ATP Napoli: il sogno di una finale tutta italiana per dimenticare i guai

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ATP Napoli: il sogno di una finale tutta italiana per dimenticare i guai

Matteo Berrettini e Lorenzo Musetti in campo per avere domenica l’ottava finale tutta italiana della storia e far concludere nel migliore dei modi un torneo tribolato. McDonald e Kecmanovic permettendo

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Matteo Berrettini – ATP Napoli 2022 (credit: Riccardo Lolli - Tennis Napoli Cup)
 

Da Napoli, il nostro inviato

Tocca a Mackenzie McDonald e Miomir Kecmanovic indossare gli scomodi panni dei guastafeste. Napoli è pronta, dopo una settimana che definire difficile è un eufemismo, ad abbracciare i suoi beniamini in finale domenica, per quella che sarebbe una conclusione spettacolare di un torneo iniziato e proseguito tra mille difficoltà.

Sarebbe l’ottava finale colorata interamente di tricolore nella storia del circuito ATP.

 

Nell’epoca d’oro del tennis azzurro degli anni ’70, ben quattro volte è stata una sfida fratricida a decidere una finale del torneo maggiore. La prima, che corrisponde anche alla prima finale in assoluto raggiunta da un giocatore italiano, fu disputata nel 1971 a Senigallia e vide imporsi in tre set un giovane Adriano Panatta sul più esperto Martin Mulligan, australiano naturalizzato.

L’Adriano nazionale si aggiudicò anche il derby con lo storico compagno di doppio Paolo Bertolucci in quel di Firenze nel 1974. Nell’anno di grazia del nostro tennis, il glorioso 1976 dei successi di Panatta a Roma e Parigi e del successo in Davis, Tonino Zugarelli piegò Corrado Barazzutti in quel di Bastad. Barazzutti si rifece quattro anni più tardi a Il Cairo, contro lo stesso Bertolucci.

Bisogna poi attendere sette anni per trovare Claudio Pistolesi e Francesco Cancellotti, in finale sulla terra di Bari, con vittoria finale del romano dopo una dura battaglia.  L’anno successivo, ancora a Firenze, fu la volta di Massimiliano Narducci e Claudio Panatta, fratello minore e meno noto di Adriano, con vittoria del primo in rimonta.

Ben trentadue anni sono dovuti trascorrere da allora per ritrovare due italiani contemporaneamente in una finale Atp: a Melbourne nel febbraio dello scorso anno Jannik Sinner ebbe la meglio su Stefano Travaglia nella prima finale tricolore giocata lontano dalla terra.

Come detto, poter ammirare domenica Matteo Berrettini e Lorenzo Musetti uno contro l’altro trasformerebbe in una festa il pomeriggio sul lungomare. I due sono molto amici, oltre che compagni di nazionale e Matteo non ha lesinato complimenti per il suo più giovane collega.

Come è giusto che sia, in ogni caso, tra il dire e il fare c’è di mezzo… il mare di Napoli e non bisogna vendere la pelle dei due “orsi” prima del tempo.

Mackenzie McDonald, numero 74 del mondo ha centrato a Napoli il suo miglior risultato di una stagione in chiaro scuro. Con Matteo Berrettini ha incrociato le racchette una sola volta, nel 2019 sul cemento di Auckland e il nostro campione ha vinto in due set ( 6-3 6-4).

In questa settimana lo abbiamo visto colpire la palla con molta consistenza e, soprattutto nel match odierno contro la rivelazione cinese Zhang, ha dimostrato un’ottima condizione fisica, sublimata in alcuni recuperi miracolosi. D’altra parte, nella giornata di ieri era riuscito a battere in due set prima Francesco Passaro (bis di Firenze) e poi Roberto Bautista Agut, “costringendoci” a battezzare la doppia vittoria come “Doppio Big Mac”.

Detto ciò, il ventisettenne di Piedmont non sembra avere un peso di palla sufficiente per reggere il ritmo di Matteo. Potrà provare a metterla sulla corsa e a impostare il gioco sulla diagonale di rovescio, ma il Berrettini apprezzato nelle prime due partite sembra partire con un cuscinetto piuttosto spesso di margine, ampliato dalla “fame” di punti nella disperata rincorsa di un posto alla Atp Finals di Torino.

La seconda semifinale è quella che nasconde più insidie, anche se la versione di Lorenzo Musetti apprezzata in questo torneo ( terza semifinale consecutiva sul cemento dopo Sofia e Firenze) appare davvero scintillante. Lorenzo è in fiducia, sa bene che il suo tennis così vario e imprevedibile può impensierire ogni avversario, ma Miomir Kecmanovic sta vivendo una grande stagione, confermata dall’attuale best ranking di numero 30 al mondo. La svolta per il ventiduenne serbo si è avuta grazie al connubio con David Nalbandian. Con i suoi consigli, Miomir ha aperto nuovi orizzonti nel suo tennis, come raccontato dal nostro esperto di “tennis balcanico” Ilvio Vidovich in una puntata dei “Dintorni di Djokovic” di questa primavera.

Va detto che il serbo il meglio sembra averlo dato proprio all’inizio della stagione, con il primo ottavo di finale slam raggiunto in Australia (battendo anche Lorenzo Sonego) e il doppio quarto di finale nel Sunshine Double, quando superò  due top-ten: Matteo Berrettini (6) a Indian Wells e Felix Auger Aliassime (9) a Miami, dove andò ad un passo da battere Alcaraz, arrendendosi solo al tiebreak finale.

In questo torneo la buona stella sembra essere dalla parte di Miomir, considerando che al primo turno ha potuto sfruttare l’inesperienza della wildcard Flavio Cobolli, agli ottavi il francese Moutet ha deciso ben presto di essere stanco dei campi scivolosi e salutare il golfo di Napoli sotto 5-3 nel primo set dopo aver insultato tutto e tutti e spaccato un paio di racchette. Nel match di quarti di finale infine, la testa di serie numero 1 del torneo, Pablo Carreno Busta, è stato decisamente limitato da problemi ad un piede.

Matteo e Lorenzo, in ogni caso, hanno tutte le armi nel loro braccio per colorare d’azzurro il sabato partenopeo senza dover ricorrere agli aiuti della Dea Bendata.

Gli appassionati napoletani, assetati da anni di grande tennis, dopo una settimana di disagi e incertezze, meritano almeno di godersi un gran finale. Tra qualche anno probabilmente si ricorderanno ancora le disavventure di questo torneo. Ma se nell’albo d’oro e nelle foto d’archivio ritroveranno due ragazzi italiani, il ricordo sarà più dolce.

IL TABELLONE COMPLETO DELL’ATP 250 DI NAPOLI

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ATP Cordoba, Cecchinato supera per la prima volta Bagnis e accede agli ottavi

Marco Cecchinato si fa riprendere al momento di chiudere, ma riesce comunque a far suo il match in due set. Al prossimo turno Federico Coria

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Marco Cecchinato - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

M. Cecchinato b. F. Bagnis 6-2 7-6(4)

Dopo tre sconfitte in altrettanti scontri diretti, Marco Cecchinato coglie la prima vittoria nei confronti di Facundo Bagnis. L’italiano ci aveva perso due volte tra il 2014 e il 2015, e l’ultima volta due anni or sono a Santiago per 6-3 al terzo. Anche nel mercoledì del Cordoba Open come nelle altre occasioni la superficie era la prediletta dai due, e l’l’azzurro ha prevalso approfittando anche di una prestazione senza mordente di Bagnis.

Il primo set scorre inaspettatamente veloce; l’argentino non riesce a fare male con i suoi colpi di rimbalzo troppo corti per impensierire il trentenne palermitano, il quale guida gli scambi con il dritto e aggredisce la seconda palla con buoni dividendi. Ottiene il break al terzo gioco costringendo Bagnis ad un dritto che cade ben oltre la linea di fondo; nel settimo gioco inizia con una palla corta di dritto per chiudere il game in quattro punti. Nel game successivo l’italiano centra il primo traguardo.

 

Nel secondo set il trentatreenne di Rosario aggiusta la consistenza del servizio e si assiste a degli scambi più equilibrati e agonisticamente consistenti. Il momento più importante della frazione si ha nel secondo gioco: Bagnis si procura due palle break, che però non trasforma, complice un ace e un dritto fuori misura.

Cecchinato si salva e si arriva al sesto gioco, dove il padrone di casa ritorna agli umili standard del primo set, cedendo il game a zero con il suggello di un doppio errore sullo 0-40. Marco ringrazia e arriva due volte a match point nel nono gioco, ma il sudamericano ne esce indenne con bravura.

È comunque un Cecchinato più falloso e meno intraprendente; il pensiero delle occasioni perdute probabilmente lo condiziona e lo spinge a lasciare l’iniziativa al rivale, che con l’aiuto di qualche errore dell’italiano strappa finalmente, all’ultima chance, il servizio allo sfidante.

I contendenti arrivano così al tie-break, e i primi cinque punti sono dell’azzurro, che osa di più e chiama a rete il mancino rivale, costringendolo all’errore nella volée. Sul cinque a zero un doppio fallo di Ceck rianima l’avversario, che sul 5-4 sbaglia però un dritto. Un altro errore nel punto successivo chiude la contesa.

Per Cecchinato ora l’appuntamento è con un altro argentino, il sesto del seeding Federico Coria, contro il quale ha perso l’unica sfida a livello di main draw ATP, ma è 2-2 complessivamente.

“Ero un po’ teso alla fine perché sono i primi match dell’anno e ho bisogno di trovare fiducia” ha spiegato Ceck dopo la vittoria.”È stato il primo incontro sulla terra battuta dopo tre mesi, devo ritrovare il feeling con la superficie, ma sono molto contento del risultato. Voglio rimanere concentrato su ogni partita, sto lavorando sodo, mi alleno parecchio ogni giorno e penso a fare un passo alla volta”.

Danilo Gori

IL TABELLONE DELL’ATP 250 DI CORDOBA

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ATP Montpellier: Bublik spacca tre racchette e perde con Barrere. Il diciottenne Fils domina Bautista e vola ai quarti

Alexander Bublik scatena la sua frustrazione a pochi punti dalla sconfitta. Exploit del classe 2004 Arthur Fils che batte Bautista Agut in due set

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Alexander Bublik, United Cup 2023 - Credit: Tennis Australia/Scott Davis

G. Barrere b. [6] A. Bublik 6-4 6-7(12) 7-6(3)

La giornata non troppo felice dell’Open Sud de France di Montpellier viene movimentata da uno dei personaggi più “rock” del circuito: Alexander Bublik. Il detentore del titolo (sconfisse in finale Zverev 6-4 6-3) si presenta con le migliori intenzioni, nonostante un solo campione nella storia del torneo sia riuscito sinora a replicare nell’edizione successiva, e cioè Richard Gasquet nel 2016, in finale contro Paul-Henri Mathieu. Ebbene, “Ritchie” rimarrà per quest’anno ancora l’unico nell’intento, in quanto dopo due ore e mezza di contesa dura ed equilibratissima, a prevalere è stato il francese.

Il primo set vede due contendenti non troppo precisi con la prima palla (48% e 53%, con leggera prevalenza del kazako) ma con percentuali di conversione intorno al novanta per cento per entrambi. Bublik cancella due palle break nel secondo gioco, poi pochi sussulti fino al decimo, quando il numero sei del tabellone perde qualche volta di troppo il comando del gioco, facendosi aggredire sulla seconda; al primo set point Barrere fa sua la frazione.

 

Nel secondo set la posizione di vantaggio al servizio è tale che in una sola occasione, all’undicesimo gioco, si va oltre i sei punti. Bublik serve nove ace e si presenta al tie-break con le spalle al muro. Nei primi dodici punti solo una volta a testa i due ottengono un break; il francese sale tre volte a match-point, il kazako per quattro volte, a un passo dalla vittoria di frazione, viene ripreso. Ma la quinta è quella buona, e dopo un’ora e un minuto si chiude un set assai avvincente.

Nel set decisivo si allenta la letalità delle battute, ma non ci sono occasioni per il break, fino a quando nel sesto gioco per la prima volta Bublik strappa il servizio allo sfidante; potrebbe sembrare fatta, ma nel game successivo il ventottenne di Charenton le-Pont rischia in risposta e forza al momento giusto le difese di Bublik: è contro-break.

Il francese deve salvare un’altra chance per l’avversario nel gioco successivo, ma esce dalla trappola e si arriva al secondo jeu decisif. E d’incanto crolla l’equilibrio: Barrere si prende i primi sei punti. Al cambio di campo Bublik perde la testa: spacca la racchetta colpendo cinque volte il terreno, poi si reca verso la propria sedia e ne rompe allo stesso modo altre due. Il pubblico lo copre di ululati; lui annulla tre palle del match, ma lì si deve arrendere.

Reazione smodata la sua, con echi sanremesi di Blanco, il quale lo scorso anno cantava “Brividi”, ma ci ha fatto rabbrividire ieri sera sfasciando tutti i fiori. Bublik ha rotto solo cose sue, quindi il danno è autoinflitto, ma la magra rimane la stessa. Gregoire Barrere vince e si prepara ad affrontare domani il georgiano Basilashvili.

GLI ALTRI MATCH – Problemi non solo per Marton Fucsovics, che ha dato forfait prima della sfida con Jannik Sinner. Ugo Humbert è costretto al ritiro in seguito a una brutta caduta nel corso del tie-break del secondo set dopo aver vinti il primo parziale contro Alejandro Davidovich Fokina. Il francese rimane in campo giusto per concludere il parziale, poi deve arrendersi tra le lacrime sul punteggio di 1-6 7-6(2).

Chi ha motivo di sorridere è invece Arthur Fils, classe 2004, che al primo turno aveva messo a segno il suo primo successo nel Tour ai danni di Gasquet. Il teenager francese ha impressionato dominando Roberto Bautista Agut per 6-3 6-4. Ai quarti troverà il vincente fra Davidovich e Halys.

Danilo Gori

IL TABELLONE DELL’ATP 250 DI MONTPELLIER

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ATP Montpellier: forfait Fucsovics, Sinner ai quarti senza giocare. Marton: “Non posso più giocare con questo dolore”

Problemi al piede sinistro per Marton. Rimandato a venerdì l’esordio in Francia per Jannik Sinner, che partirà direttamente dai quarti. Affronterà Krajinovic o Sonego

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Jannik Sinner - Australian Open 2023 (foto Twitter @AustralianOpen)

Ad inizio torneo, guardando il tabellone dell’ATP250 di Montpellier, il primo pensiero è stato subito indirizzato verso un possibile quarto di finale tutto italiano. La presenza di (almeno) un azzurro è ora certa, poiché Jannik Sinner si trova direttamente proiettato ai quarti senza giocare. L’altoatesino, infatti, sfrutta il ritiro di Marton Fucsovics, un avversario contro cui ha quasi sempre faticato. È andata così anche nell’ultimo confronto diretto tra i due, con il n°17 del mondo che è a Melbourne è riuscito per la prima volta in carriera a rimontare due set di svantaggio, lasciando poi soltanto tre game al suo avversario negli ultimi tre set.

L’ungherese però, nel giorno del suo 31° compleanno, è stato costretto al ritiro dall’Open Sud de France, dopo che ieri aveva vinto in tre set il suo match d’esordio contro Geoffrey Blancaneaux. Presto svelata la motivazione che ha impedito a Marton di scendere in campo. Una foto pubblicata su Instagram ritrae il piede sinistro dell’ungherese trafitto dall’ago di una siringa. Il messaggio recita: “Mi dispiace, ragazzi, devo ritirarmi. Ho provato tutto, ma non riesco più a giocare con questo dolore. Avrò bisogno di tempo per recuperare. Non il mio compleanno più felice”.

 

Sinner, che deve nel corso della sua carriera deve ancora vincere un match a Montpellier, partirà direttamente dai quarti, dove venerdì affronterà uno tra Filip Krajinovic e Lorenzo Sonego, in campo domani. Il match tra Roberto Bautista e Arthur Fils, che sarebbe dovuto essere il secondo della sessione serale, è stato anticipato come primo e chiuderà una giornata non fortunatissima a Montpellier visto che c’è stato anche il ritiro di Ugo Humbert. Il francese è stato vittima di una brutta caduta durante il match contro Alejandro Davidovich Fokina e si è ritirato sul punteggio di 6-1 6-7.

Il tabellone completo dell’ATP250 di Montpellier

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