I numeri dell'Italia: 4 nei primi 30, 10 top 100 e 62 vittorie

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I numeri dell’Italia: 4 nei primi 30, 10 top 100 e 62 vittorie

In questa prima parte di 2021, i dieci azzurri attualmente presenti nei primi 100 giocatori del mondo hanno messo insieme 62 successi nei tornei ATP. Meglio di Russia e Spagna

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Lorenzo Sonego - ATP Cagliari 2021

62 – le vittorie ottenute nel circuito maggiore nel 2021 dai tennisti italiani presenti nella top 100 ATP. Considerando solo i giocatori presenti in questa fascia di classifica, sino alla scorsa settimana l’Italia era la nazione ad aver vinto in questi primi mesi della stagione più partite nei tornei del calendario ATP: un risultato, seppur parziale, a cui soltanto qualche mese fa nessuno avrebbe mai creduto, nonostante la continua crescita in atto da anni nel nostro settore maschile. Il movimento tennistico italiano ha il merito di aver creato le basi (logistiche, tecniche e finanziarie) per facilitare tanti suoi giovani atleti nell’accedere ai massimi livelli del professionismo tennistico, tramite la presenza più o meno costante nei primi 100 al mondo, una classifica che permette di chiudere economicamente in attivo la stagione e di entrare direttamente in tabellone negli Slam e in tanti altri tornei del circuito.

In questi ultimi mesi gli appassionati italiani oltre che gioire per la partecipazione di loro connazionali nei grandi appuntamenti, hanno poi anche la fortuna di godersi alcuni loro rappresentanti – baciati da Madre Natura col dono del grande talento, che si manifesta in vari modi – ai vertici della classifica. Che per il tennis maschile italiano quello attuale sia un momento magico è testimoniato proprio da quanto avviene nelle parti alte della classifica ATP: grazie al primo titolo della carriera di Lorenzo Sonego a Cagliari della settimana scorsa, l’Italia si è ritrovata ad avere quattro suoi rappresentanti nella top 30, come non le accadeva addirittura dall’estate del 1977, quella successiva alla vittoria della Coppa Davis e ai trionfi di Adriano Panatta a Roma e Parigi, tutti successi datati 1976, che ancora oggi è di gran lunga l’annata più bella del tennis maschile italiano.

Ad inizio luglio 1977, però, il tennista romano era sceso al 17 ATP, seguito da Barazzutti, Bertolucci e Zugarelli, che era il 27° giocatore al mondo e dietro di loro, tra i primi 200, c’era il solo Ocleppo, alla 185° posizione del ranking. Indubbiamente in quella vecchia classifica c’era un campione capace di raccogliere i successi che sino ad oggi nessun altro tennista italiano è riuscito a centrare, ma Panatta, come i suoi tre compagni di Davis, ad eccezione di Barazzutti, classe ’53, aveva già raggiunto precedentemente a quella data il suo best career ranking. La situazione del tennis italiano in quell’inizio luglio del 1977 era quindi ben diversa da quella odierna, non solo dal punto di vista quantitativo (adesso ci sono dieci italiani nei primi 100 e in totale ben sedici nei primi 200) e in un certo senso qualitativo (nell’estate del 1977 i primi quattro erano compresi tra la 17° e la 27° posizione, questa settimana abbiamo invece un top ten), ma anche quanto a prospettive tecniche ad alti livelli nei mesi successivi.

Dei primi quattro italiani della classifica di questa settimana, solo per il quasi trentaquattrenne Fognini è improbabile un miglioramento del 9 ATP raggiunto nel maggio di due anni fa: lo stesso Berrettini potrebbe migliorarsi, mentre Sinner e Sonego, per ragioni diverse, godono di una inerzia favorevole e sembrano destinati a non fermarsi all’attuale classifica, che per entrambi è la migliore mai raggiunta sin qui. Per i quattro eroi della vittoria della Davis la concomitanza nei primi 30 al mondo durò in totale un mese e mezzo, questa sembra avere prospettive più durature.

Jannik Sinner – Miami Open 2021 (via Twitter, @miamiopen)

Specchio fedele di una situazione sotto tanti aspetti mai vissuta prima nel circuito maschile dal tennis italiano è proprio la tabella che abbiamo creato per andare a quantificare le vittorie nel 2021 di tutti i tennisti presenti nella top 100 del ranking ATP: contando i loro successi e raggruppandoli per paesi di provenienza, l’Italia è, come detto, addirittura prima in una classifica per nazioni (considerando tutte le vittorie a prescindere dalla classifica del tennista vincitore, la sola Spagna ci supera con 68 successi a 63, con gli Stati Uniti terzi nel virtuale podio, grazie alle 61 partite risultate vittoriose per loro atleti).

Se Serbia (con la vittoria di Djokovic agli Australian Open) e Polonia (Hurkacz a Miami) si sono spartite i successi nei tornei più importanti sin qui disputati nel 2021, la Russia è la più vincente dal punto di vista della quantità di tornei vinti con ben quattro titoli conquistati da suoi giocatori (la ATP Cup, e i successi di Rublev a Rotterdam, Medvedev a Marsiglia e Karatsev a Dubai). Dopo la Russia, in quanto a numero di titoli vinti da propri tennisti, seguono con due Argentina (Cerundolo a Cordoba e Schwartzman a Buenos Aires), Australia (De Minaur ad Antalya e Popyrin a Singapore), Polonia (Hurkacz vincitore a Delray Beach e Miami) e proprio l’Italia (Sinner all’ATP 250 di Melbourne e Sonego a Cagliari).

Rispetto a queste ultime nazioni, i nostri tennisti hanno però raggiunto anche la finale all’ATP Cup, la finale al Miami Open (con Jannik) e la finale di Travaglia al Murray River Open. Insomma, se dal punto di vista quantitativo l’Italia primeggia (assieme alla Spagna) nel circuito maschile, si può anche affermare che, come importanza di vittorie, l’Italia in questa prima parte di 2021 sia dietro solo a Serbia e Russia. Il tutto, con la prospettiva che il meglio debba ancora venire.

NazioneGiocatori in top 100 (numero di partite vinte nel 2021) Totale
ItaliaBerrettini (8), Fognini (7), Sinner (14), Sonego (10), Travaglia (7), Musetti (7), Caruso (3), Cecchinato (2), Seppi (0), Mager (4)62
RussiaMedvedev (17), Rublev (20), Khachanov (10), Karatsev (13)60 
SpagnaNadal (4), Bautista Agut (12), Carreno Busta (8), Ramos (10), Davidovich Fokina (6), Lopez (3), Verdasco (0), Munar (6), Andujar (3), Martinez (2)54
USAFritz (11), Isner (4), Opelka (2), Paul (5), Sandgren (2), Korda (10), Tiafoe (9), Querrey (2), Johnson (0), Giron (3)48
FranciaMonfils (0), Humbert (6), Mannarino (5), Paire (1), Gasquet (2), Chardy (11), Herbert (6), Simon (2), Moutet (5), Tsonga (1), Pouille (1) 40
AustraliaDe Minaur (8), Millman (2), Kyrgios (4), Thompson (5), Popyrin (14), Duckworth (5) 38
SerbiaDjokovic (9), Lajovic (6), Krajinovic (3), Kecmanovic (3), Djere (9) 30
CanadaShapovalov (7), Raonic (7), Auger-Aliassime (10), Pospisil (1) 25
GermaniaZverev (9), Struff (7), Koepfer (5), Hanfmann (4) 25
GreciaTsitsipas (17) 17
Gran BretagnaEvans (6), Norrie (11), Edmund (0) 17
KakakistanBublik (15) 15
UngheriaFucsovics (15)15 
BulgariaDimitrov (8)8

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WTA Parma, wildcard a Serena e Venus Williams

Le due sorelle vogliono prepararsi al meglio per il Roland Garros, e hanno scelto Parma per farlo. Il loro unico precedente italiano risale al… 1998!

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Serena e Venus Williams - Indian Wells 2018 (foto via Twitter, @BNPPARIBASOPEN)

I riflettori sull’Emilia-Romagna Open, il nuovo torneo WTA di Parma in programma la settimana prossima, si sono improvvisamente moltiplicati: le sorelle Venus e Serena Williams hanno infatti ottenuto una wildcard per giocare in Emilia.

“Al Tennis Club Parma scenderanno in campo due delle giocatrici più forti di ogni epoca”, si legge nel comunicato. “Le sorelle Serena e Venus Williams hanno ricevuto una wild card a testa per il tabellone principale dell’Emilia-Romagna Open femminile, torneo WTA 250 organizzato da MEF Tennis Events e diretto da Laura Ceccarelli”.

Venus e Serena vogliono giocare qualche partita in più sulla terra prima del Roland Garros. Speravano di farlo a Roma, ma Venus si è dovuta ritirare all’ultimo minuto, mentre Serena ha perso oggi al debutto con Podoroska nel suo millesimo match WTA (come riporta l’account Twitter dello US Open, Venus e Sam Stosur sono le altre due giocatrici in attività ad aver raggiunto la quadrupla cifra). Dopo il match, Serena (che a Parma sarà la prima favorita) aveva già fatto trasparire l’intenzione di voler disputare un altro torneo prima di Parigi al termine: “Parlerò con il mio team, può darsi che io abbia bisogno di giocare qualche altra partita. Non è facile allenarsi per settimane e trovare subito il ritmo al primo match”.

 

Le due potrebbero teoricamente finire contro già al primo turno nel main draw a 32 in quello che sarebbe il loro primo duello italiano del millennio. Le sorelle si sono infatti già sfidate una volta in Italia (su 31 partite totali), ma sostanzialmente nel Pleistocene: il precedente risale al 1998, quando Venus vinse 6-4 6-2 nei quarti degli Internazionali d’Italia – le due si sarebbero poi dovute incontrare a Roma anche nel 2019, ma Serena si ritirò prima di giocare quel secondo turno.

Il torneo aveva subito un colpo di PR a causa del forfait di Bianca Andreescu, impossibilitata a raggiungere la penisola perché potenzialmente obbligata ad auto-isolarsi dopo aver avuto il coronavirus, ma oltre alle Williams potrà comunque disporre di una entry list di altissimo livello, con, fra le altre, Sloane Stephens, Cori Gauff, Madison Keys, Amanda Anisimova e Camila Giorgi. Al termine del comunicato si legge anche che i nomi delle ultime wildcard verranno svelati durante la conferenza pre-torneo di questo venerdì, 14 maggio, alle 15:30.

La manifestazione è in programma da sabato 15 a sabato 22 maggio: oltre a stelle quali , ci saranno anche Serena Williams e Venus Williams, entrambe ex numero 1 del mondo. Le statunitensi sono due delle atlete più vincenti di sempre: Serena ha conquistato in carriera ben 23 titoli dello Slam, Venus 7. Entrambe saranno a Parma per vincere e regalare spettacolo.

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ATP

ATP Roma: Karatsev dà ripetizioni di terra battuta a Medvedev, Thiem rischia ma avanza

Il derby russo va a Karatsev che sin dal primo punto indirizza il match contro un Medvedev estremamente nervoso e carico di insulti verso la terra battuta. L’austriaco vede la sconfitta con Fucsovics, poi dilaga nel terzo

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A. Karatsev b. [3] D. Medvedev 6-2 6-4 (Giorgio Di Maio)

Continua il poco feeling tra Daniil Medvedev e la terra battuta, anche se oggi a batterlo è stato un avversario di tutto rispetto come il connazionale Aslan Karatsev, che continua a stupire anche su questa superficie. Medvedev sembrava sicuramente poco felice di essere sulla terra ma ha provato comunque a lottare per un’ora e venti di partita, senza risultato. Troppo pesante e preciso il tennis di Karatsev, che aveva un’altra marcia rispetto il suo più illustre avversario. Daniil su questa superficie continua a sembrare un pesce fuor d’acqua, più a livello mentale (molto nervoso già dal primo punto) che a livello tennistico.

Poca storia nel primo set, sin dal primo momento è Karatsev a prendere il comando delle operazioni. Medvedev si sta anche impegnando oggi, ma tra le accelerazioni spaventose del suo connazionale e la poca adattabilità alla superficie il set gli scappa subito di mano. Il servizio pesante di Daniil non basta per essere competitivo e non riesce ad essere mai efficace nei turni di battuta di Karatsev. Tra frequenti soliloqui il numero 2 del mondo crolla già al terzo turno di servizio. Con due break consecutivi Medvedev regala un finale semplice di primo set a Karatsev, che chiude senza problemi con un netto 6-2.

 

La situazione di Medvedev migliora nel secondo set, con il russo che riesce a farsi sentire un po’ di più in risposta. La prima e unica occasione in partita di Medvedev arriva nel sesto game con uno splendido passante di dritto. Karatsev però non ne vuole sapere di abbassare il suo livello e tra rovesci incrociati al fulmicotone e comode chiusure a rete si salva. Il finalista degli Australian Open si innervosisce molto dalla strenua resistenza del suo avversario e Karatsev raccoglie i frutti del suo gioco nel game successivo. Il 27enne russo con la sua costante pressione offensiva riesce a disinnescare la difesa di un Medvedev sempre più disunito e nervoso e si prende il break nel settimo game.

Non ne arriveranno altri da entrambe le parti, ma è abbastanza per Karatsev per aggiudicarsi il derby e volare agli ottavi di finale per la seconda volta consecutiva, e la seconda in carriera. A Madrid era stato sconfitto da Bublik in tre set, qui invece troverà Reilly Opelka, vincitore ieri in maniera piuttosto netta contro Lorenzo Musetti e apparso in buona forma. Il russo è ovviamente favorito ma attenzione a sottovalutare la potenza di fuoco del bombardiere americano. Continua invece la passione di Medvedev sui campi in terra battuta, la cui presenza ormai sembra essere un vero martirio per il russo. Daniil sembra essersi autoconvinto che questa superficie non gli piace (legittimo) e non ci vincerà mai, basterà qualche vittoria per ritrovare fiducia e competitività sulla terra?

[4] D. Thiem b. M. Fucsovics 3-6 7-6(5) 6-0 (Carlo Galati)

Pur non giocando il suo miglior tennis, commettendo tanti, forse troppi errori (ne contiamo 27 alla fine dell’incontro) Dominic Thiem, dopo oltre 2h30 di gioco, bagna il suo esordio sulla terra di Roma battendo l’ungherese Marton Fucsovics con il punteggio di 3-6, 7-6(5), 6-0 e accedendo al terzo turno dove incontrerà il vincente del derby italiano tra Sonego e Mager.

I due, praticamente coetanei, ma con soli tre precedenti alle spalle, tutti a favore dell’austriaco, hanno dato vita ad un incontro che ha visto il proprio turning point nel decisivo tie break del secondo set, vinto dall’austriaco che, fino a quel momento aveva sempre inseguito il proprio avversario durante tutto l’incontro, grazie ad una prestazione solida di Fucsovics che ha giocato un tennis quasi perfetto, sempre votato all’attacco e non disdegnando più volete discese a rete impreziosite da volee d’autore. Ma come spesso accade, è stato nel momento decisivo dell’incontro, che, non arrendendosi a quella che sembrava una sconfitta scritta dall’altalenante e complicata prestazione finora mostrata in campo, l’austriaco è riuscito a piazzare la zampata decisiva al primo e unico set point fin lì avuto, cambiando di fatto la partita che nel terzo set non ha avuto storia, grazie al più classico dei 6-0-

IL MATCH

Nel primo set a partire subito col piede giusto e a marcare quel vantaggio che sarà proprio per buona parte del mach, è Fucsovics che, sfruttando la prima palla break, porta il parziale iniziale sul 2-0 a proprio favore. Vantaggio che dura fino al sesto gioco Thiem grazie ad un vincente di dritto riesce a raggiugere un’illusoria parità che dura pochissimo: dopo un game durato oltre 11 minuti, è l’ungherese a strappare nuovamente il servizio a Thiem grazie ad un tennis che trova l’esaltazione della propria aggressività, combinato al momento di difficoltà del proprio avversario in campo. I due game finali sono la logica conseguenza di quanto visto fino a quel momento e sono entrambi, ancora una volta, appannaggio dell’ungherese che tiene il proprio turno di battuta e consolida il punteggio con un ulteriore break finale, grazie ad un rovescio finito in rete di Thiem.

Il secondo set sembra partire sulla falsa riga del primo. È ancora l’austriaco a palesare una certa difficoltà ad inizio set ma questa volta, sotto 1-0 riesce ad annullare, nel proprio turno di battuta, due palle break che avrebbero forse indirizzato in maniera definitiva il match. Ma è qui che arriva la prima reazione da campione; grazie ad un vincente lungolinea, Thiem mette la parola fine ad un game che oseremo dire complicato. Ma è solo un rimandare. Nel quarto game le due palle break sono insormontabili per Thiem che, mandando in corridoio un dritto, concede il doppio vantaggio al magiaro. Quando però sembra tutto compromesso lo spirito del campione viene fuori, ancora una volta. Nella logica altalenante del set infatti, il controbreak sembra scritto nelle leggi aleatorie di questo sport: concedendo un solo 15, Thiem recupera il gap permettendo così al set di scivolare fino alla sua naturale conclusione figlia del 6 pari finale. È il tie break il momento cruciale dell’incontro, non solo del set. E vi assicuriamo, non sono fantasie o facili conclusioni ex post dello scrivente ma la logica alternanza del punteggio che, in assenza di mini break, dà a Thiem il primo ed unico set point fin lì ottenuto. A tremare questa volta è la solidità granitica di Fucsovics, fin lì inscalfibile. Palla in rete dell’ungherese e punto decisivo a Thiem.

Che fosse quello il punto decisivo non solo del set ma della partita, si è poi palesato nel terzo set. A vincerlo è il numero 4 al mondo nel più classico e mai troppo banale 6-0 finale, in cui segnaliamo soltanto tre palle del controbreak nel terzo gioco per Fucsovics, ça va sans dire, non sfruttate.

In conclusione una vittoria brutta sporca e cattiva per Thiem che per andare avanti nel torneo dovrà sicuramente ritrovare quella profondità di colpi, quella lunghezza di palla e quella solidità che oggi, mancando, lo hanno fatto tremare. Forse anche troppo. 

Il tabellone aggiornato con tutti i risultati

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Canadian Open 2021: Tennis Canada vuole far svolgere il torneo. Possibile un trasloco a Cincinnati?

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Rogers Cup Montreal (foto via Facebook, @CoupeRogers)

A poco meno di tre mesi dall’inizio della stagione nordamericana sul duro, Tennis Canada ha emesso un comunicato per aggiornare sulla situazione del Canadian Open che da quest’anno abbandonerà la sua tradizionale denominazione di Rogers Cup e sarà ribattezzato National Bank Open.

Lo scorso anno il Masters 1000 maschile previsto a Toronto e il WTA 1000 (allora Premier 5) in programma a Montreal erano stati cancellati a causa della pandemia, e rimandati a quest’anno ignorando l’usuale alternanza che avrebbe dovuto vedere le due sedi scambiarsi i tornei nel 2021.

Tennis Canada è in costante contatto con tutti i livelli del Governo del Canada, così come con l’ATP e la WTA” dice la nota, che conferma come la priorità attuale sia quella di tenere regolarmente la manifestazione a Toronto e a Montreal all’inizio di agosto, facendo affidamento sull’accelerazione che ha avuto la campagna vaccinale in Canada nell’ultimo mese.

 

“Tuttavia, storicamente il National Bank Open rappresenta il 90% degli introiti di Tennis Canada per la stagione, ed è critico che le edizioni 2021 vengano disputate. Di conseguenza, il nostro team sta sondando tutte le possibilità a nostra disposizione e Tennis Canada ha iniziato a trattare con la USTA per esplorare possibili alternative per disputare il torneo negli Stati Uniti. Tuttavia, questa opzione verrà considerata soltanto dopo che tutte le opzioni per mantenere il torneo in Canada saranno divenute impercorribili”.

Già diverse settimane fa Ubitennis aveva appreso che si stava considerando la possibilità di spostare il National Bank Open a Cincinnati, disputando così due tornei combined in due settimane consecutive in Ohio con il Canadian Open prima del tradizionale Western&Southern Open che lo scorso anno era stato trasferito a Flushing Meadows.

La situazione sanitaria ai due lati del confine nordamericano è abbastanza diversa: negli USA la vita si sta avviando rapidamente alla normalità, e diversi stati hanno già rimosso tutte le restrizioni alla capacità per quel che riguarda gli eventi di massa. A Cincinnati, il numero di nuovi casi giornalieri di COVID-19 è ormai da settimane al di sotto dei 10 ogni 100,000 abitanti e quasi il 40% della popolazione è stata completamente vaccinata, riporta il New York Times. Alla fine di aprile la squadra di baseball dei Cincinnati Reds ha aumentato il numero massimo degli spettatori ammessi all’interno del proprio stadio dal 30 al 40 per cento della capacità, arrivando quindi a ospitare quasi 17.000 spettatori sugli oltre 42.000 posti disponibili.

È quindi verosimile pensare che a Cincinnati si potrà giocare con almeno il 50% del pubblico presente al Lindner Family Tennis Center di Mason, cosa che al momento sembra inimmaginabile in Canada. I Toronto Blue Jays di baseball e i Toronto Raptors della NBA, così come le squadre di calcio MLS di Toronto, Montreal e Vancouver, stanno disputando i rispettivi campionati disputando le partite casalinghe negli Stati Uniti per evitare di dover attraversare il confine e dover sottostare alle severissime norme di quarantena imposte dal governo canadese. Il campionato di hockey NHL si sta disputando con i sette team canadesi che hanno disputato una lega a parte e si affronteranno nei playoff per designare chi dovrà andare a sfidare le squadre USA per poter vincere la Stanley Cup.

Al momento la percentuale di persone che hanno ricevuto entrambe le dose del vaccino in Canada è in cifra unica piuttosto bassa, e il numero di infezioni, soprattutto a Toronto, continua ad essere più del triplo di quello registrato in Ohio.

Sembra ci possa essere qualche rilassamento verso la fine del mese di maggio: il premier Justin Trudeau ha espresso il desiderio di andare di persona al vertice dei G8 in Cornovaglia il prossimo giugno, ma ciò sarà possibile solamente in caso di rilassamento delle norme sanitarie previste per i viaggi internazionali.

Tuttavia per quel che riguarda il National Bank Open, a questo punto sembra abbastanza velleitario pensare che sarà possibile ospitare in Canada l’evento con un numero di persone ammesse sugli spalti tali da consentire un risultato economico soddisfacente per Tennis Canada. Lo scorso anno, parlando con il direttore del torneo di Montreal Eugene Lapierre, Ubitennis aveva riportato come fosse impensabile dal punto di vista economico per Tennis Canada tenere la manifestazione a porte chiuse: i diritti televisivi, soprattutto per il torneo femminile, non sono minimamente sufficienti ad assicurare un reddito sufficiente. Ragion per cui se dovesse essere possibile andare “in affitto” a Cincinnati per una stagione per poter far disputare il torneo in modo economicamente sostenibile, è abbastanza probabile che Tennis Canada finirà per percorrere questa strada.

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