World Padel Tour, profili: Marrero/Ortega e Sanchez/Gutierrez

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World Padel Tour, profili: Marrero/Ortega e Sanchez/Gutierrez

Ultimo focus del 2019 sul padel, uno sport in netta crescita. Vi presentiamo le attuali numero uno femminili e gli ex numero uno maschili

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Belasteguin/Lima e le gemelle Alayeto
Navarro/Lebron e Sanchez/Salazar

Continua su Ubitennis la rubrica dedicata al Padel, lo sport che ha rivoluzionato la vita sportiva degli spagnoli e che, giorno dopo giorno, conquista stelle del calcio mondiale e dello spettacolo in generale nonché migliaia di italiani. Oggi vi presenteremo le due coppie che occupano la prima posizione del ranking mondiale femminile e la coppia numero 3, ex numero 1, del padel maschile, rispettivamente Marta Marrero e Marta Ortega e Daniel Carlos Gutierrez e Maximiliano Sanchez.

Marta Marrero e Marta Ortega: “Las Martas”

Non possiamo che iniziare dal profilo della veterana Marta Marrero, nata a Las Palmas, capitale delle isole Canarie (Spagna), il 16 gennaio 1983, altezza 173 cm per 64 kg di peso, è un destro e nel 10×20 (le misure del campo di padel) occupa la parte sinistra, anche conosciuta come quella del vantaggio nel tennis, la posizione dedicata nel padel, teoricamente, a colui che dovrebbe finalizzare il punto. Il suo colpo marchio della casa è il pallonetto ma è anche molto famosa per il rovescio a due mani e per il potente smash. Attualmente vive e si allena a Barcellona.

 

Marta Marrero ancor prima di essere conosciuta per il padel è famosa in patria e nel mondo soprattutto per la sua carriera da professionista nel circuito WTA. Prima di ritirarsi nel 2010, in seguito agli innumerevoli infortuni, Marta Marrero, professionista dal 1998, aveva raggiunto una classifica di top 50 (miglior ranking numero 47 sia in singolare nel 2004 che in doppio nel 2005). In particolare, in singolare ha raggiunto in un’occasione sia i quarti di finale al Roland Garros (da qualificata nel 2000, perse dalla connazionale Conchita Martinez poi finalista in quell’edizione) che gli ottavi di finale a Melbourne (2001, perdendo dalla statunitense Jennifer Capriati), oltre a raggiungere 2 finali entrambe perse. In doppio, invece, su 5 finali disputate (di cui 3 tornei Mandatory) ha vinto 2 titoli, entrambi Premier su terra battuta (uno dei quali a Istanbul in coppia con la nostra Antonella Serra Zanetti) tra 2004 e 2005. In Fed Cup Marta ha partecipato in diverse edizioni (2002, 2004 e 2005), giocando 7 partite (in singolare 2 vittorie, entrambe nel 2002, e 4 sconfitte, una sconfitta in doppio) e raggiungendo il miglior risultato con le semifinali a Mosca nel 2004 perse contro la Francia (Marta perse sia l’unico incontro di singolare da lei disputato che quello di doppio).

Professionista nel World Padel Tour dal 2015, in coppia con Alejandra Salazar, Mara Marrero da subito diventa numero 2 del ranking alle spalle delle gemelle atomiche Alayeto, riuscendo finalmente a scavalcarle in classifica diventando numero uno al mondo per la prima volta nel 2016 (insieme a Alejandra Salazar) e per la seconda volta nel 2019 (grazie alla collaborazione con Marta Ortega). La stagione 2016 è stata forse quella da incorniciare, infatti, oltre al numero 1 del ranking WPT, arriva anche il titolo mondiale con la Spagna sia in coppia (con Alejandra Salazar) che in squadra oltre che il titolo europeo a squadre nell’edizione 2017.

Nel 2018 Marta Marrero ritorna a fare coppia con Salazar, al rientro dopo 7 mesi di stop dovuti ad infortunio, e insieme conquistano ben 6 titoli (titolo di Maestre incluso oltre alla prima edizione del WOpen), tutti vinti contro le acerrime rivali, le gemelle Alayeto. Alla fine del 2018 Marrero e Salazar arrivano a pochi punti dalla riconquista del numero 1 del ranking che rimane nelle mani delle gemelle Alayeto e, proprio a fine stagione, Marta e Ale annunciano il loro divorzio come coppia e l’inizio di una nuova sfida che le vedrà nel 2019 svariate volte avversarie soprattutto in finale dando vita a un nuovo classico del padel femminile. Inoltre, nel 2019, grazie ai titoli conquistati insieme l’anno prima e grazie all’avvicendamento di titoli vinti nella stagione in corso, seppur non formando coppia, Marrero e Salazar sono tornate contemporaneamente al numero uno della classifica mondiale, condizione che hanno mantenuto solo a distanza di un torneo per poi lasciare spazio alla sola Marta Marrero al vertice della classifica mondiale femminile. Infatti, seppur il padel sia esclusivamente uno sport di coppia, le classifiche sono stilate a livello individuale, mentre l’iscrizione ai tornei prevede l’assegnazione delle teste di serie sommando i punti in classifica dei giocatori che formano coppia nello specifico torneo.

Passiamo ora alla descrizione del profilo di Marta Ortega Gallego, anche detta Martita (piccola Marta per via della età e per distinguerla dalla compagna Marrero) o Doctora (dottoressa, per via dei suoi studi di medicina, ma anche per la precisione di alcuni suoi colpi in campo), nata il 14/02/1997 a Madrid (Spagna) sua attuale città di residenza, altezza 170 cm, è un destro e in campo occupa la posizione del drive (destra) riservata alla costruzione del punto. I suoi colpi migliori sono sicuramente la bandeja e la dejada. Marta Ortega è giovanissima ma vanta già nel suo palmares il titolo di campionessa europea nel torneo di coppia (con la connazionale Ariana Sanchez) e in quello a squadre con la Spagna (2017 Portogallo), il titolo di campionessa del mondo a squadre con la Spagna e di vicecampione del mondo nel torneo di coppia (con Carolina Navarro) nella stessa edizione del 2014, il secondo posto alle WPT Finals 2017 (sempre in coppia con Ariana Sanchez), 8 titoli nel circuito professionistico (1 nel 2017 con Ariana Sanchez e 7 nel 2019 con Marta Marrero, oltre a due Challenger vinti nel 2017 sempre con Sanchez) e il record di giocatrice più giovane nel conquistare un titolo WPT (nel 2017 a 19 anni, vittoria dell’Open di Santander in coppia con Ariana Sanchez con cui condivide il record) e a conquistare il primato della classifica mondiale WPT (a 22 anni nel 2019).

Martita Ortega è molto attiva sui social in particolare Twitter e Instagram dove pubblica molte storie di padel e di vita privata, specialmente relazionate agli studi (iscritta a medicina). Nel circuito maschile ha un’ammirazione sconfinata per il sevillano Francisco Navarro Compan, meglio noto come Paquito, oltre che per il compaesano Alejandro Galan, fratello della sua ex compagna di team Alba Galan.

Insieme a Marta Marrero, Marta Ortega nel 2019 ha dato vita ad un appassionante confronto con la ex compagna di squadra, Ariana Sanchez a sua volta in squadra con Alejandra Salazar ex compagna di Marrero. Le due coppie hanno chiuso la stagione rispettivamente con 7 e 5 titoli su 15 tornei disputati, affrontandosi per ben 7 volte (4-3 a favore delle Marte), tutte finali, inclusa quella di fine anno, la finale del torneo dei tornei, il Master Final di Barcellona, che dopo una battaglia di 2 ore e 59 minuti si è conclusa al tie break del terzo set decretando maestre 2019 Salazar e Sanchez.

Il Mago di San Luis Daniel Carlos Gutierrez e lo Squalo di Villa Mercedes Maximiliano Sanchez

Nato a San Luis, capitale dell’omonima provincia argentina nella regione del Cuyo, il 15 giugno 1984, altezza 177 cm, Carlos Daniel Gutierrez Amaya è un destro e nel 10×20 occupa la parte destra. I suoi colpi marchio della casa sono la bandeja, i recuperi impossibili e la dejada con effetto a uscire dalla porta. Daniel nel circuito è anche conosciuto come Sanyo, soprannome che gli è stato attribuito da piccolo per via del nome di un giapponese che viveva a San Luis, che si chiamava proprio Sanyo, e per via del taglio degli occhi di Daniel che ricordava quello tipico di un giapponese. I commentatori spesso lo indicano come il Puntano (abitante di San Luis) o Abracadabra Gutierrez in riferimento alle magie che fa in campo in qualità di Mago di San Luis.

Il palmares di Daniel Gutierrez è pieno di trionfi tra i quali:

  • campione del mondo a squadre 2016 con l’Argentina battendo in finale la Spagna (secondo incontro giocato in coppia con Fernando Belasteguin e vinto contro Francisco Navarro e Juan Martin Diaz)
  • vincitore di 3 edizioni delle Finals WPT (2013 e 2014 in coppia con Maximiliano Sanchez, in entrambe le occasioni sconfisse i numeri 1 del mondo Fernando Belasteguin e Juan Martin Diaz, indimenticabile la finale del 2014 in quella che fu l’ultima partita insieme di Bela e JM Diaz; 2016 in coppia con Francisco Navarro)
  • vincitore di 2 Master di Buenos Aires in coppia con Maximiliano Sanchez nel 2013 e nel 2018
  • chiusura del 2018 come numero 1 del ranking mondiale in coabitazione con il compagno di squadra Maximiliano Sanchez

Nel 2019 Sanyo è stato protagonista della giocata più spettacolare mai vista in un campo di padel. Durante la finale del Mexico Open, ultimo torneo della regular season, di fronte ai nuovi numeri 1 del mondo Navarro e Lebron, il Mago ha eseguito una contro parete laterale destra da un tweener di spalle. La palla velocemente cambia direzione finendo sul lato sinistro e passando la rete, sorprendendo Lebron a cui non rimane che applaudire. Pubblico in estasi e gioco fermo per qualche minuto di incredulità. Lo stesso Gutierrez a fine partita dirà che di queste giocate, 199 su 200 vanno fuori, ma per questa unica che rimane dentro ci vuole un po’ di fortuna.

Connazionale e compaesano di Daniel Gutierrez, nonché suo compagno di team, Maximiliano Sanchez Aguero nasce a Villa Mercedes, nella provincia argentina di San Luis nella regione del Cuyo, il 15 dicembre 1986, altezza 183 cm. Maxi Sanchez è un destro e nel 10×20 occupa la parte sinistra. Il suo colpo marchio della casa è il remate/pagada (i colpi violenti in smash anche in salto) ma anche i recuperi fuori dal campo. Il suo nickname è il Tiburon (lo squalo, per il suo coraggio in campo) o semplicemente Maxi e il suo sito web ufficiale è https://maxitheshark.com/

Il palmares di Maxi Sanchez non ha nulla da invidiare a quello del compagno di team:

  • campione del mondo a squadre 2016 con l’Argentina battendo in finale la Spagna (primo incontro giocato in coppia con Agustin Silingo e perso contro Juani Mieres e Mati Diaz)
  • vincitore di 3 edizioni consecutive delle Finals WPT (2013 e 2014 in coppia con Daniel Gutierrez; 2015 in coppia con Juan Martin Diaz)
  • vincitore di 2 Master di Buenos Aires in coppia con Daniel Gutierrez nel 2013 e nel 2018
  • diventa numero uno del ranking mondiale per la prima volta in carriera nel settembre 2018 quando, vincendo il torneo di Lugo, succede in solitaria al brasiliano Pablo Lima, già passato alla storia come numero uno solitario dopo Belasteguin
  • chiusura del 2018 come numero 1 del ranking mondiale in coabitazione con il compagno di squadra Daniel Gutierrez

Dal momento in cui Sanyo Gutierrez e Maxi Sanchez hanno deciso di tornare nello stesso team, dopo il biennio di break in cui Gutierrez decise di intraprendere il progetto con Paquito Navarro, i due argentini hanno messo a segno la stagione migliore delle rispettive carriere vincendo nel 2018 ben 8 titoli e chiudendo l’anno per la prima volta al primo posto della classifica mondiale. Il flusso positivo è ripreso anche all’inizio della stagione 2019 con 3 titoli nei primi 4 tornei. Tuttavia, è dal successo di Vigo che Sanyo e Maxi non vincevano un titolo e i tanti punti non difesi hanno determinato il superamento in classifica da parte degli spagnoli Paquito Navarro e Juan Lebron primi spagnoli nati in Spagna ad arrivare al vertice della classifica mondiale (Navarro era già stato vicinissimo a questo risultato anche nel 2017 proprio in coppia con Sanyo Gutierrez). Sanyo e Maxi hanno dimostrato il pedigree da campioni vincendo altri 2 titoli su 4 tornei disputati a fine stagione regolare (5 il numero totale di titoli nel 2019), l’ultima delle quali avvenuta proprio contro Navarro e Lebron nella finale del Mexico Open, ultimo torneo della regular season.

Purtroppo, i due puntani nella semifinale del Master Final di Barcellona, torneo dedicato alle migliori 8 coppie maschili e femminili, hanno ceduto il passo a Pablo Lima e Alejandro Galan poi vincitori del torneo (battendo in finale Belasteguin e Tapia a loro volta giustizieri della coppia numero uno del mondo). In virtù di questo risultato Lima e Galan superano il duo argentino e concludono la stagione al secondo posto della classifica mondiale.

Appuntamenti con il padel da segnare in agenda

Il grande Padel internazionale va in vacanza per tre mesi, tornerà infatti a marzo 2020. È stata una grande stagione di padel. In primis è stato battuto il record di spettatori a una partita di padel professionistico con 9.558 persone paganti per le semifinali del Master Final di Barcellona il 21 dicembre 2019 (per la finale il giorno seguente è stata comunque raggiunta una cifra record di più di 7 mila persone). Inoltre, il 2019 è stato un anno davvero internazionale per il World Padel Tour con i Master in Portogallo e Argentina, gli Open in Brasile, Messico e Svezia, senza dimenticare le esibizioni in Belgio e Egitto e un challenger in Francia.

Per il momento non sono ancora state annunciate le località che ospiteranno i tornei della prossima stagione, ma ci risulta che Roma sarà tappa ufficiale del WPT nel 2020 e l’Open del Mexico dovrebbe essere confermato anche il prossimo anno con l’estensione alle donne. Il World Padel Tour non vi abbandona mai con notizie puntuali sul sito ufficiale, sui propri canali social di Facebook e Instagram e con lo streaming completamente gratuito sul canale youtube dedicato, con dirette dal venerdì alla domenica nelle settimane in cui si disputano i tornei Open e Master della lega di Padel più importante al mondo.

Massimiliano Mingrone

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Opinioni

Australian Open: non si può dire senza essere fraintesi. Lo sanno Djokovic, Bautista Agut e Azarenka

La quarantena è una pericolosa cassa di risonanza: lo hanno scoperto i tennisti sparsi tra Melbourne e Adelaide. Povera Putintseva, Cuevas si salva ballando

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Novak Djokovic - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Che stiamo attraversando tempi difficili è fuori discussione. La situazione legata alla pandemia contribuisce a inasprire le reazioni verso comportamenti e dichiarazioni che forse sarebbero passati quasi inosservati fino a un anno fa. Finiti in fretta i giorni dei canti dai balconi, rieccoci pronti a prendere di mira chiunque non tenga, a nostro insindacabile giudizio, comportamenti impeccabili, al contempo trovando sacrosante giustificazioni per nostre azioni tutt’altro che irreprensibili. D’altronde, contemporanei a quei canti, c’erano i balconi presidiati dalle sentinelle pronte a urlare all’untore verso il solitario runner notturno.

Non importa nemmeno la bontà dei propositi alla base di un pensiero espresso magari un po’ ingenuamente: nulla viene perdonato. Come il tweet di Anastasia Potapova, che ringraziando gli australiani dei cinque mesi di lockdown per permettere di giocare il torneo, si è prestato fin troppo facilmente a una lettura ben diversa rispetto alle migliori intenzioni che lo avevano animato. Per quello che da queste pagine ci interessa, ne stanno facendo le spese in misura eccessiva i tennisti impegnati nella trasferta australiana, messi a dura prova dalla combinazione potenzialmente esplosiva di quarantena/isolamento e wi-fi.

PRIGIONIERO – Cominciamo con Roberto Bautista Agut, a quanto pare colpevole di essersi dimenticato della regola sulle conversazioni private: non contarci. È successo così che il paragone del nostro RBA, imbeccato dall’intervistatore, tra la sua quarantena e una prigione ha suscitato reazioni quantomeno perplesse quando non feroci. E non perché i detenuti godono dell’ora d’aria e lui no. Si è allora affidato ai social, il n. 13 ATP, scusandosi e spiegando l’accaduto.

 

“Voglio chiedere scusa a chiunque si sia sentito offeso dal video su di me recentemente pubblicato. È una conversazione privata estrapolata dal contesto che purtroppo è stata divulgata senza che ne fossi a conoscenza e senza il mio consenso. Prosegue assicurando che lui e il coach seguono i protocolli e ringraziando le persone che rendono possibile giocare.

OVER THE TOP – Se il prison-gate si può considerare chiuso, dev’essere rimasto aperto il cancelletto della gabbia dei topolini. L’altro giorno, Yulia Putinseva protestava per la presenza di un piccolo, iperattivo e inaspettato inquilino. Per quanto un’identica lagnanza avrebbe potuto farla lo stesso roditore, a Yulia è stato concesso di cambiare camera. A quarantotto ore di distanza, tuttavia, la situazione non è migliorata, anzi: sembra che ora ci sia più di un topo a farle compagnia. È vero che, proprio un anno fa al secondo turno dell’ultimamente poco-happy Slam, Yulia non uscì benissimo dalla sconfitta contro Belinda Bencic con quel dito medio alzato verso il pubblico; però, l’aspetto ironico sulle severe misure per la tutela della salute in mezzo ai topi lascia il posto a tutta la nostra comprensione per le più che legittime rimostranze della tennista kazaka che sul suo profilo Twitter appaiono fin troppo contenute, nonostante alla reception le abbiano comunicato che l’hotel è pieno e non ci sono altre stanze a disposizione.

BEL TENTATIVO? – Un altro protagonista di questi giorni della quarantena australiana è Novak Djokovic, uno degli eletti che stanno trascorrendo le due settimane ad Adelaide. Il numero 1 del mondo ha compilato una lista di richieste in favore dei colleghi che sono stati considerati “contatti stretti” e quindi impossibilitati a lasciare le rispettive stanze per allenarsi. Se le intenzioni erano lodevoli, la faccenda non è stata gestita nel migliore dei modi. Non si è trattato di una richiesta formale (non certo in quanto leader della PTPA che, per quanto se ne parli, ancora non esiste) rivolta a Tennis Australia o al governo dello Stato di Victoria, né di una richiesta in sé, poiché pare che la lista sia “trapelata”. Anche il contenuto lasciava perplessi a causa dell’idea secondo cui si potrebbe ridurre la durata dell’isolamento sottoponendo i tennisti a un numero maggiore di test, anche perché dall’Australia ci confermano che i test vengono effettuati ogni giorno.

A ogni modo, con il problema dei pasti risolto immediatamente, il premier Daniel Andrews ha seccamente rifiutato le proposte, richieste o “suggerimenti”, così definiti da Craig Tiley per smorzare i toni visto che, come si rilevava all’inizio, le reazioni degli abitanti non possono non essere esacerbate dalla situazione. Dal loro punto di vista, infatti, ci sono il rischio di vanificare mesi di lockdown e i parenti all’estero che aspettano da tempo di poter rientrare in patria. Dopo questo tentativo da alcuni percepito in modo non dissimile a un regale invito al popolo a mangiare brioche, anche Nole si è sentito in dovere di replicare a chi ha frainteso la bontà delle sue motivazioni e si è rivolto all’Australia tutta con una lunga lettera pubblicata sui social. Vedremo se ciò stimolerà un nuovo intervento da parte di Nick Kyrgios, il quale, però, non ha nemmeno la scusa della quarantena.

MANEGGIARE CON CURA – Immancabili sono anche le preoccupazioni di e per Kei Nishikori, per il quale l’aggettivo cristallino viene solitamente affiancato al fisico molto prima che al talento. Considerando che parliamo di un finalista Slam ed ex quarto tennista del mondo, è facile intuire anche per chi non ne conosce la carriera che il trentunenne di Shimane ha più volte dovuto fare i conti con diversi problemi fisici. Spesso infortunato ma anche sfortunato, Kei non solo ha contratto il Covid-19 lo scorso agosto (dovendo così rinunciare a “Cincinnati” e allo US Open), ma si è pure ritrovato su uno degli aerei “infetti” e quindi costretto nella sua stanza.

Purtroppo per lui come del resto per Tennys Sandgren, per quanto rara e tuttora oggetto di studi, esiste la possibilità di essere nuovamente infettati e, evidentemente, le autorità locali hanno preferito la strada dell’estrema precauzione. “Sto bene, ma dovrò giocare degli incontri (ATP Cup) appena due giorni dopo la fine di questa quarantena. Sono preoccupato per il rischio di infortunarmi e per il livello di gioco ha spiegato in un video, aggiungendo la sua routine quotidiana: “Sveglia alle nove, colazione, due ore di allenamento, pranzo, pisolino e un altro allenamento. Cerco di mantenere la sensazione di giocare a tennis così provo i colpi e giochicchio con le palline”. Ma anche libri, videogiochi e altri passatempi, “eppure un po’ mi annoio”.

ATLETI VERI – Oltre a Nishikori, c’è tutta una schiera di tennisti concentrati su allenamenti di ogni tipo, ben decisi a tirare fuori il meglio dal proprio fisico (o, quanto meno, di perderne il meno possibile), benché costretti nello spazio ridotto delle loro camere. Per catapultarsi verso la porta, infilarsi il borsone portaracchette e farsi trovare prontissima, a Elina Svitolina bastano 4,5 secondi dal momento in cui sente bussare. Non che qualcuno abbia bussato. Si danno tutti e tutte davvero da fare, almeno durante quei brevissimi video che ci mostrano.

CARTE FALSE – Non è mancato neanche un politico locale che, apparentemente a caccia di facili consensi da bar, ha commentato in modo offensivo la foto postata da uno Stan Wawrinka intento a fare colazione in rigoroso rispetto del distanziamento sociale, nonché #happytobehere e #grateful. Questo non troppo ameno personaggio, membro del Parlamento, pochi mesi fa aveva pubblicato la propria versione delle carte da gioco “most-wanted Iraqi” usate nel 2003 dai militari statunitensi in Iraq per identificare i membri del governo di Saddam Hussein da catturare o uccidere. Ovviamente, nella sua versione, sulle carte c’erano le foto del premier Andrews e della sua squadra. Non ci farebbe piacere vederne una con il viso di Stan.

SE NON RISPONDI AL TELEFONO – Bravo a guadagnarsi la qualificazione in quel di Doha, Viktor Troicki ha i nervi a fior di pelle: Non posso preparare un match tre su cinque così, non sarei venuto se lo avessi saputo riportano i media serbi. La storia del “non lo sapevamo” è stata però smentita da Tiley e dal doppista Artem Sitak che ha raccontato di una teleconferenza con Tennis Australia in cui sono stati messi al corrente della spiacevole possibilità. Lo stesso Sitak ha tuttavia notato che, almeno in quella occasione, non erano tantissimi i colleghi presenti.

IN RIGA – A questo punto, era necessario qualcuno che mettesse un po’ di ordine: chi meglio di mamma Vika poteva assumersi l’onere? Con un lungo post, Azarenka ha allora chiesto ai colleghi cooperazione, comprensione ed empatia nei confronti della comunità locale. Inutile dire che nemmeno l’ex n. 1 del mondo è stata esente da critiche. Colpa della frase “stare in quarantena stretta per 14 giorni è molto dura da accettare”. Impossibile dire qualcosa senza tirarsi addosso le ire di qualcuno, ma nemmeno starsene zitti potrebbe ovviare al problema: “Uhm, cosa avrà da nascondere quello che non posta nulla?”.

IL PREFERITO – Concludiamo con Pablo Cuevas e le sue storie Instagram giornaliere. Appoggiato il materasso alla parete, lo ha utilizzato come “muro” contro cui scagliare rovesci a tutto braccio. Il giorno dopo lo ha rimesso a posto (beh, probabilmente la sera stessa per poter dormire sdraiato) e ha usato il letto munito di rotelle per fare “surf en Australia”. Scenette telefoniche,, tentativi di grafica, party solitari… Insomma, il Pablo che un anno fa all’ATP Cup era andato un po’ fuori testa potrebbe trascorrere queste due settimane meglio di tutti. Oppure lo perdiamo per sempre.

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ATP

L’ATP annuncia nuove modifiche al calendario: si gioca a Singapore e Marbella

Ufficializzati due nuovi tornei, a Singapore (22-28 febbraio) e Marbella (5-11 aprile). Il torneo di Budapest si sposta a Belgrado, mentre Houston viene cancellato

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Come già nella passata stagione, anche nel 2021 il calendario del tennis sarà suscettibile di varie modifiche e aggiunte in corso d’opera in modo da far fronte all’emergenza coronavirus, garantendo al tempo stesso un adeguato numero di eventi. L’ATP ha dunque annunciato l’inserimento di due nuovi tornei, cui è stata concessa una licenza della validità di un anno. Il primo si disputerà sul cemento indoor di Singapore nella settimana successiva all’Australian Open (22-28 febbraio), mentre il secondo avrà luogo a Marbella, in Spagna, dal 5 all’11 aprile e la superficie prescelta sarà la terra rossa.

Per dare ai tennisti maggiori possibilità di giocare e guadagnare, l’ATP ha inoltre aumentato le dimensioni dei tabelloni di alcuni tornei. il caso del torneo di Dubai il cui tabellone principale passerà da 32 a 48 giocatori, mentre quello delle qualificazioni verrà allargato da 16 a 24. Anche i tornei di Acapulco, Cordoba e Santiago del Chile disporranno di tabelloni allargati da 16 a 32 giocatori per le qualificazioni.

Altre misure di aggiornamento del calendario prevedono lo spostamento del torneo di Budapest a Belgrado (19-25 aprile) e la cancellazione dello storico U.S. Men’s Clay Court Championship di Houston (unico torneo nordamericano su terra) inizialmente programmato per la settimana del 5 aprile. Alla data attuale, tutti gli altri eventi presenti nel calendario ufficiale non subiscono variazioni.

 

L’ATP ha inoltre annunciato di essere disponibile a concedere altre licenze temporanee (valide per il solo 2021) in modo da riempire eventuali vuoti nel calendario.

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Coppa Davis

Finali di Coppa Davis: Kosmos propone sedi multiple, tra cui anche Torino

Meno squadre, più giorni e più città tra le idee per migliorare la fase finale della manifestazione

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Kosmos Tennis, il partner dell’ITF per quanto riguarda la Coppa Davis, ha avanzato una serie di proposte per migliorare le Finali della manifestazione dopo aver scrupolosamente analizzato l’evento inaugurale – e finora unico – disputato a Madrid al termine della stagione 2019. È la stessa Federazione Internazionale a confermare che alcune proposte sono già state accolte, mentre altre sono in fase di discussione.

Oltre alla riduzione delle squadre da 18 a 16 per il 2022, è già stato approvato l’allungamento a 11 giorni della manifestazione che quest’anno si terrà dal 25 novembre al 5 dicembre, a partire quindi dal giovedì successivo alla conclusione delle ATP Finals di Torino. Ricordiamo che l’edizione 2019 si è disputata alla Caja Mágica dal 18 al 24 novembre – collocazione che aveva provocato qualche perplessità per l’allungamento del calendario. È invece in discussione la proposta di disputare le Finali in tre sedi diversi già da quest’anno. Lo scopo, si legge nel comunicato, è di “migliorare la programmazione dei giocatori e l’esperienza degli appassionati, nonché di portare la competizione a un pubblico più ampio”. Evidentemente, la scrupolosa analisi ha evidenziato come solo i tie con protagonista la nazione ospitante avessero le tribune affollate da un numero di spettatori consono al nome dell’evento. Anche la parte in cui alcuni incontri sono finiti piuttosto tardi pure per gli standard spagnoli non deve essere sfuggito all’occhio attento degli esperti di Kosmos. Ecco allora l’ipotesi di accostare a Madrid – originariamente designata per il 2019 e il 2020 – altre due città, ognuna delle quali ospiterebbe due gironi e un quarto di finale. Alla capitale spagnola si giocherebbero così i restanti due gironi e gli altri due quarti, oltre che le semifinali e la finale.

Kris Dent, direttore esecutivo senior dell’ITF, ha detto che “nonostante il successo, era chiaro che le Finali 2019 avrebbero tratto giovamento da qualche modifica del gioco e del formato. Dopo la delusione per aver dovuto cancellare l’edizione 2020, ci concentriamo per offrire il miglior evento possibile nel 2021”. Quanto la cancellazione delle Finals dello scorso novembre (più precisamente, la riprogrammazione a fine 2021) sia stata una delusione e quanto un’opportunità, è già stato discusso.

 

Nel frattempo, Kosmos Tennis ha già lanciato la gara per arrivare a selezionare un lista ristretta di città europee che potranno potenzialmente unirsi a Madrid per ospitare le prossime Finali. La decisione definitiva sarà presa entro marzo e terrà conto delle proposte, anche rispetto alle condizioni legate al Covid-19, avanzate dalle città candidate. Riproponendo quelle che avrebbero dovuto essere le Finali 2020, la composizione dei gruppi è nota da una decina di mesi, con l’Italia che tenterà di emergere dal girone con Usa e Colombia.

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