Djokovic sulla PTPA: "Ho parlato con Gaudenzi. Vogliamo che le donne siano coinvolte"

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Djokovic sulla PTPA: “Ho parlato con Gaudenzi. Vogliamo che le donne siano coinvolte”

In conferenza stampa il serbo torna a parlare dell’associazione giocatori: “Vogliamo unità, ma anche attenzione ai diritti dei giocatori. Non è una separazione. Oltre 200 giocatrici hanno firmato il documento”

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Novak Djokovic - Internazionali d'Italia 2020 (foto Giampiero Sposito)

La ripresa dei tornei ATP sui campi di Flushing Meadows era stata accompagnata dalle voci su una nuova associazione dei giocatori, la PTPA, promossa da Novak Djokovic e Vasek Pospisil. Complici anche i fatti dello US Open (squalifica del serbo e primo Slam per Dominic Thiem) i discorsi sulla creazione della PTPA sono stati messi in secondo piano. Giunto a Roma, Djokovic ha vinto al debutto contro Caruso nella giornata di mercoledì e in conferenza stampa ha avuto occasione di parlare dell’associazione:Ho incontrato Andrea Gaudenzi. Abbiamo avuto un incontro con i giocatori e lui ha fatto un presentazione per noi. Circa due giorni fa. Siamo rimasti per circa due ore e mezza. Sono rimasto fino in fondo e ho anche fatto una chiacchierata con lui in privato. Non abbiamo nessun problema. Abbiamo sempre avuto un rapporto trasparente e aperto”.

Detto questo è entrato più nello specifico: Il punto principale dell’associazione dei giocatori, come dicevo a New York, non è combattere ATP, ITF, Grand Slam o chiunque altro. Molte persone hanno una considerazione sbagliata dell’associazione. Non abbiamo mai detto questo, non vogliamo boicottare o separarci dall’ATP. O qualcosa del genere. Vogliamo lavorare insieme in questo sistema con l’ATP e con tutti gli altri. Come ho detto, non siamo solo un’associazione di giocatori maschili. Vogliamo che le donne siano coinvolte. Ci sono circa 200 giocatrici WTA che hanno firmato il documento e stiamo discutendo il loro ingresso. Ciò avverrà molto presto. L’ATP chiedeva di restare uniti, ma è esattamente quello che vogliamo. Non vogliamo frammentazione. Ma abbiamo bisogno di un’associazione che rappresenti pienamente i diritti dei giocatori. E questo è tutto quello che c’è da fare”.

Al momento a Nole e Pospisil manca il sostegno dei due pilastri del tennis contemporaneo, Rafa Nadal e Roger Federer. Tuttavia il canadese ha detto di essere fiducioso riguardo l’avvicinamento di Rafa al progetto. “L’ho visto molto, molto di sfuggita” ha detto Djokovic.Ci siamo appena detti ‘ciao’. Non abbiamo parlato di politica del tennis o cose del genere. E questo non accadrà durante il torneo, di sicuro. Forse ci sarà tempo durante la prossima settimana prima del Roland Garros quando non avremo partite per forse tre, quattro giorni; quella sarebbe un’opportunità per farlo”.

 

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ATP Montecarlo, le semifinali: apre Tsitsipas vs Evans alle 13:30, poi Ruud contro Rublev

Il britannico giocherà la semifinale anche nel torneo di doppio. Riuscirà un altro miracolo contro il greco?

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Il torneo di Montecarlo non avrà in semifinale né un giocatore italiano né uno tra Rafael Nadal e Novak Djokovic. Due dei quattro semifinalisti sono arrivati assolutamente a sorpresa, soprattutto Dan Evans, protagonista della settimana della vita. Il britannico giocherà la prima semifinale del singolare non prima delle 13:30 di sabato contro il più alto in classifica rimasto in tabellone, Stefanos Tsitsipas che ha dominato il match giocato contro Evans sulla terra di Amburgo lo scorso settembre (2-0 i precedenti in totale). Per non farsi mancare nulla il britannico è giunto in semifinale anche nel torneo di doppio insieme al connazionale Skupski

A proposito di Amburgo, Andrey Rublev ha battuto due volte Casper Ruud nelle ultime due edizioni del torneo tedesco sul rosso. I due si sono anche incontrati all’Australian Open di due mesi fa in ottavi di finale ma il norvegese è stato costretto al ritiro, comunque già sotto di due set.

Questo il programma completo di sabato 17 aprile, incluse le semifinali del torneo di doppio

 

Campo Centrale (Ranieri III) dalle ore 11:30

[4] M. Granollers/H. Zeballos vs [2] N. Mektic/M. Pavic

non prima delle ore 13:30
D. Evans vs [4] S. Tsitsipas
[6] A. Rublev vs C. Ruud
[1] J. Cabal/R. Farah vs D. Evans/N. Skupski

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Billie Jean King Cup: Romania-Italia 0-2. Cocciaretto e Trevisan non tradiscono

Vittoria al cardiopalma per Martina, che salva due match point a Buzarnescu. Tutto facile per Cocciaretto contro Bara

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Inizia nel migliore dei modi per la nazionale azzurra la sfida di play-off contro la Romania nella Billie Jean King Cup (ex Fed Cup). Nel cemento indoor della Sala Polivalenta di Cluj le italiane guidate da Tathiana Garbin (senza la numero 1 Camila Giorgi, positiva al coronavirus) hanno vinto i primi due match di singolare, andando a riposo sul 2-0. La Romania non sta certamente schierando la sua formazione migliore: mancano infatti le prime cinque giocatrici della nazione, ovvero Simona Halep, Patricia Maria Tig, Sorana Cirstea, Irina Camelia Begu e Ana Bogdan. Non per questo il risultato che potrebbe acquisire l’Italia vincendo il tie (la qualificazione ai preliminari del tabellone di BJK Cup 2022) avrebbe meno valore.

La prima sfida è tutta nel segno di Elisabetta Cocciaretto. Scesa in campo da numero 2, ha battuto nettamente Irina Bara, n.132 WTA, in un’ora e mezza di partita con il punteggio di 6-1 6-4, recuperando da uno svantaggio di 0-3 nel secondo parziale dopo aver dominato il primo. Per Elisabetta è la quarta vittoria con i colori della nazionale azzurra: le prime tre sono state preziosissime (e anche più nette rispetto a quella su Bara). Le ha messe a segno lo scorso anno in Estonia e hanno permesso alle nostre ragazze di giocare questo match di play-off.

Il secondo match invece è stato un autentico dramma, durato oltre tre ore. Martina Trevisan ha superato Mihaela Buzarnescu (n.137 WTA) al tie-break del terzo set (7 punti a 5), finendo il match in lacrime. Una vittoria che ha il freddo valore del 2-0 per la squadra, ma ha un significato inestimabile per lei. Anzi, probabilmente ce lo spiegano quelle lacrime alla stretta di mano e l’abbraccio con Tathiana. Martina infatti aveva vinto un solo match in questo 2021, quello nel primo turno di qualificazione a Dubai contro Rodionova. La striscia di sconfitte stava per allungarsi oggi, perché nel terzo set (durato la bellezza di 103 minuti) è stata a un passo dalla sconfitta.

Prima si sono rifilate un 6-2 per parte. Poi è iniziata una sfilza di break, che ha portato la rumena a servire per il match sul 5-4. Martina è stata tenace e nonostante non si stesse esprimendo al meglio (complici alcuni fastidi fisici) è riuscita a salvare due match point consecutivi (40-15) e anche a non lasciarsi condizionare dal disappunto per aver perso il servizio sul 5-5 con numerose chance di tornare avanti nel punteggio. Ha recuperato ancora una volta il break e non si è distratta nel lungo Medical Time Out di Buzarnescu che ha preceduto il tie-break. Qui si è portata avanti 5-3 per poi chiudere il match alla prima occasione.

Sabato si continua con gli altri due singolari: salvo imprevisti, Cocciaretto incrocerà proprio Buzarnescu, mentre a Trevisan toccherà Bara.

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1 x 32 – Ubi Radio: tennis e parità di genere, un problema reale con miti da sfatare

In questo episodio Vanni Gibertini e Tommaso Villa analizzano i risultati del recente studio dell’ITF. L’ambivalente ruolo della WTA

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Serena Williams e Roger Federer - Hopman Cup 2019

I risultati dello studio pubblicato dalla Federazione Internazionale sul modo in cui lo sport femminile (tennis ma non solo) viene coperto dai media suggeriscono che la considerazione delle atlete donna è ancora legata a valori tradizionalmente maschilisti e che l’uguaglianza è ancora un risultato da perseguire. Nella puntata odierna del nostro podcast il nostro ospite Vanni Gibertini discute con il collaboratore di Ubitennis Tommaso Villa sul significato reale dei risultati pubblicati e di come alcuni di essi debbano essere contestualizzati per evitare di trarre conclusioni affrettate.

La presenza dello sport femminile in televisione è ancora marginale se si considerano tutti gli sport professionistici nel loro complesso. Ma molte discipline professionistiche al femminile sono ancora “in fasce”, devono ancora evolversi e alcune hanno oggettivi problemi di fruibilità.

La puntata precedente

 

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