Roland Garros, donne: Serena più forte della pioggia, Svitolina sorprende Ivanovic. Avanti Venus e Bacsinszky

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Roland Garros, donne: Serena più forte della pioggia, Svitolina sorprende Ivanovic. Avanti Venus e Bacsinszky

Serena Williams chiude con un difficile tiebreak nel secondo set, per avere la meglio sulla padrona di casa Mladenovic. Il match è stato a lungo sospeso per pioggia. Ana Ivanovic, campionessa nel 2008, si arrende in due set ad Elina Svitolina. Timea Bacsinszky supera facilmente Parmentier. Carla Suarez Navarro e Venus Williams passano al terzo. Bene Keys, Bertens vince la maratona con Kasatkina

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[1] S. Williams b. [26] K. Mladenovic 6-4 7-6(10) (Raffaello Esposito)

Si dice che Serena Williams non sarà la numero uno a fine anno ma lei ha problemi d’udito. Sulla terra in stagione si contano sette vittorie e nessuna sconfitta, con un parziale aperto  di 14 set di fila. Ogni avversaria deve dare il massimo contro di lei, sapendo che forse  non basterà. Oggi sul Chatrier ci ha provato Kristina Mladenovic, n°30 WTA e appartenente a quella generazione degli anni ’90 che ha sempre trovato la strada Slam chiusa. La francese forse sogna di emulare Mary Pierce, regina nel 2000, ma per ora la sole cose che le accomunano sono i capelli chiari e il nome non proprio gallico. L’incontro è stato bello e combattuto e il primo set un manuale di mentalità vincente. Serena è in difficoltà sul suo servizio, Kiki comanda il gioco sprecando subito una palla break e mancandone ben tre sul quattro pari. L’ace e il quasi ace urlati, coi quali la numero uno difende alfine la battuta decidono tutto. La francese si scioglie lasciando sul campo solo il discutibile completo zebrato, va 0-40 con un doppio fallo e stecca un dritto sul terzo set point.

Col cielo di Parigi si rannuvolano anche le sue ambizioni e il secondo parziale Kiki lo passa in trincea, lottando come una leonessa. Annulla nove palle break in tre giochi fra il delirio del pubblico prima che un nubifragio interrompa il match sul sei pari. Dopo più di due ore, con l’impianto colpito da black out elettrico, si riprende e valeva la pena attendere. Il tie break è una partita nella partita, Kristina scappa 5-2, si fa riprendere ma non crolla né si arrende. Sopravvive a cinque match point e manca una palla set sul 9-8 prima di cedere con tutti gli onori e i sinceri complimenti di Serena a rete.

[12] C. Suarez Navarro b. [22] D. Cibulkova 6-4 3-6 6-1 (Tommaso Voto)

Carla Suarez Navarro, sotto lo sguardo attento di Conchita Martinez, finalista nel 2000 al Roland Garros (sconfitta da Mary Pierce) e capitana di Fed Cup e di Davis per la Spagna, elimina in tre set Cibulkova ed ottiene l’accesso agli ottavi di finale del Roland Garros. È stato un match intenso, con molti scambi prolungati ed emotivamente coinvolgente, in cui alla fine ha prevalso la maggior adattabilità della spagnola alla terra battuta. Suarez Navarro ha avuto qualche calo fisico (soprattutto ad inizio secondo set), ma ha saputo uscire dalle difficoltà con classe e “mestiere”, mentre la slovacca ha giocato a strappi e con poco raziocinio.

Pronti via e la n.12 del seeding conquista il break, la dinamica del primo gioco (che poi sarà il canovaccio tattico di tutta la partita) è abbastanza chiara, perché Cibulkova cerca in ogni modo di accorciare gli scambi e di trovare il vincente, mentre Suarez Navarro si difende e quando ha l’occasione giusta prova a liberare il rovescio.  È il loro primo match sulla terra battuta (Dominika è avanti 3-1), superficie che valorizza il lift dell’iberica, mentre penalizza l’intero impianto di gioco della Cibulkova, che si trova meglio sul “veloce”, anche se a Parigi ha conquistato una semifinale nel 2009, quando poi perse dalla russa Safina. La slovacca trova l’immediato controbreak, anche se con la colpevole partecipazione della spagnola, che fallisce qualche comoda soluzione e permette alla sua avversaria di pareggiare sull’1-1. Altro game altro break, ma questo dato è dovuto al fatto che entrambe hanno nel servizio il punto debole del loro repertorio. La prima a confermare il vantaggio è l’iberica che si porta sul 3-1, ma a fare e disfare tutto ci pensa praticamente Cibulkova, che alterna un vincente ad un errore gratuito. La “Penelope” slovacca subisce l’ennesimo break, ma dal 4-1 trova finalmente un sussulto e si avvicina nel punteggio. Con questo ritmo intenso, il match ha tutte le caratteristiche per trasformarsi in una battaglia di nervi, aspetto che penalizza la spagnola, che sul versante psicologico manca ancora del salto di qualità necessario per poter ambire a vincere qualcosa di importante. Suarez Navarro, che a Parigi vanta due quarti di finale (uno all’esordio nel 2008 perso contro Jankovic e l’altro nel 2014, in cui fu sconfitta da Bouchard) fallisce un set point con una risposta di rovescio che interrompe la sua corsa sul nastro.  Il decimo game è da cardiopalma, Suarez Navarro annulla tutte le chance di controbreak che la sua avversaria si costruisce, ma alla fine riesce a chiudere al quarto set point sul punteggio di 6-4.

Lo sforzo emotivo del primo parziale si fa sentire sulle gambe di Carla, che scivola immediatamente sotto sul 3-0 e sembra molto provata dal punto di vista fisico.  La spagnola chiama un medical time out per un problema alla coscia che, infatti, le viene fasciata in modo da contenere il fastidio muscolare. Il secondo set riparte, Cibulkova è chiaramente più in palla e la sua avversaria lotta anche se un po’ condizionata nei movimenti. Dal 4-0 c’è un timido recupero della spagnola, che con il passare dei minuti sembra ritrovare i suoi colpi. Alla fine la slovacca conserva uno dei due break di vantaggio e conquista il parziale con il punteggio di 6-3.

Si torna a giocare punto a punto, equilibrio che si spezza a favore dell’iberica che strappa il servizio alla sua avversaria e passa a condurre. Ora Carla colpisce meglio, si muove con più rapidità e questo si riflette sul suo gioco, che diventa preciso e consistente. Tutto quello che alla Cibulkova riusciva nel secondo set, ora diventano errori non forzati e colpi che atterrano a molte spanne dalle righe. Tutto ciò agevola l’iberica che disegna il campo con il diritto ed affonda con il rovescio lungolinea. Un laborioso quarto gioco consente alla Suarez Navarro di andare sul 4-0 e di fare un balzo decisivo verso la vittoria. C’è la reazione slovacca, che porta solamente ad un recupero parziale, infatti alla fine ad alzare le mani cielo è la n.12 del seeding che centra gli ottavi di finale, dove affronterà Yulia Putintseva.

[18] E. Svitolina b. [14] A. Ivanovic 6-4 6-4 (Federico Carducci)

Elina Svitolina sfata il il tabù Ana Ivanovic, interrompendo una striscia di 7 sconfitte in altrettanti incontri con la serba e qualificandosi per gli ottavi di finale del Roland Garros. Terza sfida tra le due sui campi dello Slam parigino, la seconda consecutiva dal momento che già nella passata edizione il tabellone le aveva messe contro, in quella circostanza però a livello di quarti di finale. Sconfitta pesante per la Ivanovic che difendeva la semifinale dello scorso anno e che con questa sconfitta mette a serio rischio la permanenza nelle Top-20, ben lontana dagli standard cui negli anni aveva abituato i suoi tifosi.

Non si può dire che sia stata una partita tecnicamente indimenticabile, sopratutto nel primo set. Le due tenniste, infatti, si sono scambiate break e contro-break a ripetizione nei primi 4 giochi, evidenziando una maggiore confidenza nella risposta che con il servizio a disposizione. La situazione sembra cambiare nel quinto e nel sesto gioco, quando entrambe le giocatrici riescono, a dir la verità in maniera abbastanza sorprendente, a difendere il proprio turno di servizio in maniera agevole. Sul punteggio di 3-3 però, il servizio torna a perdere importanza ed arrivano altri tre break consecutivi, uno per la serba e due per l’ucraina che si procura l’occasione di servire per il set nel decimo gioco. Occasione che non si lascia sfuggire chiudendo la frazione dopo 42 minuti. A fare la differenza è la maggiore aggressività della numero 20 del mondo, sopratutto quando l’avversaria è costretta a servire la seconda, oltre alla capacità di bilanciare meglio vincenti ed errori. I numeri di fine parziale sono li a confermarlo: entrambe le giocatrici chiudono con il 58% di prime palle in campo, ma l’ucraina conquista il 50% dei punti sia con la prima che con la seconda, mentre la serba conquista il 50% di punti con la prima, ed appena il 23% con la seconda. Inoltre la Svitolina chiude con 9 vincenti e 9 errori, la Ivanovic con 11 vincenti e ben 18 errori.

La conquista del primo set sembra aver galvanizzato la testa di serie numero 18, che strappa subito il servizio all’avversaria e conferma il break, portandosi 2-0. La Ivanovic tiene il servizio nel terzo game, ma la ragazza di Odessa infila un parziale di altri due game, portandosi 4-1 con due break di vantaggio. La campionessa del 2008 sembra ormai alle corde, ma con un sussulto di orgoglio reagisce e riporta la frazione in perfetto equilibrio. Questa reazione, però, le costa molto in termini di energie fisiche e nervose, tanto che dal 4-4 conquista appena 3 punti su 8, con la Svitolina che dopo un’ora e 19 può festeggiare il successo. Avversaria del prossimo turno sarà Serena Williams.

[8] T. Bacsinszky b. P. Parmentier 6-4 6-2 (Matteo Parini)

Sono la padrona di casa Pauline Parmentier e l’elvetica Timea Bacsinszky ad aprire le danze sul Philippe Chatrier in un incontro valido per il terzo turno della parte alta del tabellone femminile. Partita sulla carta dal pronostico blindato considerate le 79 posizioni di differenza in classifica – Timea, inoltre, è accreditata dell’ottava testa di serie – e lo zero nella casellina delle vittorie al cospetto di una Top10 per la trentenne parigina d’adozione alla dodicesima apparizione a Porte d’Auteuil. 2 a 1 il bilancio dei precedenti a favore della svizzera, semifinalista a sorpresa della passata edizione.

Bacsinszky, due break avanti, cede la battuta sul 5 a 2 rimettendo in corsa un’avversaria comunque encomiabile nel restare francobollata al parziale, prima di chiudere sul punteggio di 6-4 al secondo tentativo dopo 43 minuti di gioco tutt’altro che entusiasmanti. Nel secondo set la musica non cambia con l’elvetica sempre in estremo controllo, superiore nella manovra e nella qualità delle soluzioni proposte. Lo strappo decisivo avviene già nel quinto game. Parmentier sul 2 pari, infatti, cede il servizio complice qualche errore di troppo ed in un amen si giunge ai titoli di coda per il definitivo 6-2. Tutto secondo previsioni, dunque, e vittoria di una Bacsinszky quest’oggi un po’ distratta ma che si conferma di un’altra categoria rispetto ad una rivale a cui va il merito di aver disputato una partita tecnicamente non eccelsa ma di discreta sostanza. La ventiseienne tennista residente a Belmont-sur-Lausanne se la vedrà ora con la vincitrice della sfida che vede opposte Venus Williams e Alizé Cornet.

ALLA PAGINA SEGUENTE, I MATCH DI VENUS WILLIAMS, KEYS E BERTENS  

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Amélie Mauresmo è la nuova direttrice del Roland Garros

Per l’ex numero uno WTA tre anni di contratto. È la prima donna della storia a ricoprire l’incarico

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Amelie Mauresmo - Montecarlo 2019 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

Adesso è ufficiale: Amélie Mauresmo è la nuova direttrice dell’Open di Francia. Ex numero uno della classifica WTA, venticinque titoli in carriera tra cui due nei tornei del Grande Slam, Mauresmo prende il posto di Guy Forget, dimessosi nei giorni scorsi dopo cinque anni al comando adducendo una totale mancanza di dialogo col presidente federale Moretton. “Sono orgogliosa di entrare a far parte del team del Roland Garros” ha detto Mauresmo. “Ho accettato la carica di direttrice con ambizioni chiare, e le perseguirò con la libertà, la passione e le alte aspettative verso me stessa che mi hanno sempre guidata e contraddistinta“.

Già capitana di Fed Cup e Coppa Davis, nonché coach di Andy Murray e Lucas Pouille, che sotto la sua guida arrivò in semifinale all’Australian Open, Amélie Mauresmo è la prima donna nella storia a ricoprire il delicato incarico. L’ex numero uno del mondo dirigerà un torneo che non ha mai vinto: non solo, curiosamente è lo Slam in cui ha fatto meno bene, raggiungendo al massimo i quarti di finale nel 2003 e nel 2004, mentre nel 2006 riuscì a vincere Australian Open e Wimbledon. Per quanto riguarda il Masters 1000 di Parigi Bercy, l’altro torneo che era diretto sin dal 2012 da Guy Forget, bisogna attendere “Il nuovo direttore del torneo indoor di Bercy sarà annunciato all’inizio del 2022”, ha fatto sapere Gilles Moretton, il presidente federale francese.

 

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Roland Garros, Guy Forget lascia la carica di direttore

Lasciato anche l’incarico di Bercy. Non ancora note le motivazioni, ma l’ex-N.4 ATP era recentemente stato coinvolto nei Pandora Papers in quanto proprietario di una società offshore

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Guy Forget - Roland Garros 2016 (foto di Roberto Dell'Olivo)

Come riportato dall’Équipe, Guy Forget si è dimesso dalla carica di presidente del Roland Garros e del Rolex Paris Masters di Bercy; era in carica rispettivamente dal 2016 e dal 2012. Non sono ancora note le motivazioni di questa decisione, ma è forte il sospetto che sia legata al suo coinvolgimento nei Pandora Papers, uno studio su circa 12 milioni di documenti provenienti da 14 società finanziarie che ha rivelato l’esistenza di circa 29.000 entità offshore.

Era infatti emerso come Forget, vincitore di 11 titoli di singolare e 28 di doppio con rispettivi best ranking di N.4 e N.3, fosse stato proprietario per undici anni di una società offshore con sede presso le Isole Vergini Britanniche chiamata Mainland Group Limited. Fondata nel 2005, la compagnia creata per “detenere proprietà intellettuali” è stata liquidata nel 2016 con un attivo di 1,4 milioni di euro.

Forget aveva negato il suo coinvolgimento, attribuendo la gestione di tutti i suoi interessi alla IMG, forse il gruppo più potente nel mondo del tennis come dimostra la recentissima acquisizione del Mutua Madrilena Open. La società di management sportivo aveva però negato, affermando che i rapporti con il tennista transalpino si erano interrotti al momento del suo ritiro avvenuto nel 1997 (secondo Guy, invece, IMG avrebbe continuato a rappresentarlo fino al 2012, anno in cui ha lasciato l’incarico di capitano di Davis ricevuto nel 1999). Le dimissioni di Forget fanno quindi pensare che ci sia stato un sostanziale sviluppo nell’inchiesta in corso, probabilmente non a suo favore; aggiorneremo l’articolo appena ci saranno degli sviluppi.

 

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Gli outfit del Roland Garros 2021

Dopo un Roland Garros 2020 decisamente avaro di sorprese ‘stilistiche’, quest’anno tanti brand hanno fatto centro. Nike vince con la semplicità, Head e Lacoste… la coppa!

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Novak Djokovic - Roland Garros 2021 (foto Twitter @RolandGarros)

L’anno scorso c’eravamo divertiti poco a commentare gli outfit di quello strano Roland Garros d’autunno, tra collezioni già viste e obbrobriosi scaldamuscoli per difendersi dalle rigide temperature. Quest’anno si è fortunatamente tornati alla normalità. Le stelle del tennis hanno potuto sfoggiare vestiti preparati appositamente per l’occasione dai grandi brand. E noi siamo ben lieti di poterveli commentare: tra mise degne della cornice parigina e rovinose cadute di stile.

Rafa Nadal – Nike

Rafa Nadal – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

A Parigi Rafa abbandona il pantaloncino bianco che su di lui sta sempre benissimo, per un lugubre nero che proprio fortuna non gli porta. Nike ha cercato di ravvivare l’outfit con la classica maglietta fluo, in questa occasione gialla, ma senza ottenere un risultato originale, anzi. Da salvare assolutamente però le scarpe che possono diventare le sneakers di tendenza del marchio americano per questa estate 2021. Su di esse fa bella mostra il numero 13, ovvero come tutti ben sapete gli slam parigini vinti fino a oggi da Nadal. Nota positiva quindi in questa sconfitta per Rafa, la possibilità di riutilizzare questo riuscitissimo modello anche per il Roland Garros 2022. In fin dei conti come le Loro Altezze Reali, Kate Middleton e Letizia di Spagna, insegnano non c’è niente di più chic di un capo riciclato in più occasioni. (Chiara Gheza)

 

Serena Williams – Nike

Serena Williams – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Finalmente una scelta vincente per Serena. A Parigi, quest’anno, la campionissima statunitense sfoggia un outfit decisamente azzeccato. Innanzitutto il colore: quel verde tra la menta, il pistacchio e leggermente fluo rispecchia il tennis di carattere ed esplosivo della 23 volte campionessa Slam. E poi spicca benissimo sull’ocra della terra, creando un mix di colori vivaci che annunciano il tempo dell’estate. La fascia nera in vita, decisamente elegante, ci sta a pennello, facendo da contrasto alle tinte luminose dell’abitino. Il gonnellino un po’ asimmetrico è grazioso e aggiunge un tocco di leggerezza ai pantacourt, molto più grintosi ed essenziali.

Per finire, le scarpe. Come accade sempre con Serena, nulla è lasciato al caso. Non solo le stringhe sono anch’esse di colore verde fluo ma, soprattutto, sono calzature che, in un certo senso, “raccontano” la storia e la personalità di “Queen” Serena, in particolare con la scritta in francese “Je ne m’arrêtrai jamais” (non mi fermerò mai). Insomma, nonostante la sconfitta (a Porte d’Auteuil ha perso contro Rybakina), Serena Williams continuerà a inseguire il 24° Major. Le avversarie sono avvisate. (Laura Guidobaldi)

Novak Djokovic e gli altri atleti Lacoste

Novak Djokovic – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Come abbiamo ripetuto più e più volte tra le pagine di questa rubrica il connubio Lacoste/Djokovic si dimostra a ogni torneo e soprattutto a ogni slam vincente. Sicuramente quello che ormai è diventato un classico abbinamento di pantaloncino bianco e maglia tinta unita, e viceversa, si rivela sempre elegante e di estrema classe. A Parigi il colore prescelto era un rosso aranciato. Certo, però, dopo tanti outfit simili potrebbe essere arrivato per Lacoste il momento di osare inserendo un tocco di originalità ai completi del numero 1 del mondo. Originalità che non abbiamo visto sul campo, ma che è spuntata in occasione delle foto di Nole con il trofeo del Roland Garros davanti alla Tour Eiffel. La polo bianca, infatti, riportava un coccodrillo un pochino più grande accanto a una riproduzione stilizzata dello stesso Nole. Promossa a pieni voti. (Chiara Gheza)

Daniil Medvedev – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Il resto degli atleti Lacoste, uomini e donne, si è invece presentato in campo con capi presi della collezione speciale riservata al Roland Garros. Che anche quest’anno si è contraddistinta per uno stile pulito ed elegante, in grange armonia con la passerella parigina. I colori scelti per quest’anno sono il navy e un giallo canarino che vorremmo vedere più spesso sui campi dei due circuiti, anche perché ben “stacca” con qualunque superficie. Per i maschietti c’era anche una polo in verde scuro, altra tonalità estremamente sottovalutata dai brand di abbigliamento di tennis.

Il meglio, forse, il brand del coccodrillo lo ha riservato per le donzelle. Il vestito di Anastasia Pavlyuchenkova era davvero apprezzabile, con quel lungo scollo a v sul seno e le pieghe in fondo. Peccato per le Nike nere che non c’entravano quasi nulla. Daniil Medvedev avrebbe dovuto risolvere questo problema di matching tra vestito e scarpe da qualche torneo, essendo diventato testimonial delle nuove scarpe performance di Lacoste. E invece il suo total blue si interrompe proprio con delle scarpe bianche. A questo punto cominciamo a pensare che il problema sia del russo e non del coordinamento tra le aziende che gli passano il materiale tecnico. (Valerio Vignoli)

Anastasia Pavlyuchenkova – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Roger Federer – Uniqlo

Roger Federer – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Non vedevamo Roger Federer in uno Slam praticamente da un anno e mezzo. E, in tutta onestà, la sua classe tanto nei gesti quanto nei vestiti, c’era mancata. Questo completo griffato Uniqlo però lascia un pochino perplessi. Non è una stecca, per carità. Ma nemmeno un vincente. Il rosso al Roland Garros sulla terra rossa si matcha male. Lo ribadiamo per la millesima volta. Qui si compensa con una tonalità viva ma non troppo, sportiva ma non troppo, elegante sicuramente. L’abbinamento con un grigio scuro è efficace oltreché, a memoria, già stato sperimentato con successo dal fuoriclasse di Basilea. Però boh. Niente di trascendentale. Ci si aspettava qualcosa di più forse.

Da notare come questa sia stata praticamente la prima volta di Federer in uno Slam senza scarpe firmate Nike. A Parigi, infatti ai suoi piedi c’erano delle scarpe fatte da “On”, un brand svizzero noto per le sue calzature da corsa, di cui Roger è uno dei principali azionisti. A contrario del modello di Federer “da passeggio”, queste scarpe tecniche non sono ancora in commercio e non è chiaro se e da quando lo potranno essere. Così come è particolarmente difficile acquistare anche i suoi completi Uniqlo, almeno in Italia, se non dal sito della azienda nipponica. Un paradosso considerato l’enorme potenziale di marketing del campione rossocrociato. (Valerio Vignoli)

Barbora Krejcikova – Head

Barbora Krejcikova – Roland Garros 2021 (foto via Twitter @rolandgarros)

Molto posata e discreta la neocampionessa del Roland Garros, Barbora Krejcikova. E lo conferma anche il suo outfit che è ben lontano da eccessi e vistosità. Si tratta di un completo alquanto tradizionale, con un gonnellino blu notte molto corto e stretto, associato ad una canotta molto semplice che, tuttavia, rivela un guizzo fantasioso, proprio come succede a volte nel gioco di ‘Bara’. Ricordiamo infatti che la ceca è anche una doppista provetta (tant’è che, oltre al singolare, a Parigi ha vinto anche il titolo in doppio) e quindi dotata di un tennis completo e spesso raffinato. Infatti quella striscia obliqua color azzurro ‘Tiffany’ viene a vivacizzare e rinfrescare quanto basta il top bianco e blu. Semplice ma di effetto. (Laura Guidobaldi)

Matteo Berrettini – Lotto

Matteo Berrettini – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Con Lotto e il nostro Matteo siamo alle solite: ok la pulizia, ok il minimalismo, ma si potrebbe osare un pò di più. In fondo, il completo indossato dal nostro n.1 in questa fortunata campagna sulla terra rossa, terminata agli Open di Francia, non è altro che la più semplice delle combo maglietta bianca-pantaloncino nero. A rendere per così dire originale l’outfit ci sono solamente i dettagli in lilla (colore che se usato con parsimonia come in questo caso ha un suo perché): sui fianchi della maglietta e a richiamo nei polsini. Per così dire per l’appunto. C’è chi azzarda troppo e chi lo fa troppo poco. Il brand di Trevignano (Treviso) rientra sicuramente in questo secondo schieramento, almeno quando si tratta di vestire Berrettini.

Aggiornamento sulla nostra battaglia per far togliere il cappellino all’indietro a Matteo: non è stata ancora vinta ma noi non molleremo. Mai. Intanto il cappello ce lo togliamo noi di fronte al grande match giocato dall’azzurro contro Nole. (Valerio VignolI)

Fabio Fognini – EA7

Fabio Fognini – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Armani è sempre sinonimo di classe ed eleganza in tutto il globo. A Parigi, però, secondo nostro modestissimo parere, il colore scelto per l’outfit di Fognini non sembra essere particolarmente riuscito. Fabio aveva inaugurato la stagione su terra rossa con un completo in total azzurro Tiffany, già molto impegnativo da portare, ma comunque originale. Sulla terra rossa del Roland Garros il modello resta lo stesso ma l’azzurro tiffany si trasforma in un fucsia/viola quasi fastidioso per l’occhio di chi guarda. Le scarpe rimangono però le stesse scelte per l’abbinamento di Montecarlo, ovvero azzurre e aggiungiamo menomale; il fucsia anche ai piedi sarebbe stato davvero troppo. (Chiara Gheza)

Collezione Nike

Lorenzo Musetti
Lorenzo Musetti – Roland Garros 2021 (foto Twitter @RolandGarros)

Il brand del baffo per una volta punta sulla sobrietà ed eleganza. Era ora, viene da dire. La collezione nike per questo Roland Garros è giocata sull’accostamento di tonalità scure e quindi di impatto sui campi in terra rossa parigini: blu (nelle sue varie tinte, dal navy al petrolio), grigio fumo, e un viola brillante ma non sgargiante (come quello che troppo spesso abbiamo visto nei circuiti negli ultimi anni e che hanno invece proposto gli arci-rivali di Adidas). A questo azzeccato match di colori è stato combinato un sapiente gioco di trame e texture, con l’inserimento di sottili pinstripes e inserti in trasparenza per le donne. Insomma, Nike ha fatto davvero centro quest’anno nella capitale della moda.

Il completo del nostro Lorenzo Musetti sembra uscito direttamente dalla collezione di Roger Federer, purtroppo dismessa con la dipartita del fenomeno elvetico a favore di Uniqlo. Polo viola con le righine, colletto a contrasto navy, pantaloncino grigio. Un outfit principesco per il principino del tennis italiano. Questo era il modello più riuscito della proposta maschile ma persino lo smanicato indossato di Carlos Alcaraz riusciva a mantenere una certa eleganza. Oltre che a mostrare la possente muscolatura di quello che molti etichettano già come il nuovo Nadal.

Sloane Stephens al Roland Garros 2021 (Credit: @WTA on Twitter)

La rediviva Sloane Stephens, che sui campi di Bois De Boulogne si è sempre trovata a suo agio, ci mostra una delle proposte della collezione femminile di Nike. In questa raffinata canottiera si notano bene tutte le variazioni di colore, motivi e tessuti. L’afroamericana ci aggiunge il suo tocco sporty con il capellino blu petrolio. Un outfit inappuntabile e appropriatissimo per lo Slam parigino. (Valerio Vignoli)

Collezione Adidas

Stefanos Tsitsipas
Stefanos Tsitsipas – Roland Garros 2021 (foto Twitter @RolandGarros)

Molo elegante Stefanos Tsitsipas nel suo completo Adidas. Semplice ma brillante, con shorts luminosi, con quel viola acceso dai riflessi un po’ ciclamino che compensa la grande semplicità della t-shirt bianca. Ciò che stona invece sono scarpe e calzini neri. Un tocco troppo “dark” a un completo la cui brillantezza si addice benissimo alla vivacità del tennista greco.

Alexander Zverev – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Non ci siamo invece per quanto riguarda il look di Zverev. Stessi shorts di Tsitipas, giusto un pò più lunghi, e va bene, ma la t-shirt smanicata nera proprio non va. Una canotta che manca di eleganza, troppo svolazzante e larga e, diciamolo, un po’ troppo da spiaggia. (Laura Guidobaldi)

Fila x MSGM

Sofia Kenin – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Dopo aver presentato una collezione un pò scialba agli Australian Open, Fila cambia decisamente passo per il Roland Garros. E lo fa grazie ad una Capsule Collection studiata insieme a MSGM, brand italiano fondato poco più di una decina di anni fa a Milano, che fonde la qualità del Made in Italy con una spiccata vocazione allo streetwear: la “moda di strada” ormai definitivamente sdoganata da tutte le grandi firme. Il risultato di questa collaborazione è stato la cosa più interessante vista in campo a questi Open di Francia in termini di vestiario. Il modello probabilmente che meglio rappresenta l’intera collezione è il vestito dell’americana Sofia Kenin. Salta all’occhio la trama multicolore e caleidoscopica, in cui si possono scorgere delle foglioline verdi, su uno sfondo che varia tra il blu, il viola e l’azzurro. Quel colletto nero e bianco a contrasto, molto stretto sul collo e di un tessuto diverso, dà esattamente quel tocco di contemporaneità. Le scarpe in pendant completano un outfit che più generazione z non si può.

Diego Schwartzman – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Ma è degna di nota anche la parte maschile della collezione. La t-shirt di Diego “El Peque” Schwartzman si contraddistingue per una vaporosissima stampa rosa porcellino, con cui contrastano ancora i bordini e il colletto a strisce bianche e nere, più sottili rispetto a quelle del vestito di Kenin. Il motivo è ripreso nei pantaloncini bianchi. Un completo eccentrico ma di grande impatto e richiamo streetwear. Fila ha decisamente portato una ventata di freschezza a Parigi insomma. (Valerio Vignoli)

Coco Gauff – New Balance

Coco Gauff al Roland Garros 2021 (Credit: @rolandgarros on Twitter)

Un outfit dalla trama futurista per Coco Gauff. Ed è una scelta azzeccata da New Balance, perché l’abitino rappresenta ad hoc la “rising star” americana, la campionessa del futuro. Si tratta di un capo ad effetto, estremamente grintoso, come la personalità della 17enne. Molto bello il top nero, aggraziato dalle spalline sottili ma comunque molto semplice ed essenziale. A spezzare l’uniformità e la semplicità del top ci pensa la gonna, dalla fantasia un po’ anarchica e geometrica, con le sfumature del grigio e del giallo. Insomma, un modello che esprime grande grinta e solidità con un tocco di luminosità al tempo stesso. Un’altra scelta felice è la fascia rossa per i capelli, che dona tantissimo a Coco. La fascia non solo vivacizza ulteriormente l’abito ma, con quella tinta, strizza l’occhiolino all’ocra parigina. Un modello molto adatto, insomma, a un’atleta giovane e spigliata, dal tennis sempre più esplosivo. (Laura Guidobaldi)

Alejandro Davidovich Fokina – Diadora

Alejandro Davidovich Fokina – Roland Garros 2021 (foto Twitter @RolandGarros)

Diadora è un marchio storico in Italia, non solo nel tennis. Ricordi carissimi sono legati a un campione di calcio del quale si è tornato a parlare moltissimo nell’ultimo mese grazie a una produzione Netflix: Roberto Baggio. A Parigi è Davidovich Fokina a indossare un completo Diadora che promuoviamo a pieni voti (e non solo a causa della nostalgia per Baggio). Il pantaloncino grigio scuro corredato da maglia grigia chiara con maniche arancioni è allo stesso tempo elegante e particolare. Forse i colori possono sembrare spenti a prima vista, ma rispetto ai tanti toni fluo che negli ultimi anni imperversano sui campi da tennis, è una scelta fuori dal coro che ci piace molto. (Chiara Gheza)

Con la collaborazione di Chiara Gheza

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