Berrettini: "Mi sento un Top 10, non ho mai dubitato del mio livello"

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Berrettini: “Mi sento un Top 10, non ho mai dubitato del mio livello”

L’azzurro commenta la vittoria di Belgrado: “Ho avuto più occasioni di Karatsev, direi che è stato il mio miglior tie-break di sempre!”

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Matteo Berrettini - ATP Belgrado 2021 (via Twitter, @atptour)

“Dopo una sconfitta torno sempre più forte”. Questo è stato il leit motif della conferenza stampa di Matteo Berrettini a seguito della vittoria di ieri contro Aslan Karatsev nella finale del torneo di Belgrado. Il tennista romano si è soffermato più volte sulle difficoltà di questi ultimi mesi e sul significato di questa vittoria: “Mi dà molta fiducia, non che l’avessi persa ma venivo da un infortunio patito in un momento in cui stavo giocando benissimo in Australia. Strapparsi l’addome non è un infortunio semplice quando poi devi andare a servire di nuovo. Comunque sono contento perché ho visto che non mi servono troppe settimane o troppi match per tornare ai miei migliori livelli“.

L’INFORTUNIO, MONTECARLO E LA RIVALSA

“Venivo da un periodo difficile, sia per l’infortunio che dal punto di vista mentale, perché una cosa è stare bene e l’altra è essere pronti al 100 percento a giocare il proprio miglior tennis”, ha detto. La sconfitta di Montecarlo [con Davidovich Fokina, ndr] è stata molto dolorosa, ma con il mio team ci siamo detti che è una cosa positiva, perché significa che ci tengo molto. Dal giorno successivo ho iniziato ad allenarmi molto duramente per essere nella miglior forma possibile, e questi sono i risultati”.

Tornando sulla sconfitta al secondo turno del Principato, ha continuato: “Sono stato triste per un paio di giorni, mi allenavo con fatica, e Vincenzo [Santopadre] è stato tosto perché non mi ha permesso di sottrarmi alle difficoltà; dal giorno successivo gli ho detto, ‘voglio giocare come se fossimo in partita’, perché ritenevo che a Montecarlo mi fosse mancata soprattutto quell’attenzione, in termini di gioco non mi ero sentito male. Il tennis è prima di tutto uno sport mentale, quindi se l’attenzione vacilla anche il gioco ne risente. Ho lavorato con il mio mental coach per capire cosa mi stesse dando più fastidio e ci abbiamo lavorato giorno dopo giorno, attraversando anche i giorni in cui volevo uscire dal campo perché non ce la facevo più, ma è così che si costruisce un giocatore”.

 

LA FINALE: IL LIVELLO DI KARATSEV E IL PRIMO TITOLO DAVANTI AI GENITORI

Dei suoi quattro titoli, questo è il terzo conquistato sulla terra battuta. Per qualcuno questa potrebbe essere una sorpresa se si considera il precipuo ruolo del servizio nel suo gioco, ma lui non la vede così: “Sono cresciuto sulla terra [la superficie, non il pianeta, quello sarebbe pleonastico, ndr], ce l’ho nel sangue e nelle vene, quindi non sono stupito di aver vinto il mio terzo torneo su questa superficie. La cosa importante è che mi sento a mio agio su tutte”.

Parlando dei match del weekend, i residui dubbi sulla consistenza di Aslan Karatsev ad altissimi livelli sono stati sciolti dalla sua vittoria di ieri contro il numero uno al mondo Novak Djokovic in oltre tre ore di grande tennis. Non è un mistero che per molti addetti ai lavori (forse quelli un po’ meno attenti) il russo sia stato la grande scoperta di inizio 2021, ma Berrettini, come molti colleghi, è sempre stato consapevole del suo valore: “Sono molto oggettivo, e ho riconosciuto che quello di ieri è stato un match pazzesco, anche perché loro due si incastrano bene. Lo rispettavo anche da prima del match con Djokovic, mi ero allenato con lui una volta, e so che gioca benissimo. Alla fine, però, lui meritava di essere in finale, ma lo meritavo anch’io. In una finale conta chi vuole vincere di più, non contano le classifiche, conta chi è più pronto, e oggi immagino di essere stato migliore di lui. Quando le mie armi funzionano tutti devono stare attenti, e anche se lui sabato ha giocato bene ero convinto di vincere“.

Dopo aver dominato il primo set, Berrettini si è trovato in lotta nel terzo, non riuscendo a sfruttare un break di vantaggio e un match point sul 6-5. Alla fine, però, ha sempre saputo di avere qualcosa in più: “Come ho detto al mio team, ho un cuore molto grande, so combattere e digerire situazioni complicate. Mi sono buttato nella mischia senza paura, ed è una cosa positiva, perché credo di essere un buon giocatore ma credo anche di essere ancora più forte come persona. Oggi ho avuto più chance di lui su cui non sono riuscito a capitalizzare, perché questo è il tennis, ma arrivato al tie-break sono riuscito a giocare il mio miglior tennis”.

La partita si è risolta con anti-climax, perché il N.10 ATP ha vinto tutti e sette i punti: “Nel tie-break mi sono solo detto che avrei cercato di fare del mio meglio fino all’ultimo punto. Sapevo di aver sprecato un match point, ma sapevo anche che l’unico modo di vincere era fare quello che ho fatto, sfruttando l’energia che era montata durante l’incontro. Servizio e dritto hanno funzionato bene, credo di essere stato bravo a riprendere come se nulla fosse dopo aver sprecato delle chance. Credo di aver giocato bene anche in difesa, sì, dai, possiamo dire che sia stato il mio miglior tie-break di sempre!Ha poi aggiunto: “Ricordo che una volta ho vinto 7-6 al terzo un torneo Under-16 in Germania una volta, ed è incredibile perché le sensazioni sono le stesse di allora”.

Belgrado 2021, infine, sarà sempre un titolo speciale per Matteo, perché l’ha conquistato davanti ai suoi genitori, cosa mai successa prima: “Mio padre era venuto a vedermi solo per una finale, a Monaco, quando ho giocato due match in un giorno, vincendo la semi ma perdendo la finale con Garin; mia madre invece non era mai venuta a vedermi giocare una finale. Allora mi sono detto, ‘questo è il momento giusto per vincere di fronte a loro’; credo che ci ricorderemo questa finale per sempre, mi sostengono da quando sono nato e sono sempre con me, anche se non fisicamente”.

IL SUO LIVELLO, IL CONFRONTO CON SINNER, E ROMA

In questi ultimi mesi, i riflettori del tennis italiano avevano un po’ abbandonato Berrettini, visti i suoi problemi fisici e soprattutto un’abbondanza di talento giovane a cui il movimento nazionale non era abituati (ben lungi); come ha sottolineato spesso anche Sonego, però, ai giocatori l’interesse mediatico tange relativamente: “Io mi sento un Top 10, non ho mai dubitato del mio livello, tutto ciò che ho fatto l’ho conquistato col sudore senza che mi venisse regalato tutto; comunque non è una rivincita di nessun tipo, è solo un modo per dire a me stesso che sono forte dentro, perché ci sono momenti difficili”.

Ora Jannik Sinner è il numero due italiano, mentre Lorenzo Musetti è il più giovane membro della Top 100, tutte cose che lo motivano: Tutte le volte che vedo Jannik e Lorenzo faccio loro i complimenti, non mi dà fastidio l’attenzione che ricevono. Anzi, con Jannik ci siamo allenati per tre giorni di fila a Montecarlo ed entrambi i nostri coach erano molto contenti di come abbiamo giocato; allenarmi con un ragazzo giovane che sta salendo in classifica è una cosa che mi stimola, quindi credo che lo faremo sempre più spesso”.

Per finire, Berrettini ha speso due parole anche sulla capitale serba: “Non sono riuscito a vedere Belgrado perché siamo in una bolla, ma i tifosi sono stati con me dall’inizio. Spero di poter tornare in condizioni normali”. La capitale che gli interessa di più è però sempre un’altra, e non è difficile immaginare quale: “Roma è una tappa speciale. Tutti i grandi tornei sono degli obiettivi, e uno Slam è uno Slam, chiaramente, ma anche vincere Roma andrebbe bene!

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WTA Ranking: Barbora Krejcikova irrompe in top 20. Comeback Pavlyuchenkova

Le finaliste dell’ultima prova slam sono i due nuovi ingressi in top 20. Se per Krejcikova è la più alta posizione mai raggiunta, per Pavlyuchenkova è un ritorno dopo tre anni e mezzo di assenza. Best ranking per Paolini

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Barbora Krejcikova vince il Roland Garros 2021 (Credit: @WTA_insider on Twitter)

Abbiamo una nuova (ennesima) vincitrice di un titolo dello Slam e anche una new entry in top 20. Si tratta, ovviamente, di Barbora Krejcikova, che dopo essere stata protagonista a Parigi lo è anche nelle classifiche odierne, di singolare e di doppio. La ceca, che prima della vittoria al Bois de Boulogne non era mai andata oltre il n.33 e che un anno fa era addirittura fuori dalle cento, guadagna 18 posti e si ritrova al n.15 del ranking.

Anche nella Race, Krejcikova si distingue per i progressi. Il balzo di Barbora è di ben dieci posti, fino al n.2, a poco più di 120 punti dalla vetta, dove troviamo sempre Ashleigh Barty. Infine, la vittoria in doppio con Siniakova le vale anche la prima posizione nella classifica di doppio, che però aveva già ricoperto nell’ottobre 2018.  Ma la corsa di Barbora non finirà qui. Il nuovo status di top 15 le permetterà di entrare nei tabelloni dei tornei principali e potrà incrementare ulteriormente i propri punti e risalire la classifica. Se dovesse mantenere il rendimento attuale (prima del successo a Parigi, aveva incamerato il titolo a Strasburgo e fatto finale a Dubai), non ci meraviglieremmo di vederla tra le prime dieci a fine stagione. Alla fine, Pliskova (n.10) dista solo 552 punti da Krejcikova.

Vediamo ora gli altri movimenti più rilevanti. Per prima cosa, la finalista del torneo parigino: Anastasia Pavlyuchenkova ritorna in top 20 dopo tre anni e mezzo. La russa fa un salto di 13 posizioni fino al n.19. Riuscirà ad eguagliare il best ranking (n.13) o addirittura fare meglio? Progrediscono anche Tamara Zidansek (+38, n.47) e Marta Kostyuk (+16. n.65), rispettivamente semifinalista e negli ottavi al Roland Garros, Sorana Cirstea (+9, n.45), Shuai Zhang (+10, n.36) e Ana Bogdan (+11, n.96). Best ranking per Ons Jabeur (+2, n.24) e Cori Gauff (+2, n.23).

 

Ma sono le atlete in discesa a fare più notizia. Johanna Konta non riesce a tamponare i punti persi della semifinale di Parigi con la vittoria a Nottingham su Shuai Zhang e scende fino al n.30, lasciando per strada ben dieci posizioni. Sono invece venti i posti persi da Marketa Vondrousova, in caduta libera al n.41. Escono dalla top50 Donna Vekic (-18, n.54), Anastasija Sevastova (-9, n.57) e soprattutto Amanda Anisimova (-38, n.79). Altri nomi illustri in difficoltà sono quelli di Sloane Stephens (-8, n.67), Caroline Garcia (-16, n.74), Katerina Siniakova (-7, n.75), Kaia Kanepi (-11, n.75) e Anna Blinkova (-11, 88).

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Ashleigh Barty218245
20Naomi Osaka167401
30Simona Halep196330
40Aryna Sabalenka296195
50Sofia Kenin285865
60Elina Svitolina295835
70Bianca Andreescu115265
80Serena Williams144931
90Iga Swiatek184435
100Karolina Pliskova234285
11+1Petra Kvitova194115
12-1Belinda Bencic264080
130Garbiñe Muguruza194000
140Jennifer Brady263840
15+18Barbora Krejcikova303733
160Victoria Azarenka183696
17-2Elise Mertens313685
180Maria Sakkari273480
19+13Anastasia Pavlyuchenkova263300
20-3Kiki Bertens253220
21+1Elena Rybakina333043
22-3Karolina Muchova192876
23+2Cori Gauff222780
24+2Ons Jabeur282415
25-2Petra Martic272360
26+3Jessica Pegula242339
270Angelique Kerber232320
28-4Madison Keys182306
29+2Anett Kontaveit232265
30-10Johanna Konta212265
31-3Alison Riske212181
32-2Veronika Kudermetova312100
33+2Paula Badosa382060
340Ekaterina Alexandrova321940
35+2Daria Kasatkina281860
36+10Shuai Zhang291798
37+1Dayana Yastremska241765
38+1Qiang Wang261700
39+1Svetlana Kuznetsova181692
400Nadia Podoroska371687
41-20Marketa Vondrousova201686
42+1Yulia Putintseva311685
43+1Jelena Ostapenko261680
44+1Magda Linette291628
45+9Sorana Cirstea271614
46+1Shelby Rogers311558
47+38Tamara Zidansek281550
48+2Danielle Collins201529
49+2Fiona Ferro261500
50+2Marie Bouzkova321475

CASA ITALIA

Guadagnano posizioni sia Camila Giorgi (+4, n.76) sia Jasmine Paolini (+4, n.87), suo nuovo best ranking dopo il titolo a Bol. Tra le atlete in maggior progresso, ci sono Federica Di Sarra (+29, n.386), Nuria Brancaccio (+131, n.451), rispettivamente semifinalista e finalista a Grado, e Tatiana Pieri (+29, n.474). Perde ben 25 posti, invece, Cristiana Ferrando (n.453).

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
76+4Camila Giorgi251080
87+4Jasmine Paolini40958
98-1Martina Trevisan34841
107-2Sara Errani35754
110+3Elisabetta Cocciaretto27745
174-2Giulia Gatto-Monticone32419
202-8Martina Di Giuseppe35346
250-1Jessica Pieri37267
260+8Bianca Turati22256
277+7Lucia Bronzetti37243
285-2Lucrezia Stefanini31237
286+29Federica Di Sarra29237
306+2Martina Caregaro25210
324+6Stefania Rubini27183
395+2Camilla Rosatello28121
4400Angelica Moratelli32105
451+131Nuria Brancaccio27102
453-25Cristiana Ferrando29102
475+29Tatiana Pieri2692
496+2Claudia Giovine1586

NEXT GEN RANKING

La novità è la scalata di 3 posti di Marta Kostyuk, che sale fino al n.3. Perde 2 posizioni Amanda Anisimova (ed era prevedibile visto lo scivolone in classifica generale). Elisabetta Cocciaretto risale al n.9: per il momento non riesce a spingersi più in alto. (Nel Next Gen ranking del 2021 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 2001).

PosizioneVariazioneGiocatriceAnnoClassifica WTA
10Iga Swiatek20019
20Cori Gauff200423
3+3Marta Kostyuk200265
40Leylah Fernandez200266
5-2Amanda Anisimova200179
6-1Anastasia Potapova200182
70Clara Tauson200293
80Maria Camila Osorio Serrano200194
9+1Elisabetta Cocciaretto2002110
10-1Catherine McNally2001111

LA RACE

Barbora Krejcikova non è l’unica a scalare la RACE. Anastasia Pavlyuchenkova irrompe al n.7, mettendosi alle spalle ben 27 posizioni. Non è da meno Tamara Zidansek (n.20) con 26 posizioni guadagnate. Ottimi progressi anche per Sakkari (n.8), che sale di otto posti.

PosizioneVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Ashleigh Barty93381
2+10Barbora Krejcikova113258
3-1Aryna Sabalenka102657
4-1Naomi Osaka62536
50Iga Swiatek82385
6-2Garbiñe Muguruza102095
7+27Anastasia Pavlyuchenkova101898
8+8Maria Sakkari101886
9-3Jennifer Brady91808
10+1Cori Gauff111710
11-4Elise Mertens91707
12-4Veronika Kudermetova131592
134Paula Badosa91496
14-5Jessica Pegula101447
15-5Elina Svitolina101446
16-3Karolina Pliskova101305
17-2Karolina Muchova61256
18+1Ons Jabeur101245
19+1Serena Williams61236
20+26Tamara Zidansek101231

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Roland Garros, Djokovic: “Non ho mai pensato che raggiungere Federer e Nadal fosse impossibile”

“Ero nella stessa posizione nel 2016, e ho finito per perdere con Querrey a Wimbledon”, ha detto Nole di un possibile Golden Slam. “Questa è una delle tre vittorie più belle della mia carriera”

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Novak Djokovic - Roland Garros 2021 (via Twitter, @atptour)

Novak Djokovic ha battuto l’ennesimo record della sua carriera, e stavolta ci è riuscito rimontando due set a Stefanos Tsitsipas, diventando così il primo uomo nell’Era Open a vincere ogni Slam almeno due volte. In conferenza stampa Nole ha subito sottolineato l’importanza di questo titolo, uno dei più belli della sua carriera e per importanza storica e per le tribolazioni a cui è stato sottoposto, soprattutto nella seconda settimana: “Sono felice ed orgoglioso di questo traguardo. Amo la storia di questo sport, è una cosa che mi ispira particolarmente. Visti gli ultimi due giorni non potrei essere più felice o soddisfatto, credo che questo sia uno dei tre più grandi risultati della mia carriera: ho giocato quattro ore e mezza con Rafa venerdì, sabato non mi sono allenato per ricaricare le batterie, e oggi ho fatto altre quattro ore abbondanti con Tsitsipas”.

Questo è stato il suo commento sul match: “Lui giocava la sua prima finale, una situazione non semplice, perché stava giocando per la sua prima vittoria Slam ma allo stesso tempo non hai molto da perdere. Sapevo che sarebbe partito bene: nel primo set c’è stato grande equilibrio, ma lui è stato più bravo nei momenti chiave. Nel secondo sono crollato fisicamente e mentalmente, ero stanco e lui ha dominato. Allora mi sono preso una pausa, e, come contro Musetti al quarto turno, quando sono tornato in campo mi sentivo un altro giocatore, completamente rinato. Dopo aver vinto il terzo set credo di aver acquisito un vantaggio psicologico, e quando l’inerzia è girata a mio favore la partita è cambiata definitivamente”.

Djokovic ha anche accusato un piccolo acciacco a causa di una caduta nel primo set, ma ci ha tenuto a precisare di non averne risentito eccessivamente: “Sì ho avuto qualche piccolo problema, ma niente che potesse condizionarmi a lungo termine dal punto di vista della forza e della mobilità. Però sì, per una mezz’ora ho avvertito il colpo. Una caduta può scombinare il tuo ritmo, in particolare al servizio nel mio caso, non mi entrava più la prima. Comunque non voglio togliere niente al mio avversario, ha giocato benissimo nei primi due set”.

 

IL DIALOGO INTERIORE

Durante la premiazione, Nole ha dichiarato di avere un dialogo molto fervido con sé stesso, cosa che l’ha aiutato a risollevarsi: “Parlo con me stesso, ma non a voce alta, cerco di farlo nella mia testa. Ci sono due voci dentro un giocatore: una che ti dice che è finita, che non ce la farai (questa era piuttosto forte dopo il secondo set) e un’altra che ti dice che puoi ancora farcela. Ho sentito che era il momento di zittire la prima voce, e ho iniziato a ripetere parole di incoraggiamento dentro la mia testa, ho cercato di vivere queste parole con tutto il mio essere. Quando è iniziato il terzo set ho visto che il mio livello di gioco rispondeva a quella seconda voce, più positiva ed incoraggiante. Da lì in poi non ho più avuto dubbi”.

Ha poi aggiunto: “In campo non hai moltissimo tempo per pensare, ma nel corso della mia carriera mi sono allenato tanto da questo punto di vista: cerco sempre di ritrovare il mio equilibrio nel momento, così da non essere sballottato a destra e a manca, anche se in passato mi è capitato, anche in finali Slam che ho perso. Quel dibattito interiore in certi momenti della mia carriera è stato vinto dalla voce più pessimistica. In fondo è uno sport individuale, non hai nessuno su cui fare affidamento: certo, hai un team, ma alla fine devi essere tu a scendere in campo e risolvere il problema, soprattutto in situazione di grande svantaggio come quella odierna. Per questo credo che la preparazione mentale sia importante quanto quella fisica”. Il serbo ha poi scherzato alludendo anche a un supporto… ultraterreno: “Sì, ho un angolo segreto dove si trovano i miei angeli, ma non posso rivelare di più! Diciamo che finora ha funzionato bene”.

In realtà, un aiuto speciale è arrivato per il N.1 ATP. Un suo giovane tifoso, infatti, non ha mai smesso di incitarlo (e non solo) dalla prima fila, e come ringraziamento ha ricevuto la racchetta della vittoria: “Non so chi fosse quel ragazzo, ma mi ha incoraggiato per tutta la partita, soprattutto quando ero sotto di due set, e ha anche cercato di darmi indicazioni tattiche! È stato molto carino, quindi ho pensato che fosse la persona migliore a cui dare la racchetta a fine partita, volevo mostrargli la mia gratitudine”.

IL GOLDEN SLAM E LA CORSA CON FEDERER E NADAL

Inutile nascondersi, vincere i primi due Slam della stagione è un risultato che dà adito alla discussione sulla fattibilità del Grande Slam, mai raggiunto a livello maschile dal 1969, quando ci riuscì Rod Laver. Quest’anno, poi, è teoricamente possibile per Djokovic conquistare il Golden Slam, con l’oro olimpico a corredo dei quattro Major. Sull’argomento il serbo è possibilista ma senza sbilanciarsi, memore di quanto successo in passato: Tutto è possibile. Credo di poter dire di aver raggiunto obiettivi di cui tanti non mi ritenevano capace. Sono in una buona posizione per cercare di fare il Golden Slam, ma ero allo stesso punto nel 2016, e ho finito per perdere al terzo turno a Wimbledon [contro Sam Querrey, ndr]. Quest’anno ci sono solo due settimane fra la finale del Roland Garros e l’inizio di Wimbledon, una situazione non proprio ideale perché si gioca su due superfici completamente diverse, quindi dovrò cercare di adattarmi il più rapidamente possibile”.

E proprio i Championships sono il prossimo obiettivo: “Ovviamente ora cercherò di godermi questa vittoria, e fra qualche giorno mi metterò a pensare a Wimbledon. Sono veramente contento che quest’anno si giochi a Londra, vista la cancellazione del 2020. Ho vinto le ultime due edizioni, quindi spero di poter estendere la striscia positiva. Mi piace l’erba, nel corso degli anni credo di essere migliorato nell’adattare il mio gioco alla superficie. Spero anche di poter traslare a Wimbledon la fiducia che ho in questo momento“.

Al di là di quanto potrà fare nel resto del 2021, Djokovic è ora ad un solo Slam da Federer e Nadal: “Non ho mai pensato che eguagliare i loro Slam fosse una mission impossible, anche se non ci sono ancora riuscito. Stanno ancora giocando benissimo entrambi, soprattutto Rafa, e tutti e tre possiamo ancora vincere a Wimbledon e negli altri Slam. Io continuerò a lottare e ad inseguire record, e allo stesso tempo a tracciare il mio percorso; tutti e tre abbiamo il nostro percorso”.

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Classifica ATP: Djokovic sempre più solo in vetta. Best ranking per Sonego e Musetti

Il serbo fa il vuoto anche nella Race per le Finals di Torino. Miglior classifica per Tsitsipas, Sinner esce dalla Top 20

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Novak Djokovic e Lorenzo Musetti - Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

“Tutto ha il suo momento e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo.
C’è un tempo per nascere e uno per morire,…” ( Dal libro del Qoelet 3,1)

..e ci sarà probabilmente un tempo in cui Stefanos Tsitsipas festeggerà la conquista del suo primo major e Félix Auger-Aliassime del primo torneo in singolare.

Ma non oggi.

 

Oggi infatti sono Novak Djokovic e Marin Cilic a festeggiare: il primo a Parigi il suo diciannovesimo titolo dello Slam e il secondo a Stoccarda il diciannovesimo titolo in carriera, tre anni dopo l’ultimo conquistato sull’erba del Queen’s quando superò in finale proprio Djokovic.

LA TOP 20 ATP

Di seguito i primi venti giocatori al mondo subito dopo la conclusione del Roland Garros:

PosizioneGiocatoreNazionePunti ATPDelta
1DjokovicSerbia12113 
2MedvedevRussia10143 
3NadalSpagna8630 
4TsitsipasGrecia79801
5ThiemAustria7425-1
6ZverevGermania7350 
7RublevRussia5910 
8FedererSvizzera5065 
9BerrettiniItalia4103 
10Bautista AgutSpagna31701
11SchwartzmanArgentina3105-1
12Carreno BustaSpagna2905 
13GoffinBelgio2830 
14ShapovalovCanada2780 
15RuudNorvegia26901
16MonfilsFrancia2568-1
17HurkaczPolonia25333
18RaonicCanada2473 
19GarinCile24314
20DimitrovBulgaria24323-3

Alcune osservazioni:

·         Stefanos Tsitsipas e Casper Ruud migliorano il proprio best ranking.

·         Bautista Agut scalza Diego Schwartzman dalla top 10.

·         Jannik Sinner esce dalle prime venti posizioni.

·         Djokovic sempre più simile al “viandante sul mare di nebbia” di Caspar David Friedrich. I suoi avversari lo guardano con il binocolo dal fondovalle.

CASA ITALIA

È mancato l’acuto per definire trionfale la performance italiana a Parigi, ma in generale il coro se l’è cavata bene, grazie in particolare agli ottavi di finale di Lorenzo Musetti e Jannik Sinner ed ai quarti di Matteo BerrettiniHa steccato Lorenzo Sonego, dal quale a Parigi  abbiamo atteso invano la conferma dell’ottima performance romana. Nonostante la sconfitta al primo turno, Sonego ha comunque migliorato il suo best ranking così come ha fatto Musetti, che alla sua prima apparizione in un torneo dello Slam è arrivato alla seconda settimana ed agli ottavi si è preso il lusso di vincere due set contro Djokovic.

Si assottiglia di una unità la pattuglia degli italiani presenti tra i migliori 200 del mondo; Lorenzo Giustino – che nella precedente edizione del Roland Garros era giunto al secondo turno mentre quest’anno non ha superato le qualificazioni – è scivolato al numero 216.

Questi gli azzurri presenti nella Top 200 maschile:

ClassificaNomeVariazionePunti
9Berrettini 4103
23Sinner-42320
26Sonego22042
29Fognini 1843
61Musetti151120
82Mager5893
86Cecchinato-3878
88Travaglia-10870
90Seppi8856
97Caruso-15814
143Gaio-5523
160Giannessi-1441
165Fabbiano-1431
169Lorenzi-2428
195Marcora-2358

Questa settimana appuntamento al Queen’s per Berrettini, Travaglia, Fognini, Sinner e Sonego. Nessun italiano invece ad Halle, dove tornerà in campo Roger Federer.

RACE TO TORINO

Novak Djokovic opera il sorpasso su Stefanos Tsitsipas, che aveva iniziato il torneo da leader della classifica che tiene conto dei soli risultati del 2021. Con i 2000 punti di Parigi, Nole si prende la vetta anche nella Race to Torino.

A questa classifica verrà dedicato un articolo specifico, la cui pubblicazione è prevista per martedì.

RACE TO MILANO (NEXT GEN)

Dopo Carlos Alcaraz, un altro classe 2003 si affaccia nel tennis che conta, il danese classe 2003 Holger Rune, che da fine maggio ha raggiunto due finali consecutive a livello Challenger perdendo ad Oeiras IV prima di sollevare il trofeo a Biella VII – nella settimana appena passata si è invece ritirato durante il suo match di quarti di finale a Lione.

Al primo posto della classifica riservata ai migliori under 21 dell’anno troviamo sempre più solo Jannik Sinner; terzo Lorenzo Musetti. Questa la Race to Milan:

PosizioneGiocatoreNazionePuntiPosizione ATPClasse
1SinnerItalia1510232001
2Augier-AliassimeCanada825212000
3MusettiItalia801612002
4KordaUSA775522000
5AlcarazSpagna484782003
6CerundoloArgentina4211412001
7BrooksbyUSA3521502000
8BaezArgentina3211592000
9RuneDanimarca2262322003

BEST RANKING

I giocatori presenti nella Top 100 che questa settimana hanno migliorato la loro miglior classifica di sempre sono:

GiocatoreNazionePosizione
TsitsipasGrecia4
RuudNorvegia15
KaratsevRussia24
EvansGB25
SonegoItalia26
FokinaSpagna35
PaulUSA50
MusettiItalia61
AlcarazSpagna78

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