Berrettini a Madrid può esprimersi al meglio: una prova di maturità con l'aiuto del servizio

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Berrettini a Madrid può esprimersi al meglio: una prova di maturità con l’aiuto del servizio

La terra in altura fa emergere il vero valore di un giocatore da cemento che però non disprezza il rosso, come Matteo

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Matteo Berrettini - ATP Madrid 2021 (ph. Mateo Villalba)

Un altro weekend tinto d’azzurro ci attende, l’ennesimo di questo 2021. Matteo Berrettini è a un passo dal sogno al Masters 1000 di Madrid dopo aver rimontato nella serata di venerdì il cileno Cristian Garin. È vero, non ha trovato sulla sua strada i favoriti sulla carta del suo lato di tabellone, Daniil Medvedev (nonostante sulla terra rossa sia abbastanza vulnerabile) e Stefanos Tsitsipas, ma per arrivare in semifinale ha dovuto battere tennisti che hanno costruito la loro carriera sul rosso. Prima Fognini, ultimo campione ‘Mille’ azzurro sulla terra di Montecarlo, che Matteo spera di emulare. Poi Delbonis, 4 finali e 2 titoli ATP, sempre sul mattone tritato. E infine Garin, 5 titoli ATP a cavallo tra 2019 e 2021, tutti sul rosso.

L’avversario della semifinale, Casper Ruud, evoca brutti ricordi a Matteo. Ci ha perso al tie-break del terzo set nel suo torneo di casa, gli Internazionali di Roma nei quarti di finale. Col tempo Ruud, da outsider qual era quel giorno, è diventato una certezza sulla terra battuta. Ha raggiunto la semifinale anche nell’ultimo Masters 1000 giocato, a Montecarlo, dove ha perso contro Rublev. Ma nel venerdì di Madrid ha superato chi quel torneo lo ha vinto, Stefanos Tsitsipas.

Dunque le premesse non sono le migliori per il nostro Matteo, considerando chi si troverà di fronte. È indispensabile però che pensi soprattutto a sé stesso, cosa che sicuramente anche coach Vincenzo Santopadre gli starà dicendo nelle ore che precedono la partita. Berrettini rimane un giocatore che ha dimostrato di saper vincere su ogni superficie. Si è affermato ad alti livelli sull’erba dopo essersi fatto conoscere con le vittorie sul rosso, e prima che il Covid rimescolasse le carte in tavola nel 2020, aveva trovato la sua dimensione nei tornei sul cemento: tra i suoi risultati spiccano le semifinali raggiunte allo US Open 2019 e poche settimane dopo a Shanghai, la prima e unica in un Masters 1000 prima del traguardo centrato questa settimana.

 

A Madrid tuttavia le condizioni sono particolari. Non è il più classico dei tornei su terra, lo testimonia il fatto che Rafa Nadal, dominatore assoluto di ogni grande evento sul rosso del Tour ATP, l’abbia vinto “solo” 4 volte, contro le 11 di Montecarlo, le 12 a Barcellona, le 9 a Roma e le 13 al Roland Garros. I campi sono resi più veloci dalla posizione geografica della Caja Magica, situata 655 metri sopra il livello del mare. L’aria, più rarefatta, tende a frenare meno la pallina e tende ad avvantaggiare (rispetto agli altri eventi su terra) chi predilige il gioco di potenza e la combinazione servizio-dritto. Un po’ meno chi è solito costruire il punto da fondo, come lo stesso Nadal.

Per questo il Mutua Madrid Open è uno dei tornei su terra (o almeno, il più prestigioso) che si avvicinano alle condizioni del cemento. E per Matteo Berrettini questo è il cocktail perfetto. Può sfruttare al massimo l’1-2 servizio-dritto e allo stesso tempo avere un po’ di tempo in più (rispetto al cemento) per preparare i colpi da fondocampo nel palleggio. Proprio quest’ultima componente si è rivelata decisiva contro giocatori come Delbonis, Fognini e Garin, che nello scambio prolungato potrebbero avere un vantaggio contro Matteo sul rosso.

Come da prassi, il gioco in altura costringe i tennisti ad aggiustare anche l’incordatura: Matteo ha detto di aver aumentato la tensione delle corde di 3 chili (rispetto al torneo di Belgrado) per aumentare il controllo sulla palla e trovare il feeling ideale. Un feeling che ha trovato sin da subito. La vittoria all’ATP 250 di Belgrado pare sia stata il momento cruciale per la stagione del ragazzo romano, che dopo lo stop per l’infortunio agli addominali in Australia sta cercando di recuperare quella forma fisica brillante mostrata nei primi appuntamenti del 2021.

Il servizio di Berrettini, che già risulta essere l’arma in più su ogni campo del circuito, può fruttargli più punti sui campi di Madrid rispetto a un altro torneo su terra rossa. Nel corso del torneo su 135 volte in cui ha messo la prima in campo, 121 volte ha vinto il punto: l’82% delle volte. A Belgrado, invece, vinceva poco meno dell’80% dei punti in media. La differenza non è così sensibile in valore assoluto, ma sapere che il servizio può dare anche un piccolo vantaggio in più aiuta tanto, soprattutto nei momenti critici del match. Il dato sopra citato di Madrid è simile a quello del torneo di Gstaad del 2018. Lì l’effetto dell’altitudine è ancora più marcato perché si gioca quasi a 1100 metri sul livello del mare. Matteo vinse quel torneo, il suo primo a livello ATP, convertendo in punto l’83% di prime in campo (in media). E tre anni fa il servizio di Matteo era ancora perfettibile.

A chiudere il discorso ci aiuta il maestro Luca Baldissera, che in un post Facebook ha analizzato dal punto di vista tecnico il movimento alla battuta di Berrettini. Polso morbido e impugnatura leggera sono i segreti del servizio (spesso scagliato oltre i 220 orari) di Matteo. Due accorgimenti che gli permettono di giocare il colpo con la massima decontrazione e sprigionare la massima forza all’impatto con la pallina.

A dispetto di un gioco basato apparentemente solo sul dritto e sul servizio, la qualità principale di Matteo sembra essere proprio la sua versatilità. Questo è vero sia per la sua capacità di adattarsi alle varie superfici, sia per le variazioni che è in grado di aggiungere al suo tennis di pressione da fondo campo. A mascherare la debolezza del rovescio in top ci pensa l’ottima esecuzione in backspin, a tirarlo fuori da alcuni scambi complicati possono arrivare le discese a rete e le palle corte. Per questo il Berrettini visto a Madrid, se riesce a mantenere questa condizione fisica, può continuare a far bene e forse crescere ancora di livello. Già a partire dal torneo di casa, gli Internazionali di Roma, dove esordirà contro Basilashvili.

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Challenger

Challenger: i giovani Tiafoe e Bergs crescono e vincono, ma il veterano Cuevas non molla

Frances Tiafoe vince sull’erba di Nottingham e sarà da tenere d’occhio a Wimbledon. Zizou Bergs continua a far bene, Cuevas non si arrende

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Frances Tiafoe - Challenger Nottingham 2021 (via Twitter, @ATPChallenger)

NOTTINGHAMAndreas Seppi esce nei quarti del challenger di Nottingham, battuto in rimonta 4-6 6-2 6-3 dal polacco Kamil Majchrzak (n.126 ATP), destinato a cedere a sua volta allo statunitense Denis Kudla (n.120 ATP). Quest’ultimo, nativo ucraino, sta disputando una buona stagione (con questa sono già due le finali Challenger) ma nell’ultimo atto del torneo inglese il 23enne Frances Tiafoe (n.74 ATP) si rivela per lui ostacolo insormontabile. L’amico/nemico di Musetti tiene sempre a debita distanza Kudla e porta a casa il trofeo con un netto 6-1 6-3 in poco più di un’ora senza mai perdere il servizio. Abbiamo l’impressione che Tiafoe stia ritrovando il suo miglior tennis (nel 2019 fu n.29 ATP) e che a Wimbledon sarà avversario da non sottovalutare, intanto farà tappa al Queen’s per rifinire la preparazione.

LIONE – Al Challenger 100 di Lione va fuori nei quarti Andrea Pellegrino, fermato 6-3 7-5 dal veterano uruguagio Pablo Cuevas (n.92 ATP) che a 35 anni sulla terra battuto è ancora un osso durissimo. Come ha poi dimostrato nei giorni successivi, vincendo facilmente (6-2 6-2) una finale senza storia contro lo svedese Elias Ymer. Cuevas risale di qualche posizione nel ranking, riconquistando la piazza n.85. Niente di che per uno che nel 2016 è stato n.19, ma in ogni caso un prezioso lasciapassare per continuare a frequentare i tornei Slam. 

BRATISLAVA – Al Challenger 90 di Bratislava l’olandese Tallon Griekspoor (n.131 ATP) batte un po’ a sorpresa 7-6 6-3 l’argentino Sebastian Baez (n.185 ATP). La sorpresa non sta tanto nella piccola differenza di classifica (tra l’altro a vantaggio di Griekspoor) quanto nel fatto che Baez (una specie di sosia del connazionale Schwartzman) è in un ottimo periodo di forma, con tre vittorie in stagione a Concepcion, Santiago e Zagabria. Per Griekspoor è la quarta vittoria Challenger in carriera, col nuovo best ranking al n.121, diciotto posizioni prima di Botic Van de Zandschulp, secondo olandese in classifica. 

 

ALMATY – Al Challenger 80 di Almaty (Kazakistan) l’emergente belga Zizou Bergs vince in rimonta 4-6 6-3 6-2 contro il padrone di casa Timofey Skatov e mette in bacheca il suo terzo titolo stagionale dopo la doppietta di marzo quando vinse a St.Petersburg e Lille. Per il 21enne di Lommel (paesone del Limburgo fiammingo) nuovo best ranking al n.220 cui si accompagna la raccomandazione di tenerlo d’occhio: il ragazzo farà strada anche in campo, dopo essersi fatto notare già sui social. Ma non distraetevi nemmeno per quanto riguarda il 20enne Skatov, che con un balzo raggiunge la posizione n.326 e siamo pronti a scommettere che non è finita qui. 

ORLANDO 2 – Al Challenger 80 di Orlando 2 la finale tra il 21enne colombiano Nicolas Mejia (n.341 ATP) e il padrone di casa Christopher Eubanks (n.241 ATP) si è giocata al chiuso (e in ritardo) a causa della pioggia. L’ha spuntata in rimonta Eubanks con il punteggio di 2-6 7-6 6-4, correndo non pochi rischi nel secondo set quando sul 4-4 ha dovuto annullare due palle break che rischiavano di essere decisive. Ma il lungo ex Georgia Tech (2,01 di altezza) ha fondamentalmente meritato il suo secondo successo in carriera. Mentre il colombiano esce sconfitto per la seconda volta in finale, come già gli era accaduto in aprile a Salinas.

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Classifica ATP: Djokovic sempre più solo in vetta. Best ranking per Sonego e Musetti

Il serbo fa il vuoto anche nella Race per le Finals di Torino. Miglior classifica per Tsitsipas, Sinner esce dalla Top 20

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Novak Djokovic e Lorenzo Musetti - Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

“Tutto ha il suo momento e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo.
C’è un tempo per nascere e uno per morire,…” ( Dal libro del Qoelet 3,1)

..e ci sarà probabilmente un tempo in cui Stefanos Tsitsipas festeggerà la conquista del suo primo major e Félix Auger-Aliassime del primo torneo in singolare.

Ma non oggi.

 

Oggi infatti sono Novak Djokovic e Marin Cilic a festeggiare: il primo a Parigi il suo diciannovesimo titolo dello Slam e il secondo a Stoccarda il diciannovesimo titolo in carriera, tre anni dopo l’ultimo conquistato sull’erba del Queen’s quando superò in finale proprio Djokovic.

LA TOP 20 ATP

Di seguito i primi venti giocatori al mondo subito dopo la conclusione del Roland Garros:

PosizioneGiocatoreNazionePunti ATPDelta
1DjokovicSerbia12113 
2MedvedevRussia10143 
3NadalSpagna8630 
4TsitsipasGrecia79801
5ThiemAustria7425-1
6ZverevGermania7350 
7RublevRussia5910 
8FedererSvizzera5065 
9BerrettiniItalia4103 
10Bautista AgutSpagna31701
11SchwartzmanArgentina3105-1
12Carreno BustaSpagna2905 
13GoffinBelgio2830 
14ShapovalovCanada2780 
15RuudNorvegia26901
16MonfilsFrancia2568-1
17HurkaczPolonia25333
18RaonicCanada2473 
19GarinCile24314
20DimitrovBulgaria24323-3

Alcune osservazioni:

·         Stefanos Tsitsipas e Casper Ruud migliorano il proprio best ranking.

·         Bautista Agut scalza Diego Schwartzman dalla top 10.

·         Jannik Sinner esce dalle prime venti posizioni.

·         Djokovic sempre più simile al “viandante sul mare di nebbia” di Caspar David Friedrich. I suoi avversari lo guardano con il binocolo dal fondovalle.

CASA ITALIA

È mancato l’acuto per definire trionfale la performance italiana a Parigi, ma in generale il coro se l’è cavata bene, grazie in particolare agli ottavi di finale di Lorenzo Musetti e Jannik Sinner ed ai quarti di Matteo BerrettiniHa steccato Lorenzo Sonego, dal quale a Parigi  abbiamo atteso invano la conferma dell’ottima performance romana. Nonostante la sconfitta al primo turno, Sonego ha comunque migliorato il suo best ranking così come ha fatto Musetti, che alla sua prima apparizione in un torneo dello Slam è arrivato alla seconda settimana ed agli ottavi si è preso il lusso di vincere due set contro Djokovic.

Si assottiglia di una unità la pattuglia degli italiani presenti tra i migliori 200 del mondo; Lorenzo Giustino – che nella precedente edizione del Roland Garros era giunto al secondo turno mentre quest’anno non ha superato le qualificazioni – è scivolato al numero 216.

Questi gli azzurri presenti nella Top 200 maschile:

ClassificaNomeVariazionePunti
9Berrettini 4103
23Sinner-42320
26Sonego22042
29Fognini 1843
61Musetti151120
82Mager5893
86Cecchinato-3878
88Travaglia-10870
90Seppi8856
97Caruso-15814
143Gaio-5523
160Giannessi-1441
165Fabbiano-1431
169Lorenzi-2428
195Marcora-2358

Questa settimana appuntamento al Queen’s per Berrettini, Travaglia, Fognini, Sinner e Sonego. Nessun italiano invece ad Halle, dove tornerà in campo Roger Federer.

RACE TO TORINO

Novak Djokovic opera il sorpasso su Stefanos Tsitsipas, che aveva iniziato il torneo da leader della classifica che tiene conto dei soli risultati del 2021. Con i 2000 punti di Parigi, Nole si prende la vetta anche nella Race to Torino.

A questa classifica verrà dedicato un articolo specifico, la cui pubblicazione è prevista per martedì.

RACE TO MILANO (NEXT GEN)

Dopo Carlos Alcaraz, un altro classe 2003 si affaccia nel tennis che conta, il danese classe 2003 Holger Rune, che da fine maggio ha raggiunto due finali consecutive a livello Challenger perdendo ad Oeiras IV prima di sollevare il trofeo a Biella VII – nella settimana appena passata si è invece ritirato durante il suo match di quarti di finale a Lione.

Al primo posto della classifica riservata ai migliori under 21 dell’anno troviamo sempre più solo Jannik Sinner; terzo Lorenzo Musetti. Questa la Race to Milan:

PosizioneGiocatoreNazionePuntiPosizione ATPClasse
1SinnerItalia1510232001
2Augier-AliassimeCanada825212000
3MusettiItalia801612002
4KordaUSA775522000
5AlcarazSpagna484782003
6CerundoloArgentina4211412001
7BrooksbyUSA3521502000
8BaezArgentina3211592000
9RuneDanimarca2262322003

BEST RANKING

I giocatori presenti nella Top 100 che questa settimana hanno migliorato la loro miglior classifica di sempre sono:

GiocatoreNazionePosizione
TsitsipasGrecia4
RuudNorvegia15
KaratsevRussia24
EvansGB25
SonegoItalia26
FokinaSpagna35
PaulUSA50
MusettiItalia61
AlcarazSpagna78

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Tsitsipas a cuore aperto: “Non vedo perché un giorno non dovrei sollevare quel trofeo”

Stefanos Tsitsipas racconta di aver ricevuto la notizia della scomparsa di sua nonna pochi minuti prima della finale. Ma non ha rimpianti per la sconfitta: “Avrei potuto facilmente piangere, ma non vedo motivi per farlo perché ho provato tutto”

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Stefanos Tsitsipas e Novak Djokovic - Roland Garros 2021 (via Twitter, @atptour)

Nonostante un inizio ben più che promettente – Novak Djokovic è un campione straordinario, ma una rimonta da 0-2 rientra sempre nel campo delle eccezioniStefanos Tsitsipas non è riuscito a fare l’ultimo passo. Ha disputato una grande stagione su terra e un Roland Garros ancora migliore, ma quando il numero uno del mondo ha cambiato passo, tra secondo e terzo set, il tennista greco non è riuscito a reagire. “Ho iniziato a giocare molto corto, mi è sembrato di andare fuori ritmo – non so come mai. È stato molto strano, considerando che avevo iniziato trovando bene i colpi e muovendomi in modo perfetto” ha commentato in conferenza stampa. “All’improvviso mi sono sentito fuori dal match ed è stato difficile recuperare. Vorrei davvero capire perché succedano cose come questa, ci ho provato durante la partita ma è stato difficile inventarsi qualcosa”.

Proseguendo il discorso, Stefanos ha fatto una considerazione in apparenza lapalissiana, ma che in realtà nasconde tutta la difficoltà di vincere uno Slam – in particolar modo contro uno dei Fab 3. “Oggi ho imparato che, perché il match sia finito, devi vincere tre set e non soltanto due. Due set non significano nulla, c’è ancora un set prima di vincere l’intera partita. Non penso di essermi rilassato o di aver cambiato chissà cosa, ho continuato a fare le cose che stavano funzionando. Lui ha lasciato il campo dopo i primi due set e non so cosa sia successo, ma quando è tornato sembrava improvvisamente un giocatore diverso“. Stefanos si sofferma sul cambio di livello operato da Nole, che ha proprio dato la sensazione di poter innestare una marcia sconosciuta al pur valoroso avversario. “Ha iniziato a giocare benissimo e non mi ha lasciato spazio. Fisicamente, a livello di anticipo e di movimenti sul campo, in tutto mi è sembrato meglio di prima. Avevo la sensazione che potesse improvvisamente leggere meglio il mio gioco“.

Stavo giocando bene, è molto triste perché era una buona opportunità e l’ho persa“, ha detto Stefanos in conclusione. Che qualche ora dopo essere uscito dal campo, ha condiviso sui suoi canali social un’altra notizia che è stata per lui motivo di tristezza. Cinque minuti prima di scendere in campo per la finale, infatti, il tennista greco è stato raggiunto dalla notizia della scomparsa di sua nonna – madre di papà Apostolos.

 

Questo è il messaggio che accompagna il post pubblicato su Instagram.

La vita non è questione di vincere o perdere. È godersi ogni singolo attimo, individualmente o con gli altri. Vivere una vita piena di significato, senza miserie. Sollevare trofei e celebrare vittorie è qualcosa, ma non è tutto. Cinque minuti prima di entrare in campo la mia amata nonna ha perso la sua battaglia con la vita. Una donna saggia la cui fede nella vita e la volontà di dare agli altri non può essere paragonata a qualunque essere umano io abbia mai incontrato. È importante avere più persone come lei nel mondo, perché ti fanno sentire vivo. Ti fanno sognare. Vorrei dire che indipendentemente dal giorno e dalle circostanze, questo è interamente dedicato a lei e solo a lei. Grazie per aver cresciuto mio padre. Senza di lui, questo non sarebbe stato possibile“.

STEF NON SI ABBATTE – C’è il caso di Dominic Thiem, che dopo aver vinto il suo primo Slam si è sentito avvolto da una sensazione di vuoto. L’austriaco, come Medvedev e Zverev dopo di lui tra gli appartenenti alla nuova generazione, era stato già temprato dall’altrettanto spiacevole sensazione di inadeguatezza che segue alla sconfitta in una finale Slam. Tsitsipas non ha però intenzione di farsi condizionare dai risultati e trasmette un lodevole messaggio di caparbietà. “Nonostante la sconfitta, ho fiducia nel mio gioco e credo sinceramente di poterci tornare (in una finale Slam, ndr) molto presto. Oggi ci sono andato vicino, ma c’è una piccola differenza tra il mio avversario in finale e quelli che ho affrontato prima. Negli Slam è tutta una questione di resistenza, di tenere alto il livello a lungo. Ho giocato due buoni set, non direi due set incredibili, ma non è stato sufficiente. Gli Slam sono così. Ma se mantengo la stessa attitudine, se non smetto di avere fiducia in me stesso, non vedo ragioni per le quali un giorno non dovrei sollevare quel trofeo“.

Manca però il tempo per le analisi. Tra non molte ore Tsitsipas sarà già in campo sull’erba di Halle, torneo a cui ha deciso di non rinunciare (esordirà contro Kinderknech) nonostante la prossimità con la sua prima finale Slam. “Non vedo l’ora di giocare sull’erba, ci vedo molte opportunità per me. Mi piace giocarci, anche se non ho fatto grossi risultati prima del COVID, quando ci ho giocato l’ultima volta. Proverò ad adattare il mio gioco alla superficie; credo di avere il tennis per fare bene anche sull’erba“. Priorità al campo, dunque, e niente rimpianti. “Non so se sono salito in classifica o meno (sì, ha raggiunto il suo best ranking di numero 4, ndr) ma sono contento del mondo in cui ci ho provato – anche considerando la finale. Non ho rimpianti. Avrei potuto facilmente piangere, ma non vedo motivi di piangere perché ho provato tutto. Non avrei potuto fare qualcosa di meglio“.

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