Australian Open: splendido Roger Federer, via col Venti

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Australian Open: splendido Roger Federer, via col Venti

MELBOURNE – Roger Federer vince il 20esimo Slam della sua incredibile carriera. Battuto in cinque set Marin Cilic

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Ancora clamoroso Roger! L’impresa Slam numero 20 del fuoriclasse svizzero scrive una pagina di storia che difficilmente potrà essere superata. Si sono visti in campo momenti di Federer sopraffino e momenti di Federer più umano, vittima dei naturali cali atletici dell’età. A inizio partita il suo braccio sembrava fendere l’aria con la rapidità dei giorni migliori, poi sono arrivate le difficoltà che hanno permesso a Cilic di prendersi il secondo e il quarto set, fino a lasciar sospettare che il quinto e decisivo parziale potesse essere davvero una battaglia. Non è stato così: Roger Federer ha dominato l’ultimo set, e dopo 3 ore e 3 minuti di lotta ha vinto il sesto Australian Open e il suo 20esimo Slam. 

 

[2] R. Federer b. [6] M. Cilic 6-2 6-7(5) 6-3 3-6 6-1 (dal nostro inviato a Melbourne)

Siamo dunque arrivati alla fine anche di questo Australian Open. In campo per l’atto conclusivo del singolare maschile, lo svizzero Roger Federer (36 anni, 2 ATP) e il croato Marin Cilic (29 anni, 6 ATP). Per Roger è la finale Slam numero 30, di cui 19 vinte (qui l’elenco con la descrizione di ogni match), per Marin è la terza, una vittoria allo US Open 2014 (su Kei Nishikori) e una sconfitta a Wimbledon 2017 (da Federer). I precedenti sono 8-1 in favore dello svizzero. La serata è molto calda, la Rod Laver Arena è gremita, non c’è un posto libero, il pubblico è entusiasta, l’atmosfera è veramente piacevole. Si gioca con il tetto chiuso, in effetti il caldo è insopportabile all’aperto: 38 gradi, la heat policy impone prudenza.

FULMINANTE ROGER – Primo game, al servizio Cilic, subito Roger entra cattivo con la risposta di rovescio da destra, palla break, ma Hawk-eye salva il croato a cui era stato chiamato fuori un diagonale. Si rigioca il punto, e su un pallonetto altissimo dello svizzero Marin affonda malamente lo smash: 1-0 Federer, che poi tiene con autorità la battuta. Bello un dritto in controbalzo, 2-0, grande avvio per lui. Continua a spingere alla grande con la risposta Roger, Cilic in evidente difficoltà cambia la racchetta, il pubblico mormora, ma arrivano altre tre palle break per Federer. Sulla seconda Marin commette un altro erroraccio di rovescio, siamo 3-0 con doppio break, sono passati pochi minuti e il primo set sembra già avere un padrone. Uno scambio di pura potenza sulla diagonale di dritto conquistato da Roger, a velocità di braccio e palla incredibili, provoca gli “oooh” della folla, e arriva il 4-0. 16 punti a 4 finora, il proverbiale avvio shock per Cilic. Quando Marin tiene il primo game di servizio gli applausi di incoraggiamento sono fragorosi, la gente può amare Federer quanto si vuole, ma se hai pagato centinaia di dollari (come minimo) per essere qui, vuoi una partita. Roger pare di diverso avviso, e chiude in scioltezza 6-2. 26 punti a 13, il doppio esatto, non servono altre statistiche.

REAZIONE MARIN – Giustamente, Cilic reagisce a inizio secondo set, conquistando con un gran rovescio lungolinea due palle break, le prime per lui, nel secondo game. Ma il servizio e il dritto dello svizzero gliele cancellano, ottimo Federer nel piccolo momento di difficoltà. Nel game successivo, risalendo da 40-15 sotto, Roger va a palla break, bravo qui Marin a stampare l’ace esterno. Sta salendo almeno con il rendimento al servizio, il croato, per il resto non sembra avere armi per far male all’avversario. Ci mette 16 punti in tutto Cilic a tenere la battuta e andare 2-1, che fatica contenere questo Federer, che lo raggiunge sul 2-2 in un attimo. Una rispostona lungolinea di dritto di Federer lo manda ancora a palla break poco dopo, è il servizio a tenere a galla Marin, ma sta rischiando tantissimo, siamo 3-2. Se l’unico modo per non farsi costantemente aggredire è tirare a 210 kmh senza sbagliare mai, la faccenda è preoccupante. Finchè ci riesce, il croato rimane lì col punteggio, bravo lui a rifiutarsi di uscire dal match, siamo 4-3 in suo favore. Roger esce spesso vincitore anche dagli scambi in pressione violenta, manovra in controbalzo da maestro, e due game dopo ha di nuovo palla break dopo un bel passante di rovescio. L’ace con la seconda palla di Marin che la annulla è significativo di quanto il croato debba tirare tutto al limite solo per fare match pari, ma è ammirevole il modo in cui lotta, 5-4 per lui. La sua tenacia viene premiata: due doppi falli Federer, e set-point Cilic, ma il rovescio in rete lo fa sfumare. Se ne va un’occasione forse irripetibile, siamo 5-5. Pochi minuti dopo, eccoci al tie-break. Sul 2-2, minibreak per Roger con una gran combinazione rovescio in cross e dritto in contropiede, ma una fulminante legnata in risposta di Marin rimette le cose a posto, 3-3. Buon livello adesso, ed emozioni assicurate. Quando un’altra risposta di rovescio di Cilic, seguita dal drittone, lo porta ad altri due set point, l’arena trattiene il fiato. Il primo viene annullato col servizio da Roger, lo smash di Cilic trasforma il secondo, 7-5, e siamo un set pari. Bravissimo Cilic, grinta e testa lo hanno premiato, adesso è tutta da giocare. 

UN FEDERER ATTENTO – Il terzo set inizia in modo equilibrato, finalmente Marin fa viaggiare bene i suoi colpi, Federer sembra aver accusato un po’ la reazione dell’avversario, si procede testa a testa fino al 3-2. In particolare, Cilic sta trovando il tempo nelle risposte, azzeccandone anche diverse vincenti dirette. Ma tirando tutto senza margine, si corre sempre il rischio di andare fuorigiri e commettere errori anche in serie: nel sesto game, accade questo, e la conseguenza sono tre palle break consecutive per Federer. Una gran risposta di dritto nella seconda occasione fa esplodere la Rod Laver Arena, siamo 4-2 per Roger, e in un attimo 5-2. Poco dopo, sul 5-3, un chirurgico Federer mette quattro prime palle, e chiude i terzo set con un ace, 6-3. Con il Cilic visto dal secondo set in poi bisogna stare bene attenti, e lo svizzero è stato il primo ad accorgersene.

CILIC NON MOLLA MAI – Continua a fare molta attenzione Roger anche a inizio quarto set, corre e anticipa senza cali di intensità come nel secondo parziale. Approfitta di un paio di errori di Marin, brekka al primo game, tiene per il 2-0, incassa il doppio fallo del croato e una palla del secondo break. Si scuote Cilic, si salva tirando a tutto braccio, e accorcia sul 2-1. Poteva già compromettere tutto, gli è andata bene. Federer sta nuovamente salendo di livello, il campanello d’allarme del secondo parziale lo ha ben stimolato. Si vedono belle discese a rete, una gran palla corta, un paio di super-dritti. Ma anche diverse risposte d’incontro spaventose da parte di Marin, che nel sesto game arriva a 0-40, e tre palle del contro-break. Con un bel dritto diagonale trasforma la prima, e siamo 3-3, bravissimo. Nel game successivo, di nuovo nei guai Cilic al servizio, palla break, ma ancora la battuta e la spinta da fondo lo traggono d’impaccio, le occasioni sono tante da entrambe le parti adesso, siamo 4-3 per il croato. Che continua a rischiare tutto su ogni palla, e va a prendersi il 15-40 sul servizio di Roger: due rovesci falliti annullano le due pericolosissime palle break. Poi uno scambio fantastico da fondo vinto da Marin con dritto vincente, ace di seconda di Federer, risposta vincente di Cilic, vediamo di tutto in questa fase. Da fondo Marin è un muro, e arriva la terza palla break: dritto vincente in avanzamento, ed è 5-3, la partita adesso è bellissima. Un dato spicca in negativo: meno del 40% di prime palle in campo per Roger in questo set. Il croato ringrazia, tiene a zero la battuta, 6-3, ed è quinto e decisivo set. E dire che all’inizio si temeva di non avere spettacolo.

TRIONFO STORICO – Il quinto set è una lotta su ogni punto fin dall’inizio, i giocatori danno tutto; nel primo game Cilic fallisce di dritto una palla break cruciale, nel corso del successivo un doppio fallo e un errore di dritto del croato consegnano il break a Federer. Adesso lo stadio è una bolgia, il tifo è per lo svizzero, ma l’ammirazione per il croato e la sua grinta si sente bene dagli applausi che gli vengono tributati. Roger sale 3-0 tenendo ai vantaggi un delicatissimo game di servizio, poi conserva il vantaggio fino al 4-1. Sono salite le percentuali di prime palle in campo di Federer, se ne vedono i risultati nel punteggio. Sale il grido “let’s go Roger, let’s go!“, ora c’è un’ovazione a ogni 15 fatto dallo svizzero. Un dritto fallito in larghezza da Cilic porta due palle per il secondo break in favore di Roger, è come fossero match-point a questo punto, un altro dritto di Marin che si spegne sotto il nastro manda Federer a servire sul 5-1. La gente è come impazzita intorno alla tribuna stampa. Un minuto dopo, è Storia che si realizza davanti ai nostri occhi: risposta in rete di Cilic, challenge sul servizio, ed è il freddo responso di una macchina elettronica che consegna il titolo Slam numero venti a un giocatore che non è più possibile descrivere. Si può solo essergli grati, con l’orgoglio di chi ha avuto il privilegio di essere testimone diretto di qualcosa che probabilmente non verrà più visto da nessun altro. Grazie Roger. 20 titoli Slam, lo riscrivo per essere certo che sia vero. E lo è eccome.

Raggiunti a quota 6 Australian Open Novak Djokovic e Roy Emerson (che in effetti però vinse i campionati australiani, non erano Open all’epoca), insieme a Ken Rosewall è diventato l’unico a vincere 3 Slam dopo i 35 anni. Roba per pochi, roba da leggende.

 


Verso la finale: 

È successo nel Day 13:

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Obbligo vaccinale per l’Australian Open? Parte il dibattito

Lo Stato di Victoria obbliga i lavoratori a vaccinarsi. Per ora gli sportivi provenienti da fuori dello Stato ne sono esclusi, ma con ogni probabilità non lo saranno a lungo: cosa faranno i tennisti scettici nei confronti del vaccino come Djokovic, Tsitsipas e Sabalenka?

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Novak Djokovic - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

La strada verso il ventunesimo Slam per Novak Djokovic potrebbe trovare il suo primo ostacolo ancor prima che l’Australian Open inizi, e a porglielo davanti non sembra essere un collega tennista ma bensì il governo dello Stato di Victoria. Dal primo ottobre infatti è entrato in vigore un decreto che obbliga i lavoratori a dimostrare di aver ricevuto almeno una dose di vaccinazione contro il COVID-19 entro quindici giorni o verranno banditi dai luoghi di lavoro, in base alle nuove regole applicate dal governo statale. Quest’obbligo sul vaccino, come riporta il quotidiano australiano The Age, “è ritenuto uno dei più severi al mondo ed è stato accolto con favore da gruppi imprenditoriali ma messo in discussione da alcuni esperti di salute” e andrà a toccare ben oltre un milione di lavoratori, inclusi preti, personal trainer, giudici, e atleti che risiedono nello Stato. Inoltre si legge che “i lavoratori agricoli che sono nella lista hanno criticato la decisione, avvertendo che potrebbe portare a carenze di cibo e costringere gli agricoltori a lasciare il settore”. Ma cosa c’entra tutto questo col tennis e in particolare con un torneo previsto dal 17 al 30 gennaio 2022?

C’entra perché, seppur al momento gli atleti provenienti da fuori del Victoria siano esenti da questo mandato, ci sono voci consistenti su un ulteriore mandato ad hoc per gli sportivi che dunque potrebbe aver effetto sull’estate australiana e su tutti gli eventi che essa porta con sé. A seguire la vicenda con vivo interesse c’è ovviamente il direttore dell’Australian Open e CEO di Tennis Australia Craig Tiley, il quale, stando a quanto riportano i media locali, sta portando avanti negoziazioni confidenziali con il governo per trovare una soluzione che accontenti entrambe le parti. Il timore principale di Tiley è che un obbligo vaccinale possa portare all’esclusione di un numero troppo elevato di top player, ma a questa campana il governo dello Stato di Victoria non sembra voler dare molto ascolto.

Il Brisbane Times ha infatti riportato queste parole del Premier locale, Daniel Andrews: “Al virus non importa che lavoro una persona faccia. Che tu sia un membro del Parlamento o un giudice della Corte Suprema, se non ti vaccini correrai sempre lo stesso rischio di contrarre il virus e diffonderlo”. Riferendosi poi ai tennisti, ha dichiarato: “I titoli dello Slam non ti proteggono dal coronavirus”. Sembra dunque probabile che non ci saranno marce indietro sul tema, e che l’obbligo vaccinale per recarsi a Melbourne sia solo una questione di tempo.

 

Né il circuito maschile ATP né quello femminile WTA hanno esplicitamente espresso sostegno all’obbligatorietà vaccinale, ma entrambi gli organi incoraggiano fortemente i giocatori a farsi vaccinare. Il mese scorso l’ATP ha stimato che il 50% dei suoi giocatori fosse vaccinato, mentre la stima della WTA è di circa il 60%; alcuni report di giornalisti comunque rivedono al ribasso queste cifre portandole attorno al 30%. Quel che è certo è che parecchi tennisti, soprattutto negli ultimi tempi, hanno espresso il loro scetticismo sui vaccini, e tra tutti spiccano le parole del numero uno Djokovic, del numero tre Tsitsipas, e della neo-contagiata Sabalenka. Fortemente a favore invece c’è Victoria Azarenka, la quale durante lo US Open si auspicava al più presto un dialogo franco e aperto sul tema per risolvere il problema il prima possibile, e questa sembra proprio l’occasione giusta per intavolare la discussione. Di Slam ce ne sono quattro all’anno e per parecchi giocatori anche solo disputare il primo turno di uno di essi rappresenta una delle principali entrate economiche; fino a che punto dunque si è disposti a rinunciarci?

Al momento però l’obbligo vaccinale nel sud-est dell’Australia non si estende a questa categoria di lavoratori. Un portavoce del governo ha affermato che il governo nazionale e il Commonwealth stabiliranno regole per i viaggiatori vaccinati e non vaccinati, ma le regole per i partecipanti agli Australian Open sono ancora in fase di decisione. “Altri requisiti di vaccinazione per l’Australian Open e altri eventi saranno presi in considerazione da [l’unità di sanità pubblica del Victoria] come richiesto”, ha affermato il portavoce. Dunque nulla è stato deciso e c’è persino chi parla di quarantena per coloro che decideranno di presentarsi a Melbourne senza vaccino. Se non altro l’esperienza di quest’anno e dell’estenuante periodo passato in hotel per molti tennisti potrà esser un memento per prendere la decisione giusta prima di salire in aereo a dicembre.

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Australian Open, qualificazioni a Natale fra Dubai e Abu Dhabi? Per ora niente obbligo vaccinale

Secondo il Daily Mail, ai giocatori sicuri dell’accesso al tabellone principale verrà richiesto di volare a Melbourne già a dicembre

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Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Con la pandemia ancora di là dal concludersi, Tennis Australia starebbe già finalizzando la pianificazione dell’Australian Open 2022 al fine di minimizzare il numero di giocatori che si recheranno a Melbourne: come nel 2021, le qualificazioni si dovrebbero infatti svolgere in Medio Oriente, come riporta il Daily Mail. Secondo il quotidiano britannico si giocherebbe negli Emirati Arabi Uniti, con gli uomini che giocherebbero ad Abu Dhabi (a gennaio erano volati a Doha, in Qatar) e le donne di nuovo a Dubai.

Le date saranno piuttosto diverse però. L’Happy Slam dovrebbe infatti tornare alla consueta collocazione nella seconda metà di gennaio (dal 17 al 30, per essere precisi, mentre la scorsa edizione si è giocata fra l’8 e il 21 febbraio), e questo significa che le qualificazioni saranno anticipate di conseguenza: il tabellone cadetto dovrebbe infatti svolgersi la settimana prima di Natale, con l’ultimo e decisivo turno in programma il 24. Dei voli charter provvederanno poi a portare i superstiti delle quali in Australia fra il 23 ed il 26, sempre di dicembre.

NATALE IN AUSTRALIA: NIENTE OBBLIGO VACCINALE?

Lo stacco fra la fine delle qualificazioni e l’inizio del torneo sarà quindi di tre settimane abbondanti. La ragione di questa separazione temporale è che ogni partecipante al torneo (qualificati e giocatori ammessi al main draw) dovrà trascorrere del tempo in una bolla che precederà l’inizio dei tornei di preparazione allo Slam, che dovrebbero tornare alla consueta suddivisione fra le principali città Down Under (Brisbane, Hobart, Adelaide, Sydney e Perth per l’ATP e il WTA Tour).

 

Questo significa che tutti i sopracitati dovranno volare in Australia durante le festività, probabilmente prima di Natale; questa volta, però, saranno in grado di allenarsi anche durante la quarantena, seppur in un ambiente rigidamente controllato – ricordiamo che la scorsa edizione è stata contrassegnata da una lunga serie di infortuni addominali che ha coinvolto anche Novak Djokovic e Matteo Berrettini.

Il Daily Mail ha confermato tuttavia che ci sarà una differenza sostanziale in termini di libertà fra vaccinati e non; anche se non sono arrivate specificazioni, sembra che la quarantena per chi ha (o avrà) ricevuto la doppia dose sarà decisamente più morbida. Sarebbero quindi smentite le voci su un obbligo vaccinale per chi vorrà giocare il torneo.

Queste decisioni arriva mentre Melbourne batte il record di Buenos Aires per il lockdown più duraturo: oggi sono 236 giorni dalle chiusure della capitale del Victoria che teoricamente dovrebbe riaprire i battenti il 26 ottobre, quando il 70% della popolazione locale dovrebbe aver ricevuto la doppia dose del vaccino.

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Steve Flink: “Osaka vincerà almeno 11 o 12 Slam”

Seconda parte del video di fine Australian Open con il Direttore Scanagatta, stavolta sul torneo femminile. Brady può vincere dei grandi tornei? C’è ancora speranza per il titolo N.24 di Serena?

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Naomi Osaka - US Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

La regina dell’Australian Open è per la seconda volta Naomi Osaka: la ventitreenne giapponese ha superato in finale Jennifer Brady, risultato che le è valso il quarto slam della carriera, tutti sul cemento, e sembra pronta a dominare il circuito, mentre la padrona di casa e attuale N.1 Ashleigh Barty non è riuscita a trovare il suo miglior tennis dopo un anno di stop, spegnendosi al primo momento di difficoltà. Questi sono alcuni dei temi che il direttore e Steve Flink hanno affrontato nella loro chat post-torneo. Di seguito il video:

00:00 – Ubaldo: “Steve, sono sicuro che tu non sia così sorpreso del fatto che abbia vinto la Osaka”. Flink: “No, non lo sono. Eravamo entrambi d’accordo che avesse ottime possibilità di vincere. Sta emergendo come la possibile dominatrice del circuito. Potremmo discutere di quanti Slam vincerà in carriera. Prima del torneo non era al top fisicamente per un piccolo infortunio, c’era qualche preoccupazione, ma ho sempre pensato che se fosse stata bene sarebbe arrivata in finale con ottime possibilità di vincere ed è andata così”.

01:55 – Ubaldo: “Osaka è stata in difficoltà una volta sola in tutto il torneo, con Muguruza quando ha dovuto salvare match point”. Flink: “Sicuramente è stato il match migliore del tabellone femminile. La spagnola ha giocato un grande match, ed è andata vicina a vincere. Per me la rimonta è stato merito di Osaka più che demerito di Muguruza. Credo sia stata spettacolare negli ultimi tre giochi dell’incontro, praticamente ingiocabile”. Ubaldo: “Sicuramente io mi aspettavo che Muguruza facesse qualcosa in più. Ha un po’ troppi alti e bassi, più di quelli che dovrebbe avere una vera campionessa. Lei del resto ha vinto degli Slam, ma nell’ultimo anno non ha fatto così bene. Hai ragione, tendo a credere che abbia commesso troppi errori gratuiti contro Osaka, anche se è vero che Naomi serve benissimo, tocca i 190 km/h, qualcosa che non riesce a molti uomini. Insomma, rispondere non è facile. Però quando hai match point e non li sfrutti forse un po’ di rimpianti li hai sempre. Osaka è stata aggressiva, ha approfittato delle opportunità che ha avuto, ma Muguruza forse è stata troppo conservativa”.

 

06:07 – Ubaldo: “Osaka è molto forte quando ha l’iniziativa, quando può comandare il gioco. Secondo me non lo è altrettanto quando deve difendersi”. Flink: “Sono d’accordo, ma è molto veloce, può migliorare molto nella difesa. Inoltre colpisce bene da entrambi i lati e ha un gran servizio. Ha un gran kick sulla seconda palla che spesso la toglie dai guai. Con questo servizio non vedo come non possa vincere Wimbledon prima o poi”.

09:15 – Ubaldo: “Parliamo ora di quello che Osaka può fare in carriera. Mats Wilander ha detto che può vincere tra i dieci e i quindici slam, se migliora sulla terra e sull’erba. Cosa ne pensi?”. Flink: “Sono d’accordo. Il mio pronostico è che possa vincere undici o dodici Slam, e mi sto tenendo stretto. Magari può diventare la Djokovic del circuito femminile. Non vedo perché non possa vincere diverse volte Wimbledon, e magari anche il Roland Garros un paio di volte. La vedo sicuramente andare in doppia cifra di Slam vinti e magari avvicinare Chris Evert e Martina Navratilova che ne hanno vinti 18”. Ubaldo: “Sono più ottimista sulle sue possibilità sull’erba piuttosto che su terra rossa. Sulla terra anche se servi forte ci sono difficoltà, lo abbiamo visto per Venus e Serena Williams. Bisogna muoversi bene, sapersi difendere, battere giocatrici forti sulla terra come può essere Halep”.

12.05 – Ubaldo: “Essendo un americano, e anche di quelli sciovinisti, ti aspettavi che Brady, la numero 26 del mondo, potesse centrare la finale dell’Australian Open dopo la semifinale a Flushing Meadows? Ora è numero 13 del mondo; non so tu, ma credo nessuno pensasse potesse fare un torneo così…” Flink: “Non sono rimasto scioccato, non mi aspettavo magari che arrivasse in finale, ma comunque ultimamente stava giocando molto bene sul cemento. Speravo che facesse bene, e dire che ha dovuto fare la quarantena per il discorso del Covid, ma si è ripresa molto bene, ha avuto un ottimo atteggiamento. Ha un diritto incredibile, poi una volta che è arrivata in finale contro Osaka si è fatta un po’ prendere dall’agitazione”. Ubaldo: “Sì, si è visto quando ha sbagliato quella palla del 5-5 sbagliando un diritto a un metro dalla rete. Un errore incredibile che l’ha un po’ scioccata perché poi ha perso i successivi due o tre game facilmente”. Flink: “Vedo Brady in grado di vincere due o tre Majors”.

16:34 – Flink: “Muchova ha fatto un grande torneo. Barty la stava distruggendo per 6-1 nel primo set, pensavo vincesse facilmente in due set. Poi Muchova ha interrotto il gioco uscendo dal campo e questo forse ha deconcentrato l’australiana. Ma per essere onesti in semifinale contro Brady ha dimostrato di essere forte, avrebbe potuto essere lei a vincere. Ma per Barty è stato un peccato perdere quel match in Australia, quando tutti speravano potesse vincere davanti al suo pubblico”. Ubaldo: “Barty è stata sfortunata perché avrebbe dovuto giocare davanti ai suoi tifosi ma ci sono stati quei cinque giorni di lockdown per il Covid”.

18:28 – Ubaldo: “Parliamo di Serena Williams. Ha lasciato la sala stampa, dopo aver perso con Osaka, dicendo che forse è stato il suo ultimo Australian Open. Credi sia così? Ha comunque battuto la Halep, la numero due del mondo, 6-3 6-3, prima di perdere contro la Osaka per 6-3 6-4. Ha anche battuto Sabalenka, che arrivava da una striscia di vittorie”. Flink: “Per me è stata una grande vittoria per Serena, perché Sabalenka è una delle giocatrici emergenti”. Ubaldo: “Quindi adesso dobbiamo capire se siamo alla fine della leggenda di Serena o se ha ancora la possibilità di raggiungere il ventiquattresimo Slam”.

Flink: “Ha fatto finale a Wimbledon e allo US Open nel 2018 e nel 2019, nel 2020 semifinale allo US Open perdendo in tre set da Azarenka, ora nel 2021 ha perso in semifinale da una super Osaka. Quindi non penso che sia così male. Ma Serena è stata troppo severa con sé stessa davanti ai microfoni. Dall’altra parte della rete ci sono anche le avversarie e sembra che, da come ha parlato, non fosse così forte quella con cui ha perso. Si è concentrata solo sul suo dispiacere e sui suoi errori. Però Osaka, se in finale allo US Open l’aveva sconfitta in un match tirato e pieno di controversie, stavolta l’ha battuta nettamente”.

25:30 – Ubaldo: “Però c’è anche un problema psicologico a mio avviso, sin da quando ha perso con Roberta Vinci allo US Open 2015. Da quella sconfitta e poi da quando è diventata mamma fatica perché vuole così disperatamente raggiungere il record di Slam di Margaret Court che ogni volta diventa troppo nervosa”. Flink: “In qualche modo sono d’accordo con il concetto che esprimi, da quel momento non è stata più la stessa Serena. Ma comunque è vicinissima al suo obiettivo. La questione è, può gestire la pressione nei match più importanti?” Ubaldo: “Come successe ad Edberg e Navratilova, ogni grande giocatore quando invecchia ha molti alti e bassi. Quindi Serena può giocare bene come ha fatto contro Halep e Sabalenka e poi meno bene quando serve davvero. La cosa più difficile è giocare sette match di fila al top del proprio livello”. Flink: “Sono d’accordo, ma credo anche che Osaka sia un’avversaria difficile per chiunque, in qualche modo ti intimidisce. Mi piacerebbe vederle di nuovo giocare contro, magari a Wimbledon. Sicuramente Osaka ha una grande fiducia avendo battuto Serena sia in finale che in semifinale Slam. Pensi che Serena centrerà mai il ventiquattresimo Slam?”. Ubaldo: “Secondo me no, perché non credo che riuscirà a mettere insieme sette match al livello a cui vorrebbe giocare. La miglior vittoria possibile che sogno per lei sarebbe vincere Wimbledon in finale contro Osaka”.

31:53 – Ubaldo: “Ci sono state grandi delusioni in questo torneo? All’inizio ci sono state alcune sconfitte sorprendenti, ad esempio quella di Kenin”. Flink: “Ha poi detto che non giocherà il prossimo torneo perché si è sottoposta ad appendicectomia. Sì, è stata una sconfitta spiacevole perché l’anno scorso ha vinto il torneo. Presto tornerà a competere, non sono preoccupato. Sicuramente aveva molta pressione perché difendeva il titolo dell’anno scorso, ma non era così probabile che potesse vincere per due anni di fila”.


Transcript a cura di Gianluca Sartori

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