Non basta un buon Zverev: Djokovic è più solido, giocherà la nona semifinale alle Finals

ATP

Non basta un buon Zverev: Djokovic è più solido, giocherà la nona semifinale alle Finals

Zverev tira 38 vincenti, ma quando il punto conta di più è Djokovic a prevalere. In semifinale sfiderà Dominic Thiem

Pubblicato

il

Novak Djokovic - ATP Finals 2020 (via Twitter, @atptour)

 [1] N. Djokovic b. [5] A. Zverev 6-3 7-6(4)

Questo articolo verrà aggiornato con le dichiarazioni di Djokovic e Zverev subito dopo le conferenze stampa.

In un’ora e trentasei minuti Novak Djokovic si impone su un buon Alexander Zverev, a cui non bastano 38 vincenti per scalfire una ritrovata concretezza serba dopo le ultime prove in cui era risultata pericolosamente assente. Sascha, che ha compromesso il primo parziale con un avvio a dir poco problematico, è poi riuscito a fare partita pari e il secondo set avrebbe anche potuto prendere una direzione diversa, ma la velocità di crociera e l’attenzione tenute costantemente alte da Nole avrebbero richiesto dall’altra parte della rete ancora qualcosa in più che invece non è arrivato. “Ho servito bene” ha detto alla fine il numero 1 del mondo. Sono riuscito a tenere il livello alto per tutto l’incontro. Lui ha commesso alcuni errori che mi hanno permesso di avere il controllo del match”. Non tanti, invero, quegli errori (18 unforced), ma quando il punto contava è stato inesorabilmente attratto in direzione Belgrado.

 

WARM UP – I due contendenti arrivano alla O2 Arena con i rispettivi bagagli di problemi personali, come peraltro qualsiasi altro essere umano, e fa parte del loro mestiere riuscire a lasciarli negli spogliatoi: Djokovic lamentandosi perché gli è stato impedito di avere sé stesso come interlocutore nei processi decisionali, Zverev alle prese con il suo processo mediatico (e il dettaglio del bebè in arrivo). Nessuno dei due si è espresso al meglio nelle prime due giornate, ma entrambi hanno la capacità di alzare improvvisamente alzare il livello e sfoggiare i loro panni migliori e questa è l’occasione giusta, anche perché sarà l’ultima per uno dei due.

Per Sascha, la variabile principale è il servizio, arma a doppio taglio capace sia di privare l’avversario della possibilità di iniziare lo scambio, sia di diventare fonte seconde appena appoggiate se non fuori bersaglio, con conseguenze disastrose sugli altri aspetti del suo gioco. Un esempio del suo picco è arrivato proprio contro Nole nella finale londinese di due anni fa dopo averci perso nel round robin. Superfluo dire di cosa è invece capace il 17 volte campione Slam che, dal canto suo, deve riscattare la prestazione contro Medvedev in cui è uscito sconfitto – ed è la cosa più sorprendente – anche sul piano atletico. Per chi ha già vinto cinque volte il torneo e il numero 1 di fine anno in tasca, al netto di quello che metterà in campo l’avversario, l’ostacolo maggiore non è tanto trovare le motivazioni, quanto avere a disposizione la scusa della loro mancanza per giustificare la sconfitta. No, nessuna scusa oggi.

Alexander Zverev – ATP Finals 2020 (via Twitter, @atptour)

IL MATCH – Sascha sceglie di partire in risposta – non un buon segnale – e, quando tocca a lui battere, si ritrova subito sotto 0-30. Un punto vinto da Djokovic con una difesa fenomenale alla… Djokovic e, dopo una seconda a 129 km/h che mette a dura prova l’attenzione del pubblico più giovane, arriva tutt’altro che inaspettato il primo doppio fallo. Il parziale di 12 punti a 2 con cui Novak ha iniziato minaccia un incontro dalle poche emozioni, ma Sascha tiene un ottimo turno di battuta sfoderando vincenti per dimostrare di essere pronto per la lotta; lo ribadisce al game successivo con uno scambio conquistato dopo alcuni recuperi illegali per un ragazzone che sfiora i due metri. I primi problemi per Nole arrivano al settimo gioco, complice la smorzata-assist, ma risale da 15-40 mettendo due ottime prime, la seconda delle quali tocca appena la riga (“3 millimeters” dice Lahyani dopo aver mostrato la grafica digitale), lasciando Sascha poco convinto davanti al segno sul campo.

Nonostante il ventitreenne di Amburgo sia decisamente entrato in partita, Djokovic non gli lascia più alcuno spazio per tentare l’aggancio e chiude 6-3 lasciando l’altro fermo con il rovescio lungolinea.

Zverev appare in fiducia, per quanto sempre appesa a un filo, Nole continua a direzionare il servizio preferendo il dritto tedesco; un doppio fallo serbo offre la possibilità del 3-1, ma Sascha non è abbastanza continuo nel rendimento per approfittarne. Il servizio teutonico va in tilt due volte consecutive, ma il n. 7 del mondo si ricompone in tempo per recuperare da 15-40. Il suo rovescio schiocca, la prima di servizio entra e fa male, il saldo dei vincenti a suo favore nel set assume proporzioni notevoli, ma c’è qualche imperfezione di troppo per mettere davvero pressione a un Nole che continua ben centrato e vince pure un paio di punti con altrettanti drop shot benché non perfetti. Zverev non può credere che gliene riesca un terzo e anche molto bene, così chiede la video review che però conferma il not up chiamato dall’arbitro.

È il dodicesimo gioco, Sascha dà sempre l’idea di essere a un passo dal prendersi il parziale, ma la solita disattenzione e il fido servizio serbo verso destra (“Novak ha servito incredibilmente bene, dovevo stare molto dietro in risposta” commenterà dopo l’incontro) portano al tie-break. Zverev allunga per primo, ma Nole lo costringe a forzare un colpo in più incassando l’errore e poi sorpassa con un gran passante di rovescio, punendo l’infelice scelta della direzione dell’altro. Sul 5-4, la solita battuta a uscire e uno scambio in pressione valgono a Djokovic l’accesso alla semifinale, la nona per lui alle Finals, contro Dominic Thiem.

L’anno scorso, nel girone, uscì vincitore l’austriaco, “un emozionante 7-6 al terzo” ricorda Novak. “Ho tantissimo rispetto per Domi e il suo team, hanno una grande etica del lavoro. È una semifinale, quindi mi aspetto una battaglia tosta. È un campione Slam, ora, e forse può giocare più libero di prima”.

Zverev si è poi dichiarato contento della sua stagione, “fantastica per me, ma sfortunatamente ho perso dei match importanti e ci lavorerò su il prossimo anno. L’incontro dello US Open brucia ancora, ma è positivo che riesca a mettermi in condizione di giocare quegli incontri. Se questo fosse un anno normale, sarei più in alto nel ranking”.

La situazione aggiornata dei gironi

Continua a leggere
Commenti

ATP

ATP Halle: Federer va al minimo, Ivashka cede comunque in due set

Lo svizzero vince all’esordio contro il qualificato bielorusso nonostante molte incertezze in risposta. Affronterà il vincente di Auger-Aliassime vs Hurkacz

Pubblicato

il

[5] R. Federer vs [Q] I. Ivashka 7-6(4) 7-5

Il primo match su erba di Roger Federer dopo due anni ha avuto tutte le caratteristiche di un match di rodaggio che si è concluso nel modo più positivo possibile: una vittoria in due set..

Il bielorusso Ilya Ivashka aveva passato brillantemente le qualificazioni e specialmente nel primo set sembrava più a suo agio sul campo del suo pluridecorato avversario. Federer ha avuto enormi difficoltà alla risposta raccogliendo appena due punti fino al tie-break. Era stato dunque l’elvetico ad annullare le uniche palle break del parziale sul 15-40 nel quarto gioco. Federer è apparso guardingo e circospetto nei movimenti sulla scivolosa erba tedesca, attenzione che Roger ha spiegato così:
“Qui è molto diverso da Wimbledon, perché fanno crescere questi blocchi d’erba fuori e poi li portano dentro lo stadio. In pratica dopo un paio di giorni nella fascia centrale possono già esserci rimbalzi irregolari. A Wimbledon è tutto diverso. Quando ero giovane c’era l’idea che giocare una volée fosse sempre meglio di giocare un passante. Oggi non è più così.”

 

Una volta arrivato al tie-break, Federer ha ingranato la marcia in risposta prendendo più punti (3) di tutto il set in precedenza. Arrivato fino al 6-1, ha chiuso infine 7-4 dopo essersi concesso un doppio fallo.

Nel secondo set, Federer è più attento in ribattuta e sembra non avere alcuna intenzione di portarsi l’avversario fino al tie-break. Ha già un match point sul 5-4 annullato dal bielorusso con una tremebonda volée vincente deviata dal nastro. Infine cede la battuta nel dodicesimo gioco con l’elvetico capace di alzare ancora i giri del motore. In conferenza stampa Roger è apparso soddisfatto:
“Sono contento di aver superato questo primo test dopo che Parigi mi aveva già dato buoni segnali. Sono felice di giocare di nuovo sull’erba soprattutto”

Intanto già dagli ottavi di finale la qualità dei suoi avversari si alzerà notevolmente: Federer attende il vincente del match tra Felix Auger-Aliassime e Hubert Hurkacz.

Negli altri incontri di giornata si segnala il ritiro di David Goffin costretto ad abbandonare dopo una scivolata sul prato contro il francese Moutet.

Il tabellone completo

Continua a leggere

ATP

ATP Queen’s: Sinner subito eliminato da Draper

Jannik serve per il set in entrambi i parziali che poi cede al tie-break al coetaneo n. 309 della classifica

Pubblicato

il

[WC] J. Draper b. [3] J. Sinner 7-6(6) 7-6(2)

Inizia con una sconfitta l’avventura sui prati di Jannik Sinner, sconfitto in due tie-break dal coetaneo Jack Draper nonostante le tante occasioni che ha saputo crearsi. L’azzurro ha infatti avuto sei palle per il 5-0, ha servito per chiudere in entrambi i parziali e mancato due set point nel primo. Draper, però, non ha mai smesso di crederci, a partire da quel quinto gioco – e soprattutto una volta vinto – che a conti fatti ha fatto la differenza.

È stato in assoluto il sesto incontro sull’erba per Jannik, il secondo in un tabellone principale, ovviamente tutti risalenti al 2019, sia per lo stop forzato dei circuiti di dodici mesi fa, sia per la scelta (se di scelta si può parlare) di rimanere sulla terra dei Futures italiani nella sua prima stagione da professionista. Si trattava invece della seconda apparizione nel Tour per Jack, meglio attrezzato dal punto di vista muscolare, dopo lo sfortunato esordio a Miami, quando, visibilmente stremato già da diversi punti, si accasciò a terra in preda alle vertigini alla fine del primo set.

 

IL MATCH – I giochi sono quasi tutti lottati, ma Jannik spinge bene con entrambi i fondamentali, si esibisce in un paio di ricami a chiudere le discese a rete in controtempo e vola avanti di due break, salvo poi restituirne uno dopo non essere riuscito a concretizzare le sei occasioni nel lunghissimo quinto game. Draper, al quale la scala discreta, arrotondata e probabilmente non aggiornata dell’ATP dà tre centimetri in più di Jannik in altezza, riesce finalmente a far valere le sue curve mancine – ottimo lo slice interno sull’erba ancora immacolata del Queen’s– e rimane in scia. Alla battuta per far suo il parziale, due brutti dritti in uscita dal servizio aprono uno spiraglio all’avversario che non si fa pregare e, piazzato un drittone vincente, approfitta di un altro gratuito altoatesino. Deluso e arrabbiato, Sinner non gioca al meglio neanche il successivo turno di risposta e viene agguantato sul 5 pari da un Draper ormai completamente in fiducia.

In un momento in cui gli scambi sono favorevoli al n. 309 ATP, Jannik estrae tre ace nulla meno che provvidenziali per giocarsi il tie-break. Di nuovo, il nostro ha l’occasione di chiudere con il vantaggio del servizio sul secondo set point consecutivo, ma perde gli appoggi finendo a terra e, benché sia felino nel rialzarsi, fallisce il colpo successivo. Il doppio fallo manda per la prima volta avanti Draper che cinico si prende il set, mentre l’azzurro mostra la sua stizza verso il proprio angolo. Sei ace per Jannik ma 57% di prime in campo trasformate solo nel 61% dei casi sono numeri non certo entusiasmanti sull’erba, per quanto di poco inferiori a quelli britannici.

Numeri che cambiano radicalmente in positivo per entrambi nella seconda partita che diventa molto più “da erba” e per sei giochi la risposta raccoglie davvero pochissimo. Poi, la prima di servizio abbandona la wild card, c’è anche un doppio fallo e Sinner ne approfitta immediatamente per passare in vantaggio. Di nuovo chiamato a chiudere con la battuta, Jannik manca ancora l’appuntamento, a dispetto di un bel regalo dell’altro e pagando con un errore uno scambio in controllo in cui avrebbe forse dovuto osare di più.

È ancora tie-break, dunque, e il diciannovenne di Sutton mette subito spazio tra sé e il nostro con un perfetto anticipo di rovescio lungolinea. È stato estremamente solido per tutto l’incontro, Draper, soprattutto in questo parziale e continua a tirare dritto come un treno fino alla chiusura con l’ace numero 11. Nel secondo set, Jannik ha finito con il pagare un prezzo pesante per quelle sole nove seconde di servizio a cui è dovuto ricorrere vincendo però appena due punti, ma in generale è mancata la freddezza nei momenti di vantaggio.

LE PAROLE DI JANNIK – La sfida inedita tra classe 2001 si è chiusa con un risultato inaspettato vista la notevole differenza di classifica e di esperienza a livello ATP tra i due e un tale livello da parte di Draper potrebbe aver sorpreso l’azzurro. “È un buon giocatore, l’avevo visto a Miami. Non so se abbia giocato il torneo junior a Wimbledon e fatto dei buoni risultati [è arrivato in finale nel 2018, gli fanno notare, ed è a suo agio sull’erba], ma ho cercato di concentrarmi su quello che dovevo fare io. All’inizio ha funzionato piuttosto bene, poi lui ha capito il mio gioco. Ha giocato i punti importanti meglio di me, mentre io non ho servito bene, cosa che mi capita già da un po’. ‘Sorpreso’ è una parola grossa, devi essere sempre preparato, ma credo che oggi lui abbia meritato la vittoria. Giornate così capitano. Si è allenato di più e ha maggiore esperienza di me sull’erba. Gli auguro buona fortuna, sperando che non abbia più infortuni – ne ha avuti un paio negli ultimi anni [frattura di un dito, tendinite al polso, ndr]. Nessun cambio di piani dopo l’uscita prematura al Queen’s, dove peraltro è iscritto anche al doppio insieme a Feliciano Lopez: “Abbiamo già il programma di allenamento per la prossima settima, quindi giocherò solo a Wimbledon”.

Continua a leggere

ATP

Queen’s: Berrettini tds N.1, derby con Travaglia al primo turno. Murray pesca Paire

I primi quattro giocatori italiani fra i seed: Sinner esordisce con Draper, Fognini con Lu, Sonego con un qualificato

Pubblicato

il

Matteo Berrettini - Stoccarda 2019 (foto via Twitter, @ATP_Tour)

Nastri di partenza per i Queen’s Club Championships, o cinch Championships per ragioni di sponsor, uno dei tornei più antichi del mondo e grande prodromo londinese a Wimbledon (erba, tabellone da 32 giocatori, financial commitment di €1.427.455). La qualità dell’entry list di quest’anno è decisamente più bassa rispetto a quella del 500 “rivale” di Halle (un membro della Top 10 contro cinque), ma il torneo avrà comunque motivi di grande interesse, in particolare per gli appassionati italiani.

Saranno infatti cinque i rappresentanti azzurri al primo turno, compreso il primo favorito Matteo Berrettini che ha pescato Stefano Travaglia. Il vincitore fronteggerà il vincente di quello che è forse il match più interessante, vale a dire quello fra Andy Murray e Benoit Paire – il britannico (cinque volte vincitore) ha ricevuto una wildcard e tornerà alle competizioni per la prima volta da marzo. Chi uscirà da quell’ottavo troverà presumibilmente Dan Evans.

Sempre nella parte alta ci sarà anche Fabio Fognini, tds N.8: il ligure esordirà contro Lu (in campo grazie al Protected Ranking) prima di trovare Marin Cilic, due volte campione del torneo e impegnato domani nella finale di Stoccarda. In caso di accesso ai quarti, Fognini troverebbe probabilmente Alex De Minaur, anche se su una superficie così rapida non va sottovalutato Reilly Opelka.

 

Di seguito il tabellone:

Nella parte bassa, la tds N.3 Jannik Sinner esordirà contro una delle (poche) speranze del tennis britannico, vale a dire il suo coetaneo Jack Draper, che ha ben impressionato nel suo esordio ATP a Miami prima di collassare per il caldo – il mancino si trova a suo agio sui prati, avendo raggiunto la finale di Wimbledon juniores nel 2018. In caso di vittoria, Sinner troverà Bublik o Chardy, e poi Karatsev o Norrie.

Il settimo seed Lorenzo Sonego, infine, se la vedrà con un qualificato. Agli ottavi gli toccherebbe uno fra Bedene e Tiafoe, e ai quarti il secondo favorito Denis Shapovalov, che però potrebbe avere un ottavo non semplice con il campione uscente di singolare e doppio Feliciano Lopez, contro il quale ha già sofferto questa settimana a Stoccarda.

L’unico italiano presente nelle qualificazioni, Roberto Marcora, è stato invece eliminato questa mattina al primo turno per 6-3 7-5 dal cileno Alejandro Tabilo.

Qui i tabelloni aggiornati del Queen’s e degli altri tornei della prossima settimana

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement