ATP Finals LIVE, day 6: Zverev in semifinale, fuori Nadal

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ATP Finals LIVE, day 6: Zverev in semifinale, fuori Nadal

La diretta della sesta giornata del Masters di Londra. Alle 15 Rafa deve battere Stefanos, ma non basta. Il numero 1 del mondo deve tifare per Medvedev nel match delle 21 contro Zverev

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O2 Arena, Londra - ATP Finals 2019 (foto via Twitter, @atptour)

Il programma di venerdì  Scenari di qualificazione Gruppo Agassi
Gironi e tabellone (conserva il link: lo aggiorneremo quotidianamente)
La guida completa: il sorteggio, il calendario, i precedenti

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22:30 – Alexander Zverev batte Medvedev 6-4 7-6(4) e si qualifica per la semifinale delle ATP Finals dove affronterà domani sera alle 21 Dominic Thiem. Prima semifinale Tsitsipas-Federer alle ore 15

 

21:45 – Zverev ottiene un break in apertura e lo difende fino al 6-4 finale del primo set.

21:00 – Alexander Zverev è padrone del suo destino: battendo Daniil Medvedev, raggiungerebbe la semifinale a scapito di Nadal. Il russo è già eliminato.

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18:05 – Nadal vince una battaglia incredibile 7-5 al terzo set e resta in vita. Ma dovrà tifare Medvedev questa sera. Il russo dopo questo risultato è eliminato.

17:00 – Nadal vince il secondo set per 6-4, grazie a un break sul 4-4. Ora vedremo se Tsitsipas già qualificato, avrà voglia di lottare anche nel terzo….

16:45 – Tsitsipas annulla altre tre palle break senza colpo ferire, cavandosi ancora d’impaccio con un paio di prime a uscire decisive. Ora conduce 4-3

16:39 – Siamo tre pari nel secondo set. Nadal ha perso solo due punti al servizio e vanta un corposo 90% di conversione con la prima; il suo livello è nettamente cresciuto e ha già mancato due palle break, ma Tsitsipas per ora resiste

16:10 – Primo set vinto da Tsitsipas al tie-break per 7 punti a 4

16:00 – Si arriva al tie-break con i giocatori che hanno vinto, nel complesso, solo 14 punti in risposta, 7 a testa

15:00 – Sesta giornata di gioco alla O2 Arena di Londra (l’ultima per quanto riguarda la fase a gironi), torna in campo il Gruppo Agassi. Alle 15 Nadal sfida Tsitsipas, già sicuro della qualificazione. Rafa dovrà battere necessariamente il greco per sperare, ma il suo destino è nelle mani di Alexander Zverev: se il tedesco vincerà il match delle 21 contro Daniil Medvedev, sarà lui a strappare il pass per le semifinali

COSA È SUCCESSO NEL DAY 5 (Gruppo Borg)

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ATP Miami LIVE, Sinner vs Hurkacz: il polacco vince il primo set al tie-break

Due ragazzi alla loro prima finale Masters 1000 in Florida: se vincesse Jannik sarebbe il primo teenager campione da Djokovic 14 anni fa…

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Un’altra finale (ore 19) a Pasqua, ma questa di Miami è diversa: Sinner può spiccare il volo

Sinner nelle grinfie di Hurkacz. Analisi semi-seria della finale di Miami

Sinner in finale a Miami: può diventare il più forte italiano di sempre? [VIDEO]

 

Quote finale ATP Miami: un’altra Pasqua col botto per l’Italia? Sinner è favorito

“Quando ho visto Hurkacz per la prima volta, il suo servizio mi ha ricordato quello di Sampras” [VIDEO]

Il tabellone completo con tutti i risultati del Miami Open

Andreescu si ritira: Barty è di nuovo campionessa a Miami



20:33 – Hurkacz è avanti di DUE break nel secondo set e vede il traguardo (4-1 e servizio)

20:10 – Hubert Hurkacz vince al tie-break il primo set per 7 punti a 4. Sinner aveva servito inutilmente per il primo set sul 6-5, cedendo la battuta a zero

19:30 – Sinner recupera subito il break di ritardo (2-3) con un paio di accelerazioni notevoli e una risposta profondissima

19:21 – Inizio molto difficile per Sinner che si trova sotto 0-3 con un break di ritardo dopo poco più di 10 minuti di gioco

19:00 – Sul campo Grandstand di Miami Jannik Sinner e Hubert Hurkacz si giocano il titolo più prestigioso della loro giovane carriera.

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Quote finale ATP Miami: un’altra Pasqua col botto per l’Italia? Sinner è favorito

Vale 1,60 il successo dell’italiano, ma occhio all’amico Hurkacz, mai affrontato e reduce dalle vittorie su Shapovalov, Raonic, Tsitsipas e Rublev

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Jannik Sinner e Hubert Hurkacz (Photo Credit_ Peter Staples_ATP Tour)

Iniziamo dalla curiosa coincidenza storica: l’unica vittoria italiana in un Masters 1000, da quando sono stati introdotti nel 1990, si è verificata nel giorno di Pasqua, in quel 21 aprile di due anni fa quando Fabio Fognini sollevò al cielo il trofeo di Montecarlo, al termine di una cavalcata trionfale che lo vide sconfiggere Rublev, Zverev, Coric, Nadal (in due set!) e per ultimo Lajovic in una finale giocata con i favori del pronostico.

Anche la finale 2021 del torneo 1000 di Miami cade nel giorno della Resurrezione e vede scendere in campo il secondo italiano nella storia a raggiungerla, Jannik Sinner, nei panni del favorito contro il polacco Hubert Hurkacz, anch’egli per prima volta a questo livello. Augurandoci, come due anni fa, di poter festeggiare doppiamente, fa impressione constatare che a quella data Sinner non aveva ancora debuttato nel circuito maggiore, cosa che avrebbe fatto qualche giorno dopo come lucky loser a Budapest.

Prima di dedicarci ad alcuni dei record battuti o messi nel mirino dal nostro Jannik, una doverosa presentazione di Hurkacz, tra l’altro uno dei migliori amici sul circuito dell’azzurro, spesso sparring partner in allenamento e suo compagno di doppio nel successo al Great Ocean Road di inizio stagione. Il ventiquattrenne polacco ha in comune con Sinner il bilancio nelle finali: è alla terza finale in carriera, e ha vinto le altre due giocate, entrambe negli USA, a Winston Salem ’19 contro Paire e a inizio 2021 contro Korda a Delray Beach. Ha iniziato il torneo in posizione 37 del ranking e ora si ritrova virtualmente in posizione 22, raggiungendo in caso di successo (quotato mediamente a 2,30) la numero 15.

 

Il ruolino di marcia è impressionante, considerando che gli avversari battuti sono stati, dopo il debutto contro Kudla, i canadesi Shapovalov e Raonic, seguiti da due top ten come Tsitsipas e Rublev, quest’ultimo eliminato quasi agevolmente in semifinale, mentre è stata sicuramente quella con il greco la partita più complicata, recuperata da Hubi quando era sotto di un set e un break. Tutto ciò a testimonianza della capacità del polacco di giocare sotto pressione e di esaltarsi se parte sfavorito, oltre a trovarsi evidentemente a suo agio sul cemento americano.

Il gigante di Wroclaw (1,96 m) è dotato di un potente servizio e di un buon gioco a rete, solido nei colpi da fondo, soprattutto con il rovescio lungolinea, si muove bene considerando la statura ma va chiaramente in difficoltà se sollecitato negli spostamenti laterali, aspetto di cui può approfittare Sinner, maestro nel trovare gli angoli con i colpi di rimbalzo. In stagione ha vinto tutti i cinque tie-break giocati, quindi cliente ostico anche in questa eventualità, dove per altro anche Jannik vanta un 10-2 di tutto rispetto. Sarà importante per l’altoatesino non avere momenti di pausa al servizio, come successo ad esempio nella semifinale contro Bautista-Agut, in cui più volte si è ritrovato subito sotto 0-30 o addirittura 0-40 alla battuta, sebbene sia stato spesso in grado di recuperare da campione, in quanto, come da lui dichiarato, in quella situazione di punteggio ‘il game non è ancora finito‘.

La fulminante carriera di Sinner vanta finora due finali ATP, giocate e vinte, partendo con i favori del pronostico, a Sofia ’20 contro Pospisil e al Great Ocean Road di febbraio su Travaglia, a cui va aggiunta quella delle Next Gen Finals ’19, in cui da sfavorito dominò De Minaur. Virtualmente numero 21 ATP, virtualmente qualificato alle Finals di Torino, salirebbe in posizione 14 in caso di vittoria finale, sarebbe già top ten senza la classifica ‘congelata’ causa pandemia. A diciannove anni sarebbe il più giovane vincitore del torneo di Miami, battendo di qualche mese il record di Djokovic del 2007, ed è già nella compagnia di finalisti teenager che comprende “solamente” Nadal e Agassi oltre al serbo. I paragoni, le proiezioni e i sogni rischiano di far venire il capogiro a tutti, probabilmente non a Jannik, che ‘sta ancora pelando patate’. 

Una finale raggiunta a suon di conferme, sul piano mentale, tecnico, caratteriale, fisico, sconfiggendo il caldo, gli avversari e il vento, approfittando sapientemente di un buon tabellone.

Una finale inattesa, in un Masters 1000 che non vedeva al via i Fab3 e Thiem e che ha visto eliminate le prime tre teste di serie (Medvedev, Tsitsipas, Zverev). L’ultimo 1000 senza un finalista compreso in questi sette nomi è stato proprio quel Montecarlo vinto da Fognini, mentre per trovarne un altro bisogna arrivare a Cincinnati 2017, con vittoria di Dimitrov su Kyrgios.

Una finale particolare, in quanto inedita ma giocata fra due amici e compagni di allenamento, situazione che può andare anche a discapito del più forte sulla carta. Una finale che potrebbe rivelarsi lunga (vale 2,35 che si vada al terzo, mentre una vittoria in tre set per Sinner pagherebbe 4 volte la posta), in una partita differente rispetto alle precedenti, per la prima volta nel torneo contro un grande servitore (lo è anche Bublik, ma è una caratteristica che va inserita nel frullatore tennistico che è il kazako, compreso di battute ‘da sotto’). 

Una finale da favorito, una chance ghiottissima, una pressione che potrebbe schiacciare molti, ma in ogni caso solo un piccolo gradino in quella che potrebbe essere una lunga e piacevole scalata per Jannik. Una finale tutta da gustare. E che sia una Buona Pasqua.


Luca Chito
***Le quote sono aggiornate alle 20 di sabato 3 aprile e sono soggette a variazione

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Quote sabato 3 aprile: Andreescu vince anche la finale al terzo set? Paga 6

Barty favorita nella finale inedita contro la canadese, reduce da quattro successi consecutivi in tre set

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Bianca Andreescu - Pechino 2019 (foto via Twitter, @WTA)

Aspettando l’attesissima prima finale 1000 di Jannik Sinner, che domani lo vedrà opposto all’amico Hubert Hurkacz, oggi a Miami è in programma alle 19 la finale del torneo WTA (diretta su Supertennis). A sorpresa, rispetto alle previsioni, non ci sarà Naomi Osaka, nettamente sconfitta da Maria Sakkari nei quarti di finale, e a giocarsi il trofeo in Florida saranno una ritrovata Bianca Andreescu e la campionessa in carica Ashleigh Barty, che ha in questo modo scongiurato l’attacco proprio della giapponese al suo numero uno al mondo.

Incontro senza precedenti, che vede partire favorita per Snai l’australiana a quota 1,50 a dispetto del 2,50 per la canadese, con le due giocatrici che arrivano a questo epilogo attraverso percorsi differenti, a partire dal tempo trascorso in campo, con Andreescu che supera le dodici ore complessive, mentre Barty si ferma a nove. Questo perché Bianca viene da quattro vittorie al terzo set, nell’ordine contro Anisimova e Muguruza, poi sulla Sorribes Tormo in formissima di questo periodo e battendo per ultima un’ottima Sakkari, che ha servito per il match sul 6-5 nel terzo set per poi perdere al tie-break. Impressionante la statistica che vede la canadese vincente, partendo da Indian Wells 2019, in 20 delle 23 partite arrivate al terzo set. A tal proposito, per Bet365 un successo di Andreescu al terzo set pagherebbe 6 volte la posta.

Per Barty il torneo non è iniziato nel migliore dei modi, rischiando la clamorosa eliminazione dalla slovacca Kucova, a cui ha annullato un match-point all’esordio, per poi proseguire in crescendo a spese di Ostapenko e delle due bielorusse Azarenka e Sabalenka (a cui ha concesso un set), fino alla brillante affermazione su Svitolina in semifinale. L’australiana è alla tredicesima finale in carriera e seconda stagionale, dopo il successo nello Yarra Valley Classic, mentre è la prima dell’anno per Andreescu (solamente al terzo torneo disputato e fermatasi in semifinale al Philip Island Trophy), che sta lentamente fugando i dubbi sulla sua capacità di ritornare ai livelli stratosferici raggiunti nel 2019, annata in cui ha portato a casa Indian Wells, Toronto e US Open, prima di fermarsi per una serie di problemi fisici.

Dal punto di vista tecnico c’è molta curiosità nel vedere come si svilupperà l’incontro, visto che, come detto, le due non si sono mai incontrate. Andreescu nel torneo ha avuto più di qualche problema nei game di servizio, in particolare nel match contro Sorribes Tormo (conclusosi complessivamente con più break che servizi mantenuti), ma è stata aggressiva più che mai nei giochi di risposta e fredda nei momenti decisivi. Barty invece sta avendo un grande rendimento alla battuta, a cui affianca la sua classica varietà nei colpi da fondo. Probabilmente, se si andrà ‘sulla distanza’ sarà a tutto vantaggio della canadese.

Luca Chito

***Le quote sono aggiornate alle 11 di sabato 3 aprile e sono soggette a variazione

 

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