Roland Garros donne: Le 10 vittorie memorabili

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Roland Garros donne: Le 10 vittorie memorabili

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TENNIS – Da Iva Majoli (1997) a Francesca Schiavone (2011), da Arantxa Sanchez (1989) a Myskina (2004), da Seles (1990) a Graf (1999). Abbiamo scelto di riproporre un articolo di Alessandro Mastroluca per ricordare dieci vittorie memorabili nella storia del Roland Garros femminile nell’era Open.

1976 Sue Barker
Non c’era Chris Evert, due volte detentrice del titolo e numero 1 del mondo. Non c’erano  Billie Jean King, Martina Navratilova, Evonne Goolagong-Cawley e Virginia Wade che si erano unite al World Team Tennis.
Ma non per questo il percorso di Sue Barker verso il suo unico Slam è stato più semplice.
La britannica supera in due set i primi due turni contro l’australiana Gregory e la spagnola Perea-Alcala furono sconfitte in due set. Dal terzo turno cede sempre un set a partita: contro Mariana Simionescu, futura signora Borg (75 26 61), la cecoslovacca Marsikova (46 62 86) e la rumena Ruzici (63 16 62). Ritrova così in finale la tedesca Renata Tomanova, che ha sconfitto due settimane prima ad Amburgo.
Tomanova non è testa di serie ma è già arrivata in finale agli Australian Open perdendo da Evonne Goolagong-Cawley. “Non riuscivo a mangiare quella mattina” ha ricordato Barker, “così mi sono andata ad allenare ma non mettevo una palla in campo”.
Sul Centrale vince facile il primo set 62, perde il secondo 60 ma nel terzo ritrova la forma del primo e chiude 62 06 62. Non si dà alla pazza gioia, però. “Ho fatto la conferenza stampa, ho bevuto un po’ di champagne con i giornalisti inglesi e poi ho preso l’aereo per tornare da mamma e papà. Se avessi saputo che sarebbe rimasto il mio unico slam avrei festeggiato molto di più”.

 

1989 Arantxa Sanchez
È un anno di talenti precoci, a Parigi. Fabrice Santoro, che conquista il titolo junior, ha la stessa età di Michael Chang, che vince il torneo maschile, e uno in meno di Arantxa Sanchez che riesce nell’impresa di battere Steffi Graf, imbattuta in uno slam da 21 mesi, dalla finale degli Us Open 1987 persa da Martina Navratilova.
Sanchez salva sette palle break nei primi tre turni di battuta, va a servire per il set sul 5-4 ma si fa strappare il servizio, Graf manca due set point sul 6-5 con due errori di rovescio e si va al tiebreak. La spagnola risale da 2-4, Graf annulla una palla set con un passante vincente ma due punti più in là è Sanchez a celebrare il 7-6. Graf domina il secondo set a suon di dritti e, dopo aver mancato due set point sul 5-2, completa il 6-3. Ma nel primo game del terzo, da 40-15, la tedesca subisce il break. Ne firma due, consecutivi, al sesto e all’ottavo gioco, e si porta avanti 5-3 e servizio. Qui però perde il break a zero, Sanchez tiene a 15 e in poco tempo è 5-5, è di nuovo tutto in gioco. Sanchez continua a martellare, altro break a zero (e fanno 12 punti a 1 dal 3-5) con Graf che al cambio campo scappa negli spogliatoi. Non riesce però a raddrizzare la partita che termina su un suo rovescio a rete.

1990 Monica Seles
Il cambio della guardia. A 16 anni Monica Seles diventa la più giovane vincitrice nell’albo d’oro del torneo. Supera in semifinale Jennifer Capriati, a 14 anni la più precoce semifinalista alla Porte d’Auteuil.
Vince il titolo su Steffi Graf, alla 13ma finale slam consecutiva. Un anno prima Graf l’aveva battuta in semifinale al Roland Garros. Dalla successiva sconfitta in finale, Graf aveva infilato 66 vittorie di fila, la seconda miglior serie nella WTA dopo le 74 di Martina Navratilova, portando il bilancio dall’inizio del 1987 a 265-8, prima di perdere proprio da Monica Seles 62 64 nella finale del German Open, tre settimane prima del Roland Garros.
L’inizio di Monica è una dichiarazione d’intenti. Primo punto: risposta vincente. Seles firma tre break nei primi tre game di risposta, dopo che Graf aveva perso sei volte il servizio in tutto il torneo. In mezzo, prima del quinto game, la pioggia costringe a fermare il gioco per quasi un’ora. Steffi Graf riesce a risalire fino al tiebreak ed è qui che in pratica si decide la finale. Graf allunga 5-0 poi 6-2, ma i set point via via svaniscono e il doppio fallo che vale l’aggancio sul 6-6 sa di resa: 8-6 Seles, che si porta subito 3-0 nel secondo. Graf rimonta ancora, 4-4, ma subisce il quinto break del match e cede lo scettro alla sua rivale. Tre anni dopo Gunther Parche, patologico tifoso di Steffi Graf, fermerà nel sangue la scalata al successo di Monica accoltellandola alla schiena ad Amburgo.

1997 Iva Majoli
Iva Majoli, 19 anni, è la più bassa testa di serie ad aver vinto il Roland Garros.
Da nona favorita del seeding, ferma in finale la corsa di Martina Hingis, numero 1 del mondo, dopo 37 vittorie consecutive.
È una finale senza storia, che la 19enne croata conclude 64 62 in un’ora e 20.
Col suo power tennis ha ottenuto bel 17 palle break senza concederne nemmeno una. Ne ha convertite solo tre, ma non ha avuto bisogno di altro per firmare una delle più grandi sorprese nella storia del torneo.
Eppure era stata vicinissima all’eliminazione negli ottavi di finale. Lindsay Davenport si era trovata in vantaggio 75 40 e al servizio, con tre palle per salire 50. Majoli era riuscita a rimontare e chiudere 57 64 62. E’ il punto di svolta del torneo più straordinario della sua carriera.

1999 Steffi Graf
C’era una volta il Lovebird Double, l’accoppiata dei piccioncini Connors e Evert a Wimbledon 1974. Il loro fidanzamento finì presto, per le ragioni che Jimbo ha svelato, certo con poco tatto, nell’autobiografia Outliner.
A Parigi, nel 1999, Andre Agassi completa il Career Slam ventiquattro ore dopo che Steffi Graf, l’amore della sua vita, ha alzato al cielo il 22mo e ultimo major della sua carriera.
Ha quasi 30 anni Fraulein Forehand, che di lì a poco annuncerà il ritiro dalle scene. Ma diventa l’unica giocatrice a vincere uno Slam battendo le prime tre teste di serie: Davenport (n.2) nei quarti, Seles (n.3) in semifinale e in finale la 19enne Martina Hingis, numero 1 del mondo.
A parte mamma Melanie e il suo fidanzato Mario, tutto il Philippe Chatrier è per Steffi Graf, che però perde il primo set 64 e si ritrova sotto 20 nel secondo.
Nel terzo game, con la tedesca al servizio, il giudice di linea chiama fuori un dritto buono di Hingis. Scende l’arbitro Anne Lasserre, e non trova il segno.
Allora Martina oltrepassa le convenzioni e la rete e va a cercarlo direttamente il segno.
Deve intervenire il supervisor Gilbert Ysern, ma a Martina resta il punto perso e il penalty point per le proteste.
Quel diritto (buono) le costa due quindici, e praticamente la partita. Martina perde il secondo set e riesce ad annullare un match point con un servizio da sotto. Ma non va come a Chang contro Lendl dieci anni prima.
Graf vince 46 75 62. “Oggi mi sono sentita francese” dice mentre l’ovazione del pubblico accompagna l’epilogo dell’ultima finale del millennio.

2001 Capriati
“Dall’inferno al paradiso” titolavano i giornali francesi alla vigilia. Non è certo una bella finale quella tra Jennifer Capriati e la 18enne Kim Clijsters, segnata da 155 errori su 257 punti giocati. Capriati, che ha vinto il Roland Garros junior a 13 anni, inizia male: doppio fallo e break Clijsters che si invola verso il 61. Ma la 25enne statunitense, già vincitrice agli Australian Open a inizio anno, chiude il secondo set 64. Il terzo è una maratona di equilibrio e di errori che dura 22 game.
Per quattro volte Clijsters si trova a due punti dalla vittoria, sul 65 e sull’87. Ma è un dritto vincente di Capriati a chiudere il terzo set, durato da solo 79 minuti.
È la bandiera a stelle e strisce che campeggia nella cerimonia di premiazione. Jennifer corre ad abbracciare il fratello Steven, il padre Stefano e mamma Denise.
Mentre Maurice Green e Chris Evert le consegnano il trofeo, Capriati dedica la vittoria a Corinna Morariu, 23 anni e campionessa in doppio 2 anni prima a Wimbledon, colpita da una grave forma di leucemia.

2004 Myskina
E’ Anastasia Myskina la prima russa a vincere uno Slam.
Lo fa nella prima finale tutta russa in un major, approfittando della tensione dell’amica Elena Dementieva.
Sono le prime due russe a giocarsi il titolo in uno slam dal 1974 quando Olga Morozova, coach di Dementieva, perse a Wimbledon.
Prima del 2004, Myskina in carriera ha vinto una sola partita al Roland Garros. Quell’anno, però, sorprende Venus Williams e Jennifer Capriati.
Il derby delude. Myskina vince 61 62 in 59 minuti. È la finale più sbilanciata in uno Slam dal 60 62 di Graf a Sanchez-Vicario agli Australian Open del 1994. Al Roland Garros non si vedeva una sfida per il titolo così squilibrata dal doppio 60 di Steffi Graf a Zvereva nel 1988.

2010 Schiavone
“All’inizio del Roland Garros” scriveva Ubaldo Scanagatta, scommettere su Francesca Schiavone  “c’era chi su Betfair ti offriva 300 volte la tua puntata se volevi campionessa del torneo”. Eppure credo che quella scommessa non l’abbia fatta nessuno.
E forse, non l’avrebbe fatta nemmeno lei, che pure fin da bambina sognava di vincere proprio questo torneo e quattro anni fa l’aveva anche detto: “Penso di avere il potenziale per vincere uno Slam”. Pochi l’avevano presa sul serio.
Molti le avevano dato della sognatrice, alcuni della presuntuosa. Il suo è stato un crescendo capace di far invidia a Gioacchino Rossini.
Match dopo match Francesca Schiavone ha giocato sempre meglio. Dopo il primo set perso (5-7) con la russa Koulikova, al primo turno, ha vinto 13 set di fila.
Una cavalcata trionfale: 6-3 6-4 il secondo e il terzo set alla Koulikova, 6-2 6-2 all’australiana Ferguson, 6-4 6-2 alla cinese Na Li n.11 del mondo, 6-4 6-4 alla russa Kirilenko, 6-2 6-3 alla danese Wozniacki n.3, 7-6 alla terza russa Dementieva n.5 prima del suo ritiro, 6-4 7-6 all’australiana Stosur in finale dopo un’ora e 38 minuti di tennis condotto sempre all’attacco, con sette volee vincenti su sette. Tali da entusiasmare la miglior tennista di tutti i tempi Martina Navratilova. Lo speciale di Ubitennis

2011 Na Li
“Non è arrivato, purtroppo, il sospirato bis richiesto da tutta l’Italia. Ma, dall’altra parte, c’erano 50 milioni di cinesi che sognavano il loro primo trionfo in uno Slam e l’Italia in fondo l’aveva già vissuto un anno fa. Un po’ per uno…” commentava Ubaldo Scanagatta.
“Il momento più brutto, quello più fastidioso per me, l’ho vissuto lassù sul palco della premiazione dov’ero stata un anno fa: è stato quando ho visto la bandiera cinese che saliva su e quella italiana che restava in basso” avrebbe detto la Schiavone pochi minuti dopo una sconfitta apparsa quasi inevitabile fino al 6-4,3-1 e pallabreak per il 4-1 pesante (quando la Na Li ha fatto uno dei pochi regali del suo match quasi perfetto, un dritto piuttosto comodo in rete e quando ancora la Schiavo gridava al suo angolo: “Non riesco, non riesco!”), ma apparsa invece improvvisamente evitabilissima quando Franci è stata a due punti dal set, sia sul 5-4 e 15-30 sul servizio della Na li, sia sul 6-5 30 pari e 40 pari.
E sarebbe arrivata addirittura al setpoint se quella ragazza svedese, Louise Enzell, non avesse commesso un clamoroso errore sul 6-5 40 pari imponendo un over-rule fuori luogo.
Il rovescio della Na Li era out, il giudice di linea aveva visto bene, seppur tardivamente, favorendo con la sua incertezza i dubbi della Na li prima, della Enzell poi.
Il Roland Garros al femminile viene così archiviato con un 6-4 7-6 che per l’appunto è lo stesso score con il quale Francesca un anno fa liquidò Sam Stosur che pure era la favorita della finale.
Il segreto, per Na Li, è stato il divorzio da Jiang Shan, mantenuto come marito e licenziato come coach poche settimane prima dell’inizio del torneo. “Passavamo insieme 24 ore su 24 e alla fine non sapevo mai se stavo parlando con il marito o con l’allenatore” ha spiegato lei. Un po’ troppo forse.
Talmente troppo che sia il tennis sia il matrimonio stavano perdendo un filo logico: quattro sconfitte di fila al primo turno dopo la storica finale di Melbourne. Il colpo di genio è stato quindi divorziare dal punto di vista tecnico e assumere come allenatore il danese Michael Mortensen.

2012 Sharapova
Maria Sharapova non è più una mucca sul ghiaccio sulla terra battuta.
“Maria che sin da giovanissima è stata abituata a calcare questi palcoscenici conquista il quarto Slam della sua carriera, l’unico che le mancava; cogliendo il suo “Grande Slam personale”, a distanza di 8 anni dal suo primo trionfo, quando solo 17enne conquistò il tempio di Wimbledon e si fece conoscere al mondo per la sua avvenenza e per i suoi gridolini” racconta Daniele Flavi.
Dopo di allora ne vinse altri due e sempre negli anni pari; gli US open nel 2006 e gli Australian Open nel 2008.
“Con questa vittoria”, 63 62 alla straordinaria Sara Errani che cancella lo zero alla voce vittorie contro le top 10 ed entra per la prima volta tra le migliori 10 del ranking, “ torna ad essere anche la numero 1 del mondo in un tennis femminile alla disperata ricerca di una leader vera, che ha visto gli ultimi 6 tornei dello Slam essere vinti da 6 giocatrici diverse. Potrà ora Maria, che comunque ancora ha soli 25 anni, tornare a dominare la scena agonistica? Anche perché per quanto riguarda il gossip e gli aspetti extra tennistici è sempre stata la numero 1 indiscussa”.

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Roland Garros, programma domenica 29 maggio: Nadal sul centrale, Trevisan precede Djokovic

È tempo di ottavi di finale: Trevisan apre alle 11 sul Lenglen, seguita da Djokovic. Nadal 3° sul centrale, ancora serale per Alcaraz

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Novak Djokovic - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

L’altalena tra parte alta e parte bassa di tabellone prosegue anche per la giornata di domenica, destinata ai primi incontri di ottavi di finale, in particolare quelli dello spicchio più in basso. Ad aprire il programma del day 8 sul campo centrale sarà la sfida nord-americana tra la 19enne canadese Fernandez opposta alla 20enne statunitense Anisimova, alle ore 12. Un’ora prima invece, alle 11, scenderà in campo Martina Trevisan contro la bielorussa Aliaksandra Sasnovich, sul Court Suzanne Lenglen, unica italiana in campo domenica. La mattinata all’insegna del tennis femminile prosegue sul campo centrale con la sfida Gauff-Mertens come secondo match del programma.

Il n.1 del mondo Novak Djokovic continua la sua alternanza tra campo centrale (Philippe Chatrier) e campo 2 (Suzanne Lenglen), e domenica gli toccherà proprio quest’ultimo. Il serbo giocherà contro Schwartzman, al termine del match di Trevisan dunque alle 13 circa. Dopo Djokovic, toccherà a Zverev-Zapata, e infine si torna con le donne: Stephens opposta a Teichmann. Sul campo centrale invece torna Rafael Nadal, per la terza volta su quattro match in questa edizione. Il maiorchino, alle 16 circa affronterà il canadese Falix Auger-Aliassime. La sessione serale, per la seconda volta consecutiva, sarà ravvivata dalla giovane promessa Carlos Alcaraz impegnato contro Karen Khachanov, non prima delle 20:45.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

 

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Roland Garros: Kovinic lotta, stavolta Swiatek fatica un po’. Finisce la favola di Jeanjean

PARIGI – 31° successo consecutivo per Iga Swiatek: regolata in due set una combattiva Danka Kovinic che ha impegnato tanto la n. 1 del mondo. Begu spezza i sogni di Jeanjean

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Iga Swiatek - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Dal nostro inviato a Parigi

[1] I. Swiatek b. D. Kovinic 6-3 7-5

Non poteva certo essere la montenegrina Danka Kovinic, n. 95 del mondo a interrompere la striscia di vittorie consecutive (ora sono 31) della n. 1 del mondo. Anche se la 27enne tennista di Cetinje ci ha provato con coraggio e tenacia, tenendo testa alla campionessa polacca per un’ora e mezza. Swiatek probabilmente ha pagato in entrambi i set un calo di concentrazione quando si è trovata avanti 4-1. Ma poi ha rimesso subito le cose in chiaro, anche se soprattutto la rimonta subita nel secondo set, quando la ex n. 46 WTA si è trovata in vantaggio 5-4 e poi a due palle dal garantirsi il tie-break, fanno pensare che un pochino di pressione per il ruolo di stra-favorita, quando le cose in campo non vanno per il verso giusto, inizii a sentirla. Se invece è tranquilla e centrata, anche oggi ha mostrato di avere una facilità di gioco e una varietà di soluzioni che la mettono un gradino sopra le altre.

 

IL MATCH – Si parte con un parziale di 6 punti a 0 per la n. 1 del mondo, che fa presagire l’ennesimo monologo della campionessa polacca. Invece la tennista montenegrina non accetta passivamente il ruolo di ennesima vittima sacrificale della dominatrice del circuito e decide di mettere in campo tutto quello che ha e che può. Tira costantemente la prima di servizio tra i 180 e i 190 km/h (che per una ragazza sotto i 170cm è notevole), sulla seconda cerca di allungare le traiettorie per non dare la possibilità a Swiatek di metter subito i piedi in campo, da fondo corre e spinge più che può. Servono così 20 punti, 5 palle break ed oltre 12 minuti alla campionessa del Roland Garros 2021 per portare a casa il break. Ma sui turni di servizio della campionessa polacca per il momento non c’è partita. La facilità di gioco della quasi 21enne di Varsavia (compie gli anni martedì) è impressionante: i colpi le escono dalla racchetta senza sforzo, con velocità e profondità sempre notevoli. Ma la sua avversaria continua a fare il suo: con un ace Danka si toglie lo zero dalla casellina dei game e poco dopo, nonostante due doppi falli di fila figli della necessità di giocare al limite, si porta sul 2-4. Se proprio vogliamo cercare il pelo nell’uovo, in questa fase ogni tanto arriva qualche errore di troppo di Iga, che forse è scesa un po’ con la concentrazione.

Neanche scritta la frase ed ecco che il campo conferma la sensazione: Swiatek va come al solito 40-0, ma poi due errori  di fila portano la tennista di Cetinje per la prima volta ai vantaggi sul servizio della polacca; il terzo, dopo uno scambio abbastanza duro da fondo in cui Danka non arretra di un centimetro sulla diagonale di rovescio, alla prima palla break; il quarto permette a Kovinic di brekkare la n. 1 del mondo Iga però rimette subito le cose a posto, anche con l’aiuto dell’avversaria che paga un po’ lo sforzo e po’ va fuori giri: torna a mettere i piedi in campo e a comandare gli scambi con il dritto, evitando la diagonale di rovescio dove Kovinic qualche problema glielo procura . Parziale di 8 punti a 0 ed è 6-3 Swiatek dopo 43 minuti. Il set più lungo che ha dovuto giocare, già una soddisfazione per la montenegrina.

Il secondo set parte con Kovinic che tiene addirittura il servizio a zero e poi si porta di nuovo sul 30 pari sulla battuta della recente vincitrice di fila di Doha, Indian Wells, Miami, Stoccarda e Roma. Il pubblico presente (circa il 50% dei posti occupati) dimostra di apprezzare la combattività della montenegrina, che rende il match godibile ed interessante. Swiatek però è di nuovo sul pezzo, mentre la sua avversaria comincia ad accusare il fatto di aver giocato per quasi un’ora con i giri del motore al massimo. Scende un pochino di intensità ed ecco che la n. 1 del seeding allunga e si porta sul 4-1. Ma come nel primo set, un altro piccolo calo di attenzione costa a Swiatek il secondo break, e all’improvviso l’ex n. 46 del mondo trova ulteriori energie. Accorcia sul 4-3, raccogliendo gli applausi del pubblico per una bella smorzata di dritto che lascia immobile l’avversaria. Iga stavolta accusa un pochino il colpo e si ritrova sullo 0-40: un’altra smorzata di dritto porta Danka sul 4 pari e poi con un game a zero sul 5-4, qualcosa che solo 15 minuti prima sembrava impronosticabile. Iga mette il maglioncino a maniche lunghe – il cielo è coperto e c’è un vento che rende l’aria un po’ frizzante –  che sembra abbia l’effetto della coperta di Linus (nella sua vittoria qui nel 2021 indossava praticamente sempre un maglioncino simile): dato che le permette di interrompere la striscia di 4 giochi consecutivi vinti dell’avversaria, che ricordiamo salì tra le top 50 a soli 22 anni, prima di una crisi di un paio d’anni, poi superata.  Danka sembra non scomporsi e con l’ennesima smorzata di dritto vincente va 30-0, invece il doppio fallo successivo è l’inizio della fine: altri tre gratuiti e Swiatek si porta sul 6-5 per chiudere poi subito dopo 7-5, in 1h31’. Negli ottavi per lei la vincente tra Cornet e Zheng.

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

I.C. Begu b. L. Jeanjean 6-1 6-4 (Giuseppe Di Paola)

Finisce sul Suzanne-Lenglen la favola di Leolia Jeanjean. Dopo aver dominato Pliskova, la francese incappa in una brutta giornata e cede il passo a Irina Camelia Begu. Romena che ha rischiato di crollare sotto il peso della pressione di chiudere la sfida ed il tifo avverso del pubblico francese che non ha mancato rumoroso di far sentire il suo appoggio alla beniamina locale al suono di “Allez Jeanjean”.

85 minuti di sfida che però hanno visto 22 minuti di giochi spesi in soli due game, che avrebbero potuto cambiare l’andamento della partita. Primo game dell’incontro durato, infatti, 9 minuti, con Begu subito sotto 0-40 e brava ad annullare ben 5 palle break. Da quel momento è stato un dominio della romena che ha servito l’81% di prime, vincendo l’82% dei punti. Disastrosa al servizio la francese con solo il 29% di prime messe in campo. Begu che ha fatto la differenza col dritto con il quale ha messo a segno 10 vincenti degli 11 (un ace). Jeanjean al contrario è stata molto fallosa soprattutto dal lato del rovescio.

Secondo set che sembrava seguire lo stesso copione del primo. Begu scappa via e si porta agilmente sul 4-1, con doppio break di vantaggio. Si arriva al sesto game del secondo set durato ben 13 minuti con Begu che annulla altre 5 palle break con la mano che non trema mai nei momenti di pressione, giocando sul rovescio della francese e non lesinando di usare la palla corta. Giocate a rete e dropshot che invece non hanno mai dato i frutti sperati alla francese che spesso è stata trafitta da una Begu letale in avanzamento. Con l’acqua alla gola, Jeanjean ritorna quella dei giorni scorsi, prima strappa il servizio a zero ad una incerta Begu, poi annulla tre match point consecutivi alla romena mostrando sprazzi di gran gioco, che non si erano visti per l’intero incontro. E quando sul 5-4 0-30 sembrava che la partita potesse prendere la direzione della francese, Begu riprende le redini del gioco e con due vincenti e due attacchi sul rovescio della francese chiude l’incontro. La romena ritorna agli ottavi a Parigi per la seconda volta, la prima fu nel 2016, dove affronterà una tra Pegula e Zidansek.

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Roland Garros: Medvedev senza problemi su Kecmanovic, Rublev fatica con Garin

PARIGI – Due vittorie per i due tennisti russi: Medvedev passeggia su Kecmanovic, mentre Garin impegna seriamente Rublev

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Dal nostro inviato a Parigi, Ilvio Vidovich

[2] D. Medvedev b. [28] M. Kecmanovic 6-2 6-4 6-2

Se Kecmanovic doveva rappresentare il primo impegnativo test per Daniil Medvedev sulla terra parigina, possiamo dire che lo ha superato a pieni voti. Il 22enne serbo si è presentato al cospetto del n. 2 del mondo forte del suo best ranking (n. 31) e del prima qualificazione al terzo turno qui a Porte d’Auteuil, oltre degli ottimi risultati ottenuti in stagione: ha brillato soprattutto nel Sunshine Double con i due quarti di finale contro i due futuri vincitori (Fritz e Alcaraz), ma non aveva fatto male neanche sulla terra, con i quarti a Belgrado e semifinale a Monaco. Insomma, sembrava un ostacolo insidioso per il n. 2 del mondo, che arrivava dal periodo di inattività dopo l’operazione all’ernia e prima di Parigi aveva perso al primo turno contro Gasquet a Ginevra, che invece ha dominato il match, lasciando solo otto game al più giovane avversario e rimanendo in campo meno di due ore.

 

Sarà che la terra rossa parigina è più veloce, come ha detto dopo la vittoria a primo turno, e gli ricorda di più l’amato cemento, sta di fatto che il 26enne moscovita è stata autore di un’ottima prestazione, ben sintetizzata dai 42 vincenti spalmati nei tre parziali (a fronte di soli 26 errori), nella quale non ha mai dato la possibilità al tennista serbo di fare match pari. Come dimostrato dalle due sole palle break concesse, una all’alba del match nel secondo game, l’altra dopo un piccolo calo di attenzione all’inizio del terzo, che però ha compensato subito con una mezza dozzina di vincenti stoppando sul nascere il tentativo di un Kecmanovic – non brillantissimo, ma comunque combattivo – di ribellarsi al proprio. Per Medvedev ora il match contro il vincente tra Gilles Simon e Marin, che per quanto ha fatto vedere oggi affronta da netto favorito.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

Andrey Rublev – Roland Garros 2022 (foto Roberto dell’Olivo)

[7] A. Rublev b. C. Garin 6-4 3-6 6-2 7-6 (11) (Giuseppe Di Paola)

Tre ore e nove minuti sono state necessarie ad Andrey Rublev per domare un aggressivo Cristian Garin. A fare la differenza a favore del russo sono stati come sempre il servizio, che ha fruttato 10 ace oltre ad un 75% di punti vinti con la prima, e il dritto che ha fatto sempre male al cileno. Garin dal canto suo ha giocato come se non avesse nulla da perdere mettendo a referto ben 50 vincenti (15 in più del russo). I maggiori rischi hanno portato anche a 53 gratuiti, alcuni molto sanguinosi giunti in fasi delicate dell’incontro. Primo set che è scivolato subito via a favore del russo che ha piazzato il break in apertura con un vincente di dritto e ha difeso il break concedendo solo 6 punti sul suo servizio al cileno con il 93% di punti vinti con la prima. Secondo set più equilibrato, la qualità di Rublev al servizio cala mentre Garin aggredisce l’avversario e lo seppellisce a suon di vincenti (14 a 5) piazzando il break nell’ottavo game e portando in equilibrio la sfida.

Equilibrio che dura sino al 2-2 pari del terzo set poi prende il largo Rublev che non concede nulla a Garin, conquistando il punto ogni qualvolta lo scambio si allungava. Quarto set che si trasforma in un viaggio sulle montagne russe da ben 71 minuti. Garin effettua una partenza sprint, strappa per ben due volte il servizio a Rublev, ma riesce a sciupare un 3-0 pesante. Sospinto dal pubblico il cileno annulla due set point sul 6-5, il secondo con un lungolinea di rovescio accolto dal boato del pubblico per portare il match ad un tie-break da cardiopalma. Garin parte meglio ma non riesce a concretizzare ben 5 palle set, con una clamorosa volée sbagliata a rete  che resterà a lungo nella mente del cileno. Fallite le occasioni, il cileno si difende, riesce ad annullare un altro match point a Rublev con un vincente di dritto, ma alla quarta occasione il dritto di Rublev regala il match al russo, che negli ottavi troverà un acciaccato Jannik Sinner.

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