Nadal crea il giocatore perfetto: il dritto di Federer e il rovescio di Djokovic. Di suo che ci mette?

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Nadal crea il giocatore perfetto: il dritto di Federer e il rovescio di Djokovic. Di suo che ci mette?

Per costruire il tennista ideale, Rafa prende in prestito da Roger non solo il dritto. Condizione fisica, servizio e mentalità. Tutte le scelte di Nadal

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Rafa Nadal - ATP Cup 2020 (via Twitter, ATPCup)

La principale testata sportiva della zona medio-orientale e nord-africana Sport360 ha colto l’occasione, in una video-intervista, per chiedere a Rafael Nadal di costruire il suo giocatore ideale. Un paio di anni fa Andy Murray rispose allo stesso quesito e si trovano molte somiglianze con le scelte fatte dal suo collega maiorchino, in primis per quel che riguarda dritto e rovescio.

Nadal fa subito il nome del numero 1 mondiale Novak Djokovic parlando a proposito del rovescio: “Può sia difendere che attaccare molto bene, molto vicino alle linee, in pratica ha tutte le opzioni possibili”. Discorso simile fatto nei confronti del dritto di Roger Federer: “Lui è capace di colpire la palla con molto anticipo, di creare vincenti da tutte le parti, e gioca sia piatto che con rotazione”. Alla domanda sul servizio si lascia andare in un piccolo sorrisetto e il nome che fa è quello di Ivo Karlovic. “Il problema con Ivo è che quando serve bene, e gli capita quasi ogni giorno della sua vita, è quasi impossibile rispondere con la palline che vanno lontanissimo. È come un rigore nel calcio ma ancora più difficile“.

Dopo gli aspetti prettamente tennistici la conversazione si sposta su quelli caratteriali e dopo qualche attimo di riflessione (e una scrollata di spalle) Nadal ammette che sceglierebbe la sua determinazione, il suo cuore, giustificandola così: “Credo di aver avuto la giusta determinazione durante tutta la mia carriera; dopo tutti quegli infortuni avuti sono stato in grado di continuare ad allenarmi con passione, a raggiungere tutti i miei obiettivi e lottare in ogni singola partita”. Per quanto riguarda la condizione atletica invece, la scelta è ricaduta su Dominic Thiem. L’austriaco deve averlo sicuramente impressionato nei loro ultimi confronti e lui stesso ne aveva già riconosciuto i meriti dopo la semifinale persa in Australia. Sulla velocità non c’è molto da pensarci su: Rafa vota Gael Monfils.

Il discorso si fa un po’ più complesso quando Nadal è costretto a scegliere qualcuno con la miglior ‘shot selection’, cioè l’abilità di scegliere il colpo giusto al momento giusto. Il numero 2 del mondo ci riflette e alla fine opta per l’ultimo membro dei big four rimasto fuori: Andy Murray. “In questo caso il talento è importante. Quando hai una buona tecnica e hai delle opzioni che ti permettono di giocare in difesa, in attacco, prendere la rete con lo slice, rispondere aggressivo, a quel punto è più facile scegliere l’opzione giusta. Ma ovviamente anche l’esperienza e il tempo nel tour ti permettono di essere in questa posizione”.

Infine l’atteggiamento che un giocatore ideale dovrebbe avere appartiene a David Ferrer, anche per la sua voglia costante di migliorare ogni aspetto del suo tennis, mentre per quanto riguarda la visione, la scelta ricade ancora su Federer: “Lui gioca molto seguendo l’ispirazione ma è anche rapido a pensare la cosa giusta da fare”. Per qualche mese però Rafa dovrà fare a meno di questa ispirazione.

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Carola, Vittoria e il tiramisù con Federer

Le “tenniste sui tetti”, ormai giovani celebrità da nove milioni di views sui social, sono state ricevute a pranzo dal campione svizzero

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Metti un giorno a pranzo con Roger Federer, di solito la formula è questa. I protagonisti al desco del ristorante La Goiosa di Finale Ligure non potevano che essere loro: il venti volte campione Slam di Basilea in compagnia di Vittoria Oliveri e Carola Pessina, le “tenniste sui tetti”, le giovanissime allieve del TC Finale diventate celebrità del web durante il lungo confinamento, grazie all’ormai notissimo video in cui le due palleggiano dalle rispettive terrazze per mantenere la forma nell’impossibilità di allenarsi in modo ordinario.

Da qui la brillante idea venuta a Barilla, uno dei principali sponsor di Roger, di mandare il proprio testimonial a sorprendere le ragazze, palleggiare un po’ con loro e infine invitarle a un pranzo cucinato dallo chef della casa emiliana Marcello Zaccaria. “Quando lo abbiamo visto non pensavamo che fosse un sosia – ha fatto sapere al Corriere della Sera ancora stupefatta Vittoria Oliveri, – ma piuttosto un manichino, eravamo esterrefatte. Lui è il nostro idolo e a pranzo è stato simpaticissimo e disponibile.

Dopo aver dispensato i regolamentari regali pescati dal kit tecnico del campione – polsini, fascette anti sudore, magliette autografate e soprattutto la racchetta usata nel corso dell’ultima, sfortunata semifinale australiana contro Novak Djokovic – l’attuale numero quattro ATP, sulla via del completo recupero dopo l’operazione al ginocchio subita in febbraio, si è seduto a tavola con le due giovani tenniste. “Ci ha raccomandato di vivere il tennis con gioia e senza alcuna tensione, poi gli abbiamo insegnato qualche parola d’italiano: gnocchi, bruschetta, ciao, buongiorno e buonasera. Le parolacce? No, lui è troppo carino!“. In coda al pasto, tiramisù d’ordinanza, il famoso dolce entrato nelle corde di Federer solo recentemente. “Ci ha detto che da ragazzino non lo apprezzava, poi ha cambiato idea e ha provato ad assaggiarlo in molti dei ristoranti che i viaggi intorno al mondo lo hanno portato a frequentare.”

 

Prima di fare ritorno con un jet privato a Zurigo, Federer ha voluto salutare con un’altra carineria: “Ha detto di aver prenotato per noi uno stage all’accademia di Nadal a Maiorca, perché lui e Rafa sono grandi rivali, ma anche molto amici.” Per Vittoria e Carola l’apice di mesi incredibili, tra mille interviste e gente che le blocca per strada. “La richiesta più frequente? Essere ospitati sui nostri terrazzi… per organizzare la grigliata di ferragosto!

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Gaudenzi: “Ora il problema è Madrid, la situazione varia di giorno in giorno”

Il Presidente ATP racconta la difficile situazione di ripresa del circuito con la speranza di mettere in piedi un calendario accettabile da qui alle Finals di Londra

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Intervistato da Supertennis, il Presidente dell’ATP Andrea Gaudenzi ha fatto il punto della situazione per quanto riguarda la ripresa del circuito maschile sempre incerta a causa della situazione mutevole legata al virus a ai relativi spostamenti internazionali:

Abbiamo ricevuto la notifica dal ministero della Salute della Comunità di Madrid e in questi giorni valuteremo con il board dell’ATP il da farsi, non abbiamo alternative che seguire le indicazioni dei governi. Sarà importante ricevere le esenzioni per consentire ai giocatori di viaggiare dagli Stati Uniti in Europa per giocare i tornei sulla terra.
Per adesso il calendario rimane questo, dopo stiamo lavorando su una stagione europea indoor fino ad arrivare alle Finals da Londra. Stiamo facendo del nostro meglio ma purtroppo ogni settimana succede qualcosa, cerchiamo di gestire come possiamo.”

Sull’impegno dell’Italia e della Federtennis

“Siamo grati alla federazione e anche agli organizzatori dei challenger perché fare un torneo quest’anno è molto complesso dal punto di vista operativo e finanziario. L’Italia sta dando un contributo molto rilevante per la ripartenza.

 

Le misure di sicurezza e di distanziamento sociale

A grandi linee l’idea è mettere i giocatori in una “bolla”, mantenere il distanziamento sociale e fare test frequenti per garantire la sicurezza dei giocatori e di chi lavora per il torneo. Cercheremo di non far passare loro tempo fuori dalla bolla, perché è lì che c’è rischio di contagio.

Il problema più grande in questo momento

“La nostra difficoltà maggiore è costituita dai viaggi. Lo staff di un torneo di categoria Masters 1000 conta circa 700-800 persone.”

Le conseguenze dello stop allo swing cinese e in generale asiatico

“Da un punto di vista operativo rimanere in Europa ci semplifica un po’ le cose, ma non è facile programmare dei tornei per coprire il ‘buco’ asiatico. Dobbiamo anche pensare al 2021 e per questo stiamo già parlando con Tennis Australia.”

La riforma del ranking per il 2020…

“Stiamo valutando di estenderlo ai mesi di gennaio e febbraio. Qualsiasi decisione prendiamo è impossibile fare felici tutti.”

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Errani verso l’esordio: “Palermo seconda casa. Non sono quella di un tempo, ma ho la stessa voglia”

La due volte campionessa del torneo siciliano torna in campo dopo l’esperienza negativa del 2019, conclusa tra le lacrime. “Il pubblico, quello che ci sarà, spero possa darmi una mano”

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Sara Errani - Indian Wells 125K 2018 (foto Luigi Serra)

Un doppio fallo, il decimo della partita, una racchetta spaccata e un pianto di frustrazione. Si concludeva così, al cospetto della lucky loser Fanny Stollar, l’esperienza di Sara Errani al torneo di Palermo nel 2019 – un’esperienza non certo all’altezza della sua partecipazione precedente al torneo siciliano, che nel 2013 l’aveva vista sconfitta in finale.

Per rialzare la testa, da numero 169 del mondo, Sara Errani ripartirà dal primo turno contro Sorana Cirstea, sconfitta cinque volte nei sette precedenti. “Spinge molto e ha tanta esperienza. Ti toglie il tempo, dovrò cercare di essere solida. Mi auguro davvero che Palermo possa tornare a regalarmi un sorriso” ha raccontato Sara nel corso di un intervista al Corriere dello Sport. Sulla terra siciliana Errani ha vinto due titoli, nel 2008 e nel suddetto 2012, perdendo altrettante finali – nel 2009 contro Pennetta e nel 2013 contro Vinci, non certo due avversarie qualsiasi. “Devo ringraziare Oliviero Palma, il direttore del torneo, che in questi anni mi ha trattato benissimo fino a farmi addirittura socia onoraria del circolo. Sono onorata di aver ricevuto una wild card e spero di far bene“.

Sara ha raccontato di aver trascorso i mesi di isolamento a Valencia, dove vive da qualche anno, e di aver tutto sommato fatto tesoro di questa ‘esperienza nuova’, che le ha permesso di staccare da tutto. “Non gioco dal torneo di Acapulco, era febbraio e avevo passato le qualificazioni e vinto una partita (in realtà Sara ha poi perso al primo turno sia a Monterrey che in un ITF messicano, ndr)”.

 

So che il mio livello non è quello delle stagioni migliori ma ho la stessa voglia. Spero di fare qualcosa di meglio” dice riferendosi all’esperienza palermitana dello scorso anno, “ma dopo essere stata ferma per tanti mesi non è facile riprendere. Palermo per me è una seconda casa dove ho spesso giocato bene. Il pubblico, quello che ci sarà, sperò possa darmi una mano“. Il suo match andrà in scena attorno alle 18 sul campo centrale e sarà visibile in diretta su Supertennis.

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