World Padel Tour, profili: Marrero/Ortega e Sanchez/Gutierrez

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World Padel Tour, profili: Marrero/Ortega e Sanchez/Gutierrez

Ultimo focus del 2019 sul padel, uno sport in netta crescita. Vi presentiamo le attuali numero uno femminili e gli ex numero uno maschili

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Belasteguin/Lima e le gemelle Alayeto
Navarro/Lebron e Sanchez/Salazar

Continua su Ubitennis la rubrica dedicata al Padel, lo sport che ha rivoluzionato la vita sportiva degli spagnoli e che, giorno dopo giorno, conquista stelle del calcio mondiale e dello spettacolo in generale nonché migliaia di italiani. Oggi vi presenteremo le due coppie che occupano la prima posizione del ranking mondiale femminile e la coppia numero 3, ex numero 1, del padel maschile, rispettivamente Marta Marrero e Marta Ortega e Daniel Carlos Gutierrez e Maximiliano Sanchez.

Marta Marrero e Marta Ortega: “Las Martas”

Non possiamo che iniziare dal profilo della veterana Marta Marrero, nata a Las Palmas, capitale delle isole Canarie (Spagna), il 16 gennaio 1983, altezza 173 cm per 64 kg di peso, è un destro e nel 10×20 (le misure del campo di padel) occupa la parte sinistra, anche conosciuta come quella del vantaggio nel tennis, la posizione dedicata nel padel, teoricamente, a colui che dovrebbe finalizzare il punto. Il suo colpo marchio della casa è il pallonetto ma è anche molto famosa per il rovescio a due mani e per il potente smash. Attualmente vive e si allena a Barcellona.

 

Marta Marrero ancor prima di essere conosciuta per il padel è famosa in patria e nel mondo soprattutto per la sua carriera da professionista nel circuito WTA. Prima di ritirarsi nel 2010, in seguito agli innumerevoli infortuni, Marta Marrero, professionista dal 1998, aveva raggiunto una classifica di top 50 (miglior ranking numero 47 sia in singolare nel 2004 che in doppio nel 2005). In particolare, in singolare ha raggiunto in un’occasione sia i quarti di finale al Roland Garros (da qualificata nel 2000, perse dalla connazionale Conchita Martinez poi finalista in quell’edizione) che gli ottavi di finale a Melbourne (2001, perdendo dalla statunitense Jennifer Capriati), oltre a raggiungere 2 finali entrambe perse. In doppio, invece, su 5 finali disputate (di cui 3 tornei Mandatory) ha vinto 2 titoli, entrambi Premier su terra battuta (uno dei quali a Istanbul in coppia con la nostra Antonella Serra Zanetti) tra 2004 e 2005. In Fed Cup Marta ha partecipato in diverse edizioni (2002, 2004 e 2005), giocando 7 partite (in singolare 2 vittorie, entrambe nel 2002, e 4 sconfitte, una sconfitta in doppio) e raggiungendo il miglior risultato con le semifinali a Mosca nel 2004 perse contro la Francia (Marta perse sia l’unico incontro di singolare da lei disputato che quello di doppio).

Professionista nel World Padel Tour dal 2015, in coppia con Alejandra Salazar, Mara Marrero da subito diventa numero 2 del ranking alle spalle delle gemelle atomiche Alayeto, riuscendo finalmente a scavalcarle in classifica diventando numero uno al mondo per la prima volta nel 2016 (insieme a Alejandra Salazar) e per la seconda volta nel 2019 (grazie alla collaborazione con Marta Ortega). La stagione 2016 è stata forse quella da incorniciare, infatti, oltre al numero 1 del ranking WPT, arriva anche il titolo mondiale con la Spagna sia in coppia (con Alejandra Salazar) che in squadra oltre che il titolo europeo a squadre nell’edizione 2017.

Nel 2018 Marta Marrero ritorna a fare coppia con Salazar, al rientro dopo 7 mesi di stop dovuti ad infortunio, e insieme conquistano ben 6 titoli (titolo di Maestre incluso oltre alla prima edizione del WOpen), tutti vinti contro le acerrime rivali, le gemelle Alayeto. Alla fine del 2018 Marrero e Salazar arrivano a pochi punti dalla riconquista del numero 1 del ranking che rimane nelle mani delle gemelle Alayeto e, proprio a fine stagione, Marta e Ale annunciano il loro divorzio come coppia e l’inizio di una nuova sfida che le vedrà nel 2019 svariate volte avversarie soprattutto in finale dando vita a un nuovo classico del padel femminile. Inoltre, nel 2019, grazie ai titoli conquistati insieme l’anno prima e grazie all’avvicendamento di titoli vinti nella stagione in corso, seppur non formando coppia, Marrero e Salazar sono tornate contemporaneamente al numero uno della classifica mondiale, condizione che hanno mantenuto solo a distanza di un torneo per poi lasciare spazio alla sola Marta Marrero al vertice della classifica mondiale femminile. Infatti, seppur il padel sia esclusivamente uno sport di coppia, le classifiche sono stilate a livello individuale, mentre l’iscrizione ai tornei prevede l’assegnazione delle teste di serie sommando i punti in classifica dei giocatori che formano coppia nello specifico torneo.

Passiamo ora alla descrizione del profilo di Marta Ortega Gallego, anche detta Martita (piccola Marta per via della età e per distinguerla dalla compagna Marrero) o Doctora (dottoressa, per via dei suoi studi di medicina, ma anche per la precisione di alcuni suoi colpi in campo), nata il 14/02/1997 a Madrid (Spagna) sua attuale città di residenza, altezza 170 cm, è un destro e in campo occupa la posizione del drive (destra) riservata alla costruzione del punto. I suoi colpi migliori sono sicuramente la bandeja e la dejada. Marta Ortega è giovanissima ma vanta già nel suo palmares il titolo di campionessa europea nel torneo di coppia (con la connazionale Ariana Sanchez) e in quello a squadre con la Spagna (2017 Portogallo), il titolo di campionessa del mondo a squadre con la Spagna e di vicecampione del mondo nel torneo di coppia (con Carolina Navarro) nella stessa edizione del 2014, il secondo posto alle WPT Finals 2017 (sempre in coppia con Ariana Sanchez), 8 titoli nel circuito professionistico (1 nel 2017 con Ariana Sanchez e 7 nel 2019 con Marta Marrero, oltre a due Challenger vinti nel 2017 sempre con Sanchez) e il record di giocatrice più giovane nel conquistare un titolo WPT (nel 2017 a 19 anni, vittoria dell’Open di Santander in coppia con Ariana Sanchez con cui condivide il record) e a conquistare il primato della classifica mondiale WPT (a 22 anni nel 2019).

Martita Ortega è molto attiva sui social in particolare Twitter e Instagram dove pubblica molte storie di padel e di vita privata, specialmente relazionate agli studi (iscritta a medicina). Nel circuito maschile ha un’ammirazione sconfinata per il sevillano Francisco Navarro Compan, meglio noto come Paquito, oltre che per il compaesano Alejandro Galan, fratello della sua ex compagna di team Alba Galan.

Insieme a Marta Marrero, Marta Ortega nel 2019 ha dato vita ad un appassionante confronto con la ex compagna di squadra, Ariana Sanchez a sua volta in squadra con Alejandra Salazar ex compagna di Marrero. Le due coppie hanno chiuso la stagione rispettivamente con 7 e 5 titoli su 15 tornei disputati, affrontandosi per ben 7 volte (4-3 a favore delle Marte), tutte finali, inclusa quella di fine anno, la finale del torneo dei tornei, il Master Final di Barcellona, che dopo una battaglia di 2 ore e 59 minuti si è conclusa al tie break del terzo set decretando maestre 2019 Salazar e Sanchez.

Il Mago di San Luis Daniel Carlos Gutierrez e lo Squalo di Villa Mercedes Maximiliano Sanchez

Nato a San Luis, capitale dell’omonima provincia argentina nella regione del Cuyo, il 15 giugno 1984, altezza 177 cm, Carlos Daniel Gutierrez Amaya è un destro e nel 10×20 occupa la parte destra. I suoi colpi marchio della casa sono la bandeja, i recuperi impossibili e la dejada con effetto a uscire dalla porta. Daniel nel circuito è anche conosciuto come Sanyo, soprannome che gli è stato attribuito da piccolo per via del nome di un giapponese che viveva a San Luis, che si chiamava proprio Sanyo, e per via del taglio degli occhi di Daniel che ricordava quello tipico di un giapponese. I commentatori spesso lo indicano come il Puntano (abitante di San Luis) o Abracadabra Gutierrez in riferimento alle magie che fa in campo in qualità di Mago di San Luis.

Il palmares di Daniel Gutierrez è pieno di trionfi tra i quali:

  • campione del mondo a squadre 2016 con l’Argentina battendo in finale la Spagna (secondo incontro giocato in coppia con Fernando Belasteguin e vinto contro Francisco Navarro e Juan Martin Diaz)
  • vincitore di 3 edizioni delle Finals WPT (2013 e 2014 in coppia con Maximiliano Sanchez, in entrambe le occasioni sconfisse i numeri 1 del mondo Fernando Belasteguin e Juan Martin Diaz, indimenticabile la finale del 2014 in quella che fu l’ultima partita insieme di Bela e JM Diaz; 2016 in coppia con Francisco Navarro)
  • vincitore di 2 Master di Buenos Aires in coppia con Maximiliano Sanchez nel 2013 e nel 2018
  • chiusura del 2018 come numero 1 del ranking mondiale in coabitazione con il compagno di squadra Maximiliano Sanchez

Nel 2019 Sanyo è stato protagonista della giocata più spettacolare mai vista in un campo di padel. Durante la finale del Mexico Open, ultimo torneo della regular season, di fronte ai nuovi numeri 1 del mondo Navarro e Lebron, il Mago ha eseguito una contro parete laterale destra da un tweener di spalle. La palla velocemente cambia direzione finendo sul lato sinistro e passando la rete, sorprendendo Lebron a cui non rimane che applaudire. Pubblico in estasi e gioco fermo per qualche minuto di incredulità. Lo stesso Gutierrez a fine partita dirà che di queste giocate, 199 su 200 vanno fuori, ma per questa unica che rimane dentro ci vuole un po’ di fortuna.

Connazionale e compaesano di Daniel Gutierrez, nonché suo compagno di team, Maximiliano Sanchez Aguero nasce a Villa Mercedes, nella provincia argentina di San Luis nella regione del Cuyo, il 15 dicembre 1986, altezza 183 cm. Maxi Sanchez è un destro e nel 10×20 occupa la parte sinistra. Il suo colpo marchio della casa è il remate/pagada (i colpi violenti in smash anche in salto) ma anche i recuperi fuori dal campo. Il suo nickname è il Tiburon (lo squalo, per il suo coraggio in campo) o semplicemente Maxi e il suo sito web ufficiale è https://maxitheshark.com/

Il palmares di Maxi Sanchez non ha nulla da invidiare a quello del compagno di team:

  • campione del mondo a squadre 2016 con l’Argentina battendo in finale la Spagna (primo incontro giocato in coppia con Agustin Silingo e perso contro Juani Mieres e Mati Diaz)
  • vincitore di 3 edizioni consecutive delle Finals WPT (2013 e 2014 in coppia con Daniel Gutierrez; 2015 in coppia con Juan Martin Diaz)
  • vincitore di 2 Master di Buenos Aires in coppia con Daniel Gutierrez nel 2013 e nel 2018
  • diventa numero uno del ranking mondiale per la prima volta in carriera nel settembre 2018 quando, vincendo il torneo di Lugo, succede in solitaria al brasiliano Pablo Lima, già passato alla storia come numero uno solitario dopo Belasteguin
  • chiusura del 2018 come numero 1 del ranking mondiale in coabitazione con il compagno di squadra Daniel Gutierrez

Dal momento in cui Sanyo Gutierrez e Maxi Sanchez hanno deciso di tornare nello stesso team, dopo il biennio di break in cui Gutierrez decise di intraprendere il progetto con Paquito Navarro, i due argentini hanno messo a segno la stagione migliore delle rispettive carriere vincendo nel 2018 ben 8 titoli e chiudendo l’anno per la prima volta al primo posto della classifica mondiale. Il flusso positivo è ripreso anche all’inizio della stagione 2019 con 3 titoli nei primi 4 tornei. Tuttavia, è dal successo di Vigo che Sanyo e Maxi non vincevano un titolo e i tanti punti non difesi hanno determinato il superamento in classifica da parte degli spagnoli Paquito Navarro e Juan Lebron primi spagnoli nati in Spagna ad arrivare al vertice della classifica mondiale (Navarro era già stato vicinissimo a questo risultato anche nel 2017 proprio in coppia con Sanyo Gutierrez). Sanyo e Maxi hanno dimostrato il pedigree da campioni vincendo altri 2 titoli su 4 tornei disputati a fine stagione regolare (5 il numero totale di titoli nel 2019), l’ultima delle quali avvenuta proprio contro Navarro e Lebron nella finale del Mexico Open, ultimo torneo della regular season.

Purtroppo, i due puntani nella semifinale del Master Final di Barcellona, torneo dedicato alle migliori 8 coppie maschili e femminili, hanno ceduto il passo a Pablo Lima e Alejandro Galan poi vincitori del torneo (battendo in finale Belasteguin e Tapia a loro volta giustizieri della coppia numero uno del mondo). In virtù di questo risultato Lima e Galan superano il duo argentino e concludono la stagione al secondo posto della classifica mondiale.

Appuntamenti con il padel da segnare in agenda

Il grande Padel internazionale va in vacanza per tre mesi, tornerà infatti a marzo 2020. È stata una grande stagione di padel. In primis è stato battuto il record di spettatori a una partita di padel professionistico con 9.558 persone paganti per le semifinali del Master Final di Barcellona il 21 dicembre 2019 (per la finale il giorno seguente è stata comunque raggiunta una cifra record di più di 7 mila persone). Inoltre, il 2019 è stato un anno davvero internazionale per il World Padel Tour con i Master in Portogallo e Argentina, gli Open in Brasile, Messico e Svezia, senza dimenticare le esibizioni in Belgio e Egitto e un challenger in Francia.

Per il momento non sono ancora state annunciate le località che ospiteranno i tornei della prossima stagione, ma ci risulta che Roma sarà tappa ufficiale del WPT nel 2020 e l’Open del Mexico dovrebbe essere confermato anche il prossimo anno con l’estensione alle donne. Il World Padel Tour non vi abbandona mai con notizie puntuali sul sito ufficiale, sui propri canali social di Facebook e Instagram e con lo streaming completamente gratuito sul canale youtube dedicato, con dirette dal venerdì alla domenica nelle settimane in cui si disputano i tornei Open e Master della lega di Padel più importante al mondo.

Massimiliano Mingrone

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Opinioni

Cosa rimane del 2020: e se si giocasse in off-season?

Stagione a metà: da agosto ad ottobre. Con la missione impossibile del recupero dei tornei. Internazionali a settembre o ottobre? Indian Wells prima o dopo le Finals?

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Federer e Nadal - Match in Africa 6

L’emergenza legata alla pandemia di COVID-19, la malattia causata dal coronavirus, ha letteralmente sconvolto la stagione del tennis. Dapprima è saltato il Sunshine Double, ovvero i prestigiosissimi tornei di Indian Wells e Miami. Poi, dopo qualche esitazione soprattutto da parte della WTA, è stata annullata l’interra tournée sulla terra rossa europea, ricca di eventi di grande importanza e tradizione come Montecarlo, Madrid, Roma e Stoccarda, e necessaria preparazione per il secondo Slam stagionale, il Roland Garros – che nel frattempo ha traslocato a fine settembre. A breve, stando alle rivelazioni di una fonte ben informata, il vice-presidente della federazione tedesca Dick Hordoff, probabilmente verrà annunciata anche la cancellazione della stagione sull’erba, incluso ovviamente Wimbledon.

E quindi cosa rimane? Si possono fare delle ipotesi basate su un possibile calendario ridotto che vada da luglio fino alla fine dell’anno, intendendo letteralmente la fine dell’anno solare. Secondo Cristopher Clarey, noto giornalista del New York Times, nel caso in cui si decida di provare a riprendere quest’anno ATP e WTA potrebbero voler recuperare più eventi possibili, cancellando di fatto la off-season. Tra quelli che non hanno ancora annullato l’edizione 2020, la priorità andrebbe presumibilmente ai tornei più importanti, partendo dunque da Slam, Masters 1000 e Premier nei rispettivi circuiti per poi considerare tutti gli altri. Peccato che alcuni tornei, per quanto importanti, non possono essere disputati in altri periodi, in primis per questioni climatiche. Ad esempio come lo stesso Hordoff ha suggerito, giocare Wimbledon in autunno non è possibile. 

Quindi per immaginare come si potrebbe svolgere una tale mini-stagione e quali tornei si possano effettivamente sistemare in altre collocazioni bisogna tenere conto di due criteri: l’importanza del torneo e la possibilità effettiva che il torneo possa avere luogo in altre date. Proviamo a farlo. 

Al momento, per quanto ne sappiamo, la carovana del tennis dovrebbe ripartire ad inizio luglio. Sembra difficile che la stagione riparta già in piena estate considerando l’aumento esponenziale della diffusione del virus a livello globale. Inoltre, va sottolineato come di solito luglio sia un mese di transizione nel calendario del tennis, con una serie di eventi non di primissimo piano che renderebbe meno doloroso un ulteriore rinvio della stagione. Il circuito ATP si divide tra tornei sulla terra rossa europea in mezzo ai quali spicca il 500 di Amburgo, un appuntamento di grande tradizione ma che negli ultimi anni ha perso enormemente appeal, e un paio di tornei americani su cemento. La WTA segue un percorso simile e non c’è nemmeno un Premier in programma. L’evento clou dovevano essere le Olimpiadi di Tokyo ma sappiamo come è andata a finire. E anche per questo viene da pensare che questi tornei abbiano i giorni contati. 

E così si piomba ad agosto. Ovvero il mese della tournée americana sul cemento, composta da due grandi combined (Rogers Cup e Cincinnati) e altri eventi di rilievo (Washington e San José su tutti), che va a concludersi con gli US Open, terzo Slam stagionale. Insomma, un periodo molto intenso e ricco di tornei che contano molto per il ranking, per gli sponsor, per le televisioni: per tutti. E che non possono essere rimpiazzati da altri. Se la stagione 2020 ripartirà, è presumibile e naturale che riparta da agosto. Peraltro, è il mese in cui si presume ricomincino i principati campionati di calcio, tanto per dire. Se il tennis non ripartirà da qua, allora potrebbe veramente non ripartire più. O quantomeno ci si interrogherebbe sul senso di una stagione in cui non vengono più giocati Slam nel loro periodo prestabilito. 

Novak Djokovic e Roger Federer – Wimbledon 2019 (via Twitter, @ATP_Tour)

Scartando questi scenari più pessimistici, si arriverebbe a settembre inoltrato. Il mese della discordia. Iniziata dal Roland Garros, che in maniera totalmente unilaterale, ha deciso di riprogrammarsi a fine mese, nelle settimane che vanno dal 20 settembre al 4 ottobre. Nessuno può impedire al presidente della FFT, Bernard Giudicelli, di organizzare l’evento, se non le autorità pubbliche francesi. Al massimo ATP e WTA possono decidere di non attribuirgli punti. Come è ben noto, le nuove date del Roland Garros coincidono con quelle della Laver Cup, mega evento di esibizione organizzato da Roger Federer, che mette di fronte i migliori giocatori europei contro quelli del resto del mondo. Tramite un comunicato ufficiale, la Laver Cup ha comunicato l’intenzione di non muoversi da quelle date e da Boston, la sede designata per la quarta edizione.

Inoltre, mentre il calendario ATP è abbastanza povero di tornei importanti, in quelle settimane la WTA è già nel pieno del suo asian swing, con ad esempio il Premier 5 di Wuhan, l’epicentro del coronavirus, curiosamente. Considerando il clima di guerra che c’è tra le istituzioni del tennis e Giudicelli, Steve Simon, chairman della WTA, non vorrà rinunciare alla sua gallina (orientale) dalle uova d’oro. E così i top player potrebbero ritrovarsi a scegliere tra (da una parte) Roland Garros e Laver Cup/Asian Swing (dall’altra). L’Open di Francia può giocare la carta del prestigio di uno Slam, ma pagare a caro prezzo l’eventuale mancanza di punti così come la transizione sulla terra. 

E poi c’è la “questione romana”. Angelo Binaghi, presidente della nostra federtennis, sembra determinato a mettere in piedi gli Internazionali d’Italia ad ogni costo. Nella loro forma attuale, sulla terra rossa, avrebbero senso in preparazione al Roland Garros ma c’è sola una settimana di break tra gli US Open e il Roland Garros nelle nuove date. Inoltre, se Parigi potrebbe valere la messa (il cambio repentino di superficie da US Open a French Open) per alcuni giocatori, per Roma il trade-off è meno convincente. Infine, anche qua viene da chiedersi: ATP e WTA ingoieranno il rospo di un grosso combined ‘sacrificato’ come evento in preparazione di un Roland Garros che potrebbero voler boicottare? Tanto dipenderà quindi anche dallo sviluppo di questi delicati rapporti politici tra istituzioni, attualmente ai minimi termini. Insomma, l’ipotesi degli Internazionali d’Italia a settembre sembra assai poco percorribile.

Il campo Pietrangeli, al Foro Italico di Roma

A pagina due (clicca QUI per leggere) l’ipotesi di giocare in off-season: pro e contro

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Al femminile

I migliori colpi in WTA: il dritto

Terza puntata della serie dedicata alle giocatrici migliori nel singolo colpo. Chi possiede il dritto più completo ed efficace del circuito?

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Bianca Andreescu - Indian Wells 2019

Terza puntata della serie dedicata ai migliori colpi in WTA. È arrivato il momento di scegliere le migliori giocatrici nell’esecuzione del dritto. Prima di entrare nel merito, occorre un riepilogo che spieghi i criteri che mi sono dato per la selezione, in modo da trovare un terreno di giudizio condiviso con chi legge.

Linee generali
Come ho indicato nel primo articolo (e colpevolmente dimenticato nel secondo), la selezione considera soltanto le prime 100 giocatrici della classifica attualmente in attività. Significa, per esempio, che tra i dritti non troverete Dominika Cibulkova (e forse un posto lo avrebbe meritato), così come non ci sarà Caroline Wozniacki quando si tratterà di occuparsi del rovescio, visto che entrambe hanno appeso la racchetta al chiodo.

Ho deciso di non andare oltre il centesimo posto perché in questo modo si ragiona su un gruppo di tenniste affermate, senza doversi avventurare alla ricerca di scelte poco conosciute o di nicchia. In più questo mi agevola al momento della chiusura di ogni classifica, perché al termine della selezione posso fare un rapido controllo scorrendo tutti i cento posti del ranking ed essere sicuro di non avere trascurato qualche nome.

 

Ricordo infine che la valutazione non è sulla carriera, ma sul rendimento nell’ultimo periodo. Una scelta, evidentemente, che penalizza grandi giocatrici in declino, come per esempio Venus Williams. Questo perché l’intento è provare a definire il quadro attuale della situazione, non stabilire un giudizio storico. I giudizi storici attendibili, secondo me,  si compiono a fine carriera, fra giocatrici non più in attività.

Il dritto
Per quanto riguarda specificatamente il dritto, ho ragionato tenendo in considerazione le esecuzioni dal terzo colpo in poi, quindi escludendo la risposta, che è stata oggetto di un articolo specifico. Altrimenti ci sarebbe stata una sovrapposizione di temi e giudizi.

Altra cosa che mi preme sottolineare: quando pensiamo ai migliori colpi, immediatamente ci vengono in mente quelli vincenti. Ma i colpi vincenti sono solo una parte dei tanti che si effettuano durante un match. Per questo ho provato a tenere conto anche di altri fattori: innanzitutto la consistenza, cioè la capacità di limitare gli errori non forzati. Ma anche la capacità di colpire al meglio in situazioni difficili, su palle lontane o molto profonde: fasi in cui non è tanto la potenza a contare, quanto la mobilità e la rapidità nel coordinarsi. E non sempre le giocatrici più potenti possiedono anche queste caratteristiche ai massimi livelli.

Ultima questione: le esclusioni. Ho deciso di comporre una classifica di dieci nomi. Dieci nomi sembrano tanti, ma poi quando si cominciano a stringere le maglie della selezione ci si accorge che sono necessarie difficili rinunce.

Per esempio: tre ottimi dritti che non compaiono sono quelli di Daria Kasatkina, Kristina Mladenovic e soprattutto Samantha Stosur. Per loro tre il motivo è lo stesso: l’appannamento dell’ultimo periodo.
Per ragioni opposte mancano alcune delle giocatrici che si sono messe in mostra negli ultimi tornei: ho pensato che poche settimane non bastassero per scalzare dalla classifica rendimenti più consolidati. Ecco perché non troverete, per esempio, il dritto di Ons Jabeur.

Ci sono poi alcune tenniste che non hanno ottenuto risultati da prima pagina e che pure possiedono un dritto che spicca nel loro gioco. Penso per esempio a Jennifer Brady, Zarina Diyas, Polona Hercog o Alison Van Uytvanck. Potrei aver sbagliato nell’escluderle, ma ho pensato che forse il dritto spicca nel loro gioco anche perché il resto dei fondamentali non è al livello delle primissime al mondo. Ma, data l’età, molte di loro sono ancora in tempo per smentirmi.

Chi mi avrebbe davvero messo in difficoltà sarebbe stata Shelby Rogers, ma in questo caso è stato il ranking a penalizzarla (attualmente numero 113 dopo un lungo periodo di infortuni). Non è stato facile nemmeno eliminare giocatrici come Simona Halep. Jelena Ostapenko e Aryna Sabalenka: su di loro so che mi prenderò delle critiche contro cui è difficile argomentare, anche perché sono state tutte esclusioni sul filo di lana.

Infine mi spiace non ci sia alcuna mancina fra le dieci elette. Taylor Townsend, Marketa Vondrousova e Petra Kvitova sono state le ultime a “cadere”. Giocatrici diversissime, penalizzate da motivi diversi: a mio avviso il dritto di Townsend è molto efficace ma forse un po’ ripetitivo, mentre a Vondrousova manca un po’ di “punch”. Kvitova quando è ispirata ha un dritto fenomenale, ma nelle giornate-no diventa un colpo che produce troppi gratuiti, e di questo ho dovuto tenere conto.

Petra Kvitova – Madrid 2018 (foto @Gianni Ciaccia)

Con questo lungo preambolo spero di avere fatto un po’ di chiarezza. Ora è arrivato il momento di presentare l’elenco definitivo.

a pagina 2: Le posizioni dalla 10 alla 6

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Focus

Le Olimpiadi di Tokyo si disputeranno dal 23 luglio all’8 agosto 2021

Il CIO ha già comunicato le date ufficiali: precisamente un anno dopo. Tramontata l’ipotesi primaverile

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dall'account ufficiale delle Olimpiadi (@Olympics)

Persino in anticipo rispetto alle attese, il comitato olimpico ha ufficializzato le date in cui sono stati riprogrammati i giochi di Tokyo 2020 – la denominazione rimarrà la stessa, così come il logo – che andranno in scena dal 23 agosto all’8 agosto 2021, praticamente un anno preciso in ritardo rispetto alle date previste per quest’anno (24 luglio-9 agosto). Le paralimpiadi si svolgeranno invece dal 24 agosto al 5 settembre.

La decisione è stata presa oggi in teleconferenza in una riunione tra il presidente del CIO Thomas Bach, il presidente del comitato organizzativo Mori Yoshirō, il governatore di Tokyo Koike Yuriko e il ‘ministro olimpico’ Hashimoto Seiko ed è supportata da tutte le federazioni sportive internazionali e dai comitati olimpici nazionali. Lo spostamento è stato ufficializzato per proteggere la salute di atleti e tutte le persone coinvolte, per sostenere il contenimento del coronavirus, per salvaguardare gli interessi di atleti e sport olimpici e per l’integrità del calendario sportivo globale.

Queste nuove date, successive di un anno esatto rispetto a quelle originariamente pianificate per il 2020, danno alle organizzazioni sanitarie e a tutti coloro che sono coinvolti nell’organizzazione dei Giochi tutto il tempo necessario per affrontare la situazione in costante mutamento a causa della pandemia di COVID-19″ si legge nel comunicato ufficiale. “In questo modo, ogni conseguenza sul calendario sportivo internazionale causata dal rinvio verrà tenuta al minimo, e ci sarà tempo a sufficienza per concludere i tornei di qualificazione“.

 

A seguito di questa decisione, il presidente del CIO ha parlato in questo termini: “Voglio ringraziare le federazioni internazionali per il supporto unanime e i comitati olimpici nazionali per lo spirito di collaborazione e per il supporto nel processo decisionale dei giorni scorsi. Vorrei inoltre ringraziare la commissione degli atleti del CIO, con cui siamo rimasti in contatto costante. Sono fiducioso che lavorando assieme al comitato organizzativo di Tokyo 2020, alle amministrazioni di TOkyo, al governo giapponese e a tutte le parti in causa possiamo venire a capo di questa sfida senza precedenti. L’umanità si trova in un tunnel buio. I Giochi Olimpici possono essere la luce alla fine di questo tunnel“.

In coda al comunicato, si legge che tutti gli atleti già qualificati per le Olimpiadi avranno un posto assicurato per la prossima estate. Questo è il risultato del fatto che i Giochi di Tokyo, in accordo con il Giappone, rimarranno i ‘Giochi della XXXII Olimpiade’.

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