Olimpiadi: Kyrgios nei letti a castello del villaggio olimpico

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Olimpiadi: Kyrgios nei letti a castello del villaggio olimpico

Alle Olimpiadi di Tokyo, Nick Kyrgios farà vita comune con gli altri atleti australiani

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Nick Kyrgios - Australian Open 2020 (foto Twitter @AustralianOpen)

Le azioni di Nick Kyrgios stanno salendo alle stelle, soprattutto in Australia. Questa nuova versione 2.0 dell’ex bad boy del tennis moderno piace molto a grandi e piccini, e fino a che continua l’idillio (stimolato dalla libertà vigilata nella quale si trova a livello ATP dopo i fattacci di Cincinnati) ci guadagnano tutti: il tennis, i tifosi e Kyrgios, che gasato dall’atmosfera della gara a squadre ha utilizzato l’ATP per iniziare l’anno con il piede giusto e sta continuando sulla retta via che lo vede in rotta di collisione con Nadal.

Gioco per molto di più di me stesso in questo torneo” ha detto prima dell’inizio dell’Australian Open il 24enne di Canberra, che ha dato il via ad una gara di solidarietà per aiutare le popolazioni toccate dagli incendi divampati in Australia nel corso delle ultime settimane. Dopo la sua promessa di donare 200 dollari australiani per ogni ace realizzato durante la stagione australiana, sono arrivate le offerte degli altri suoi colleghi e l’esibizione di beneficienza del 15 gennaio che ha raccolto quasi 5 milioni di dollari.

In quest’anno olimpico, Kyrgios ha anche ricostruito il rapporto con Lleyton Hewitt, capitano non giocatore della compagine gialloverde, ed ha tutte le intenzioni per qualificarsi alle Olimpiadi di Tokyo, in programma dal 25 luglio al 2 agosto prossimi. Saremmo orgogliosi di avere Nick nella nostra squadra” ha dichiarato John Coates, presidente del Comitato Olimpico Australiano che guiderà la spedizione a Tokyo. “Credo di avere una solida chance di portare a casa una medaglia – ha dichiarato Kyrgios al quotidiano The Age – e sarei contentissimo di rappresentare l’Australia insieme a tutti gli altri atleti”.

 

Nick ha anche fatto capire che vorrà assorbire in pieno l’atmosfera delle Olimpiadi e che quindi alloggerà con gli altri atleti nel villaggio olimpico, invece di andare in albergo come invece faranno parecchie superstar della racchetta e altri famosi atleti professionistici. Federer provò a soggiornare al villaggio solamente durante le Olimpiadi di Pechino, ma l’esperimento durò solamente un paio di giorni, dato che ogni volta che metteva piede fuori dalla stanza era sommerso da richieste di foto e autografi. A Rio il campione svizzero non poté partecipare a causa dei problemi alla schiena, ma il suo programma prevedeva l’alloggio nell’isola privata di Angra dos Reis con tragitto in elicottero tra la sua residenza e il parco olimpico.

Tra i supercampioni, solo Nadal non è ancora fuggito dal villaggio olimpico, dove ha soggiornato nel corso delle ultime edizioni della rassegna a cinque cerchi, e infatti è stato visto diverse volte al supermarket degli atleti e persino alla lavanderia mentre si faceva il bucato.

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Alcaraz dopo il primo successo ATP: “Mi piace giocare aggressivo… come Federer”

Il 16enne spagnolo, allenato da Juan Carlos Ferrero, debutta nel circuito maggiore cogliendo una vittoria al primo turno di Rio de Janeiro contro Ramos-Vinolas: “Se non pensi di poter vincere, non dovresti scendere in campo”

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Il primo match sul circuito ATP di Carlos Alcaraz, disputato sulla terra rossa di Rio de Janeiro contro Albert Ramos-Vinolas (numero 41 del mondo), si è concluso alle 03:01 del mattino dopo una maratona lunga 3 ore e 36 minuti. Si è concluso soprattutto con una vittoria del 16enne spagnolo, in tabellone grazie ad una wild card, visto che ad oggi occupa la posizione numero 406 del ranking. “Mi ricorderò per sempre di Rio”, ha esclamato Alcaraz a fine partita. “Sono davvero felice di aver vinto il mio primo match sul circuito ATP. Le condizioni erano difficili, ma se hai la giusta attitudine le condizioni non contano. Puoi realizzare qualunque cosa. Io penso sempre positivo. Penso sempre di poter vincere, a prescindere dall’avversario. Se non pensi di poter vincere, non dovresti scendere in campo.

Il ragazzino di Murcia aveva già fatto parlare di sé lo scorso anno, quando battendo Jannik Sinner ad Alicante (l’azzurro veniva da una striscia di 16 successi consecutivi) era diventato il primo giocatore nato nel 2003 a vincere un match a livello Challenger. I paragoni con Nadal non mancano, ma Alcaraz si considera più vicino al rivale-amico di Rafa, almeno come stile di gioco: Mi piace giocare aggressivo e fare tanti vincenti. Il mio stile è più o meno come quello di Roger Federer, voglio essere aggressivo, andare a rete e giocare tante palle corte”, ha dichiarato lo spagnolo al sito ATP.

Al secondo turno del ‘500’ di Rio, Alcaraz sfiderà il qualificato argentino Federico Coria, che all’esordio ha superato al tiebreak decisivo Corentin Moutet. Dopo la vittoria contro Ramos-Vinolas, Carlos ha parlato anche del suo coach, Juan Carlos Ferrero, e del suo idolo Nadal: “Quando passo del tempo con grandi tennisti come Rafa, Ferrero o qualsiasi altro giocatore, non dico niente. Ascolto tutto quello che dicono perché le loro parole sono davvero preziose. Ferrero, dal canto suo, del suo ‘pupillo’ dice: “Ha solo 16 anni e ha appena iniziato a spostarsi in giro per il mondo. Ha il livello e la velocità e ogni giorno migliora fisicamente, penso che possa diventare uno dei più forti. Non so di preciso quanto in alto, ma puoi arrivarci in due-tre anni”.

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ATP Challenger Bergamo: male Musetti, passa Zeppieri. Vanni: “Ci credo ancora”

Reduce dall’intervento al ginocchio, ‘Lucone’ deve fronteggiare l’ennesima scalata. Matteo Gigante manca cinque match point contro De Greef, Zeppieri supera Cobolli al tiebreak decisivo e sfiderà Marcora. Uno spento Musetti raccoglie cinque giochi contro Crepatte

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Lorenzo Musetti - ATP Challenger Bergamo 2020 (foto Antonio Milesi)

Dodici mesi fa, Luca Vanni otteneva il suo miglior risultato al Challenger di Bergamo (46.600€, Greenset): un piazzamento nei quarti. Nonostante le buone prestazioni, era preoccupato per le condizioni del ginocchio destro. Gli provocava dolore, lo costringeva a imbottirsi di antidolorifici. Aveva ancora fiducia nei trattamenti conservativi, ma da lì a poco la situazione sarebbe diventata insostenibile: ad aprile si è operato, interrompendo l’attività per tre mesi. “E il rientro non è stato facile: in estate mi presentavo ai tornei e mi rendevo conto di non avere grosse chance – racconta Vanni, autore di un buon successo contro Fabrizio Ornago – il 10 agosto mi sono fermato di nuovo, mi sono concesso una vacanza e poi ho ripreso ad allenarmi a settembre, per due settimane. Per la prima volta, finalmente, non ho avvertito dolore. Non a caso ho raccolto 55 punti ATP negli ultimi mesi dell’anno”.

Oggi c’è da ripartire di nuovo, da zero o quasi. L’inizio di stagione non è stato facile, con una sola vittoria in tre tornei. Il 6-1 6-2 contro Ornago può essere un buon punto di partenza per un anno importante anche sul piano personale (a settembre – non più a giugno – si sposerà con la storica fidanzata Francesca), anche se l’attuale classifica non è delle migliori (n.446 ATP) e il rallentamento delle superfici non gioca a suo favore: Ormai non esiste più il veloce indoor, inoltre a Bergamo si gioca con quattro palline e il tappeto è completamente nuovo, quindi ancora più lento. Nel tour non ci sono mai partite facili, probabilmente lui ha pagato la pressione di giocare vicino a casa e ci teneva particolarmente. D’altra parte, nemmeno io vengo da un periodo ‘luccicante’. Diciamo che è stata una partita ordinata”. C’è un pizzico di preoccupazione nelle parole di Vanni, anche se – per sua stessa ammissione – sono paure eccessive.

OBIETTIVO TOP-200 ENTRO FINE ANNO – “Ho avuto una offseason molto breve, sul finire dello scorso anno ho fatto tante cose in poco tempo e ne sto pagando le conseguenze con una forma così così. Il ginocchio non è una grande preoccupazione, semmai c’è la necessità di ripartire dai Futures e lottare su ogni punto. In passato ho avuto paura di smettere, ma se sono ancora qui significa che ci credo ancora. In fondo ci sono tanti esempi di giocatori che, al loro livello, sono andati avanti a lungo. Federer va per i 39 anni…”. In effetti, l’anno scorso, Vanni parlava di altri 4-5 anni di carriera. “Vero, ma allora ero numero 140 ATP – ammonisce – magari mi sto preoccupando più del dovuto, anche perché non ho punti da difendere fino a ottobre e la mia classifica non potrà che migliorare”. L’obiettivo del 2020 è più che fattibile: tornare tra i top-200 ATP, in modo da giocare senza patemi tutti i Challenger, le qualificazioni ATP e mettere il naso degli Slam (“Al giorno d’oggi, anche le qualificazioni sono molto remunerative”).

Luca Vanni – ATP Challenger Bergamo 2020 (foto Antonio Milesi)

Sono trascorsi cinque anni esatti dalla favola di San Paolo, quando da perfetto sconosciuto colse una storica finale al torneo ATP. Sarebbe bello festeggiare la ricorrenza con un grande risultato a Bergamo. “Non ho nessun rimpianto per quello che ho vissuto in questi cinque anni – dice – se allora avessi saputo come sarebbero stati, ci avrei messo la firma. Il rimpianto, semmai, è per non averlo fatto prima. In realtà sono sempre stato molto professionale, ho sacrificato la vita personale per il tennis, ma c’è voluto un po’ di tempo affinché chi mi vuole bene riuscisse a farmi credere in me stesso. D’altra parte, se batti per quindici volte un top-100 significa che hai un certo valore”. Quel valore che “Lucone” sogna di dimostrare, ancora una volta, al Challenger di Bergamo. Tornerà in campo già martedì, nel primo match della sessione pomeridiana (non prima delle 14) contro il francese Tristan Lamasine, semifinalista nel 2019.

GIGANTE SFIORA L’IMPRESA: CINQUE MATCHPOINT SCIUPATI Grande delusione per Matteo Gigante. Il giovane romano, classe 2002, è arrivato a pochi centimetri da un successo inatteso contro Arthur De Greef (n.288 ATP), semifinalista nella passata edizione (perse al fotofinish contro Roberto Marcora). Nel 6-7 7-6 7-5 finale, Gigante ha avuto cinque matchpoint, i primi quattro sul 7-6 6-5 e servizio: rammarico per il primo, in cui aveva tirato un ace: il belga si era già incamminato verso la rete per la stretta di mano, ma la palla era fuori. A quel punto, Gigante (all’esordio assoluto nel circuito Challenger) ha un po’ tremato e si è fatto riprendere, cedendo il tie-break. Ancora emozioni nel terzo: l’azzurro ha avuto un problema muscolare alla coscia sinistra, trovandosi costretto a giocare quasi da fermo per metà parziale. Nonostante tutto, sul 5-4 aveva un altro matchpoint. L’occasione svaniva su una discesa a rete di De Greef, su cui l’italiano tentava un pallonetto ravvicinato che finiva lungo.

Sfumata l’ultima chance, veniva abbandonato dalle ultime energie mentali e cedeva rapidamente gli ultimi due game. Davvero un peccato, perché Gigante ha sorpreso in positivo: mancino, con un bel rovescio a due mani, adotta una gestualità molto personale, che ricorda un po’ quella dello slovacco Martin Klizan. Da un anno e mezzo si allena presso la Rome Tennis Academy di Vincenzo Santopadre e Stefano Cobolli, entrambi presenti al suo angolo. Fino a oggi, Gigante si è limitato all’attività giovanile: prima di Bergamo, l’unico evento professionistico a cui aveva preso parte era stato un Futures a Santa Margherita di Pula, lo scorso settembre, in cui era arrivato in semifinale. Attualmente è numero 51 del ranking mondiale Under 18, ed è reduce dalla trasferta australiana in cui aveva colto una buona semifinale a Traralgon, oltre al secondo turno all’Australian Open Junior. Con l’esperienza, difficilmente perderà match come quello – davvero rocambolesco – visto al Pala Agnelli.

Matteo Gigante – ATP Challenger Bergamo 2020 (foto Antonio Milesi)

Il resto della giornata ha offerto buoni risultati per l’Italia: l’eterno Andrea Arnaboldi (semifinalista nel 2014 e alla settima apparizione bergamasca) ha evitato complicazioni contro lo slovacco Lukas Klein. Avanti di un break in avvio, si è fatto riprendere ma ha ugualmente chiuso in due set (7-6 6-4 lo score). Al secondo turno se la vedrà con il francese Constant Lestienne, da cui ha perso la sua unica finale Challenger, due anni fa a Portorose. Bergamo è il luogo giusto per cercare rivincita. Ok anche Raul Brancaccio: il campano ha avuto bisogno di un set per prendere le misure al turco Altug Celikbilek, poi ha dominato alla distanza. Adesso, per lui, ci sarà un derby contro Matteo Viola. A proposito di sfide tutte azzurre: sarà il giovanissimo Giulio Zeppieri (classe 2001) a sfidare Roberto Marcora. Reduce da un gran periodo, culminato nella finale a Cherbourg, Marcora è tra i favoriti del torneo ed esordirà contro il 18enne di Latina, che ha avuto un compito più difficile del previsto contro l’altro baby azzurro Flavio Cobolli. In un match terminato alle 20 passate, Zeppieri si è imposto 6-3 3-6 7-6, soltanto 11-9 al tie-break. Ha rimontato da 4-6 nel tie-break decisivo, cancellando in tutto tre matchpoint, prima di chiudere con un ace. 

CREPATTE, IL GUASTAFESTE DEI BERGAMASCHIBaptiste Crepatte è un ottimo professionista. Si fa voler bene, ma per il secondo anno consecutivo ha “ammazzato” le speranze del pubblico di Bergamo. Lo scorso anno aveva estromesso Dustin Brown, uno degli idoli del Pala Agnelli. Si è ripetuto nel 2020, lasciando appena cinque giochi a uno spento Lorenzo Musetti. C’erano grandi aspettative per il baby azzurro, che tra meno di 20 giorni diventerà maggiorenne, specie dopo il buon torneo giocato a Cherbourg. Invece è arrivata una brutta sconfitta, troppo netta per essere vera. Musetti è rimasto in campo poco meno di un’ora, sconfitto con un severo 6-3 6-2. Pronti, via, subito in svantaggio 5-1. Ha recuperato uno dei due break, ma ormai era troppo tardi. Partenza in salita anche nel secondo set (subito 2-0), con l’azzurro incapace di rovesciare l’esito del match. Sotto 4-2, ha perso un lungo game al servizio che ne ha sancito la resa. 

Musetti è mancato sul piano dell’atteggiamento: un po’ spento, quasi rassegnato allo scorrere del punteggio. Un peccato, perché – sia pure a sprazzi – ha confermato di avere un gran talento. Deve trovare la continuità che non ha mostrato a Bergamo. In precedenza, l’Italia aveva festeggiato grazie al bel successo di Andrea Vavassori: col suo gioco super-offensivo, proiettato verso la rete, il torinese ha deliziato il pubblico con tantissime belle giocate. Ha anche annullato un matchpoint nella partita vinta contro Alex Molcan, chiusa 7-6 6-7 7-5. Sotto 4-5 nel terzo set, Vavassori si è trovato 0-30 e poi 30-40 sul suo servizio. Passato il pericolo con una robusta prima di servizio, ha poi brekkato Molcan nel game successivo e si è garantito la possibilità di sfidare il ceco Zdenek Kolar (n.11 del tabellone). 

Il programma è poi terminato alle 23.49 con la vittoria di Illya Marchenko. L’ex n.49 ATP (che soltanto tre anni e mezzo fa raggiungeva gli ottavi allo Us Open) ha superato 6-4 3-6 6-1 un coraggioso Andrea Pellegrino, KO dopo poco più di due ore. Il pugliese ha confermato di avere un ottimo bagaglio tecnico, ma la fase difensiva di Marchenko è ancora notevole, nonostante abbia superato i 32 anni. Dopo aver giocato un secondo set ad alto dispendio energetico, Pellegrino ha perso contatto con l’avversario nel quarto game del terzo set. Ha avuto tre palle per il controbreak nel gioco successivo: perse quelle si è un po’ disunito e il match è scivolato via rapidamente. Il programma ripartirà alle 10 di martedì, con in campo otto azzurri e l’esordio da professionista di Leo Borg, in un match apparentemente proibitivo contro l’ex n.1 junior Chun-hsin Tseng.  

 

Ufficio Stampa ATP Challenger Bergamo

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Naomi Osaka protagonista dello spot di Tokyo 2020

Si avvicina l’evento sportivo più atteso e in Giappone non poteva mancare una testimonial d’eccezione: la stella nipponica del tennis

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Naomi Osaka in breve tempo è diventata uno dei brand più riconoscibili della WTA, nonostante la sua timidezza. La bicampionessa Slam ha prestato il volto e la voce ad uno degli spot principali delle prossime Olimpiadi, che si svolgeranno in una delle sue patrie, il Giappone.

La voce di Naomi introduce le principali tematiche di questi Giochi Olimpici, come il forte spirito di comunità e la sana competizione. Ma soprattutto mostra al mondo quello che sarà lo slogan di queste Olimpiadi, #UnitedbyEmotion.

 

Osaka sarà tra le principali favorite del torneo olimpico di tennis, che si svolgerà dal 25 luglio al 2 agosto all’Ariake Tennis Park di Toyko.

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