La guida a Wimbledon femminile

Dopo Jelena Ostapenko al Roland Garros, a Wimbledon 2017 avremo un'altra vincitrice inattesa?

La guida a Wimbledon femminile
Karolina Pliskova, Petra Kvitova, Venus Williams, Garbiñe Muguruza, Jelena Ostapenko, Agnieszka Radwanska

La guida a Wimbledon maschile

Wimbledon 2017 si annuncia aperto come non mai, visto che, senza Serena Williams ferma per maternità, manca la campionessa in carica e vincitrice per sette volte (2002, 2003, 2009, 2010, 2012, 2015, 2016):

 

Un dato per inquadrare la situazione: delle 128 giocatrici al via, solo due hanno già vinto il torneo, Venus Williams e Petra Kvitova. Però Williams ha ormai compiuto 37 anni e il suo ultimo successo risale al 2009, mentre Kvitova è appena rientrata da un grave incidente alla mano sinistra, quella con cui tiene la racchetta. Sicuramente Venus e Petra non partono senza speranze, ma accanto a loro altre giocatrici hanno la possibilità di scrivere il loro nome nell’albo d’oro.

La vittoria al Roland Garros di Jelena Ostapenko ha dimostrato come in questo momento sia difficile avere certezze, e quanto le condizioni di forma possano essere determinanti. In più va tenuto presente che il periodo dei tornei su erba è il più breve di tutta la stagione, ed è quindi la superficie che meno incide in termini di punti per determinare il ranking. Dunque la classifica WTA non restituisce in pieno il rendimento e la capacità delle giocatrici nell’adattarsi al gioco sui prati, un gioco che richiede e valorizza qualità particolari.

Da una parte, infatti, vengono esaltate l’aggressività e le doti di chi sa concludere lo scambio rapidamente: chi serve (e risponde) meglio. Dall’altra, però, possono emergere anche tenniste meno forti fisicamente ma molto agili negli spostamenti, capaci di appoggiarsi alla potenza dell’avversaria per contenere e poi contrattaccare, sino a trovare vincenti che su campi meno veloci non riuscirebbero a ottenere. E così può accadere che in finale arrivino due giocatrici fisicamente e tecnicamente molto differenti come Serena Williams e Agnieszka Radwanska nel 2012. O l’anno scorso, quando ancora Serena aveva sconfitto Angelique Kerber.

Programma di gioco
Questo il calendario delle due settimane di torneo del singolare femminile, sempre che il cattivo tempo non rallenti il programma. Ricordo che lo scorso anno a causa delle continue piogge si dovette perfino giocare nella prima domenica del torneo, la cosiddetta “middle sunday” che la tradizione vuole senza partite.

Prima settimana
Lunedì 3 luglio (day 1): primo turno
Martedì 4 (day 2): primo turno

Mercoledì 5 (day 3): secondo turno
Giovedì 6 (day 4): secondo turno

Venerdì 7 (day 5): terzo turno
Sabato 8 (day 6): terzo turno

Domenica (day 7): riposo

Seconda settimana
Lunedì 10 luglio (day 8): quarto turno (ottavi di finale)

Martedì 11 (day 9): quarti di finale

Giovedì 13 (day 11): semifinali

Sabato 14 (day 13): finale

Le prime sedici teste di serie

1. Angelique Kerber
È un momento difficile per la numero uno del mondo, che non vince una partita dal torneo di Madrid (inizio di maggio): ha perso all’esordio a Roma e Parigi, e ha rinunciato all’impegno di Birmingham per un problema al tendine del ginocchio sinistro.
Sull’erba si trova bene, come dimostrano la finale raggiunta a Wimbledon lo scorso anno, la semifinale del 2012 e i quarti del 2014. Nel suo caso l’incognita quindi non è tecnica, ma legata alle condizioni di forma. Con i punti della finale 2016 da difendere, in caso di uscita prematura la perdita del primo posto del ranking sarebbe inevitabile.

2. Simona Halep
Come Angelique Kerber, per prepararsi al passaggio su erba anche Simona Halep scenderà in campo solo a Eastbourne, e forse si capirà se ha recuperato il problema alla caviglia destra, infortunata a Roma e non del tutto guarita dopo gli sforzi del Roland Garros.
Senza essere una specialista, Halep vanta comunque una semifinale a Wimbledon 2014, quando venne eliminata dalla giovane del momento Eugenie Bouchard. Giocare con meno attenzioni rispetto a Parigi potrebbe consentirle di disputare lo Slam più leggera, libera da troppe responsabilità. Insieme a Karolina Pliskova è la maggiore candidata al numero uno del ranking al termine del torneo.

3. Karolina Pliskova
Siamo abituati a considerare le “big server” come le giocatrici ideali per le superfici veloci, ed effettivamente Pliskova ha ottenuto buoni risultati sull’erba. Ma con una eccezione: proprio i campi di Wimbledon. E se nel 2014 e nel 2015 era stata eliminata da due specialiste come Lisicki e Vandeweghe, la sconfitta dello scorso anno al secondo turno contro Misaki Doi è stata uno delle sue più cocenti delusioni negli Slam.
Sino al luglio scorso sembrava incapace di ottenere risultati all’altezza nei Major, ma poi è arrivata la svolta con la finale a New York. Da allora ha raggiunto i quarti di finale a Melbourne e la semifinale a Parigi. Per questo “deve” finalmente fare bene anche a Londra. Considerati i punti in scadenza in classifica, è quella che parte dalla situazione migliore per raggiungere il primo posto del ranking.

4. Elina Svitolina
Svitolina è la giocatrice di vertice con le peggiori statistiche sull’erba. In carriera una sola volta è riuscita a vincere due partite di fila in un torneo sui prati (a ‘s-Hertogenbosch 2014); in tutti gli altri casi ha perso all’esordio o al turno successivo.
Nel prossimo Wimbledon è quindi chiamata a sfatare un tabù, ma le condizioni fisiche non sembrano aiutarla, visto che la sua presenza non è nemmeno certa a causa di un problema al piede. Salterà anche Eastbourne nella speranza di recuperare dall’infortunio in modo accettabile.

5. Caroline Wozniacki
Ormai sono passati undici anni, e forse non tutti lo ricordano, eppure l’albo d’oro di Wimbledon junior 2006 ha il nome Wozniacki tra le vincitrici (a sedici anni ancora da compiere). Da allora Caroline ha avuto un’ottima carriera tra le professioniste, ma grazie ai risultati ottenuti soprattutto sul cemento; e anche nelle sue stagioni migliori a livello WTA a Londra non è mai riuscita ad andare oltre il quarto turno. Riuscisse a migliorarsi nel 2017 sarebbe una sorpresa.

6. Johanna Konta
È un rapporto contraddittorio quello tra Konta e l’erba. Il primo torneo nel quale si è fatta conoscere è stato infatti quello di Eastbourne 2015; però dalle statistiche di carriera emerge come abbia una percentuale di vittorie sull’erba inferiore a quella sulle altre superfici. A Wimbledon l’anno scorso era molto attesa, ma a fermarla era stata la rediviva Bouchard, e così il dato complessivo di Johanna a Wimbledon è rimasto sconfortante: in cinque partecipazioni una sola partita vinta (contro Monica Puig). È comunque reduce dalla finale di Nottingham, persa da favorita contro Donna Vekic. Al prossimo Wimbledon, davanti al pubblico di casa, è chiamata finalmente a fare strada.

7. Svetlana Kuznetsova
Prima del 2016 erano ormai diverse edizioni che Kuznetsova faticava a Wimbledon. I suoi migliori risultati risalgono al decennio scorso e dopo tanti anni con base in Spagna non si può certo dire che l’erba sia la superficie ideale. Nel 2016 però è riuscita a raggiungere il quarto turno (sconfitta da Serena Williams). Una inversione di tendenza che per essere confermata potrebbe avere bisogno di un buon sorteggio.

8. Dominika Cibulkova
Cibulkova è stata una delle protagoniste di Wimbledon 2016. Ricordate la data di nozze da spostare in caso fosse riuscita ad approdare in semifinale? L’anno scorso dopo la vittoria-maratona contro Radwanska (6-3 5-7 9-7 in uno delle più belle partite della stagione) Dominika era approdata senza energie ai quarti contro Vesnina, che l’aveva sconfitta abbastanza agevolmente. Questo precedente indica che sul piano tecnico il gioco di Cibulkova (rapida, potente, baricentro basso) si adatta bene all’erba, ma per il prossimo Wimbledon a suscitare dubbi sono le condizioni di forma.

a pagina 2: le altre otto teste di serie

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