Adria Tour: Djokovic fa sul serio, ma anche Rublev non scherza

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Adria Tour: Djokovic fa sul serio, ma anche Rublev non scherza

Rublev e Djokovic mattatori del day 1 della tappa di Zara dell’Adria Tour. Il n. 1 del mondo supera un buon Coric, mentre il russo si impone su Cilic e la sorpresa Petrovic. Deludono Cilic e Dimitrov, che si ritira. Donna Vekic è perplessa sulle regole dello US Open (“Irreale”)

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Novak Djokovic - Adria Tour (Foto: Mario Cuzic/HTS)

Dal nostro inviato a Zara

Prima giornata della seconda tappa dell’Adria Tour, che questo weekend fa tappa in Croazia, a Zara. È stata una giornata lunghissima, baciata dal sole e dal caldo già quasi estivo della Dalmazia, iniziata a mezzogiorno con l’esibizione tra Donna Vekic e Olga Danilovic e conclusasi ben oltre mezzanotte, con l’ultimo punto del tie-break decisivo del match tra Alexander Zverev su Marin Cilic. Protagonista in campo e fuori Novak Djokovic, che prima ha incontrato il premier croato e poi ha infilato due vittorie – convincente soprattutto la seconda, su un buon Borna Coric – che lo portano ad un passo dalla finale di domenica sera.

Nell’altro girone il mattatore è stato invece Andrej Rublev, che si è imposto con autorità in tre set su Marin Cilic e poi in due sulla grande sorpresa della giornata, Danilo Petrovic, vittorioso in precedenza su un fallosissimo Alexander Zverev. Il tedesco si è poi parzialmente ritrovato imponendosi in tre set su Marin Cilic. Quest’ultimo (due sconfitte al terzo set) e Grigor Dimitrov, battuto nettamente da Coric e poi costretto a dare forfait, sono state invece le delusioni di questo sabato.

 

LADIES FIRST – L’esibizione tutta al femminile – anche il giudice di sedia, la croata Antonia Drazic – di inizio giornata è stato un match giocato davanti a pochi intimi (l’orario indubbiamente non ha aiutato)  e vinto dalla giocatrice di casa, Donna Vekic, che ha rifilato due “cappotti” nel primo e nel terzo parziale alla sua giovanissima avversaria, con Olga Danilovic che era riuscita a strappare con le unghie il secondo set, annullando persino un paio di match point sul servizio Vekic nel sesto game e poi un altro nel tie-break. Poche le indicazioni che si possono trarre da un match giocato in totale relax (anche se Olga è riuscita a fare un doppio fallo quando ha servito per il set sul 6-5 nel tie-break), come confermato da una soddisfatta Donna Vekic in conferenza stampa. “Ho giocato veramente bene, servizio, palle corte, oggi funzionava tutto… del resto mi sentivo bene, ero rilassata. Con Olga poi abbiamo un bel rapporto” – un affiatamento dimostrato anche al termine del match, quando hanno cantato assieme una hit di un noto cantautore pop croato – “e ci siamo allenate tanto insieme in questi giorni”.

Per quando riguarda la ripresa della stagione, dopo aver comunicato l’intenzione di giocare il torneo di Palermo, la n. 24 del mondo ha espresso le sua perplessità sulle regole per la partecipazione allo US Open, legate alla pandemia COVID-19. Non è mai stato un problema per me passare dalla terra al cemento, piuttosto bisogna capire quali saranno le regole. Da quanto mi ha detto ieri Nole, pare confermata al momento la quarantena anche per i giocatori. Ma non è possibile allenarsi, poi arrivare lì, stare fermi due settimane in albergo e poi giocare gli US Open. È irreale.

Un momento del match tra Donna Vekic e Olga Danilovic (foto: Mario Cuzic/HTS)

LE PARTITE DEL POMERIGGIO – Alle 14 l’inizio ufficiale della tappa zaratina dell’Adria Tour, con la sfida tra Dimitrov ed il beniamino di casa Borna Coric (Borna è zagabrese, ma il papà è di Zara), inseriti nel girone A, quello di Djokovic. Il 23enne croato non ha deluso il suo pubblico, che nel frattempo aveva leggermente riempito (non molto, a dire il vero, ma l’orario e il caldo continuavano a non invogliare le persone a lasciare la diretta TV) le tribune del campo centrale del Centro Sportivo Visnjik, giocando un ottimo match e superando agevolmente con un doppio 4-1 in poco più di mezz’ora, il n. 19 del mondo, mai entrato realmente in partita.

A seguire il primo match del girone B, quello tra Zverev e il serbo Danilo Petrovic, il vincitore del torneo di qualificazione giocato nei giorni scorsi. Il n. 157 del mondo ieri in conferenza stampa aveva detto di essere già contento di essere qui, ma in realtà una volta sceso in campo ha fatto capire di non voler fare il vaso di coccio tra i vasi di ferro. C’è riuscito benissimo, tanto da imporsi a sorpresa, con un doppio 4-3, sul n. 7 del mondo. Probabilmente grazie al fatto di essere più “caldo” agonisticamente, ma anche perché Zverev ci ha messo del suo. Basta vedere il dato dei doppi falli – dodici – per capire infatti che oggi pomeriggio è scesa in campo una delle versioni iper-fallose del tedesco viste (purtroppo) molto spesso nel corso della scorsa stagione.

Il terzo match in programma, il derby serbo tra Djokovic e l’altro qualificato Pedja Krstin, era iniziato proseguendo sull’onda della sorpresa del match precedente, con il n. 246 ATP che si è ritrovato sul 3-2 40-15 e servizio, prima che Nole con un parziale di 10-4 rimettesse le cose a posto e si imponesse al tie-break. Il 25 tennista di Kikinda probabilmente era già contento di aver impegnato per un set il primo giocatore del mondo e così nel secondo parziale opponeva ben poca resistenza al suo più titolato connazionale, che si imponeva agevolmente per 4-1. Prima dell’incontro Novak Djokovic aveva incontrato il primo ministro croato Andrej Plenkovic, che poi ha assistito al match del fuoriclasse serbo.

L’incontro (senza stretta di mano) tra Djokovic ed il premier croato Plenkovic (foto: Mario Cuzic\HTS)

Saliva la qualità del tennis in campo con l’ultimo match della sessione diurna, quello tra Andrey Rublev e Marin Cilic, sebbene sia risultato evidente come entrambi siano lontani dalla loro forma migliore. Oltre al fatto che Rublev tiene il broncio e si arrabbia anche quando sbaglia in un’esibizione… Sul tennista russo aggiungiamo un’ulteriore osservazione – diciamo così – “tecnica”. Chi scrive lo aveva visto l’ultima volta lo scorso anno ad Umago, e qui a Zara sembra che il 22enne moscovita abbia sfruttato la pausa forzata per mettere quei kg di muscoli (non troppi, sia chiaro) che gli mancavano. A giudicare da quanto visto oggi – seppur, ripetiamo, si tratta di un’esibizione giocata dopo un periodo di inattività – la favolosa velocità di braccio non ne ha risentito, ma Andrey pare proprio aver guadagnato in pesantezza dei colpi.

Il match è stato l’unico della sessione pomeridiana a concludersi al terzo set (e a superare l’ora di gioco). Rublev si era imposto al fotofinish (7-5 nel tie-break) nel primo set, mentre Cilic aveva pareggiato le sorti dell’incontro imponendosi per 4-2 nel secondo parziale. Il break iniziale di Cilic nel set decisivo entusiasmava il pubblico zaratino (tribune ancora semivuote, comunque), ma era l’ultima fiammata del tennista di Medjugorje (“Bella partita, soprattutto nei primi due set, poi sono calato un po’ mentalmente, cosa che ci sta considerando il lungo stop” ha detto il croato, comunque soddisfatto, alla fine della partita). Rublev infilava un parziale di 4 giochi a zero, aggiudicandosi il set decisivo e agganciando così Petrovic in testa al girone B.

SABATO SERA SENZA GRIGOR – Mentre il sole scaldava ancora per bene (alle 19 c’erano 26 gradi) il campo centrale del complesso sportivo zaratino, tutto era pronto per l’inizio della sessione serale, con la sfida tra i due fanalini di coda del girone A. A sorpresa però – ma neanche tanto, visto la pessima prestazione del bulgaro nel pomeriggio – Dimitrov veniva sostituito dal croato Nino Serdarusic (n. 299 ATP), prima riserva in quanto semifinalista nel torneo di qualificazione.  Il 23enne tennista zagabrese coglieva l’attimo e si imponeva in due set, entrambi vinti al tie-break, su Pedja Krstin, che si ritrovava così ad essere il primo giocatore matematicamente sicuro di non disputare la finale di domenica sera.

La seconda partita serale vedeva invece lo scontro al vertice del girone B tra Andrey Rublev e il sorprendente Danilo Petrovic. Il tennista russo aveva dimostrato di essere decisamente più in palla del suo amico Zverev e lo confermava, tornato in campo dopo poco più di un’ora e mezza dalla fine del match contro Cilic, superando agevolmente in due set il 28enne belgradese. Petrovic ci ha provato, sopratutto all’inizio, ma poi ha dovuto inchinarsi di fronte all’evidente differenza di “cilindrata” del tennis del n. 14 del mondo, che finiva così la prima giornata in testa al girone B.

BIG MATCH – A seguire la sfida più attesa della giornata, quella tra Novak Djokovic e Borna Coric, che per come si erano messe le cose – compreso il ritiro di Dimitrov – era diventata anche quella decisiva per la vittoria nel girone A e la qualificazione alla finale.Sarà stato questo, sarà stato il fatto di giocare davanti al suo pubblico contro il n. 1 del mondo, sta di fatto che il tennista croato è entrato in campo molto contratto, al contrario di Djokovic che giocando in assoluta scioltezza – a parte qualche palla corta di troppo, probabilmente fatta per evitare scambi troppo lunghi – conquistava rapidamente il primo set (“Mi ha dominato nel primo” ammetterà poi Coric). Sospinto dal pubblico (gli spalti, ora erano pieni per circa la metà della capienza, il massimo previsto), il tennista di Zagabria nel secondo set reagiva d’orgoglio e la partita diventava emozionante e divertente, con alcuni colpi di ottima fattura da entrambe le parti. Sul due pari Borna recuperava da 0-40 e poi arrivava a due punti dal set (0-30) nel game successivo. Ma qui Djokovic faceva capire che non è un’opzione per lui non arrivare in finale a Zara, dopo aver mancato l’ultimo atto nella tappa d’esordio di Belgrado.

Il fuoriclasse belgradese infilava un altro parziale simile a quello nel primo set con Krstin e vincendo undici degli ultimi dodici punti si imponeva per 7-1 nel tie-break (“Ho giocato un buon match, forse non come con Dimitrov, ma un buon match. Ma poi alla fine lui ha alzato il livello, e non c’è stata storia” dirà Borna) e si portava solitario in testa al gruppo A. Con il solo Nino Serdarusic tra lui e la finale di domenica sera. “Mi hanno detto che mi basta vincere un set per arrivare in finale, ma non farò calcoli. Scendo in campo sempre per vincere. Sono contento di come ho giocato contro Borna, che era in ottima forma. Si è trattato indubbiamente del mio miglior match da quando abbiamo ripreso a giocare” ha detto Djokovic, che nonostante l’ora tarda (erano le 23.30) è venuto a parlare con i giornalisti dopo il match (non c’è alcun obbligo in questo senso per i giocatori all’Adria Tour) e si è concesso con grandissima disponibilità ai selfie con praticamente tutta la sala stampa.

Chiudeva il lungo sabato tennistico di Zara il match tra Zverev e Cilic, con il n. 7 del mondo che si riscattava dalla clamorosa sconfitta contro Petrovic e si imponeva in tre set, in un match caratterizzato da molti alti e (soprattutto) bassi da parte di entrambi. E che ha rischiato persino la sospensione, considerato che proprio poco dopo la conclusione si è scatenato un improvviso e violentissimo temporale. Il tedesco si giocherà ora le residue speranze di approdare in finale nel secondo match della seconda giornata, contro Andrey Rublev: deve vincere (possibilmente in due set) e sperare che Petrovic non faccia un altro miracolo contro Cilic.

Zverev durante il match serale contro Cilic (foto: Mario Cuzic\HTS)

RISULTATI
Esibizione
Vekic b. Danilovic 4-0 3-4(7) 4-0

Sessione diurna
B. Coric b. G. Dimitrov 4-1 4-1
A. Zverev b. D. Petrovic 4-3(2) 4-3(1)
N. Djokovic b. P. Krstin 4-3(3) 4-1
A. Rublev vs M. Cilic 4-3(5) 2-4 4-1

Sessione serale
N. Serdarusic b. P. Krstin 4-3(5) 4-3(1)
A. Rublev b. D. Petrovic 4-2 4-1
N. Djokovic b. B. Coric 4-1 4-3(1)
A. Zverev b. M. Cilic 4-3(1) 0-4 4-3(1)

CLASSIFICHE
GIRONE A – Djokovic 2/0,  Coric 1/1 , Serdarusic-Dimitrov 1/1, Krstin 0/2
GIRONE B – Rublev 2/0, Petrovic 1/1, Zverev 1/1, Cilic 0/2

IL PROGRAMMA DI DOMENICA 21 GIUGNO

Sessione diurna (dalle 14)
B. Coric vs P. Krstin
A. Zverev vs A. Rublev
N. Djokovic vs N. Serdarusic
M. Cilic vs D. Petrovic

Finale (ore 20)

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A scuola dai professionisti: se sai Ascoltare impari, se impari, vinci!

Una comunicazione efficace, come deve essere quella tra il giocatore ed il suo coach, parte da un presupposto: la capacità di ascoltare. Ce ne parla Amanda Gesualdi, mental coach di atleti di livello internazionale, nella ripartenza della rubrica ISMCA sul mental training

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Rafa Nadal e Carlos Moya - Montecarlo 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Riprende su Ubitennis la serie di contributi sul mental training grazie alla sinergia con la ISMCA, l’Associazione Internazionale dei mental coach specializzati nel tennis fondata da Alberto Castellani. Il primo articolo della nuova serie è a cura di Amanda Gesualdi, dott.ssa in Scienze e Tecniche Psicologiche, Life/Sport/Tennis Coach, Docente/Formatore di Mental Coaching presso Bocconi Sport Team dell’Università Bocconi di Milano e Direttore Tecnico e Sportivo della Accademia Tennis Olistico dove si allenano diversi tennisti con classifica ATP e WTA. Coach GPTCA e membro ISMCA, Gesualdi – che ha scritto diversi libri, tra i quali “L’Atleta Zen” (2007), “Tennis Olistico” (2011), “Emotions” (2015), “Coaching Sense” (2019).

Che cos’è la mente – il primo articolo di Amanda Gesualdi

L’Ascolto è l’atto dell’ascoltare. È l’Arte del sentire con Attenzione. Per ascoltare non si intende il semplice “stare a sentire”, ma una combinazione tra ciò che laltro sta dicendo associato ad un coinvolgimento attivo. Significa saper utilizzare l’Empatia per entrare in sintonia con l’altro. Con l’Ascolto assertivo si presta attenzione a ciò che gli altri hanno da dire e il messaggio che possiamo inviare è: “Ciò che tu mi stai dicendo è importante”. L’atteggiamento di Ascolto migliore è la comprensione, cioè provare a Capire e Sentire lo Stato dAnimo del nostro interlocutore, risuonare. Ascoltare è una capacità determinante per poter migliorare, attraverso un atto di fiduciosa umiltà!

 

In psicologia lAscolto è uno strumento dei nostri cinque sensi per apprendere, conoscere il tempo e lo spazio che ci circonda, e comunicare con noi stessi e il mondo circostante. L’Ascolto è un processo psicologico e fisico del nostro corpo per comunicare con i nostri neuroni, ovvero il cervello, che traduce il tutto in Emozioni e Nozioni. Dalla radice Auris “Orecchio”, latino parlato, Ascoltare è verbo transitivo. La parola Ascolto nasce in italiano come derivato del verbo ascoltare, che proviene a sua volta dal latino “auscultare”, cioè sentire con l’orecchio. Il significato tradizionale del termine Ascolto è appunto quello che indica in genere l’azione e il risultato dell’ascoltare, ed è fortemente legato al concetto di Attenzione.

NellAscolto c’è la componente fisica, tra orecchio e neuroni, di come noi assimiliamo stimoli acustici, e la componente psicologica, che è l’Apprendimento attraverso i cinque sensi. Bisognerebbe parlare di tante cose sull’Apprendimento, partendo da Sigmund Freud con la fase orale, quella in cui apprendiamo dalla bocca in quanto i bambini attraverso quel mezzo assaporano, il gusto (freddo, amaro, …), il tatto (forma, durezza, …) per capire che cos’è. È il loro primo approccio con il mondo esterno. Sempre in quel periodo c’è l’Apprendimento attraverso la vista e l’udito, che poi durerà tutta la vita. L’udito è molto importante, perché la percezione dello spazio e del nostro equilibrio si basa sull’orecchio.

Udire, ascoltare, e ascoltare attivamente: tre modalità diverse di entrare in relazione col mondo intorno a noi che richiedono livelli diversi di coinvolgimento. Ma mentre ci basta l’esperienza di mettere un po’ di musica per comprendere la differenza fra udire e ascoltare, lAscolto Attivo ha delle caratteristiche particolari che richiedono di mettere in campo tutta la Sensibilità, lAttenzione, la Comprensione, lIntelligenza, lEmpatia di cui siamo capaci. Per la sua capacità di favorire l’apertura al dialogo, l’Ascolto Attivo è lo strumento principe della psicoterapia e, più in generale, delle relazioni d’aiuto. Tuttavia esso può diventare un alleato speciale anche nelle relazioni quotidiane di ognuno di noi, in quanto ci consente di stabilire un contatto autentico con l’altro e di avviare con lui un tipo di comunicazione più efficace e proficua.

Imparare ad ascoltare attivamente ci rende capaci di:

  • evitare errori molto comuni che contribuiscono a formare delle “barriere” nella comunicazione che portano a quelle facili incomprensioni di cui ognuno di noi ha esperienza;
  • diventare più sensibili e attenti al vissuto emotivo che accompagna ogni comunicazione e si esprime attraverso il linguaggio para-verbale e non verbale, consentendoci di andare oltre ciò che viene espresso con le parole;
  • empatizzare con l’altro, la nostra autentica presenza gli “dirà” che è ascoltato e compreso.
Novak Djokovic e Marian Vajda – Rolex Paris Masters 2018 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

La capacità di Ascolto, che tutti in qualche misura possediamo, può essere sviluppata e migliorata: chi ascolta non è più un ricevente passivo, ma qualcuno che facilita con intelligenza emotiva la comunicazione in quanto l’altro è un nostro Specchio!

La capacità di ascolto di un giocatore si può misurare con il seguente test, rispondendo alle affermazioni con un semplice Sì o No.

  1. Anche se il tuo Coach dice qualcosa su cui non sei d’accordo, continui ad ascoltarlo.
  2. Sai interpretare quello che il Coach vuole comunicarti, anche al di là delle sue parole.
  3. Sei interessato a quello che il Coach ha da dirti senza annoiarti o perdere attenzione.
  4. Non smetti di ascoltare quando presumi di sapere che cosa l’allenatore sta per dirti.
  5. Ti capita di verificare se hai capito ripetendo con parole tue (anche solo dentro di te) quanto il Coach ti ha appena detto.
  6. Ascolti con curiosità il punto di vista del Coach, anche se è diverso dal tuo.
  7. Tendi a interessarti di tutto quanto si dice durante l’allenamento, anche se a volte ti sembra di poco conto.
  8. Ti preoccupi di chiedere il significato delle parole che non conosci.
  9. Mentre il Coach ti sta ancora parlando non pensi a come replicare, ma rimani concentrato su quello che sta dicendo per capirlo fino in fondo.
  10. Non sei uno che finge di ascoltare attentamente anche quando non ascolti affatto.
  11. Quando comunichi le tue idee e il tuo punto di vista, solitamente sono compresi con chiarezza dal tuo Coach, anche se non condivisi.
  12. Usi le domande spesso, rivolgendole al tuo allenatore mentre ascolti.
  13. Ti rendi conto che le parole non hanno esattamente lo stesso significato per tutti.
  14. Quando ascolti non segui solo il senso generale del discorso, ma sei attento anche ai particolari.
  15. Non ascolti solo quel che ti interessa, sei attento a tutto il feedback del tuo allenatore.
  16. Guardi sempre il Coach negli occhi.
  17. Sai quali sono le parole o le frasi capaci di suscitare in te una reazione emotiva.
  18. Sai aspettare senza impazienza l’occasione migliore per comunicare quel che vuoi dire al tuo allenatore.
  19. Pensi a come potrebbe reagire il tuo allenatore al tuo modo di comunicare con lui/lei.
  20. Osservi con attenzione l’espressione non verbale del tuo Coach (arrabbiato, deciso, distaccato, autorevole, motivato, ecc.).
  21. Lasci che il Coach esprima la sua determinazione verso di te senza interromperlo.
  22. Quando è utile, prendi appunti per poter ricordare meglio.
  23. Riesci a mantenere la concentrazione senza farti distrarre da suoni e rumori.
  24. Quando gli altri parlano con te sono generalmente a loro agio e si sentono rilassati, comportandosi con naturalezza.
  25. Tendi, in ogni situazione, a rivolgere domande al tuo Coach, quando non hai compreso con chiarezza.
  26. Sei in grado, nelle diverse situazioni, di riconoscere lo stato d’animo del tuo allenatore, e comportarti di conseguenza.
  27. A volte usi le domande per aiutare il tuo allenatore a chiarire il suo pensiero e le sue idee su di te.
  28. Scegli sempre la maniera migliore (scritta, orale, al telefono, sulla lavagna, un appunto, ecc.) di comunicare?
  29. Sai distinguere nella comunicazione ciò che dipende dai fatti e ciò che riguarda, invece, le emozioni.
  30. Sei consapevole e attento al fatto che i tuoi pregiudizi possono condizionarti nell’ascoltare.
  31. Ti trattieni ad esaminare a fondo tutti gli aspetti di ciò che ti viene detto, senza arrivare velocemente alla conclusione.
  32. Concentri la tua attenzione su tutti gli aspetti del tuo modo di comunicare, verbali e non verbali, e sei consapevole degli effetti che produci.
  33. Ripeti messaggi e istruzioni ascoltati per essere sicuro/a di aver ben capito.
  34. Ti accerti di verificare se l’allenatore ha capito, senza presumere che “sa già di che si tratta”.
  35. Sai tenere sotto controllo le valutazioni e i pregiudizi che hai in alcuni momenti sul tuo allenatore, ed eviti di comportarti avendo la convinzione di conoscere anticipatamente quel che vuol dirti.

Risultati

  • Da 30 a 35 Sì – Ottima capacità di Ascolto
  • Da 25 a 30 Sì – Buona capacità di Ascolto
  • Da 20 a 25 Sì – Discreta capacità di Ascolto
  • Da 10 a 20 Sì – Mediocre capacità di Ascolto
  • Meno di 10 Sì – Pessima capacità di Ascolto

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Al femminile

Russia 2: Veronika Kudermetova

Il lungo percorso compiuto prima della affermazione ad alti livelli della attuale numero 2 di Russia Kudermetova, recente finalista del torneo di Abu Dhabi

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Veronika Kudermetova - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

In attesa che il Tour superi la tormentata quarantena australiana e torni a offrire tennis giocato, continuiamo l’analisi delle giocatrici impegnate nel primo torneo dell’anno, il WTA500 di Abu Dhabi. Dopo l’articolo di martedì scorso dedicato a Ekaterina Alexandrova, proseguo con la linea russa: è il momento di Veronika Kudermetova. Per Kudermetova quella negli Emirati è stata una settimana molto positiva, dato che per la prima volta in carriera è riuscita a raggiungere la finale di un WTA500 (nuova definizione dei Premier che assegnano 470 punti alla vincitrice).

Durante il torneo Kudermetova ha sconfitto Kontaveit, Turati, Badosa, Svitolina, Kostyuk, e ha perso soltanto da Aryna Sabalenka (che tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021 vanta una striscia vincente aperta di 15 match). A conferma dell’ottimo momento di Veronika c’è il best ranking raggiunto proprio questa settimana (numero 36) e il primato nazionale mancato di poco: sarebbe diventata numero 1 di Russia (superando Alexandrova) se avesse vinto la finale.

Va sottolineato però che tutti i discorsi sul ranking sono “ingessati” dalle regole introdotte con la pandemia, regole che tendono a mantenere lo status quo, e di fatto sfavoriscono le tenniste in crescita come Kudermetova. Se per esempio nel 2020 si fossero conteggiati solo i risultati ottenuti in quell’anno solare, Veronika avrebbe concluso la stagione al numero 29 invece che al 46. Tenendo poi conto della finale raggiunta negli Emirati Arabi mercoledì scorso, staremmo parlando di una giocatrice senza dubbio dentro le prime 30 del mondo.

Potrebbe sembrare insensato continuare a riferirsi a un ranking virtuale, calcolato secondo i metodi precedenti, ma credo aiuti a individuare le giocatrici che stanno facendo meglio, pur nelle mille difficoltà che il periodo propone. Sappiamo infatti che si sta giocando meno del solito e questo rende più difficile la costruzione di quei momenti positivi che, grazie a condizioni di forma e di entusiasmo sopra la media, si traducono in significativi salti di qualità.

Per quanto riguarda Kudermetova, ci sono almeno due aspetti della sua carriera che, a mio avviso, la rendono particolarmente interessante: le difficoltà affrontate per finanziare la propria formazione nel periodo da teenager, e il confronto con le coetanee nate nel 1997, visto che che per il tennis femminile quella del 1997 è considerata una annata speciale. Veronika infatti è nata nello stesso anno di giocatrici di successo e precocissime come Bencic, Ostapeniko, Osaka, oltre che Konjuh (purtroppo fermata dagli infortuni) e Kasatkina, sua “gemella” russa con la quale ha condiviso i primi anni di carriera da junior. Cominciamo proprio da quegli anni.

a pagina 2: I primi anni di Veronika Kudermetova

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Flash

WTA Ranking: best ranking per Sabalenka, è numero 7. La classifica si ‘scongela’

Inarrestabile Aryna Sabalenka: vince il terzo torneo di fila e sale fino al n.7. Best ranking anche per Veronika Kudermetova. Se niente cambia, l’Australian Open 2021 sostituirà i punti del 2020

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Ritorniamo al consueto appuntamento con la classifica femminile. Dopo la vittoria ad Abu Dhabi, che segue i due trionfi di Ostrava e di Linz a fine 2020, Aryna Sabalenka si issa fino alla posizione n.7. Un risultato di tutto rispetto per la quasi ventitreenne bielorussa, che rappresenta anche la sua miglior posizione di sempre raggiunta.

Potrà migliorare ulteriormente? Le possibilità ci sono. Sembra infatti che la WTA non seguirà il criterio del “Best of 2020/2021” fino al prossimo marzo, ovvero lasciare alle giocatrici la possibilità di conservare il miglior risultato delle ultime due edizioni dei tornei disputati, come intende invece fare l’ATP fino alla metà di marzo.

Sul sito ufficiale della WTA, nella sezione dedicata al ranking, si può infatti leggere “Tour-level points added in 2020 will drop after the event is scheduled to be played again in 2021 or after 52 weeks, whichever is earlier”. Questo dovrebbe stare a significare (a meno di comunicazioni dell’ultimo momento) che già dai prossimi tornei (Autralian Open in primis) i punti dei tornei disputati sia nel 2020 che nel 2021 – fa dunque eccezione Abu Dhabi, che è un torneo nuovo – saranno sostituiti con i nuovi o semplicemente scadranno, e non è prevista alcuna “rete di salvataggio” per chi, per ragioni che tutti conosciamo, non potesse (o dovesse rinunciare a) partecipare a un torneo.

 

LA CLASSIFICA

Ritocca il best ranking anche Veronika Kudermetova, che guadagna dieci posizioni dopo la finale a Abu Dhabi persa proprio contro Sabalenka. La giovane russa sale fino al n.36. Il precedente best ranking era il n.38. L’ultimo movimento degno di nota in top 100 e quello di Marta Kostyuk che risale di 21 posizioni fino al n.78 dopo la semifinale negli Emirati.

Classifica WTA Variazione Giocatrice Tornei Punti
1 0 Ashleigh Barty 17 8717
2 0 Simona Halep 17 7255
3 0 Naomi Osaka 16 5780
4 0 Sofia Kenin 26 5760
5 0 Elina Svitolina 27 5260
6 0 Karolína Plíšková 22 5205
7 3 Aryna Sabalenka 28 4580
8 -1 Bianca Andreescu 10 4555
9 -1 Petra Kvitová 16 4516
10 -1 Kiki Bertens 26 4505
11 0 Serena Williams 13 4080
12 0 Belinda Bencic 25 4010
13 0 Victoria Azarenka 18 3426
14 0 Johanna Konta 18 3152
15 0 Garbiñe Muguruza 18 3070
16 0 Madison Keys 16 2962
17 0 Iga Świątek 16 2960
18 0 Petra Martić 24 2850
19 0 Elena Rybakina 30 2718
20 0 Elise Mertens 30 2650
21 0 Markéta Vondroušová 18 2538
22 0 Maria Sakkari 28 2490
23 0 Anett Kontaveit 22 2330
24 0 Jennifer Brady 26 2320
25 0 Angelique Kerber 21 2271
26 0 Alison Riske 23 2256
27 0 Karolína Muchová 19 2065
28 0 Yulia Putintseva 27 2015
29 0 Dayana Yastremska 27 1925
30 1 Ons Jabeur 24 1908
31 -1 Amanda Anisimova 21 1905
32 0 Donna Vekić 27 1880
33 0 Ekaterina Alexandrova 31 1775
34 0 Qiang Wang 24 1735
35 0 Shuai Zhang 27 1693
36 10 Veronika Kudermetova 32 1680
37 -1 Svetlana Kuznetsova 18 1631
38 -1 Barbora Strýcová 22 1630
39 -1 Anastasia Pavlyuchenkova 24 1630
40 -1 Sloane Stephens 22 1573
41 -1 Magda Linette 30 1573
42 -1 Saisai Zheng 24 1510
43 -1 Fiona Ferro 26 1497
44 -1 Caroline Garcia 28 1495
45 -1 Jeļena Ostapenko 26 1485
46 -1 Danielle Collins 20 1475
47 0 Nadia Podoroska 31 1407
48 0 Cori Gauff 16 1394
49 0 Polona Hercog 27 1335
50 0 Kristina Mladenovic 30 1335

CASA ITALIA

Per quanto riguarda i nostri colori, non cambia di molto la classifica delle prime atlete nel ranking mondiale. Continuiamo ad avere tre presenze in top 100 ma in posizioni basse, bassissime. Camila Giorgi resta al n.76, Trevisan e Paolini perdono una posizione e si ritrovano in 86° e 97° piazza. Guardando più giù, sono degni di nota i balzi di Stefanini (+38, n.356) Bianca Turati (+41, n.277), che ad Abu Dhabi ha vinto il suo primo match nel circuito maggiore.

Classifica WTA Variazione Giocatrice Tornei Punti
76 0 Camila Giorgi 25 958
86 -1 Martina Trevisan 28 879
97 -1 Jasmine Paolini 33 785
131 0 Sara Errani 31 584
132 0 Elisabetta Cocciaretto 23 583
167 0 Giulia Gatto-Monticone 27 432
189 0 Martina Di Giuseppe 30 354
277 41 Bianca Turati 16 234
292 2 Jessica Pieri 29 217
297 8 Martina Caregaro 20 207
311 -1 Stefania Rubini 24 186
320 0 Federica Di Sarra 20 176
341 0 Lucia Bronzetti 27 156
356 38 Lucrezia Stefanini 26 142
369 -1 Cristiana Ferrando 23 136
417 0 Deborah Chiesa 20 112
441 -1 Camilla Scala 14 100
443 -1 Camilla Rosatello 18 99
472 -1 Gaia Sanesi 16 91
478 -1 Angelica Moratelli 23 89

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