Roland Garros: Fognini acciaccato saluta subito Parigi

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Roland Garros: Fognini acciaccato saluta subito Parigi

Fabio dà la sensazione di poter rimontare dopo il secondo set, ma si spegne alla distanza. Potrebbe non tornare in campo nel 2020

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Fabio Fognini - Internazionali d'Italia 2020 (foto Giampiero Sposito)

M. Kukushkin b. [14] F. Fognini 7-5 3-6 7-6(1) 6-0

Si sapeva che Fabio Fognini non arrivava a questo Roland Garros nella migliore condizione fisica o di forma, ma forse si sperava che fosse in grado di superare il primo turno contro un avversario come Mikhail Kukushkin che, seppur certamente esperto e rognoso, non è molto a suo agio sulla terra battuta. E invece purtroppo abbiamo dovuto assistere a una prestazione nella quale il n.2 italiano ha potuto esprimere il suo tennis solamente in minima parte, limitato dal freddo e dal campo pesante, ma soprattutto da un’ancora precaria situazione relativa alla caviglia operata qualche mese fa.

L’inizio è stato da incubo: dopo oltre un’ora di ritardo a causa della pioggia, i due protagonisti sono scesi sul bellissimo ma molto periferico campo Simonne Mathieu bardati come se si trattasse di uno slalom speciale. Il campo scivolosissimo ha dato parecchi problemi in avvio a Fognini, che ha chiesto e ottenuto di iniziare il match indossando i pantaloni della tuta e che più volte non ha trovato la sufficiente aderenza con le suole partendo sugli scatti. Precipitato in un attimo 0-2 con palle per lo 0-3 pesante, ha poi iniziato a trovare progressivamente la misura dei colpi e una certa mobilità per rimontare sul 3-3 e poi passare in vantaggio tenendo la battuta nel game seguente.

 

Sul 5-4 Fognini si è trovato a due punti dal set sullo 0-30, ma non è riuscito a concretizzare, perdendo poi il servizio nel game successivo con tre errori non forzati e un doppio fallo che hanno dato via libera al 7-5 in favore di Kukushkin.

Già particolarmente innervosito dalla piega presa dal primo parziale, Fabio ha iniziato con i suoi soliti monologhi, davanti al sempre passibile Barazzutti, intirizzito in tribuna, riuscendo comunque a scuotersi a sufficienza (al prezzo di una racchetta rotta e di un warning) per poter andare avanti per primo di un break e poi chiudere definitivamente sul 6-3.

I microfoni del Simonne Mathieu, molto vicini ai giocatori sia in fondo al campo sia nei pressi della rete, diffondono buona parte dei monologhi di Fognini che vanno dall’incredibilmente divertente (“riesce a resuscitare anche i topi”) al meno pubblicabile (improperi vari fino a considerazioni molto pericolose sui giudici di linea).    

Nel terzo purtroppo Fabio non è riuscito a mantenere il vantaggio conquistato all’inizio del set (3-1) cedendo la battuta proprio mentre stava servendo per il set sul 5-4 per poi perdere il tie-break successivo per 7 punti a 1. A quel punto il match è finito, perché chiamato il fisioterapista per farsi vedere la caviglia evidentemente dolorante, nel set successivo ha vinto solamente una manciata di punti, incassando un 6-0 in 19 minuti e terminando il match con un parziale di 7 punti a 31.

Cosa c’è che non va nella caviglia?Non lo so” ha risposto Fognini in conferenza stampa, senza aggiungere altri dettagli, dal momento che con Ubitennis ha deciso da tempo di non parlare, e non c’era nessun altro giornalista di nessuna testata che fosse interessato a parlargli. Un vero peccato, perché sarebbe interessante sapere se si tratta solamente di un problema passeggero oppure di una malaugurata ricaduta.

Fatto sta che anche quando abbiamo visto Fabio allenarsi sabato pomeriggio con Stefano Travaglia, si muoveva in maniera molto cauta sulla terra battuta asciutta del campo 7 e non spingeva mai sulle caviglie per i recuperi. Rivedremo Fognini in campo questa stagione? Non lo sappiamo. Andrà in Australia? Non lo sappiamo. Sarebbe stato bello poterglielo chiedere ed avere una risposta, ma purtroppo è andata diversamente. In ogni modo, a contrario di altri, saremo sempre qui a seguire le sorti del tennis italiano e internazionale, che fino a quando Fognini continuerà ad essere un giocatore professionista, e per il momento ben dentro ai primi 20 del mondo, comprenderanno anche lui.

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ATP

Zverev ruggisce a Madrid: supera Thiem e vola in finale

Sascha serve benissimo e gestisce in tranquillità la semifinale contro uno spento Thiem. Ottava finale in un Masters 1000 e seconda a Madrid dopo il titolo del 2018

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Alexander - ATP Madrid 2021 (ph. Ángel Martínez)

[5] A. Zverev b. [3] D. Thiem 6-3 6-4

Alexander Zverev è il primo finalista del Mutua Madrid Open 2021. Il tedesco supera in due set piuttosto agevoli Dominic Thiem e domenica proverà a bissare il titolo conquistato su questi campi nel 2018, quando sconfisse nell’ultimo atto proprio il suo avversario odierno.

La partita non ha regalato particolari brividi: dopo una buona partenza, Thiem è infatti calato progressivamente, incapace di tenere il ritmo da fondo di Zverev e soprattutto di scardinare il suo servizio (se si esclude il break concesso di pura distrazione dal tedesco sul 4-1 nel secondo set). I maggiori fastidi per Sascha sono stati probabilmente connessi con la moviola, che in ben tre occasioni ha dichiarato dentro o fuori la palla (ovviamente a suo sfavore), mostrando però immagini apparentemente in contrasto con la chiamata.

 

Al di là dei bisticci con la tecnologia però, Zverev ha mostrato buona solidità e lucidità e domenica andrà a caccia del quindicesimo titolo in carriera e del quarto Masters 1000. Tra lui e il trofeo cercherà di frapporsi il vincente della sfida tra Matteo Berrettini (2-1 i precedenti in favore di Sascha, 1-1 su terra) e Casper Ruud (nessun precedente). Il tedesco dovrà gestire bene le energie in vista della finale, dal momento che è ancora in corsa nel tabellone di doppio insieme al connazionale Tim Puetz. I due giocheranno la semifinale contro Granollers/Zeballos con la prospettiva per Sascha di una storica doppietta.

IL MATCH – Zverev mostra da subito un discreto feeling col servizio. In particolare sceglie spesso di servire al centro da destra, sia con la prima sia con delle ottime seconde cariche che saltano alte sul rovescio dell’avversario. Nonostante ciò, Thiem reagisce bene, soprattutto alle seconde, e si rende pericoloso in risposta nel terzo game. Un bellissimo rovescio vincente dal centro del campo lo porta a palla break, ma Zverev si cava d’impiccio col servizio, impedendo di fatto all’austriaco di giocare i successivi tre punti.

Tocca poi al tedesco avere la chance di ottenere il break, ma Thiem fa buona guardia a rete dopo il solito gran servizio in kick. Un doppio fallo rimette nei guai l’austriaco, che si salva con una prima vincente, contestata da Zverev che polemizza con l’arbitro nonostante l’intervento di Foxtenn. Effettivamente l’immagine non sembrerebbe corrispondere con la scritta “IN” (“dentro”) comparsa sul maxischermo dello stadio, ma tutti non possono che adeguarsi a quanto sentenziato dalla tecnologia. Un secondo doppio fallo costringe Thiem a salvare una terza palla break, stavolta con un poderoso rovescio lungolinea vincente. L’austriaco però concede troppo con il dritto e alla fine cede, alla quarta occasione concessa, mandando Zverev sul 3-1.

Uno dei frame “incriminati”

Thiem sembra avere qualche problema con la presa sulla racchetta, forse per l’eccessiva sudorazione, e addirittura chiede al giudice di sedia se è possibile avere della segatura (rimedio d’altri tempi). Anche il vento rappresenta una discreta incognita – ovviamente per ambedue i semifinalisti – soprattutto perché sembra avere un andamento irregolare, a folate. Nonostante ciò si vedono alcune ottime soluzioni, frammiste a scelte discutibili, da parte di entrambi. Dal punto di vista del punteggio però non ci sono grandi sussulti: Zverev concede davvero poco al servizio (solo tre punti in tre turni di battuta) e dopo 43 minuti va a sedersi in vantaggio di un set.

Il tedesco gestisce benissimo gli scambi da fondo con il proprio rovescio e si procura una palla break subito in avvio di secondo set. Thiem però riesce a evitare il peggio e tiene il servizio, grazie anche a un nastro fortunato e a due errori dell’avversario. Il break è solo rimandato, perché Zverev ha il totale controllo del palleggio e non fatica a salire 3-1. La palla dell’austriaco non corre come al solito, chiaro segnale che la miglior forma è ancora lontana, e se a questo aggiungiamo il rendimento quasi perfetto al servizio di Zverev, allora le cose sì che si fanno difficili. Il tedesco ormai colpisce in scioltezza, mentre Thiem è costretto a remare da fondo. Un secondo break lo proietta sul 4-1, ma un po’ di leggerezza nelle scelte tattiche (un paio di discese a rete decisamente rivedibili) regala il contro-break immediato all’avversario.

Dominic Thiem – Madrid 2021

Thiem si aggrappa a quel poco che il suo tennis gli consente oggi e va sul 4-3, al termine di un game da sedici punti e non prima di aver cancellato tre palle break che avrebbero di fatto chiuso il match. Il moto d’orgoglio dell’austriaco non è però sufficiente a riaprire davvero la partita e Zverev chiude senza ulteriori patemi con il punteggio di 6-4 dopo un’ora e quaranta minuti di gioco. Partirà favorito in finale, e avrà l’opportunità di diventare il primo giocatore esterno alla cerchia dei Fab a vincere due volte lo stesso Masters 1000 dai tempi di Andy Roddick, capace di imporsi due volte a Miami.

Il tabellone completo

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Flash

Il tabellone femminile di Roma 2021

Sorteggiato il tabellone femminile dell’edizione 2021 degli Internazionali BNL d’Italia. Giorgi debutta contro Sorribes Tormo, Cocciaretto pesca Garcia. Sabalenka nel quarto di Barty, Serena Williams in quello di Osaka

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Simona Halep - Internazionali di Roma 2020 (foto Giampiero Sposito)

Tutte le giocatrici migliori in campo a Roma: il torneo WTA completerà nel migliore dei modi la settimana di grande tennis al Foro Italico. Ai nastri di partenza non ci sono defezioni (salvo novità dell’ultima ora) tra le prime dieci del mondo: a guidare il tabellone femminile estratto oggi è l’australiana numero uno del mondo Ashleigh Barty (che oggi si giocherà il titolo a Madrid contro Aryna Sabalenka), con la giapponese Naomi Osaka testa di serie numero due. A ingolosire gli appassionati ci saranno anche le performances della campionessa uscente Simona Halep e dell’ultima regina del Roland Garros, Iga Swiatek. Ed è presente a Roma anche Serena Williams, le cui condizioni sono tutte da valutare. La campionessa americana resta comunque uno dei grandi volti della settimana di tennis che ci apprestiamo a vivere.

E le italiane? Sono tre le azzurre presenti nel main draw grazie a delle wild card, in attesa dei risultati delle qualificazioni: si tratta di Camila GiorgiMartina Trevisan ed Elisabetta Cocciaretto.

IL TABELLONE – Parte alta

 

IL TABELLONE – Parte bassa

Il link al tabellone completo (aggiornato quotidianamente)

OTTAVI TEORICI

[1] A. Barty vs [14] E. Mertens
[9] Ka. Pliskova vs [7] A. Sabalenka
[4] S. Kenin vs [15] I. Swiatek
[12] G. Muguruza vs [5] E. Svitolina

[6] B. Andreescu vs [11] P. Kvitova
[16] J. Konta vs [3] S. Halep
[8] S. Williams vs [10] B. Bencic
[13] J. Brady vs [2] N. Osaka

IL SORTEGGIO DELLE ITALIANE

[WC] C. Giorgi vs S. Sorribes Tormo
[WC] M. Trevisan vs J. Shvedova
[WC] E. Cocciaretto vs C. Garcia

INFORMAZIONI SUL TORNEO

Entry list

  • tabellone a 56 giocatrici (16 teste di serie, 8 bye)
  • 45 giocatrici entrate per accettazione diretta
  • 8 qualificate (il tabellone delle quali)
  • 3 wild card

Il sito ufficiale del torneo

Copertura televisiva

Il torneo sarà visibile su Supertennis, canale 64 del digitale terrestre.

Calendario di gioco

Lunedì 10: primo turno
Martedì 11: primo e secondo turno
Mercoledì 12: secondo turno
Giovedì 13: ottavi di finale
Venerdì 14: quarti di finale
Sabato 15: semifinali
Domenica 16: finale

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Focus

Berrettini a Madrid può esprimersi al meglio: una prova di maturità con l’aiuto del servizio

La terra in altura fa emergere il vero valore di un giocatore da cemento che però non disprezza il rosso, come Matteo

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Matteo Berrettini - ATP Madrid 2021 (ph. Mateo Villalba)

Un altro weekend tinto d’azzurro ci attende, l’ennesimo di questo 2021. Matteo Berrettini è a un passo dal sogno al Masters 1000 di Madrid dopo aver rimontato nella serata di venerdì il cileno Cristian Garin. È vero, non ha trovato sulla sua strada i favoriti sulla carta del suo lato di tabellone, Daniil Medvedev (nonostante sulla terra rossa sia abbastanza vulnerabile) e Stefanos Tsitsipas, ma per arrivare in semifinale ha dovuto battere tennisti che hanno costruito la loro carriera sul rosso. Prima Fognini, ultimo campione ‘Mille’ azzurro sulla terra di Montecarlo, che Matteo spera di emulare. Poi Delbonis, 4 finali e 2 titoli ATP, sempre sul mattone tritato. E infine Garin, 5 titoli ATP a cavallo tra 2019 e 2021, tutti sul rosso.

L’avversario della semifinale, Casper Ruud, evoca brutti ricordi a Matteo. Ci ha perso al tie-break del terzo set nel suo torneo di casa, gli Internazionali di Roma nei quarti di finale. Col tempo Ruud, da outsider qual era quel giorno, è diventato una certezza sulla terra battuta. Ha raggiunto la semifinale anche nell’ultimo Masters 1000 giocato, a Montecarlo, dove ha perso contro Rublev. Ma nel venerdì di Madrid ha superato chi quel torneo lo ha vinto, Stefanos Tsitsipas.

Dunque le premesse non sono le migliori per il nostro Matteo, considerando chi si troverà di fronte. È indispensabile però che pensi soprattutto a sé stesso, cosa che sicuramente anche coach Vincenzo Santopadre gli starà dicendo nelle ore che precedono la partita. Berrettini rimane un giocatore che ha dimostrato di saper vincere su ogni superficie. Si è affermato ad alti livelli sull’erba dopo essersi fatto conoscere con le vittorie sul rosso, e prima che il Covid rimescolasse le carte in tavola nel 2020, aveva trovato la sua dimensione nei tornei sul cemento: tra i suoi risultati spiccano le semifinali raggiunte allo US Open 2019 e poche settimane dopo a Shanghai, la prima e unica in un Masters 1000 prima del traguardo centrato questa settimana.

 

A Madrid tuttavia le condizioni sono particolari. Non è il più classico dei tornei su terra, lo testimonia il fatto che Rafa Nadal, dominatore assoluto di ogni grande evento sul rosso del Tour ATP, l’abbia vinto “solo” 4 volte, contro le 11 di Montecarlo, le 12 a Barcellona, le 9 a Roma e le 13 al Roland Garros. I campi sono resi più veloci dalla posizione geografica della Caja Magica, situata 655 metri sopra il livello del mare. L’aria, più rarefatta, tende a frenare meno la pallina e tende ad avvantaggiare (rispetto agli altri eventi su terra) chi predilige il gioco di potenza e la combinazione servizio-dritto. Un po’ meno chi è solito costruire il punto da fondo, come lo stesso Nadal.

Per questo il Mutua Madrid Open è uno dei tornei su terra (o almeno, il più prestigioso) che si avvicinano alle condizioni del cemento. E per Matteo Berrettini questo è il cocktail perfetto. Può sfruttare al massimo l’1-2 servizio-dritto e allo stesso tempo avere un po’ di tempo in più (rispetto al cemento) per preparare i colpi da fondocampo nel palleggio. Proprio quest’ultima componente si è rivelata decisiva contro giocatori come Delbonis, Fognini e Garin, che nello scambio prolungato potrebbero avere un vantaggio contro Matteo sul rosso.

Come da prassi, il gioco in altura costringe i tennisti ad aggiustare anche l’incordatura: Matteo ha detto di aver aumentato la tensione delle corde di 3 chili (rispetto al torneo di Belgrado) per aumentare il controllo sulla palla e trovare il feeling ideale. Un feeling che ha trovato sin da subito. La vittoria all’ATP 250 di Belgrado pare sia stata il momento cruciale per la stagione del ragazzo romano, che dopo lo stop per l’infortunio agli addominali in Australia sta cercando di recuperare quella forma fisica brillante mostrata nei primi appuntamenti del 2021.

Il servizio di Berrettini, che già risulta essere l’arma in più su ogni campo del circuito, può fruttargli più punti sui campi di Madrid rispetto a un altro torneo su terra rossa. Nel corso del torneo su 135 volte in cui ha messo la prima in campo, 121 volte ha vinto il punto: l’82% delle volte. A Belgrado, invece, vinceva poco meno dell’80% dei punti in media. La differenza non è così sensibile in valore assoluto, ma sapere che il servizio può dare anche un piccolo vantaggio in più aiuta tanto, soprattutto nei momenti critici del match. Il dato sopra citato di Madrid è simile a quello del torneo di Gstaad del 2018. Lì l’effetto dell’altitudine è ancora più marcato perché si gioca quasi a 1100 metri sul livello del mare. Matteo vinse quel torneo, il suo primo a livello ATP, convertendo in punto l’83% di prime in campo (in media). E tre anni fa il servizio di Matteo era ancora perfettibile.

A chiudere il discorso ci aiuta il maestro Luca Baldissera, che in un post Facebook ha analizzato dal punto di vista tecnico il movimento alla battuta di Berrettini. Polso morbido e impugnatura leggera sono i segreti del servizio (spesso scagliato oltre i 220 orari) di Matteo. Due accorgimenti che gli permettono di giocare il colpo con la massima decontrazione e sprigionare la massima forza all’impatto con la pallina.

A dispetto di un gioco basato apparentemente solo sul dritto e sul servizio, la qualità principale di Matteo sembra essere proprio la sua versatilità. Questo è vero sia per la sua capacità di adattarsi alle varie superfici, sia per le variazioni che è in grado di aggiungere al suo tennis di pressione da fondo campo. A mascherare la debolezza del rovescio in top ci pensa l’ottima esecuzione in backspin, a tirarlo fuori da alcuni scambi complicati possono arrivare le discese a rete e le palle corte. Per questo il Berrettini visto a Madrid, se riesce a mantenere questa condizione fisica, può continuare a far bene e forse crescere ancora di livello. Già a partire dal torneo di casa, gli Internazionali di Roma, dove esordirà contro Basilashvili.

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