“Un anno fa ero lì, a un set dalla finale dello US Open”, diceva uno sconsolato Frances Tiafoe lo scorso ottobre. “Da quel giorno non sono più riuscito a giocare con la fame giusta”, aggiungeva lo statunitense, che a seguito di un periodo negativo decideva di chiudere la stagione anzitempo. Da quel messaggio a cuore aperto, pubblicato sui social, sono trascorsi più di otto mesi. Dopo tre anni di digiuno per quanto riguarda i titoli, al Terra Wortmann Open l’americano ha chiuso in bellezza il torneo, vincendolo alla sua prima partecipazione.
Mai prima d’ora Tiafoe era riuscito a sconfiggere più di un top 10 nello stesso evento. Sull’erba dell’ATP 500 di Halle, però, il 28enne a stelle e strisce ha subito messo le cose in chiaro avendo la meglio su Flavio Cobolli all’esordio. Poi ai quarti si è salvato contro Felix Auger-Aliassime, al quale ha annullato tre match point. E in finale si è trovato opposto a quel Taylor Fritz che, uscito sconfitto dal loro primo precedente nel lontano 2016, negli ultimi sette incroci non si era più arreso dinanzi a lui. Neppure in quella semifinale dello US Open 2024, dalla quale Tiafoe era uscito sconfitto al parziale decisivo.
Ad Halle, però, l’attuale numero 19 del mondo è stato capace di mettere in piedi una prestazione di una continuità invidiabile e di una qualità eccelsa. Con un doppio 6-4, perdendo solamente 7 punti dei 47 giocati in battuta, Big Foe ha tagliato il traguardo senza offrire palle break al suo avversario. Una dimostrazione di grande sicurezza nei suoi mezzi. Ma nel periodo più recente della sua carriera non è sempre stato così. Per comprendere al meglio il percorso che ha portato Tiafoe al sigillo di Halle, è necessario partire da più indietro. Nello specifico, dalla stagione nordamericana della scorsa estate.
I dolori fisici, la chiusura di stagione anticipata e i cambi di coach
Siamo in piena estate e Frances sta giocando un buon tennis nei primi appuntamenti americani in preparazione al grande evento che chiude lo swing: lo US Open. A Cincinnati, però, un dolore alla schiena lo obbliga a ritirarsi durante il secondo set del suo match di ottavi contro Holger Rune. Si presenta comunque carico al punto giusto a New York: “Questa è la generazione americana giusta per vincere uno Slam”, dice lo statunitense a Flushing Meadows, per lui il torneo più importante della stagione. Ma la buona condizione tennistica mostrata fino a quel momento va presto a sbattere contro i fastidi fisici. Al terzo turno, infatti, Frances cede in tre set a Jan-Lennard Struff.
Decide poi di tirarsi indietro dalla Laver Cup e sceglie di tornare in Coppa Davis. Disputa però due match di basso livello e i ‘suoi’ Stati Uniti si fanno quindi fregare dalla Cechia. Prova a reagire il tennista a stelle e strisce nelle settimane seguenti. Ma i dolori fisici e la poca fiducia con cui scende in campo in quel periodo lo portano a prendere una decisione drastica: chiudere la stagione 2025 a seguito della trasferta asiatica. “La mia stagione non è stata all’altezza, è stata davvero mediocre. Nel tennis devi lottare ogni settimana, ed è proprio quello che mi è mancato. Ho giocato con troppo nervosismo. Ho intenzione di sfruttare i tre mesi che restano nella stagione per costruire le basi per il prossimo anno, in cui rinascerò”.
Subito dopo, Tiafoe decide di separarsi da coach David Witt, con cui lavorava dall’estate 2024. Inizia quindi un periodo di prova con Todd Martin, ex numero 4 al mondo e due volte finalista Slam. Ma la collaborazione dura solamente poche settimane. Frances decide così di ripartire da quel Mark Kovacs che lo seguiva quando era ancora un adolescente e si allenava presso le strutture della Federazione statunitense (USTA).
Tennis, risultati e recupero: la nuova realtà di Tiafoe
Inizia il 2026 e Big Foe torna a mostrare un tennis discreto. Non è ancora abbastanza però per riuscire a scalfire i migliori. A Brisbane perde nettamente contro Daniil Medvedev agli ottavi, mentre all’Australian Open Alex de Minaur gli rifila un 3-0 pesante al terzo turno. A Dallas e a Delray Beach non si vede ancora un Tiafoe competitivo. I connazionali Sebastian Korda e Learner Tien lo battono rispettivamente agli ottavi e ai quarti. Ma Frances non demorde e vola ad Acapulco per cercare di strappare il primo risultato di spessore da inizio stagione. E ci riesce. Si fa strada sino alla finale, nella quale Flavio Cobolli finisce per prevalere, e si presenta così al Sunshine Double con ottime sensazioni.
“Le cose stanno iniziando a girare per il verso giusto”, afferma Tiafoe in quei giorni. A Indian Wells il 28enne statunitense si prende una bella rivincita su Cobolli al terzo turno e si arrende ad Alexander Zverev, agli ottavi, non senza combattere. “Io mi affido alla sofferenza, non concedo regali”, dichiara poi a Miami. “Se gli avversari vogliono superare il limite, che lo facciano. E se lo guadagnino il successo. Mi prendo sempre un momento per visualizzare l’incontro che devo giocare e pensare alle cose positive che possono accadere. Spesso chiudo gli occhi e immagino di stringere la mano all’avversario dopo aver vinto”.
Con questa mentalità, a Miami Frances sconfigge tra gli altri il campione in carica Jakub Mensik, dopo avergli cancellato due match point al tie-break del terzo set. Si spinge poi sino ai quarti di finale, dove però deve deporre le armi contro il cannibale Jannik Sinner. Decide quindi di non perdere tempo e di mettersi subito all’opera sul mattone tritato. Si issa in semifinale a Houston; qui il connazionale Tommy Paul lo mette al tappeto al fotofinish. La sconfitta brucia. Il fisico e la mente iniziano a presentare il conto delle grandi fatiche profuse nei primi tre mesi della stagione. E Tiafoe decide quindi di fermarsi per un mese. Uno stop consapevole, di un tennista che sa ciò che sta facendo. Una pausa per ricaricare le batterie in vista degli ultimi tornei sul rosso europeo.
Dalla sconfitta con Arnaldi al titolo ad Halle
Se Roma e Amburgo finiscono per essere di rodaggio, è al Roland Garros che Frances torna a farsi valere. Si qualifica per gli ottavi dopo aver intascato una vittoria in quattro set e due successi al parziale decisivo. A questo punto, va a un passo dal difendere i quarti di finale agguantati a sorpresa l’anno precedente. Va a servire per il match nel quarto set contro Matteo Arnaldi, che però capovolge il risultato e dopo quasi cinque ore e mezza di gioco lo supera al quinto set. A detta di Tiafoe, quella è una delle sconfitte più brucianti della carriera.
Frances però sceglie di tornare in campo già nella prima settimana dedicata ai tornei su erba. Si presenta a Stoccarda, ultimo torneo vinto da lui nel lontano 2023, che gli regalava la top 10. Si ferma ai quarti contro Jiri Lehecka e vola quindi ad Halle per cercare di strappare alcuni successi preziosi in vista di Wimbledon. Il resto è storia recentissima. Dopo una settimana quasi impeccabile, Tiafoe alza al cielo il suo quarto trofeo ATP, il secondo su erba e il più prestigioso in assoluto.
È d’obbligo fare presente che l’americano arrivava a questa finale avendo perso le ultime 4 ed essendo uscito sconfitto da tutti gli ultimi atti giocati nei tornei di categoria superiore agli ATP 250 (4 in totale). Grazie a questo alloro Big Foe diventa il primo statunitense a laurearsi campione ad Halle e il settimo tennista a stelle e strisce a mettere in bacheca un ATP 500, categoria di tornei introdotta nel 2009.
Wimbledon: la sfortuna del numero 17
Nell’ultima classifica pubblicata, Tiafoe ricopre la 19esima posizione mondiale (e la casella numero 13 nella Race). Ciò vuol dire che, considerando i forfait di Carlos Alcaraz e Lorenzo Musetti per Wimbledon, l’americano sarà testa di serie numero 17 ai Championships. Un numero sfortunato, poiché al terzo turno lo statunitense potrebbe incrociare la racchetta con una forza del seeding dalla 9 alla 16. Contro alcuni di questi, però, potrebbe comunque partire favorito (vedi Casper Ruud, Luciano Darderi o Learner Tien). Anche perché, come si può vedere dal suo storico nello Slam londinese, sui prati di Wimbledon Frances sa come comportarsi.
Nel 2022 approdò agli ottavi, e David Goffin lo rimontò da uno svantaggio di due set a uno. Un paio di anni dopo, la medesima dinamica si riconfigurò al terzo turno contro il campione in carica Carlos Alcaraz, che ebbe la meglio in cinque set sudati. “Oggi mi sentivo sulle nuvole, come se non potessi sbagliare al servizio”, rivela Tiafoe a seguito del successo ad Halle. Non resta altro che attendere il sorteggio di Wimbledon per capire in quale sezione del tabellone sarà sorteggiato Frances. Venerdì 26 giugno avremo le nostre risposte.
