’avversario, imponendogli un ritmo serrato da fondo con palle tesissime e profonde. Sfumano due occasioni per ottenere il break sul 2-1, ma l’allievo di Piatti non si scompone; paziente e preciso, riesce a fare la differenza nel momento cruciale e a far suo il primo set. Un tennis di spinta e propositivo caratterizza anche il gioco dello slovacco, che cerca di far muovere da una parte all’altra del campo l’azzurro alla ricerca del colpo risolutore nel momento opportuno. Purtroppo per lui, in questo settore del gioco Sinner sembra già più forte. Come se non bastasse, il 18enne si inventa un colpo sensazionale che risulterà decisivo per la vittoria del parziale.

L’inizio del secondo set ripropone più o meno il copione dell’avvio del primo; c’è grande equilibrio tra i due anche se lo slovacco commette qualche errore di troppo, pressato senza sosta da Sinner.

Gombos cerca angoli estremi, costringendo l’avversario a spostamenti laterali ed è così che si procura due palle break sul 2-2. Non si fa attendere la reazione dell’altoatesino che le annulla entrambe per poi aggiudicarsi il vantaggio sul 3-2. Sinner sale ancora 4-3 e in quel momento scatta un allarme che costringe l’arbitro a interrompere il gioco. Per ingannare l’attesa, Sinner presta la racchetta a una bimba che comincia a palleggiare con un altro ragazzino, mentre Sinner si improvvisa raccattapalle, dimostrando grande naturalezza. Gli addetti non riescono a disattivare l’allarme antincendio che continua a risuonare per oltre trenta minuti e i giocatori decidono di rientrare negli spogliatoi.

Alla fine, la fastidiosa sirena viene interrotta e il gioco rirende. Gombos però non ha intenzione di mollare e, a differenza del primo set, raggiunge Sinner sul 5-5 per poi costringerlo al tie-break. Ora è lo slovacco a imporsi nei primi punti, la sua aggressività paga e prende il largo sul 3-0 e poi sul 4-1. Jannik appare teso, si disunisce e perde in precisione, ma rimarrà un momento isolato. Sinner accorcia sul 3-4 ma Gombos varia di più adesso, fa spostare l’avversario per poi sorprenderlo con una smorzata che lo manda avanti 5-3. Qui si incrociano un errore piuttosto sanguinoso dello slovacco e la solita serenità con cui Sinner affronta i momenti di difficoltà, che non è certo quella che si attribuirebbe a un diciottenne: ne scaturisce un 5-5 che diventa pochi istanti dopo un match point a seguito di un poderoso siluro di dritto. E finisce qui. Braccia al cielo per l’allievo di Piatti che ha gestito in modo soddisfacente un match per nulla semplice. E pensare che un anno fa esatto, il 18 febbraio 2019, Sinner vinceva il suo esordio nel challenger di Bergamo da cui è cominciato tutto. Quegli 80 punti da difendere – dopo la vittoria di oggi ne restano 60 – non fanno alcuna paura.

Il tabellone completo

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ATP

ATP Rio: quante maratone! Prima vittoria ATP per il sedicenne Alcaraz

Giornata di partite lunghissime a Rio de Janeiro. Esordio vincente per il sedicenne Carlos Alcaraz Garfia. Il giocatore di casa Seyboth Wild stronca Davidovich Fokina al terzo set.

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Carlos Alcaraz Garfia - Rio de Janeiro 2020 (via Twitter, @RioOpenOficial)

Inizio con i fuochi d’artificio per il Rio Open, secondo ATP 500 della stagione. Nonostante una prima giornata nella quale non è sceso in campo nessun nome di grande richiamo, il programma ha offerto match di elevata intensità agonistica, diversi dei quali terminati al “foto-finish” e durati oltre tre ore.

Il più rocambolesco è stato certamente quello tra lo spagnolo Alejandro Davidovich Fokina (n. 90 ATP) e la wild card brasiliana Thiago Seyboth Wild (n. 206 ATP) che ha tenuto occupato il campo centrale (o campo Kuerten, come si chiama qui a Rio) per tre ore 50 minuti nella serata carioca. I due giocatori hanno dato vita ad una battaglia lunga quanto i loro cognomi messi insieme che ha visto prevalere il giocatore di casa per 5-7 7-6(3) 7-5 dopo che Davidovich Fokina aveva avuto tre match point consecutivi sul 6-5 40-0 del secondo set.

E proprio in quel frangente è iniziato il dramma di questo match: nel rincorrere una volée smorzata di Seyboth Wild sul terzo match point, Davidovich Fokina è inciampato nella terra cadendo rovinosamente attorno alla rete nei pressi del paletto. La breve pausa e le cure del fisioterapista non sono state sufficienti per riprendere la concentrazione e chiudere il match, e si è così arrivati al tie-break. Con Seyboth Wild avanti per 6-2 e con quindi quattro set point a disposizione, Davidovich Fokina ha messo a segno un ace servendo dal basso, sul quale il brasiliano ha protestato dichiarando di non essere stato pronto a rispondere. Il pubblico ha quindi iniziato a farsi sentire, i due sono arrivati vicini al contatto fisico costringendo l’arbitro a scendere dalla sedia per mantenerli a debita distanza. Alla fine Seyboth Wild si è aggiudicato il tie-break portando il match al terzo set.

 

La partita ha poi visto il diciannovenne di Rio de Janeiro (che qualcuno ricorderà vincitore dello US Open junior 2018 battendo in finale il nostro Lorenzo Musetti) andare avanti per 3-0, per poi farsi riagganciare e superare per il 4-3 e servizio, e poi riuscire infine a vincere la partita al dodicesimo game grazie ad un ultimo errore gratuito da fondocampo di Davidovich Fokina.

In contemporanea si è giocata un’altra grande battaglia sulla “Quadra 1” nella quale il qualificato argentino Federico Coria (n. 116 ATP) ha avuto la meglio del francese Corentin Moutet (n. 77 ATP) per 1-6 7-6(1) 7-6(3) dopo 3 ore e un minuto di gioco.

In chiusura di serata, scendendo in campo ben oltre le 23, ha fatto il suo esordio a livello ATP Carlos Alcaraz Garfia, classe 2003, uno dei più promettenti giovani in circolazione. Anche il suo match contro Albert Ramos Vinolas è durato ben 3 ore e 36 minuti terminando alle 3.01 del mattino ed ha segnato in grande stile la sua prima affermazione nel circuito maggiore.

Da segnalare che questo torneo vede l’esordio a livello mondiale di un sistema di chiamata elettronica in un torneo sulla terra battuta. È stata scelta la tecnologia Foxtenn, che utilizza una quantità di telecamere ad alta definizione e ad alta velocità per individuare la reale traiettoria dei colpi: è stata preferita ad “Hawk Eye”, la più usata a livello internazionale finora, in quanto Hawk Eye utilizza un sistema di interpolazione che riproduce la traiettoria dei colpi e ne stima il punto di rimbalzo. Alla prova del campo non ci sono stati grossi problemi, anche se in alcune circostanze l’effetto visivo delle palle mostrate da Foxtenn sullo schermo non era straordinario in quanto poteva capitare che la terra nascondesse la riga stessa.

Ricordiamo infine che il campione uscente Laslo Djere (n. 36 ATP) è stato costretto a dare forfait a causa di un infortunio agli addominali, dovendo in questo modo rinunciare a difendere il titolo conquistato lo scorso anno e con esso anche i 500 punti che verranno quindi scalati dal suo ranking la prossima settimana. Questo forfait dovrebbe costare a Djere circa 30 posizioni nella classifica ATP, facendolo piombare in una zona del ranking che molto probabilmente lo costringerà a giocare le qualificazioni per i Masters 1000 di primavera sulla terra battuta.

Nella giornata di martedì ci sarà l’esordio nel torneo di tutti e quattro gli italiani impegnati nel tabellone: Sulla Quadra 1, a partire dalle 16.30 locali (le 20.30 in Italia) Marco Cecchinato affronterà la testa di serie n.2 Dusan Lajovic, mentre a seguire il qualificato Gianluca Mager se la dovrà vedere con il fresco campione di Buenos Aires Casper Ruud, testa di serie n.9. Nel secondo incontro sulla Quadra 2 scenderà in campo Lorenzo Sonego che giocherà contro l’argentino Leonardo Mayer, e infine nel match d’apertura sulla Quadra 4 ci sarà Salvatore Caruso che se la dovrà vedere con lo spagnolo Jaume Munar.

I risultati completi:

[Q] P. Martinez b. H. Dellien 3-6 6-2 7-5
P. Andujar b. [9] F. Verdasco 6-3 6-3
[Q] F. Coria b. C. Moutet 1-6 7-6(1) 7-6(3)
F. Delbonis b. R. Carballes Baena 6-2 6-4
[3] C. Garin b. A. Martin 4-6 7-5 7-6(5)
[W] T. Seyboth Wild b. A. Davidovich Fokina 5-7 7-6(3) 7-5
C. Alcaraz b. A. Ramos 7-6(2) 4-6 7-6(2)

Il tabellone aggiornato

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A Seppi non riesce l’ultimo passo, a New York trionfa Edmund [AUDIO esclusivo]

Dopo un primo set equilibrato Andreas Seppi cede in due set a Kyle Edmund. È il secondo titolo ATP per il britannico. Niente Delray Beach per Seppi

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Andreas Seppi - New York Open 2020 (foto Twitter @NewYorkOpen)

[8] K. Edmund b. A. Seppi 7-5 6-1

Niente da fare per Andreas Seppi nella finale del New York Open di Long Island. Si sapeva che il compito sarebbe stato arduo, Kyle Edmund lo aveva sempre battuto nei quattro precedenti scontri diretti che si erano disputati sul cemento, ed anche questa volta l’esito dell’incontro è stato lo stesso. Seppi ha tenuto con grande autorità il campo per quasi tutto il primo set, ma i due break consecutivi subiti a cavallo dei due parziali gli hanno tagliato le gambe, e c’è stato anche un piccolo problema fisico che lo ha costretto ad uscire temporaneamente dal campo verso la fine del match e che certamente non gli ha permesso di esprimersi al meglio.

Nessuna sorpresa a livello tattico nella partita: Edmund cercava di menare le danze dal fondo con il dirittaccio mettendo sotto pressione l’avversario anche con la prima di servizio, mentre Seppi provava a palleggiare sul rovescio dell’avversario per allungare gli scambi e mettersi nelle condizioni di testare le qualità difensive di Edmund.

 
Kyle Edmund – New York Open 2020 (foto Twitter @NewYorkOpen)

I servizi l’hanno fatta da padrone per gran parte del primo parziale, nessun break e nessuna palla break per i primi 11 giochi del match, fino a quando, poco prima di arrivare a quella che sembrava la logica conclusione del set, il tie-break, era Edmund a prendere il largo. Con due diritti vincenti il britannico si portava a due set point e grazie ad una splendida accelerazione lungolinea di rovescio si aggiudicava il primo set per 7-5 dopo 44 minuti di gioco.

Tra la fine del primo set e l’inizio del secondo Edmund metteva a segno una striscia di cinque giochi consecutivi e un parziale di 20 punti a 5 che gli dava un solido vantaggio di 3-0. Il coach dell’inglese, Franco Davin (ex allenatore di Fabio Fognini) si agitava parecchio in tribuna per sollecitare il suo assistito ad “ammazzare” la partita, ben conoscendo le risorse di fondista di Seppi, e infatti il tennista di Caldaro si salvava da un game molto complicato nel quale annullava ben quattro palle dello 0-4, una delle quali con uno splendido passante di rovescio lungolinea.

Quel game di 18 punti era però il canto del cigno: subito dopo Seppi doveva assentarsi dal campo per un medical time-out (“Mi sono fatto fasciare l’adduttore dopo aver sentito un dolore alla gamba sinistra” ha confermato Seppi dopo il match) e al rientro, nonostante riuscisse a trovare con più continuità il rovescio dell’avversario, i suoi colpi non avevano più spinta, e il match si concludeva poco dopo con Kyle che alzava le braccia al cielo per la conquista del suo secondo titolo ATP in carriera.

La chiave della partita era mettergli pressione sul suo servizio, cosa che non sono riuscito a fare quasi mai – ha dichiarato Seppi al termine della partita – anch’io sono riuscito a servire bene durante il primo set, poi però ho preso il break alla fine del set e tutto è diventato più difficile“.

Con questa vittoria Kyle Edmund conquista il suo secondo titolo nel circuito ATP (su tre finali giocate) e guadagna 17 posizioni assestandosi al n. 45. Andreas Seppi, dal canto suo, sale 18 posizioni arrampicandosi fino al n. 80 prima della pausa che si prenderà per stare accanto alla moglie ora che la primogenita sta per nascere. “Purtroppo mi devo cancellare da Delray Beach – ha confermato Seppi – perché il dolore alla gamba sinistra che ho avvertito durante la partita ora è piuttosto acuto e non è opportuno giocarci sopra. Tornerò quindi da mia moglie e aspetterò la nascita della bambina“.

Il tabellone completo

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