Il TAS di Losanna ferma Errani per 8 mesi. Sara: "Non so se tornerò"

Focus

Il TAS di Losanna ferma Errani per 8 mesi. Sara: “Non so se tornerò”

La pronuncia del tribunale svizzero, attesa per lo scorso dicembre, arriverà solo nelle prossime ore. Dubbi sull’applicazione e sulle ‘insinuazioni’ di NADO Italia

Pubblicato

il

La vicenda doping di Sara Errani sembrava finita un po’ nel dimenticatoio, dopo la pesante richiesta di NADO Italia che giudicando insufficiente la condanna – già scontata – di due mesi per l’assunzione di Letrozolo, aveva chiesto al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna l’inasprimento della pena fino a due anni. La pronuncia del TAS era attesa per gli ultimi giorni del 2017, ma dopo sei mesi e svariati rinvii la situazione di Errani non era stata ancora chiarificata. La svolta sembra arrivata in queste ore. Secondo Tennisitaliano, che ha anticipato i contenuti della sentenza non ancora ufficializzata, il TAS avrebbe parzialmente accolto la richiesta di NADO Italia aumentando la squalifica di Sara Errani a 10 mesi, che in virtù dei due già scontati dovrebbero consistere in 8 mesi ulteriori di stop: la tennista dovrebbe quindi star ferma fino al prossimo febbraio, ma come vedremo non si tratta dell’unica interpretazione possibile.

BREVE RIASSUNTO DELLA VICENDA

Sara Errani viene trovata positiva al Letrozolo, un farmaco antitumorale appartenente alla classe degli inibitori dell’aromatasi, in un test effettuato a domicilio nel febbraio 2017. L’esito le viene comunicato in occasione della sfida di Fed Cup di aprile a Barletta, mentre la notizia della squalifica di due mesi diventa di dominio pubblico il 7 agosto 2017. Oltre allo stop la pena consiste nell’annullamento dei risultati ottenuti tra il 16 febbraio e il 7 giugno, con conseguente caduta di Errani in classifica. La tennista faentina torna in campo a Tianjin, a inizio ottobre, da numero 280 del mondo e riesce lentamente a risalire fino alla posizione 72 che occupa attualmente nel ranking. Disputa l’ultimo incontro pochi giorni fa nel WTA 125K di Bol, torneo dal quale si ritira prima di disputare la semifinale contro Magda Linette.

 

Il motivo della sentenza relativamente morbida per Sara Errani è da ricercarsi principalmente nella sua linea difensiva parzialmente accolta dal tribunale ITF, secondo cui l’assunzione della sostanza sarebbe avvenuta in circostanze involontarie. La mamma di Sara assumeva infatti Letrozolo (nome commerciale Femara ®) come profilo terapeutico per combattere una forma di cancro; una compressa sarebbe finita accidentalmente in un piatto di tortellini, provocando quindi la positività della tennista. In seconda battuta non esistono evidenze incontrovertibili della natura dopante di questa sostanza, che pura risulta inserita nella lista delle sostanze proibite al pari dell’omologo Anastrozolo, per l’assunzione del quale il canottiere Niccolò Mornati ha ricevuto una squalifica di 2 anni.

NADO Italia, soprattutto in virtù del precedente-Mornati, non giudica però attendibile la difesa di Errani né congrua la pena comminata da ITF e formula un lungo e dettagliato ricorso che produce l’ultima pronuncia del TAS.

COSA HA DETTO IL TAS: DOLO O NON DOLO?

La sentenza del TAS è opera di tre giudici (uno scelto dal Tribunale, uno dal clan Erran e l’ultimo da NADO Italia) e se da un lato sembra confermare la linea di ITF sull’assunzione accidentale, non ritiene sufficienti le prove addotte dall’imputata per dimostrare la contaminazione del cibo. In questa direzione sembra aver prevalso la ‘linea del sospetto’ suggerita dal ricorso di NADO Italia, che oltre a ipotizzare velatamente che Errani abbia potuto utilizzare la madre come copertura per l’assunzione della sostanza ha addirittura citato la vecchia collaborazione con il medico Luis Garcia del Moral, coinvolto successivamente in alcune vicende di doping. In sintesi: la linea difensiva non è ritenuta del tutto implausibile, ma neanche credibile al 100% al punto da rifiutare le richieste di inasprimento di NADO Italia. Non c’è chiaro dolo ma neanche totale innocenza.

Dall’altro lato ci sono le nebulose teorie sull’effettiva azione del farmaco sulle performance sportive. Non è chiaro se e come l’azione modulante del letrozolo sugli ormoni estrogeni, che in virtù di equilibri ormonali si riflette anche sui livelli di testosterone, possa poi produrre dei benefici per l’attività agonistica; in aggiunta gli effetti sull’organismo femminile sarebbero tanto differenti da eliminare del tutto la prospettiva che per un’atleta di sesso femminile il letrozolo sia da considerarsi ‘doping’. O almeno questa è la posizione espressa dalla stessa Errani nella conferenza dello scorso anno: “Il letrozolo non è una sostanza dopante per le donne. Lo è soltanto per gli uomini, perché aumenta il testosterone. Non lo si può definire una sostanza coprente perché il suo effetto è quello di contrastare gli effetti collaterali dell’utilizzo degli steroidi, come ad esempio la crescita del seno negli uomini. Ovviamente, questa è una cosa che non riguarda le donne”. A riguardo però, a fare giurisprudenza può – e deve – essere soltanto quanto dichiarato dalle norme antidoping, e WADA non fa alcun distinguo tra uomo e donna in caso di assunzione di letrozolo o farmaci della stessa classe.

GLI EFFETTI DELLA SQUALIFICA

Qui le cose si complicano ulteriormente, ed è bene attendere le precise parole del TAS e le modalità tramite cui successivamente ITF e WTA recepiranno la sentenza. La pena è stata aumentata a dieci mesi, e secondo l’interpretazione del TAS dopo i due già scontati ne rimarrebbero altri otto di squalifica (fino a febbraio 2019). Esiste però un comma del Tennis Antidoping Program secondo cui ritardi nella pubblicazione della sentenza le cui responsabilità non sono attribuibili all’atleta possono anticipare l’inizio della sanzione: in soldoni, dovesse prevalere questa interpretazione, Sara Errani potrebbe essere esclusivamente privata di punti e prize money senza subire un’ulteriore squalifica sul campo che metterebbe a rischio la parte finale della sua carriera.

LA REAZIONE DI SARA 

Sono davvero nauseata da questa vicenda. Non credo sia mai successa una cosa del genere, gestita in questo modo a mio giudizio vergognoso. Sono sette mesi che vivo pensando ed aspettando la sentenza definitiva. Per otto volte mi hanno comunicato una data limite di uscita, per poi rinviarla. Otto volte! Senza mai darmi la possibilità di vivere e giocare con la serenità necessaria per questo sport. Questo aumento di squalifica di otto mesi lo trovo una vergogna. Non ho mai assunto nessuna sostanza dopante in tutta la mia vita, amo troppo questo sport per fare una cosa del genere. Ho sempre cercato di essere un buon esempio, sia dentro che fuori dal campo. Ho vestito e cercato di onorare sempre la maglia azzurra dando tutta me stessa in qualsiasi momento, anche quando lasciare sarebbe stata la cosa più logica e più semplice. Ho dato la mia vita a questo sport e non penso di meritarmi tutto questo. Mi sento impotente davanti ad un’ingiustizia così grandeIl TAS di Losanna ha confermato, per la seconda volta, che si è trattato di un’assunzione involontaria, e per di più di una sostanza che non migliora le prestazioni atletico-sportive. Dopo aver già scontato sette mesi tra risultati tolti e periodo di inattività, ed essere ripartita da un ranking di 280, mi aggiungono ORA, che ho rialzato sportivamente la testa, altri otto mesi di squalifica. Tutto questo è assurdo! Trovo, in tutta questa vicenda, una profonda ingiustizia e lo voglio gridare a testa alta, perché so di non avere niente da rimproverarmi. Non so se avrò la forza e la voglia di rigiocare a tennis dopo tutto questo. Sara”.

Continua a leggere
Commenti

Flash

WTA Ranking: Svitolina consolida la posizione, Giorgi ancora in discesa

Nessun miglioramento in classifica per Svitolina e per Rybakina dopo la finale di Strasburgo. Si devono accontentare di consolidare la posizione di una settimana fa. Giorgi retrocede di un posto

Pubblicato

il

Il torneo di Strasburgo non smuove la classifica, che, fino alla posizione n.38, è identica a quella di una settimana fa. La vincitrice del titolo in Francia, Elina Svitolina, resta al n.5 e si deve accontentare di incrementare il proprio bottino di 170 punti. Stessa sorte è toccata alla finalista, Elena Rybakina: la kazaka consolida la sua 18a posizione, con 120 punti in più su Vondrousova. Va meglio a Nao Hibino, unica, in top100, a fare un balzo in avanti di 12 posizioni. La giapponese, semifinalista a Straburgo, si assesta al n.72 del ranking a coronamento di una settimana in cui è riuscita a battere due ex top ten e campionesse Slam in crisi come Stephens (n.34) e Ostapenko (n.43), prima di arrendersi a Rybakina. Aspettiamo dunque gli esiti del Roland Garros per vedere come cambierà la classifica e se ci sarà un avvicendamento al vertice.

Classifica WTA Variazione Giocatrice Tornei Punti
1 0 Ashleigh Barty 17 8717
2 0 Simona Halep 17 7255
3 0 Naomi Osaka 16 5780
4 0 Karolína Pliskova 20 5205
5 0 Elina Svitolina 24 4960
6 0 Sofia Kenin 25 4700
7 0 Bianca Andreescu 10 4555
8 0 Kiki Bertens 26 4335
9 0 Serena Williams 13 4080
10 0 Belinda Bencic 25 4010
11 0 Petra Kvitova 16 3736
12 0 Aryna Sabalenka 25 3615
13 0 Johanna Konta 18 3152
14 0 Victoria Azarenka 17 3122
15 0 Garbiñe Muguruza 17 3016
16 0 Madison Keys 16 2962
17 0 Petra Martic 23 2850
18 0 Elena Rybakina 28 2666
19 0 Marketa Vondrousova 17 2538
20 0 Elise Mertens 28 2490
21 0 Anett Kontaveit 20 2330
22 0 Angelique Kerber 21 2271
23 0 Alison Riske 23 2256
24 0 Maria Sakkari 26 2240
25 0 Jennifer Brady 24 2165
26 0 Karolína Muchova 17 1982
27 0 Yulia Putintseva 26 1955
28 0 Dayana Yastremska 25 1925
29 0 Amanda Anisimova 20 1905
30 0 Donna Vekic 25 1880
31 0 Ekaterina Alexandrova 29 1775
32 0 Qiang Wang 23 1706
33 0 Svetlana Kuznetsova 18 1631
34 0 Sloane Stephens 22 1573
35 0 Ons Jabeur 22 1573
36 0 Magda Linette 29 1573
37 0 Barbora Strycova 21 1570
38 0 Anastasia Pavlyuchenkova 23 1570
39 1 Shuai Zhang 26 1523
40 -1 Saisai Zheng 24 1510
41 0 Julia Görges 21 1423
42 0 Veronika Kudermetova 29 1388
43 0 Jeļena Ostapenko 25 1365
44 0 Kristina Mladenovic 28 1335
45 0 Caroline Garcia 28 1325
46 0 Marie Bouzkova 28 1314
47 0 Polona Hercog 25 1310
48 0 Anastasija Sevastova 23 1288
49 0 Fiona Ferro 26 1267
50 0 Rebecca Peterson 24 1255


CASA ITALIA

Perde un posto Camila Giorgi (n.75), già fuori dal Roland Garros dove si è ritirata nel derby con Trevisan. Guadagnano 4 posti sia Stefania Rubini (n.310), sia Bianca Turati (n.317), rispettivamente nei quarti e al secondo turno nell’ITF d Grado.

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
75 -1 Camila Giorgi 930 24
94 0 Jasmine Paolini 755 30
130 0 Elisabetta Cocciaretto 549 21
150 0 Sara Errani 446 27
156 0 Giulia Gatto-Monticone 432 27
159 0 Martina Trevisan 429 27
195 0 Martina Di Giuseppe  339 30
290 0 Jessica Pieri 209 28
300 0 Martina Caregaro 195 19
310 4 Stefania Rubini 186 22
317 4 Bianca Turati 177 14
335 -3 Federica Di Sarra 158 17
340 -3 Lucia Bronzetti 155 23
358 -2 Cristiana Ferrando 136 23
390 -4 Lucrezia Stefanini 122 25
411 -2 Deborah Chiesa 112 20
434 -1 Camilla Scala 100 14
437 -2 Camilla Rosatello 99 18
462 -3 Gaia Sanesi 91 16
468 -2 Angelica Moratelli 89 21


NEXT GEN RANKING

Sono stazionarie anche tutte le prime dieci under 20. Guida la classifica la solita Andreescu (che, ricordiamo, nel 2020 non ha mai giocato) seguita da Yastremska e Anisimova. Chiude al n.10 la statunitense Ann Li. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 2000).

 
Posizione Variazione Giocatrice Anno Classifica WTA
1 0 Bianca Andreescu 2000 7
2 0 Dayana Yastremska 2000 28
3 0 Amanda Anisimova 2001 29
4 0 Cori Gauff 2004 51
5 0 Iga Swiatek 2001 54
6 0 Varvara Gracheva 2000 89
7 0 Anastasia Potapova 2001 92
8 0 Leylah Fernandez 2002 100
9 0 Kaja Juvan 2000 103
10 0 Ann Li 2000 111

Continua a leggere

Focus

Roland Garros, le parole dei protagonisti del Day 1. Paire: “Sono felice di poter giocare il torneo di casa”

Coco Gauff ha parlato dell’emozione di esordire a Parigi nonostante il freddo, mentre Jo Konta ha commentato sulla mancanza di eventi WTA da qui a fine anno

Pubblicato

il

Benoit Paire - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Lo Slam parigino è iniziato ieri mattina, e si sono già delineate una serie di tematiche di rilievo, dalle basse temperature al giudizio sulle nuove palline targate Wilson, passando per il rischio-Covid. Vediamo cosa ne pensano alcuni dei protagonisti dei match di domenica.

PAIRE – Il percorso che ha portato Benoit Paire a giocare e vincere al primo turno dell’Open di Francia (7-5 6-4 6-4 a Kwon) non ha eguali nel mondo del tennis, come riassunto fattualmente da lui stesso: A New York sono risultato positivo due volte e negativo sei. A Roma, negativo tre volte. Ad Amburgo, due positivi seguiti da un negativo, e infine un negativo a Parigi. L’irsuto francese ha confermato che, come visto nei match contro Sinner in Italia e contro Ruud in Germania, le vicissitudini legate al coronavirus hanno avuto un impatto negativo: “Non è stato facile, sono stanco fisicamente e mentalmente, volevo solo tornare a casa ma non potevo perché anche ad Amburgo non avevo il permesso di lasciare la mia stanza perché ero risultato di nuovo positivo al test. Avevo paura di fare il test qui, perché sapevo che in caso di positività sarei stato escluso dal torneo di casa”.

Alla domanda se abbia fiducia nel sistema, ha risposto: Non me ne frega niente del sistema, so solo che a volte sono positivo e altre negativo. Sarò felice quando potrò tornare a casa per un po’; l’unica cosa che penso ora è, se posso giocare, bene, se non posso giocare, andrò a casa e vedrò il mio cane e la mia famiglia”. Una domanda anche sul prossimo avversario, Federico Coria, fratello minore di Guillermo, finalista qui nel 2004: “Non lo conosco, ma spero che non sia forte come il maggiore! Ero un fan di suo fratello, ed ero sempre contento di vederlo giocare”. Per finire, anche il buon Benoit si è unito al coro dei critici delle palline Wilson: Sono d’accordo con Rafa, non sono le palle migliori per queste condizioni atmosferiche. Ciononostante, sono contento che il torneo si stia disputando; non ci sono i fan, ma potranno vederci in TV”.

 

GAUFF E KONTA – Uno dei match più attesi della giornata era quello fra Jo Konta, semifinalista lo scorso anno, e Coco Gauff, l’enfant prodige che esordiva nel tabellone principale di Port d’Auteuil. L’americana ha vinto per 6-3 6-3, chiudendo una stagione deludente negli Slam per la britannica (un secondo e due primi turni quest’anno, a fronte di una semifinale, proprio a Parigi, e di due quarti nel 2019), che però non ha cercato scuse: “Non posso lamentarmi per le condizioni climatiche, visto che non è un problema che condiziona me in particolare; semplicemente, non ho giocato bene. Se posso essere onesta, anche il solito slot di fine maggio è decisamente imprevedibile, quindi questo torneo non è troppo fortunato in termini di calendario. Idealmente avrei voluto un intervallo più ampio fra US Open e Roland Garros, soprattutto per il mio ginocchio, ma la situazione è questa, e come ho già detto è così per tutti”.

Interrogata sull’avversaria, Konta ha detto: Coco è un’atleta molto dotata, si muove bene ed è già matura sia fisicamente che mentalmente. Non è un problema affrontare una ragazza tanto giovane, quella è una cosa di cui parlate voi giornalisti e gli sponsor per alimentare l’interesse, ma per me si tratta solo di affrontare una tennista che merita di essere qui per via dei suoi risultati e del suo ranking”.

Il calendario WTA prevede solo un torneo dopo Parigi, il Premier di Ostrava (anche se altri due eventi, Seoul e Linz, dovrebbero essere calendarizzati nelle prossime settimane), e Konta sarà della partita, ma la prospettiva di poter giocare un solo torneo da qui a gennaio non è chiaramente ottimale: “Non posso venire a dirvi che la situazione sia ideale, ma stiamo tutti facendo del nostro meglio. Una volta cancellati i tornei in Cina, sapevamo che la strada sarebbe stata in salita“.

La vincitrice, molto deludente a New York ma parsa decisamente in palla sulla terra, ha parlato del suo rapporto con una notorietà che destabilizzerebbe qualunque altro bipede senziente suo coetaneo: “Questo è il mio primo Roland Garros, perciò ogni vittoria è importante; per questo motivo durante il match non ho pensato molto al fatto di stare affrontando una delle semifinaliste dello scorso anno. Quando sono in campo può sembrare che sia abituata a questi palcoscenici, ma la verità è che sono solo contenta di essere qui. Prima del match, mio padre mi ha detto, ‘stai vivendo il tuo sogno, non tutti hanno questa possibilità’, e le sue parole mi hanno tranquillizzata“.

Questo match era peraltro ancora più speciale per lei: “Parigi è la mia città preferita perché è stato il primo posto che ho visitato al di fuori degli Stati Uniti, visto che quando avevo 10 anni sono venuta qui per visitare una delle accademie di Patrick Mouratoglou. Mi piace tutto della città, la cultura, l’architettura, il cibo. In particolare mi piacciono tanto i croissant, mentre non ho ancora mangiato crêpes perché sto cercando di mangiare sano, ma quando finirà il torneo me ne concederò parecchie!”

Coco Gauff – Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Una cosa che Coco non ha sicuramente apprezzato della Ville Lumière è però il clima d’inizio autunno: Mi sono riscaldata per 20 minuti ad alta intensità, perché volevo scendere in campo già sudata – di solito me ne bastano quattro, ma oggi faceva davvero freddo. Gauff ha giocato con un paio di leggings per tenere i muscoli al caldo, una cosa che a suo dire non faceva dall’età di 10 anni (che, a ben pensarci, non è così tanto tempo fa nel suo caso…). Infine, anche due parole sull’impegno di Naomi Osaka: “Non è facile esporsi in quel modo e continuare a giocare e vincere. Non mi aspettavo quello che è successo a Cincinnati-New York, quando il torneo si è fermato per un giorno. Come ho detto tante volte, non è una questione di neri e bianchi, è una questione di fare fronte comune contro il razzismo.

Continua a leggere

Focus

Roland Garros: un Murray troppo brutto non può impensierire Wawrinka

Primo turno a senso unico tra Stan Wawrinka e Andy Murray. Lo svizzero al momento è di un’altra categoria

Pubblicato

il

Andy Murray (sinistra) e Stan Wawrinka al Roland Garros 2020 (foto Twitter @Rolandgarros)

[16] S. Wawrinka b. [WC] A. Murray 6-1 6-3 6-2

Nel decennio passato sono stati quelli appena giù dal podio. Certo, distanti un bel po’ da quei tre là, ma a guidare le truppe dei comuni mortali ci sono sicuramente loro. Andy Murray si era addirittura agganciato al treno dei marziani per un periodo, sfasciandosi di brutto per poterli superare, anche soltanto per uno scampolo di una stagione, ma purtroppo per lui il suo corpo gli ha presentato il conto, ed è stato salato. Stan Wawrinka invece ha fatto le cose più per gradi, e sicuramente ha vinto meno del suo rivale odierno: niente n. 1 del mondo, niente ATP Finals, solamente un titolo e tre finali nei Masters 1000, contro i 14 titoli e le sette finali di Murray, ma a 35 anni suonati è ancora qui con un’anca tutta intera e un fisico tutt’altro che malvagio a menare ancora i suoi fendenti che a tanti fanno luccicare gli occhi.

Al momento Wawrinka è n. 17 della classifica mondiale, mentre Murray è n. 111, ed ha avuto bisogno di una wild card della Federazione Francese per entrare in tabellone e sul Campo Philippe Chatrier nella prima partita terminata in notturna al Roland Garros quei 92 posti di differenza si sono visti tutti. Match completamente a senso unico, un’ora e trentasette minuti di gioco che hanno regalato pochissima incertezza sul risultato finale, forse il tempo di arrivare al primo break nel terzo gioco, durato quasi 10 minuti, quando Wawrinka ottenuto il 2-1 alla seconda palla break ha messo la testa avanti nella partita ed ha allungato in maniera imperiosa chiudendo il set con sei giochi consecutivi.

 

Era chiaro fin dall’inizio che non avevo avuto un buon sorteggio. Una partita con Stan è difficile da vincere anche giocando bene, e io stasera ho giocato davvero male – ha commentato con la consueta lucidità Andy Murray dopo la partita – se servi il 38% di prime palle non c’è molto da fare. Si tratta probabilmente della mia più brutta sconfitta in un torneo dello Slam, quindi sarà necessario fare un’analisi approfondita di quello che è successo stasera. Sicuramente non ci saranno molti giocatori nel prosieguo del torneo che serviranno il 38% di prime palle”.

È stato un buon match – ha detto Wawrinka dopo la partita – sono stato in grado di esprimere un buon tennis e di usare le condizioni per giocare tennis di potenza. Mi sono allenato con Andy appena arrivato qui a Parigi la settimana scorsa ed era stato un allenamento duro, per cui mi aspettavo una partita dura. Sono contento di essere riuscito a vincere bene e sono felice di essere tornato in un torneo dove possiamo giocare davanti al pubblico, anche se solo 1000 spettatori. Ho giocato solo un match senza pubblico, a Roma, ed è stato molto triste”.

Nonostante la pesante sconfitta, Andy Murray sembra ben intenzionato a giocare quanto più possibile da qui alla fine dell’anno. “Il mio programma prevede di giocare i due tornei indoor a Colonia, che ora avrò tempo di preparare bene, e poi valutare cosa si potrà giocare”. Per il 2021 l’Australia è certamente nei piani dello scozzese, nonostante le probabili restrizioni che si dovranno affrontare per giocare “down under”: “Mi piacerebbe giocare la ATP Cup, ma al momento il mio ranking non me lo permette. Penso che l’ATP organizzerà un torneo in Australia prima dell’Open, e la mia intenzione è di giocare quell’evento”.

Il tabellone maschile del Roland Garros con tutti i risultati aggiornati


Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement