Rio 2016, donne: Serena shock, fuori con Svitolina! A casa anche Muguruza, ok Kerber e Kvitova

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Rio 2016, donne: Serena shock, fuori con Svitolina! A casa anche Muguruza, ok Kerber e Kvitova

Quarta giornate del torneo femminile alle Olimpiadi di Rio 2016. Travolta Muguruza da Monica Puig. Partita incredibile tra Kvitova e Makarova, vinta dalla ceca. Keys supera in 3 set Carla Suarez Navarro. Konta fa fuori Kuznetsova, Kerber regola Stosur. Audio Svitolina

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E. Svitolina b. [1] S. Williams 6-4 6-3 (Lorenzo Dicandia)

 

Statistiche S. Williams-Svitolina

Anche in quest’Olimpiade Serena è a caccia, guarda un po’, della storia. Già quattro volte oro olimpico, di cui tre in doppio, sarebbe la prima a confermare l’oro in singolare nel caso vincesse il torneo. Dopo aver superato la difficile prova Cornet, che l’aveva battuta tre volte su tre nel 2014 e che ha un gioco che infastidisce Serena, il terzo turno, almeno a giudicare dai precedenti, dovrebbe presentarsi più semplice. Contro Svitolina ci ha vinto quattro volte su quattro, l’ultima per 6-1 6-1 al Roland Garros quest’anno. Ci aveva sofferto giusto in Australia nel 2015, quando era andata sotto di un set.

Copione che si ripete anche oggi: Serena parte contratta, si muove male come spesso accade quest’anno. La precisione dei colpi ne risente e gli errori fioccano, per quanto Svitolina ci metta del suo a provare a rimettere quante più palle possibili in campo. Serena va subito sotto di un break nel terzo gioco e, per quanto lo recuperi immediatamente, sembra essere sempre tesa e eccessivamente apprensiva. Torna sotto di un break nel settimo gioco e questa volta è quello decisivo. Sul 5-4 Svitolina serve per il set e chiude con un servizio vincente molto simile ad un ace. Due soli vincenti nel set per l’ucraina, brava però come detto a sfruttare il gioco particolarmente falloso della numero 1.

Ad inizio secondo set, ancora nel terzo gioco, Williams si ritrova di nuovo a dover annullare delle palle break. La prima la salva, ma sulla seconda un altro errore la condanna ad inseguire. Come spesso le succede quando è in difficoltà, l’intensità delle urla aumenta in un tentativo di risvegliare anche il gioco. Questo tuttavia latita: ad ogni vincente corrisponde un errore, ed i colpi sono spesso centrali e corti. Svitolina è in fiducia, pare quasi essersi trasformata nella sua allenatrice Henin. Conferma il break con un altro errore di dritto di Serena: 6-4 3-1 per l’ucraina. Nel sesto gioco arrivano due risposte vincenti di Serena ed è poi un doppio fallo di Svitolina a regalare il controbreak. Lo stato confusionale della numero 1 non è però ancora passato e si riflette al servizio: ace-doppio fallo-ace-doppio fallo e doppio fallo e ancora doppio fallo nel gioco che potrebbe portarla avanti per la prima volta nella partita. CINQUE addirittura i doppi falli nel game da parte di una Serena in lacrime: 4-3 Svitolina.

Sono rarissime le volte in carriera in cui Serena ha giocato così male: altri quattro errori gratuiti in risposta e l’ucraina è ad un gioco dalla vittoria. Williams non riesce più a servire, sembra quasi abbia un infortunio che ne comprometta il gioco. I colpi fanno fatica a superare la rete e le lacrime scendono copiose. Altro doppio fallo e tre match point consecutivi per Svitolina. I primi due in qualche modo li annulla, ma una risposta profonda su un servizio a 120 km/h di Serena costringe la numero uno alla resa.

6-4 6-3 per Svitolina. Partita difficile da commentare quella di Serena, troppo brutta per essere vera. L’ucraina ha giocato bene ma ha dovuto fare poco, specialmente dal tre pari del secondo set. Affronterà ora Petra Kvitova nei quarti.


M. Puig b. [3] G. Muguruza 6-1 6-1
(Ruggero Canevazzi)

Cataclisma a Rio de Janeiro: Garbine Muguruza, n.4 del mondo e fresca campionessa del Roland Garros, viene letteralmente asfaltata dalla n.34 WTA, Monica Puig. La tennista portoricana veniva da una buona stagione e ha raggiunto il best ranking il mese scorso al n.33, ma non è andata quest’anno oltre la finale del torneo di Sydney a gennaio. Ora raggiunge i quarti di finale del torneo olimpico, dopo una partita impressionante per il dominio che ha avuto dall’inizio alla fine del match sulla testa di serie n.3. La Muguruza ha commesso una caterva di errori (tra cui parecchi doppi falli), ma sono stati il frutto non di una giornata storta bensì della potenza e della precisione dei colpi della caraibica, che ha giocato un match d’attacco costruendosi i vincenti dopo pochi colpi grazie a una mobilità e un impatto sulla palla da antologia del tennis.

Nessun precedente fra le due, con Garbine che parte naturalmente favorita contro la coetanea ventiduenne di Porto Rico. Nonostante il poco pubblico presente, l’atmosfera è molto gradevole: musica, gente festosa e colorata che si gode i 26 °C accompagnati da un tasso di umidità sopportabile (attorno al 60%), l’ideale per giocare a tennis sotto un cielo assolato e privo di nuvole. Completo rosso con strisce bianche e blu a richiamare i colori della bandiera portoricana per Monica, mentre Garbine è completamente in bianco, con lo stemma del vessillo spagnolo cucito sul petto. Nonostante il break-point in apertura per Garbine, sprecato con un rovescio in rete, la Puig fa vedere presto come andrà il match. Nel quarto gioco arriva il primo break: Monica gioca il “perfect game” e con una risposta di dritto all’incrocio delle righe, un dritto e un rovescio potentissimi a chiudere due punti costruiti alla grande si porta sul 3-1. La n.4 del mondo non si aspettava un’avversaria così in palla, è visibilmente disorientata e commette errori non da lei, permettendo alla finalista del WTA di Sydney di strapparle un’altra volta il servizio due game più tardi con un rovescio incrociato favoloso alla terza palla break, prima di cedere il set per 6-1.

Nel secondo parziale continua un confronto impari tra una frastornata Muguruza e una superba Puig, che continua ad avere un timing sulla palla perfetto e a far uscire dal suo piatto corde fiondate violentissime e spesso vincenti, che le danno subito il break in apertura, infliggendo alla campionessa del Roland Garros un impressionante parziale di 6 game a 0. A quel punto la nativa di Caracas trova il contro break, ma lo stato di frustrazione per non poter esprimere il suo gioco d’attacco la portano a sbagliare di continuo, restituendo così il servizio appena strappato e poi cedendolo per la quarta volta di fila con un errore dilettantesco: sulla palla break per la ventiduenne di San Juan, Garbine serve benissimo ma sulla risposta corta dell’avversaria si avventa sulla palla trovandosi a colpire troppo vicina ad essa, perdendo il controllo del colpo che finisce sugli spalti. È il punto che riassume il match e la confusione mentale della finalista di Wimbledon 2015 davanti a una Puig che sta giocando la partita della vita. Dopo meno di un’ora la vincitrice del WTA International di Strasburgo 2014 è incredibilmente avanti 6-1 4-1 e servizio. Ci si aspetta un sussulto dalla n.4 WTA, ma in campo c’è solo la Puig, che continua a giocare un tennis impressionante per copertura del campo e precisione dei colpi. La n.34 del mondo tiene il servizio, poi sotto 5-1 Garbine ricorre ad alzare la parabola dei colpi per spezzare il ritmo forsennato dell’avversaria. La tattica le consente di salire 40-0, ma per l’ennesima volta Monica non molla un punto neanche a morire e, inesorabilmente, riprende ad avventarsi sulla palla, fa quattro punti consecutivi prima di chiudere al secondo match point dopo un rovescio in rete della Muguruza.

Finisce 6-1 6-1 dopo 1 ora e 6 minuti di dominio assoluto sul piano tecnico, fisico e mentale. Garbine Muguruza viene salutata dall’annuncio dello speaker ma si allontana scura in volto senza fare nemmeno un cenno al pubblico, ancora sotto shock per una sconfitta che non si poteva immaginare almeno per quanto è stata netta e inappellabile. Ai quarti la soprendente Puig affronterà la tedesca Laura Siegemund.

[11] P. Kvitova b. E. Makarova 4-6 6-4 6-4 (erresse)

È Petra Kvitova la terza qualificata ai quarti di finale, quello che potrebbe essere di maggior fascino. Se non succedono cataclismi dall’altra parte dovrebbe esserci Serena Williams, impegnata contro Elena Svitolina, ma la ceca, che fino al successo di Parigi della Muguruza era l’unica vincitrice Slam nata negli anni ’90, si è presentata in gran spolvero a quest’olimpiade. Non l’ha demoralizzata neanche il quinto set di fila perso contro Ekaterina Makarova che l’aveva già battuta due volte quest’anno, in due occasioni discretamente importanti, Miami e Wimbledon. Petra perdeva il primo set infatti, nonostante fosse passata subito a condurre, grazie ad un break dopo un interminabile primo game. Come mille volte ci ha abituati, Petra sul 3-1 si assopiva e si risvegliava solo a buoi sull’uscio della stalla, cioè quando era un set e un break sotto. La ceca trovava subito il controbreak, teneva il servizio e approfittava di una qualche incertezza della russa che andava a servire per salvare il secondo set.

Era la Makarova stavolta ad accusare il colpo, ma ancora una volta Petra riusciva a vincere 4 game di fila prima di perdere il servizio a 15. La partita si incattiviva e diventava una vera e propria battaglia, soprattutto dal settimo game, in poi. Prima, sul servizio di Petra, la russa non sfruttava tre palle break; poi perdeva il servizio e mandava la ceca a servire per il match. Nel nono game, incredibilmente, un vantaggio di 40 a 0 e relativi tre match point consecutivi non era sufficiente alla ceca per chiudere il match. Ma nel decimo, dopo 6 punti di fila della russa, la Kvitova non sbagliava più nulla e chiudeva col quarto punto di fila al quarto match point, raggiungendo i quarti. Chissà se è scaramantica, Petra.

[2] A. Kerber b. [13] S. Stosur 6-0 7-5 (Bruno Apicella)

Continua la corsa di Angelique Kerber verso una medaglia nel torneo olimpico di Rio de Janeiro. La tedesca, vincitrice quest’anno degli Australian Open e finalista a Wimbledon, ha battuto nel match di ottavi di finale e in due set l’australiana Samantha Stosur. Dopo aver vinto il primo parziale con un comodo 6-0 la numero 2 del mondo ha accusato un leggero black out nel momento di chiudere sul 5 a 4 del secondo set. È stata l’unica volta in cui la tedesca ha perso il servizio nel match prima di rimediare con un successivo break e vincere set e incontro per 7 giochi a 5.

Il primo parziale ha visto Angelique padrona del campo: la tedesca è stata capace di allungare gli scambi, di  far muovere l’avversaria e di provocarne gli errori dalla parte del dritto. Kerber è stata molto solida sbagliando poco e soprattutto è riuscita a fare la differenza con il rovescio; colpo che le ha dato molti punti. Così come le traiettorie trovate dal suo dritto mancino che le hanno permesso di aprirsi il campo e mettere in difficoltà l’australiana. Perfetta in risposta la prestazione della tedesca che in trentanove minuti ha chiuso il primo parziale per 6 giochi a 0. Il secondo set, invece, si è aperto con il primo game del match conquistato dall’australiana che ha provato a giocare a braccio più sciolto; nel quinto game è stata Kerber ad alzare in risposta il ritmo degli scambi e conquistare il break. Ottenuto il vantaggio la campionessa di Melbourne 2016 sul 5 a 4 ha servito per l’incontro, ma al primo match ha commesso un doppio fallo e Stosur ha colto l’occasione per riaprire il match. L’australiana ha avuto bisogno di cinque palle break e di trovare soluzioni varie per sorprendere Kerber e conquistare il game. Stosur non è stata capace, però, di dare continuità al suo gioco con la tedesca che ha subito conquistato il contro break e servito per chiudere l’incontro. È stato un rovescio incrociato a chiudere la partita e a regalare a Kerber i quarti di finale nel torneo olimpico dove, adesso, affronterà la britannica Johanna Jonta.

[7] M. Keys b. [9] C. Suarez Navarro 6-3 3-6 6-3 (Paolo Di Lorito)

Sfida equilibratissima quella che apre il programma odierno in un centrale quasi vuoto tra Keys e Suarez Navarro, anche il divario tra le due nel ranking non è così ampio – solo tre posizioni – e proprio nell’ultimo scontro diretto di due mesi fa a Birmingham, l’americana aveva sorpassato la spagnola entrando nella top 10. Madison nei primi game domina col suo potente gioco da fondo e anche se Suarez Navarro continua a cercare la profondità per tenere l’avversaria lontana, al secondo break subito non riesce più a recuperare. Il primo set si conclude in favore di Keys e il numero dei vincenti parla chiaro: 13 a 2. Il secondo parziale segue lo stesso andamento di quello precedente ma a parti invertire, questa volta è Carla ad essere aggressiva e a mettere in difficoltà la statunitense la quale subisce il break in apertura e in risposta non riesce ad andare mai oltre il 30; dunque come nei faccia a faccia precedenti anche quest’oggi si va al terzo.

A questo punto l’impressione è che se Keys riuscisse a tornare a giocare come nel primo set sarebbe lei la favorita ed inizialmente accade proprio questo. Per due volte la statunitense passa in vantaggio di un break, tuttavia Suarez Navarro in difesa trova degli angoli incredibili e il pareggio è sempre immediato. Nell’ottavo game assistiamo alla svolta decisiva, la numero 12 del mondo ha un passaggio a vuoto e con tre gratuiti perde il servizio e poco più tardi anche il match. La ventunenne nativa dell’Illinois, alla sua prima partecipazione olimpica, raggiunge i quarti di finale dove attende la vincitrice di Errani-Kasatkina.

[10] J. Konta b. [8] S. Kuznetsova 3-6 7-5 7-5 (Diego Serra)

Vince Johanna Konta in tre set contro Svetlana Kuznetsova, vince in quello che è stato il primo confronto tra le due giocatrici. Vince un incontro partito in modo molto confuso con il servizio che diventa un ornamento inutile per le due tenniste. Si scambiano il servizio nei primi quattro game del primo set, ma Johanna Konta perde il sesto game facendosi di nuovo brekkare in maniera piuttosto ingenua. Per Kuznetsova è semplice poi portare a casa il set di una partita che pare tutta in salita per la britannica. Soprattutto quando nel secondo set si inizia con un break di Svetlana, che parte davvero di slancio, che però dura troppo poco. Inizia a giocare un tennis più convinto finalmente Konta che brekka l’avversaria nel quarto e sesto game, per poi chiudere il set con un altro break nel dodicesimo game. Incredibile come Svetlana abbia perso la tendenza che la vedeva prevalere nel giro di 3 game. Ancora davvero confuso anche il terzo set, con le due tenniste che si concedono palle break a grappoli, gioco confuso e servizi ininfluenti. A decidere il match non può che essere una certa dose di casualità, che porta Johanna Konta a difendersi da tre palle break nell’undicesimo game che avrebbero portato la giocatrice russa a servire per il match. Difesa riuscita con coraggio. Nel dodicesimo game è invece Svetlana a doversi difendere da 4 palle break, nonché match point, e al quarto Johanna Konta passa e chiude il match. Per Svetlana Kuznetsova un’occasione buttata al vento alle Olimpiadi.

Risultati:

[7] M. Keys b. [9] C. Suarez Navarro 6-3 3-6 6-3
[15] E. Svitolina b. [1] S. Williams 6-4 6-3
[10] J. Konta b. [8] S. Kuznetsova 3-6 7-5 7-5
[2] A. Kerber b. [13] S. Stosur 6-0 7-5
[11] P. Kvitova b. E. Makarova 4-6 6-4 6-4
M. Puig b. [3] G. Muguruza 6-1 6-1
D. Kasatkina b. S. Errani 7-5 6-2
L. Siegemund b. K. Flipkens 6-4 6-3

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Il bilancio del rinvio delle Olimpiadi di Tokyo 2020: batosta per il Giappone, ma lo sport si salva

Secondo Il Sole 24 Ore, l’annullamento avrebbe portato alla bancarotta decine di federazioni sportive internazionali minori

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Con grande tempismo e debita prudenza, il Comitato Olimpico Internazionale e il presidente del Giappone Shinzo Abe hanno ufficialmente rinviato i Giochi Olimpici di Tokyo al 2021, che passerà alla storia come il primo anno dispari in cui si disputerà un’Olimpiade. Al momento, mentre tanti Paesi Occidentali (e non) stanno affrontando la fase più delicata e acuta del contagio, è quantomeno incauto ipotizzare che tra qualche mese l’emergenza possa essere rientrata del tutto.

C’è il rischio che radunare in estate oltre quindicimila atleti (comprese le Paralimpiadi) e migliaia tra giornalisti e addetti all’organizzazione equivarrebbe a innescare un’altra “bomba biologica” e tornare di nuovo al punto di partenza. Nell’estate 2021 i Giochi potranno partire anche con più sicurezza tra gli spalti: i tifosi – cuore pulsante di ogni evento sportivo che si rispetti, figuriamoci delle Olimpiadi – potranno radunarsi a Tokyo per sostenere i loro connazionali senza pericoli.

Un articolo pubblicato da Il Sole 24 ore ha fatto una stima dei danni economici conseguenti al rinvio della rassegna olimpica, che per il Giappone ‘paese’ non saranno così contenuti. L’impatto economico dei 13 miliardi investiti per la costruzione delle infrastrutture sembra essere stato in gran parte assorbito negli anni di esecuzione delle opere, ma la mancata disputa nell’anno 2020 priverà il turismo e i vari settori del consumo di 5 o 6 miliardi di dollari (stime rispettivamente di Goldman Sachs e Nikkei).

 

Sembra invece che la scelta di rinviare i Giochi di Tokyo abbia salvato il mondo dello sport. In caso di annullamento delle Olimpiadi “tra le dieci e le diciotto Federazioni internazionali degli sport con meno seguito sarebbero potute fallire” spiega Thierry Sprunger, direttore finanziario del CIO dal ’94 al 2011, in un virgolettato riportato nell’articolo. “Su 28 Federazioni internazionali solo una decina sono indipendenti finanziariamente tra le quali il calcio, il tennis, il basket, la pallavolo e poche altre. Per le restanti la maggior parte dei proventi arrivano dai Giochi Olimpici.” A maggior ragione, da qui ai Giochi del 2021 servirà fornire un supporto concreto alle Federazioni che hanno meno visibilità. Come detto non dovrebbe essere il caso della Federazione Italiana Tennis, che infatti ha già messo a disposizione dei circoli 3 milioni di euro per favorire il superamento di questo momento di mancata attività sportiva.

Ora si parlerà anche delle modalità di rimborso – se effettivamente verrà concesso – ai CNO (Comitati Olimpici Nazionali) e alle Federazioni nazionali per quanto riguarda i biglietti aerei e le spese per l’alloggio: i Giochi sono stati soltanto rinviati, motivo per cui il CIO non potrà eventualmente coprire queste spese con i soldi della copertura assicurativa che avrebbe compensato l’annullato o l’interruzione in corso d’opera della manifestazione (l’articolo del Sole 24 ore parla di circa 900 milioni di dollari). Il Comitato Olimpico Internazionale ha incassato comunque 4,5 miliardi di dollari dai diritti televisivi dei Giochi Olimpici (in Europa acquistati da Discovery per 1,3 miliardi e negli USA da NBC per 1,1), che grazie al rinvio potranno restare nelle casse dell’associazione senza essere decurtati da alcuna penale.

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Focus

CIO e Giappone ratificano il rinvio: le Olimpiadi di Tokyo si disputeranno nel 2021

Va interpretata come un’ufficialità: per salvaguardare la salute di atleti e comunità internazionale, i giochi olimpici non si disputeranno nel 2020

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Quella che ormai era diventata una telenovela dall’esito scontato, ovvero il rinvio delle Olimpiadi di Tokyo al prossimo anno, si arricchisce del penultimo – e ormai definitivo – capitolo.

Dopo aver manifestato grande scetticismo e aver detto di trovarsi ormai senza alternative, il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha ufficialmente proposto al CIO la disputa dei giochi olimpici nel 2021 a causa della pandemia di coronavirus. Lo ha fatto in una conversazione diretta con il presidente del comitato olimpico Thomas Bach, un’evoluzione che ha reso inevitabile la ratifica da parte del CIO. Come già accaduto nel 1940, quando il secondo conflitto mondiale (più precisamente la guerra con la Cina) costrinse il Giappone a declinare l’onere di organizzare la rassegna olimpica, Tokyo dovrà rinunciare ancora.

Sul sito officiale delle Olimpiadi è subito comparso un comunicato nel quale si legge che ‘nelle circostanze attuali e basandoci sulle informazioni fornite oggi dalla World Health Organization, il presidente del CIO e il premier del Giappone hanno concluso che le Olimpiadi di Tokyo dovranno essere riprogrammate in una data successiva al 2020 ma non più tardi dell’estate 2021, per salvaguardare la salute degli atleti, di tutti coloro coinvolti nei giochi olimpici e della comunità internazionale‘.

 

È la quarta volta che le Olimpiadi saltano. Era successo nel 1916, quando la sesta edizione di Berlino fu cancellata a causa della Prima Guerra Mondiale. La capitale tedesca avrebbe ospitato i giochi nel 1936, prima delle due edizioni cancellate a causa del secondo conflitto mondiale: Tokyo 1940 e Londra 1944, che avrebbero recuperato rispettivamente nel 1964 e nel 1948. Questa volta, però, le Olimpiadi sono state soltanto rinviate e per la prima volta – salvo catastrofi che non vogliamo neanche ipotizzare – si disputeranno in un anno dispari.

Alla discussione che ha portato alla decisione definitiva hanno partecipato anche Mori Yoshiro, presidente del comitato organizzativo (che intende comunque mantenere la denominazione ‘Tokyo 2020’), il ministro olimpico Hashimoto Seiko e il governatore di Tokyo Koike Yuriko, oltre ad altre figure di coordinamento del CIO. “Il presidente Bach e il premier Abe hanno espresso le preoccupazioni condivise a proposito della pandemia di COVID-19“, si legge nel comunicato, “e hanno preso atto dell’impatto significativo sula vita delle persone e sulla preparazione degli atleti ai giochi“.

La situazione senza precedenti e la diffusione impossibile da prevedere dell’epidemia ha causato il peggioramento della situazione in tutto il mondo. Ieri, il direttore generale della WHO, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha detto che la pandemia di COVID-19 ‘sta accelerando’. Sono stati registrato più di 375000 casi in tutto il mondo e praticamente in ogni paese, e il numero cresce di ora in ora“.

I leader concordano sul fatto che i giochi di Tokyo potranno rappresentare un faro di speranza per il mondo durante questo periodo difficile e che la fiamma olimpica potrà diventare la luce in fondo al tunnel nel quale il mondo si trova in questo momento. Inoltre è stato concordato che la torcia olimpica rimarrà in Giappone, dove è arrivata (precisamente a Sendai, nel nord-est del paese) dalla Grecia cinque giorni fa.

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Focus

Sulla strada per Tokyo 2020: la wild card unica possibilità per Federer

Verso le Olimpiadi: i criteri di eleggibilità e la composizione del tabellone, i posti già assegnati, la regolamentazione dei tornei di doppio. Il destino di Roger Federer nelle mani dell’ITF

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Roger Federer - Australian Open 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Manca meno di un anno alle Olimpiadi di Tokyo, con il rischio che possa essere l’ultimo appuntamento a cinque cerchi in cui vedere all’opera i tre big del tennis maschile (e il loro totale di 55 trionfi Slam). È soprattutto questo il motivo che rende interessante l’avvicinamento al torneo a cinque cerchi, al netto della lotta per la successione di Andy Murray (due ori olimpici consecutivi) e Monica Puig (proprio lei!) sul gradino più alto del podio.

AVENTI DIRITTO e QUALIFICATI – Sul totale di 64 posti disponibili in ciascuno dei due tabelloni di singolare, 56 verranno assegnati attraverso il ranking che verrà fotografato l’8 giugno 2020. Dei rimanenti otto, quattro sono stati assegnati attraverso meccanismi di qualificazione zonale nel continente americano (Giochi panamericani), in Asia (Giochi asiatici) e Africa (Giochi africani). Europa e Oceania non hanno organizzato tornei di qualificazione, ma ciascuno dei due continenti potrà offrire una wild card al giocatore/giocatrice con la classifica più alta di uno dei Paesi non rappresentati tra i primi 56 del ranking (con il limite del numero 300 ATP e WTA). A determinare gli incastri interviene anche un altro limite regolamentare: ogni Paese non potrà superare i quattro iscritti nel tabellone.

WILD CARD – Le due caselle rimanenti verranno riempite attraverso l’assegnazione di altrettante wild card a discrezione dell’ITF. Una è riservata ai tennisti della nazione ospitante, il Giappone, qualora nessun atleta dovesse riuscire a guadagnare i diritti di partecipazione tramite accettazione diretta o torneo di qualificazione continentale; difficilmente accadrà alla nazione asiatica, che attualmente vanta due top 60, e con ogni probabilità questo slot verrà assegnato al primo dei giocatori esclusi per classifica.

L’altra è riservata a un precedente campione olimpico o vincitore di Slam, con l’invito recapitato a chi ha vinto il maggior numero di trofei in carriera. Con Djokovic e Nadal iscrivibili già tra gli aventi diritto, questo aspetto regolamentare finisce per interessare direttamente Roger Federer. Occhio infatti ai criteri di eleggibilità olimpica, per quanto non tassativi. La partecipazione a Tokyo 2020 è infatti subordinata alla risposta ad almeno tre convocazioni di Coppa Davis o Fed Cup nell’ultimo quadriennio, di cui una tra il 2019 e il 2020. Il fuoriclasse svizzero ha diritto alla riduzione a due sole partecipazioni in virtù del numero di presenze, ma ha lasciato la Nazionale nel 2015 e nemmeno – per ipotesi – potrà essere presente a Madrid, dove la Svizzera non ha ottenuto la qualificazione. Le eccezioni rispetto al numero minimo di convocazioni sono configurabili per motivazioni straordinarie: ad esempio infortuni documentati, come è accaduto per Nadal a Rio.

 

RIEPILOGO COMPOSIZIONE TABELLONE

  • 56 – accettazione diretta
  • 2 – Giochi panamericani
  • 1 – Giochi asiatici
  • 1 – Giochi africani
  • 1 – Wild card Europa
  • 1 – Wild card Oceania
  • 1 – Wild card paese ospitante (Giappone)
  • 1 – Wild card campione olimpico/vincitore Slam

POSTI DA QUALIFICAZIONE GIÀ ASSEGNATI

NORD E SUD AMERICA: Vincitore e finalista ai Giochi Panamericani del 2019 a Lima: Joao Menezes (BRA) e Tomas Barrios (CHI) nel maschile, Nadia Podoroska (ARG) e Caroline Dolehide (USA) nel femminile.
ASIA: Denis Istomin (UZB) e Qiang Wang (CHN), medaglie d’oro ai Giochi Asiatici del 2018 a Jakarta e Palembang.
AFRICA: Mohamed Safwat (EGY) e Mayar Sherif (EGY), medaglie d’oro ai Giochi Africani del 2019 a Rabat.

*per quanto riguarda la qualificazione di Dolehide, le possibilità che la statunitense possa effettivamente prendere parte alle Olimpiadi sono molto basse poiché quasi certamente gli Stati Uniti porteranno già quattro atlete (limite massimo per nazione) tramite accettazione diretta; attualmente, infatti, ben otto giocatrici USA sono comprese tra le prime 56 del ranking WTA e quindi già quattro giocatrici rimarrebbero fuori da Tokyo

I TORNEI DI DOPPIO

Nei tornei di doppio maschile e femminile è prevista la partecipazione di 32 coppie in ciascuno dei due tabelloni, mentre l’oro olimpico nel doppio misto verrà conteso da 16 squadre. Per la composizione dei tabelloni di doppio, però, diventa fondamentale considerare il limite degli 86 atleti per ogni genere (86 uomini e 86 donne, per un totale di 172 tennisti) che potranno prendere parte alla manifestazione a cinque cerchi. Il processo di selezione risulta, di conseguenza, abbastanza complesso.

I tornei di singolare coinvolgono 128 atleti diversi (64 uomini e 64 donne), questo implica che oltre ai singolaristi potranno essere inseriti soltanto 44 doppisti (22 uomini e 22 donne) per completare i tabelloni. Si comincia con l’accettazione diretta dei primi dieci giocatori del ranking di doppio dell’8 giugno 2020, i cui partner saranno scelti dalle rispettive federazioni tra coloro che abitano la top 300 del ranking di singolare o doppio. I restanti 22 team verranno selezionati con il criterio del combined ranking, che prende in esame le classifiche di doppio e di singolare; raggiunta la quota degli 86 atleti, i tabelloni verranno completati prendendo ‘in prestito’ giocatori già ammessi come singolaristi, sempre secondo il combined ranking. Ultimi due dettagli: in ogni tabellone di doppio non potranno esserci più di due coppie per nazione, e il paese ospitante ha diritto a iscrivere una coppia purché il ranking combinato dei due atleti non ecceda quota 300.

Il tabellone di doppio misto – ne consegue – sarà composto esclusivamente da giocatori già ammessi al torneo olimpico come singolaristi o doppisti (per intenderci: proprio nei giorni scorsi la federazione greca ha annunciato la coppia Tsitsipas-Sakkari).

(ha collaborato Alessandro Stella)

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