World Padel Tour, profili: Marrero/Ortega e Sanchez/Gutierrez

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World Padel Tour, profili: Marrero/Ortega e Sanchez/Gutierrez

Ultimo focus del 2019 sul padel, uno sport in netta crescita. Vi presentiamo le attuali numero uno femminili e gli ex numero uno maschili

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Belasteguin/Lima e le gemelle Alayeto
Navarro/Lebron e Sanchez/Salazar

Continua su Ubitennis la rubrica dedicata al Padel, lo sport che ha rivoluzionato la vita sportiva degli spagnoli e che, giorno dopo giorno, conquista stelle del calcio mondiale e dello spettacolo in generale nonché migliaia di italiani. Oggi vi presenteremo le due coppie che occupano la prima posizione del ranking mondiale femminile e la coppia numero 3, ex numero 1, del padel maschile, rispettivamente Marta Marrero e Marta Ortega e Daniel Carlos Gutierrez e Maximiliano Sanchez.

Marta Marrero e Marta Ortega: “Las Martas”

Non possiamo che iniziare dal profilo della veterana Marta Marrero, nata a Las Palmas, capitale delle isole Canarie (Spagna), il 16 gennaio 1983, altezza 173 cm per 64 kg di peso, è un destro e nel 10×20 (le misure del campo di padel) occupa la parte sinistra, anche conosciuta come quella del vantaggio nel tennis, la posizione dedicata nel padel, teoricamente, a colui che dovrebbe finalizzare il punto. Il suo colpo marchio della casa è il pallonetto ma è anche molto famosa per il rovescio a due mani e per il potente smash. Attualmente vive e si allena a Barcellona.

 

Marta Marrero ancor prima di essere conosciuta per il padel è famosa in patria e nel mondo soprattutto per la sua carriera da professionista nel circuito WTA. Prima di ritirarsi nel 2010, in seguito agli innumerevoli infortuni, Marta Marrero, professionista dal 1998, aveva raggiunto una classifica di top 50 (miglior ranking numero 47 sia in singolare nel 2004 che in doppio nel 2005). In particolare, in singolare ha raggiunto in un’occasione sia i quarti di finale al Roland Garros (da qualificata nel 2000, perse dalla connazionale Conchita Martinez poi finalista in quell’edizione) che gli ottavi di finale a Melbourne (2001, perdendo dalla statunitense Jennifer Capriati), oltre a raggiungere 2 finali entrambe perse. In doppio, invece, su 5 finali disputate (di cui 3 tornei Mandatory) ha vinto 2 titoli, entrambi Premier su terra battuta (uno dei quali a Istanbul in coppia con la nostra Antonella Serra Zanetti) tra 2004 e 2005. In Fed Cup Marta ha partecipato in diverse edizioni (2002, 2004 e 2005), giocando 7 partite (in singolare 2 vittorie, entrambe nel 2002, e 4 sconfitte, una sconfitta in doppio) e raggiungendo il miglior risultato con le semifinali a Mosca nel 2004 perse contro la Francia (Marta perse sia l’unico incontro di singolare da lei disputato che quello di doppio).

Professionista nel World Padel Tour dal 2015, in coppia con Alejandra Salazar, Mara Marrero da subito diventa numero 2 del ranking alle spalle delle gemelle atomiche Alayeto, riuscendo finalmente a scavalcarle in classifica diventando numero uno al mondo per la prima volta nel 2016 (insieme a Alejandra Salazar) e per la seconda volta nel 2019 (grazie alla collaborazione con Marta Ortega). La stagione 2016 è stata forse quella da incorniciare, infatti, oltre al numero 1 del ranking WPT, arriva anche il titolo mondiale con la Spagna sia in coppia (con Alejandra Salazar) che in squadra oltre che il titolo europeo a squadre nell’edizione 2017.

Nel 2018 Marta Marrero ritorna a fare coppia con Salazar, al rientro dopo 7 mesi di stop dovuti ad infortunio, e insieme conquistano ben 6 titoli (titolo di Maestre incluso oltre alla prima edizione del WOpen), tutti vinti contro le acerrime rivali, le gemelle Alayeto. Alla fine del 2018 Marrero e Salazar arrivano a pochi punti dalla riconquista del numero 1 del ranking che rimane nelle mani delle gemelle Alayeto e, proprio a fine stagione, Marta e Ale annunciano il loro divorzio come coppia e l’inizio di una nuova sfida che le vedrà nel 2019 svariate volte avversarie soprattutto in finale dando vita a un nuovo classico del padel femminile. Inoltre, nel 2019, grazie ai titoli conquistati insieme l’anno prima e grazie all’avvicendamento di titoli vinti nella stagione in corso, seppur non formando coppia, Marrero e Salazar sono tornate contemporaneamente al numero uno della classifica mondiale, condizione che hanno mantenuto solo a distanza di un torneo per poi lasciare spazio alla sola Marta Marrero al vertice della classifica mondiale femminile. Infatti, seppur il padel sia esclusivamente uno sport di coppia, le classifiche sono stilate a livello individuale, mentre l’iscrizione ai tornei prevede l’assegnazione delle teste di serie sommando i punti in classifica dei giocatori che formano coppia nello specifico torneo.

Passiamo ora alla descrizione del profilo di Marta Ortega Gallego, anche detta Martita (piccola Marta per via della età e per distinguerla dalla compagna Marrero) o Doctora (dottoressa, per via dei suoi studi di medicina, ma anche per la precisione di alcuni suoi colpi in campo), nata il 14/02/1997 a Madrid (Spagna) sua attuale città di residenza, altezza 170 cm, è un destro e in campo occupa la posizione del drive (destra) riservata alla costruzione del punto. I suoi colpi migliori sono sicuramente la bandeja e la dejada. Marta Ortega è giovanissima ma vanta già nel suo palmares il titolo di campionessa europea nel torneo di coppia (con la connazionale Ariana Sanchez) e in quello a squadre con la Spagna (2017 Portogallo), il titolo di campionessa del mondo a squadre con la Spagna e di vicecampione del mondo nel torneo di coppia (con Carolina Navarro) nella stessa edizione del 2014, il secondo posto alle WPT Finals 2017 (sempre in coppia con Ariana Sanchez), 8 titoli nel circuito professionistico (1 nel 2017 con Ariana Sanchez e 7 nel 2019 con Marta Marrero, oltre a due Challenger vinti nel 2017 sempre con Sanchez) e il record di giocatrice più giovane nel conquistare un titolo WPT (nel 2017 a 19 anni, vittoria dell’Open di Santander in coppia con Ariana Sanchez con cui condivide il record) e a conquistare il primato della classifica mondiale WPT (a 22 anni nel 2019).

Martita Ortega è molto attiva sui social in particolare Twitter e Instagram dove pubblica molte storie di padel e di vita privata, specialmente relazionate agli studi (iscritta a medicina). Nel circuito maschile ha un’ammirazione sconfinata per il sevillano Francisco Navarro Compan, meglio noto come Paquito, oltre che per il compaesano Alejandro Galan, fratello della sua ex compagna di team Alba Galan.

Insieme a Marta Marrero, Marta Ortega nel 2019 ha dato vita ad un appassionante confronto con la ex compagna di squadra, Ariana Sanchez a sua volta in squadra con Alejandra Salazar ex compagna di Marrero. Le due coppie hanno chiuso la stagione rispettivamente con 7 e 5 titoli su 15 tornei disputati, affrontandosi per ben 7 volte (4-3 a favore delle Marte), tutte finali, inclusa quella di fine anno, la finale del torneo dei tornei, il Master Final di Barcellona, che dopo una battaglia di 2 ore e 59 minuti si è conclusa al tie break del terzo set decretando maestre 2019 Salazar e Sanchez.

Il Mago di San Luis Daniel Carlos Gutierrez e lo Squalo di Villa Mercedes Maximiliano Sanchez

Nato a San Luis, capitale dell’omonima provincia argentina nella regione del Cuyo, il 15 giugno 1984, altezza 177 cm, Carlos Daniel Gutierrez Amaya è un destro e nel 10×20 occupa la parte destra. I suoi colpi marchio della casa sono la bandeja, i recuperi impossibili e la dejada con effetto a uscire dalla porta. Daniel nel circuito è anche conosciuto come Sanyo, soprannome che gli è stato attribuito da piccolo per via del nome di un giapponese che viveva a San Luis, che si chiamava proprio Sanyo, e per via del taglio degli occhi di Daniel che ricordava quello tipico di un giapponese. I commentatori spesso lo indicano come il Puntano (abitante di San Luis) o Abracadabra Gutierrez in riferimento alle magie che fa in campo in qualità di Mago di San Luis.

Il palmares di Daniel Gutierrez è pieno di trionfi tra i quali:

  • campione del mondo a squadre 2016 con l’Argentina battendo in finale la Spagna (secondo incontro giocato in coppia con Fernando Belasteguin e vinto contro Francisco Navarro e Juan Martin Diaz)
  • vincitore di 3 edizioni delle Finals WPT (2013 e 2014 in coppia con Maximiliano Sanchez, in entrambe le occasioni sconfisse i numeri 1 del mondo Fernando Belasteguin e Juan Martin Diaz, indimenticabile la finale del 2014 in quella che fu l’ultima partita insieme di Bela e JM Diaz; 2016 in coppia con Francisco Navarro)
  • vincitore di 2 Master di Buenos Aires in coppia con Maximiliano Sanchez nel 2013 e nel 2018
  • chiusura del 2018 come numero 1 del ranking mondiale in coabitazione con il compagno di squadra Maximiliano Sanchez

Nel 2019 Sanyo è stato protagonista della giocata più spettacolare mai vista in un campo di padel. Durante la finale del Mexico Open, ultimo torneo della regular season, di fronte ai nuovi numeri 1 del mondo Navarro e Lebron, il Mago ha eseguito una contro parete laterale destra da un tweener di spalle. La palla velocemente cambia direzione finendo sul lato sinistro e passando la rete, sorprendendo Lebron a cui non rimane che applaudire. Pubblico in estasi e gioco fermo per qualche minuto di incredulità. Lo stesso Gutierrez a fine partita dirà che di queste giocate, 199 su 200 vanno fuori, ma per questa unica che rimane dentro ci vuole un po’ di fortuna.

Connazionale e compaesano di Daniel Gutierrez, nonché suo compagno di team, Maximiliano Sanchez Aguero nasce a Villa Mercedes, nella provincia argentina di San Luis nella regione del Cuyo, il 15 dicembre 1986, altezza 183 cm. Maxi Sanchez è un destro e nel 10×20 occupa la parte sinistra. Il suo colpo marchio della casa è il remate/pagada (i colpi violenti in smash anche in salto) ma anche i recuperi fuori dal campo. Il suo nickname è il Tiburon (lo squalo, per il suo coraggio in campo) o semplicemente Maxi e il suo sito web ufficiale è https://maxitheshark.com/

Il palmares di Maxi Sanchez non ha nulla da invidiare a quello del compagno di team:

  • campione del mondo a squadre 2016 con l’Argentina battendo in finale la Spagna (primo incontro giocato in coppia con Agustin Silingo e perso contro Juani Mieres e Mati Diaz)
  • vincitore di 3 edizioni consecutive delle Finals WPT (2013 e 2014 in coppia con Daniel Gutierrez; 2015 in coppia con Juan Martin Diaz)
  • vincitore di 2 Master di Buenos Aires in coppia con Daniel Gutierrez nel 2013 e nel 2018
  • diventa numero uno del ranking mondiale per la prima volta in carriera nel settembre 2018 quando, vincendo il torneo di Lugo, succede in solitaria al brasiliano Pablo Lima, già passato alla storia come numero uno solitario dopo Belasteguin
  • chiusura del 2018 come numero 1 del ranking mondiale in coabitazione con il compagno di squadra Daniel Gutierrez

Dal momento in cui Sanyo Gutierrez e Maxi Sanchez hanno deciso di tornare nello stesso team, dopo il biennio di break in cui Gutierrez decise di intraprendere il progetto con Paquito Navarro, i due argentini hanno messo a segno la stagione migliore delle rispettive carriere vincendo nel 2018 ben 8 titoli e chiudendo l’anno per la prima volta al primo posto della classifica mondiale. Il flusso positivo è ripreso anche all’inizio della stagione 2019 con 3 titoli nei primi 4 tornei. Tuttavia, è dal successo di Vigo che Sanyo e Maxi non vincevano un titolo e i tanti punti non difesi hanno determinato il superamento in classifica da parte degli spagnoli Paquito Navarro e Juan Lebron primi spagnoli nati in Spagna ad arrivare al vertice della classifica mondiale (Navarro era già stato vicinissimo a questo risultato anche nel 2017 proprio in coppia con Sanyo Gutierrez). Sanyo e Maxi hanno dimostrato il pedigree da campioni vincendo altri 2 titoli su 4 tornei disputati a fine stagione regolare (5 il numero totale di titoli nel 2019), l’ultima delle quali avvenuta proprio contro Navarro e Lebron nella finale del Mexico Open, ultimo torneo della regular season.

Purtroppo, i due puntani nella semifinale del Master Final di Barcellona, torneo dedicato alle migliori 8 coppie maschili e femminili, hanno ceduto il passo a Pablo Lima e Alejandro Galan poi vincitori del torneo (battendo in finale Belasteguin e Tapia a loro volta giustizieri della coppia numero uno del mondo). In virtù di questo risultato Lima e Galan superano il duo argentino e concludono la stagione al secondo posto della classifica mondiale.

Appuntamenti con il padel da segnare in agenda

Il grande Padel internazionale va in vacanza per tre mesi, tornerà infatti a marzo 2020. È stata una grande stagione di padel. In primis è stato battuto il record di spettatori a una partita di padel professionistico con 9.558 persone paganti per le semifinali del Master Final di Barcellona il 21 dicembre 2019 (per la finale il giorno seguente è stata comunque raggiunta una cifra record di più di 7 mila persone). Inoltre, il 2019 è stato un anno davvero internazionale per il World Padel Tour con i Master in Portogallo e Argentina, gli Open in Brasile, Messico e Svezia, senza dimenticare le esibizioni in Belgio e Egitto e un challenger in Francia.

Per il momento non sono ancora state annunciate le località che ospiteranno i tornei della prossima stagione, ma ci risulta che Roma sarà tappa ufficiale del WPT nel 2020 e l’Open del Mexico dovrebbe essere confermato anche il prossimo anno con l’estensione alle donne. Il World Padel Tour non vi abbandona mai con notizie puntuali sul sito ufficiale, sui propri canali social di Facebook e Instagram e con lo streaming completamente gratuito sul canale youtube dedicato, con dirette dal venerdì alla domenica nelle settimane in cui si disputano i tornei Open e Master della lega di Padel più importante al mondo.

Massimiliano Mingrone

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Australian Open

Camila Giorgi deluxe vola al terzo turno dell’Australian Open: sfiderà Kerber

MELBOURNE – Prestazione perfetta dell’azzurra. Demolita la due volte campionessa Slam Kuznetsova. “Spero di giocare così anche contro Kerber!”.

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Il tabellone del torneo femminile (con i risultati aggiornati)

C. Giorgi b. S. Kuznetsova 6-3 6-1 (da Melbourne, il nostro inviato)

Un’ora e tre minuti di tennis praticamente perfetto, questa è stata la prestazione di Camila Giorgi stasera nel tramonto di Melbourne park, sul campo 19, davanti a non più di un centinaio di irriducibili rimasti fino a fine programma. Svetlana Kuznetsova era ben lontana dal suo meglio (ricordiamo che il meglio di “Sveta” è un livello tale da vincere due Slam), ma questo non toglie nulla ai meriti di una Camila versione extralusso.

Svetlana parte bene, facendo due game di fila, e già in tribuna serpeggia la preoccupazione dei tifosi italiani, ma Camila reagisce immediatamente, con un’accelerazione bruciante a livello di ritmo, intensità, potenza e anticipi che spazza letteralmente via dal campo la malcapitata avversaria. Da quel piccolo svantaggio iniziale, Giorgi realizza un parziale di 12 game a 2, con una pioggia di vincenti tirati da qualsiasi angolo del campo (in particolare le entrate in lungolinea di rovescio sono state eccezionali), e chiudendo 6-3 6-1 in poco più di un’ora.

 

Del match c’è quindi poco da raccontare, la cosa bella dal punto di vista dei tifosi azzurri è la qualità del tennis espresso da Camila stasera. L’impressione, da bordocampo, è stata simile a quando (per chi si ricorda di cosa sto parlando, ovvero i giradischi analogici a puntina) si fa girare un LP a 33 giri con il settaggio a 78: Giorgi andava letteralmente a una volta e mezza la velocità di Kuznetsova, a partire dalla rapidità di piedi fino a quella della palla, quasi troppo bello per essere vero. Come detto, a una tale disparità di valori apparente deve per forza aver contribuito qualche demerito della russa, per quello che si è visto dal vivo l’impressione è stata che Svetlana non riuscisse a giocare lungo. Al primo turno, Svetlana aveva eliminato la finalista dell’ultimo Roland Garros Marketa Vondrousova, non stiamo parlando di una giocatrice in disarmo. Ma quando hai di fronte una sparapalle indiavolata come la Camila di oggi, che sbaglia pure poco, è difficile stabilire dove iniziano i meriti di una e i demeriti dell’altra.

Credo di non aver giocato tanto male“, ci ha detto Svetlana. “Ma lei è stata impressionante, non potevo fare nulla“.

Bene così, comunque. Camila affronterà Kerber, con cui ha perso quattro volte su quattro, vincendo solo un set a Brisbane nel 2016. “Non l’ho mai vista giocare così“, mi dice Tathiana Garbin rientrando negli spogliatoi. “Certo Svetlana era l’ombra di se stessa, ma una Camila così non me la ricordo. Tira tutto, sbaglia niente. Speriamo continui!“. In conferenza stampa, poco dopo, Camila conferma le impressioni della sua capitana di Fed Cup: “Sono molto contenta, ho giocato bene, l’importante è che ho impostato il mio tennis. La cosa più positiva, seriamente, è stato il gioco di gambe, oggi ero davvero veloce. Contro Kerber, beh, spero solo di giocare come stasera!“. Camila giocherà il decimo terzo turno Slam della sua carriera, il terzo qui a Melbourne nonché secondo consecutivo dopo quello perso contro Karolina Pliskova dodici mesi fa.

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Australian Open

Australian Open, la carica delle ex numero uno

Avanti Halep, Pliskova, Kerber (che trova Giorgi) e una ritrovata Muguruza. Bencic lotta e passa su Ostapenko. Vince ancora Cici Bellis

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Simona Halep - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Avanti piano, senza strafare. La sensazione è che il livello di gioco di Simona Halep debba ancora crescere per renderla competitiva ai più alti livelli nella seconda settimana. Ma intanto, la numero tre del mondo avanza al terzo turno sotto gli occhi del ritrovato coach Darren Cahill. Contro Harriet Dart il primo set è stato una formalità, mentre i momenti di vuoto della romena hanno reso vera la partita nel secondo parziale, in cui ha rischiato di farsi raggiungere sul 5-5. Ho perso un po’ la concentrazione alla fine – ha ammesso nell’intervista sul campo – correndo qualche pericolo di troppo. Mi piace sempre giocare sotto pressione, chiaramente preferirei riuscire a chiudere prima i match quando è possibile. Dovrò farlo, se voglio provare ad arrivare fino in fondo”. L’asticella dovrà per forza alzarsi al terzo turno. Ad attenderla, la semifinalista uscente Danielle Collins o Yulia Putintseva. Entrambe insidiose, nella loro diversità.

MUGU RITROVATA – Giornata in ogni caso positiva, per le ex regine del ranking. Se più indizi fanno una prova, il 2020 di Garbine Muguruza è iniziato con un piglio diverso rispetto agli stenti a cui ci stava abituando. In quasi due ore e mezza di alti e bassi, la spagnola ha ribaltato il fattore campo contro Ajla Tomljanovic guadagnandosi così il pass per sfidare la vincente tra Svitolina e Davis. Pur senza brillare, la spagnola sta riacquistando sicurezza a suon di vincenti (34, dieci in più dell’avversaria) e discese a rete, dove ha conquistato 24 punti su 28. La seconda partita vinta al terzo set – tra l’altro contro un’avversaria in buona forma (Tomljanovic contro Sevastova aveva decisamente convinto) – restituisce anche segnali incoraggianti sul piano della condizione. Sembra infatti alle spalle quell’infezione virale che l’aveva costretta al ritiro a Hobart, disseminando dubbi nel suo percorso di avvicinamento a Melbourne Park. Il sorrisone dopo aver messo a terra il match point dà l’idea che nella testa di Garbine siano tornate alcune sensazioni dei giorni migliori.

Garbine Muguruza – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

SULLA STRADA DI CAMILA – Prova a resistere alla parabola discendente anche Angelique Kerber. La tedesca è arrivata a fari spenti e senza grandi aspettative sui campi dove ha trionfato nel 2016, scoraggiata anche dalle cattive prestazioni di Brisbane e Adelaide. In ogni caso, complice un sorteggio non terrificante, ha lasciato per strada appena nove game in due turni liquidando senza eccessivi problemi Priscilla Hon come aveva già fatto con Elisabetta Cocciaretto. Sul suo cammino ritroverà Camila Giorgi, con cui è avanti 4-0 nei testa a testa. Nello stesso spicchio di tabellone, prosegue senza affanni il cammino di Karolina Pliskova: la seconda testa di serie ha lasciato a Laura Siegemund il tempo di portarsi avanti di un break in avvio (3-1), per poi ribaltare di forza l’inerzia della partita anche grazie ai consueti otto ace. Per la ceca al terzo turno c’è Anastasia Pavlyuchenkova (7-5 7-5 su Townsend), sempre battuta nei cinque precedenti.

Karolina Pliskova – Australian Open 2020

BALLA BELINDA – Successo non banale quello di Belinda Bencic, che aveva perso nell’unico incrocio contro Jelena Ostapenko (Indian Wells 2018). I rapporti di forza sono chiaramente cambiati, ma l’esito della sfida non è sembrato mai scontato. Sono stata brava a rimanere centrata nei momenti in cui le cose non stavano andando bene, ha commentato a caldo la numero sette WTA. Che ha mantenuto l’equilibrio in una partita vissuta sulle montagne russe: nel primo set era avanti 3-0, poi si è fatta riprendere sul 5-5 prima di dare la spallata decisiva. Nel secondo, Ostapenko ha servito per il set sul 5-4 prima di concedere un doppio break che le ha spezzato le gambe. “So di non essere quella giocatrice che può spaccare le partite con il servizio o il dritto – ha analizzato a fine partita la svizzera -, tatticamente cerco di mettere le mie avversarie nella condizione di commettere il maggior numero di errori“. Missione compiuta, nel caso specifico. La aspetta Kontaveit, in un sedicesimo alla portata con la prospettiva di una tra Vekic e Swiatek agli ottavi.

 

ANCORA CICI – Arriva un altro squillo dalla seconda vita tennistica di Cici Bellis. L’ex baby prodigio si è tolta una bella soddisfazione, fermando la corsa della numero 22 del mondo Karolina Muchova (che aveva chiuso il 2019 con il titolo di Seoul, la semifinale di Mosca e la partecipazione al masterino di Zhuhai). Prossimo test, la solidità di Elise Mertens che ha lasciato appena tre game ad Heather Watson.

Il tabellone del torneo femminile (con i risultati aggiornati)

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ATP

Australian Open: Medvedev senza affanni, Thiem passa al quinto

Daniil vince una partita divertente contro il qualificato Pedro Martinez. Il finalista dello US Open sta entrando in forma. Dominic va sotto 1-2 contro Bolt, poi vince 12 dei successivi 15 giochi

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Daniil Medvedev - Australian Open 2020 (via Twitter, Australian Open)

[4] D. Medvedev b. [Q] P. Martinez 7-5 6-1 6-3(da Melbourne, il nostro inviato)

Lo spagnolo 22enne Pedro Martinez, di Valencia, omonimo del grandissimo pitcher dominicano dei Boston Red Sox (tra gli altri), 8 volte “All Star”, e introdotto nella Hall Of Fame del baseball nel 2015, per quanto riguarda il tennis è decisamente di un livello più basso rispetto al fenomeno del lancio con cui condivide le generalità. Sulla carta, contro il numero 4 del mondo Daniil Medvedev, non dovrebbe esserci storia. Numero 168 ATP, Pedro è stato bravo a qualificarsi qui a Melbourne e soprattutto a battere Dominik Koepfer al primo turno (quel Koepfer che 4 mesi fa arrivò agli ottavi di finale dello US Open, eliminato proprio da Medvedev). Piove a scrosci oggi, sui campi esterni le partite sono sospese.

Fino al 4-1, con un break, sembra tutto filare liscio per Daniil, che però anche nella fase in cui è in vantaggio manifesta un certo nervosismo, rivolgendosi ripetutamente in modo stizzito al proprio angolo. In effetti, causa alcuni errori decisamente evitabili del russo, senza fare il fenomeno ma palleggiando solido e spingendo col dritto, Martinez riesce a recuperare il break, e a tenersi appaiato nel punteggio fino al 5-5. Qui Medvedev gioca due game concentrato e concreto, accettando lunghi scambi in diagonale senza perdere la pazienza, e chiude 7-5.

Nel secondo set il russo continua a giocare a un livello semplicemente troppo alto per l’avversario, sale 5-0 dando anche spettacolo a momenti con alcuni recuperi e un paio di gran passanti, siamo a un parziale di 7 game a zero, in effetti purtroppo per il volenteroso Pedro la differenza di qualità è quella. Durante il cambio di campo, a Daniil viene un episodio di epistassi (sangue dal naso), e viene chiamato il fisioterapista per tamponargli l’emorragia dalla narice destra, con conseguente medical time-out. Tampona l’emorragia di game anche Martinez, tenendo un servizio alla fine della pausa, ma allo scoccare dell’ora e mezza di gioco Medvedev si prende il 6-1 con l’undicesimo ace.

Martinez è un giocatore anche brillante, attacca spesso la rete, gioca bene lo slice, il match è gradevole. Sull’1-1 del terzo set due punti memorabili: prima Daniil mette un recupero irreale spalle alla rete con una frustata di polso da squash, per poi impattare lo smash di Pedro passandolo di rovescio, successivamente è lo spagnolo a deliziare la Margaret Court Arena con una stop-volley bassa che muore a una spanna dalla rete. La gente in tribuna intorno a me scatta in piedi ad applaudire, nonostante la disparità nel punteggio ci stiamo divertendo. Nel quinto game arriva il break per Medvedev, in quello successivo il russo salva tre palle del contro-break, andando 4-2, e per Martinez (che chiude un dritto a 161 kmh nel frattempo, i colpi li ha eccome il ragazzo, deve solo costruirsi una continuità migliore per poter stare a questi livelli) la vicenda più o meno si chiude qui. Il 6-3 finale arriva poco dopo, un buon match tutto sommato per Daniil, che sfiderà Popyrin al terzo turno.

DOM PASSA AL QUINTO – Sul punteggio di 6-2 5-4 e servizio, Dominic Thiem non si aspettava certamente di essere costretto a rimanere in campo per quasi tre ore e mezzo per avere la meglio sulla wild card australiana Alex Bolt. Al servizio per chiudere il secondo parziale, l’austriaco ha perso due game consecutivi alla battuta e il set per 7-5. Bolt, esaltato dal pubblico di casa, si è fatto via via sempre più aggressivo (saranno 32 le discese a rete dell’australiano tra secondo e terzo set, 21 i punti vinti) e si è portato addirittura avanti per 2 set a 1 conquistando il terzo parziale al tiebreak.

La sua partita è però finita lì: Thiem ha infatti drasticamente alzato il livello del suo gioco (solo quattro gratuiti per Dominic nel quarto parziale), conquistando 12 dei successivi 15 giochi per il 6-2 5-7 6-7 6-1 6-2 finale, suggellato dal 56esimo vincente della sua partita. Per Thiem – che lo scorso anno è stato il giocatore con il miglior record al quinto tra quelli con almeno dieci set decisivi giocati (15 vittorie e 3 sconfitte) – si tratta della terza vittoria al parziale decisivo all’Australian Open, a fronte di una sola sconfitta (contro Sandgren nel 2018). “L’off season serve a questo: a prepararsi bene fisicamente, in questo modo è più facile dal punto di vista mentale mantenere un determinare livello per cinque set, ha dichiarato Dom a fine match. Al prossimo turno affronterà il vincente del match tra Kevin Anderson e Taylor Fritz.

 

Il tabellone del torneo maschile (con i risultati aggiornati)

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