Country Club Cuneo, tennis di alto livello nella “Granda”

Circoli in vista

Country Club Cuneo, tennis di alto livello nella “Granda”

Abbiamo intervistato il dott. Fabrizio Drago, Presidente del Country Club Cuneo. Un club con 50 anni di storia, da sempre attivo nell’attività internazionale di alto livello e da poco rientrato nel circuito ITF e WTA

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CIRCOLI IN VISTA: la voce dei Circoli su Ubitennis

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Dott. Drago, per presentare ai lettori di Ubitennis.com il Country Club Cuneo, può raccontarci brevemente i tratti salienti della storia del club?
Il Country è un club di tennis che nasce nel 1968, compie quest’anno 50 anni di attività. Nasce come prosecuzione dell’antico Tennis Cuneo, lo storico circolo cittadino che sorgeva in uno dei viali centrali della città. A causa dello sviluppo edilizio di quegli anni, il Circolo venne “sfrattato” dalla sua sede storica, per cui il dott. Gianni Meinardi, che era uno dei soci storici del club nonché presidente di una banca privata locale, radunò una serie di appassionati di tennis, e fu deciso di costruire un nuovo club, l’attuale Country. Si scelse una bella area verde, nell’immediata vicinanza del centro cittadino sulla sponda del fiume Gesso, in pratica nell’attuale parco fluviale, quindi una zona straordinariamente favorevole dal punto di vista ambientale. Da lì è partita la nostra storia.

 

Country Club Cuneo – Il Presidente Fabrizio Drago

Come è strutturato oggi il club?
Ospitiamo 9 campi in terra rossa scoperti, 3 campi in terra coperti permanentemente ed un campo in sintetico con copertura pressostatica. Completano il club la piscina, un campo da calcio, palestra, sauna, una bella club house con ottimo ristorante, aperto quest’ultimo anche ai non soci del circolo. Una figura molto importante del nostro club è stato Paolo Montevecchi, che fu giocatore di prima categoria e poi ha insegnato da noi per moltissimi anni, formando giocatori di livello come ad esempio Marco Ferrari, che vinse la coppa Lambertenghi. Fu un periodo importante perché il club era il vero punto di riferimento tennistico di tutto il cuneese, con tutti i migliori giovani che venivano da noi a crescere. Oggi anche i club in provincia sono cresciuti e si sono dotati di strutture, quindi il Country è tornato ad essere un circolo frequentato soprattutto dai cuneesi.

L’insegnamento resta l’attività primaria del Country Club Cuneo?
Sì, siamo certificati dalla FIT come una scuola di ottimo livello, con quattro maestri (Bovone, Durando, Ponzio, Clerico) ed altri collaboratori. Puntiamo molto sui corsi per ragazzi, ma vanno molto bene anche quelli dedicati agli adulti; abbiamo raggiunto ottimi numeri se rapportati alle dimensioni cittadine, con quasi 200 allievi tra adulti e ragazzi.

Il vostro club è sempre stato molto attivo a livello di organizzazione di tornei, anche importanti.
Assolutamente, siamo sempre stati protagonisti in questo ambito. In passato (dal 1979 al 1981) organizzavamo un torneo internazionale a cui presero parte Panatta, Barazzutti e Zugarelli tra gli altri. Abbiamo organizzato delle tappe del circuito giovanile Nike, e soprattutto la finale della World Youth Cup, campionato mondiale giovanile a squadre che vide in campo futuri campioni come Courier, Ferrer, Robredo. Molto importante poi il torneo internazionale femminile, che si disputò sui nostri campi dal 1999 al 2011. Un evento che arrivò ad un montepremi da 100000$ e che vide in campo grandi tenniste, che hanno poi toccato i vertici del tennis mondiale: Flavia Pennetta (vinse nel 2004), Sara Errani, Tathiana Garbin, Karin Knapp, Camila Giorgi tra le azzurre, e Simona Halep, Jelena Dokic, Alize Cornet, Miriana Lucic e Dominika Cibulkova tra la straniere. Le ragazze passarono da noi nella loro fase di crescita, lasciando un ottimo ricordo in tutti gli appassionati. Poi ci siamo fermati alcuni anni, per colpa della crisi economica generale.

Country Club Cuneo – Torneo ITF

L’anno scorso avete organizzato di nuovo due tornei Futures, ripeterete l’esperienza anche quest’anno?
Dopo quel bel periodo abbiamo trascorso un momento di assestamento, in cui avevamo comunque un evento Open ed abbiamo ospitato la finale nazionale del Campionato femminile a squadre under 14. L’anno scorso ci siamo riaffacciati al tennis internazionale, organizzando  nella seconda metà di agosto due eventi: un torneo ITF maschile ed uno femminile da 15.000$, uno dietro l’altro. Due settimane di buon tennis che, nonostante il momento dell’anno dedicato alle classiche ferie estive, hanno riscosso un buon successo a livello di pubblico ed interesse. L’idea è ripetere anche nel 2018 questa esperienza, cercando di migliorare il livello dei tornei dal punto di vista tecnico. Un altro evento curioso che abbiamo organizzato nel 2017 è stato la fase finale del torneo nazionale della Associazione Italiana Avvocati Tennisti (AIAT). Il torneo ha raccolto un buon successo, con squadre che sono arrivate da Palermo, Roma, da tutta Italia insomma, e c’è stata soddisfazione da parte di tutti sia per come li abbiamo accolti nel club ed anche per come hanno vissuto il soggiorno in città.

Quanti soci conta attualmente il Country Club e quanto costa la quota annuale?
Attualmente la compagine sociale è composta da oltre 400 soci, calcolando anche 120 soci studenti, che hanno ovviamente delle condizioni particolari. La quota di frequenza varia a seconda del tipo di utilizzo delle strutture scelte dal socio stesso. Se si vuole usufruire del pacchetto completo (tennis e tutto il resto che offriamo) la quota è di 1200 euro annuali; quando invece il socio decide di limitarsi solo al tennis, o la piscina, ecc, allora il costo va a scendere. Idem quando il socio ha un coniuge, quest’ultimo paga la metà. Puntiamo molto a coinvolgere le famiglie, da noi trovano un ambiente tranquillo, sicuro, pulito, ideale per rilassarsi e fare sport, anche per i giovani; per il futuro, puntiamo ad acquisire nuovi soci nella fascia dai 28 ai 38 anni, con quote promozionali di assoluto favore.

Siete attivi anche nelle attività a squadre, con la punta di diamante della A2 femminile.
Sì, la squadra è allenata e diretta dal maestro Bovone, coadiuvato dalla maestra Nicole Clerico (atleta “di casa”, ed ex 400 al mondo) e dall’istr. Matteo Costa, ed è composta quasi esclusivamente da atlete di casa nostra. La filosofia è di portare in campo squadre frutto del nostro lavoro tecnico, perché per una realtà piccola come la nostra non ha senso allestire squadre con giocatori e giocatrici che vengono da fuori, avulse dal club. Credo sia importante lavorare bene dal punto di vista tecnico sul materiale interno di cui disponiamo e gratificare gli atleti partecipando ai vari campionati.

Marco Mazzoni

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Serie A1 2020: comincia la difesa del titolo per le ragazze del TC Prato

Esordio contro il TC Lumezzane, ma senza Kucova e con il dubbio Trevisan, che viene dall’infortunio nella finale di Todi. Girone assai insidioso completato da Canottieri Casale e TC Lucca

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Martina Trevisan - Assoluti di Todi 2020 (ph.Marta Magni)

Non sarà semplice per il Tennis Club Prato confermare lo scudetto femminile del 2019, perché il fardello di essere al contempo le favorite e le campionesse in carica non è così leggero da portare sulle spalle. Ma le tre giocatrici meglio classificate del team toscano – Martina Trevisan, Kristina Kucova e Lucrezia Stefanini – proveranno a guidare le compagne più giovani, tra le quali spiccano Beatrice Ricci, Asia Serafini e Federica Sacco, quest’ultima tornata in campo un anno fa (agosto 2019) dopo alcuni mesi ai box per un’infiammazione cronica alle ginocchia.

L’esordio delle ragazze di Prato avverrà domenica alle ore 10, sui soliti campi in terra rossa di Via Firenze (l’ingresso sarà libero), contro il TC Lumezzane della svizzera Ylena In-Albon e delle italiane Georgia Brescia, Rubina De Ponti e Chiara Catini. “Dopo la partita casalinga avremo due trasferte molto insidiose” ha spiega il capitano Gianluca Rossi, “con Canottieri Casale in Piemonte e nelle fila della squadra piemontese gioca Sara Errani, poi giocheremo il derby con il TC Lucca a Vicopelago con una squadra in cui figurano le sorelle Pieri e due straniere molto forti (si tratta di Zavatska e Bara, entrambe in top 200, ndr). Iniziamo a fare bene domenica“.

Le pratesi sono favorite ma dovranno fare i conti con alcune assenze. Martina Trevisan, che ha raggiunto la finale degli Assoluti di Todi e si è ritirata sul finire di un set molto combattuto (contro Paolini) per un problema muscolare, sta tentando il recupero in extremis svolgendo attività di riabilitazione in una clinica livornese. Non ci sarà invece la slovacca Kucova, almeno nella prima sfida (il traffico aereo europeo va ancora a singhiozo), dunque ci sono buone possibilità che Lucrezia Stefanini possa indossare la casacca di prima singolarista all’esordio.

 
Kucova e Trevisan, finale di Serie A1 2019 – Foto Marta Magni

Il reale livello del girone 1 sarà comunque determinato dalla partecipazione alle gare delle tenniste straniere: oltre alle succitate Zavatska e Bara, nella squadra piemontese militano la spagnola Bolsova e la rumena Buzarnescu. Ricordiamo che si qualificano per i play-off le prime due classificate, mentre la terza e la quarta finiscono ai play-out; l’altro girone femminile è composto da TC Genova 1893, Tennis Beinasco, TC Parioli e CT Siena.

SERIE A MASCHILE – Gli ‘scudettati’ in carica del Selva Alta di Vigevano (Hoang, Marcora, Robredo e Baldi le quattro punte di diamante) esordiranno domenica in casa – ore 10 – contro il Match Ball Siracusa, nel girone completato da TC Maglie e Sassuolo. Trovate qui tutti gli altri dettagli della prima giornata nel nostro articolo di presentazione del campionato.

Quanto al team maschile del TC Prato, è inserito nel girone 5 della serie A2 ed esordirà domenica a Pavia, squadra che può contare su nientemeno che Ramos-Vinolas, finalista del torneo di Montecarlo 2017. Il numero uno della squadra maschile pratese è invece un altro slovacco, Filip Horansky, che guida un gruppo di soli compagni toscani (Emiliano Maggioli, Federico Iannacone, Davide Galoppini, Mattia Bellucci e Jacopo Stefanini). Per lo stesso motivo di Kucova, però, Horansky non sarà presente all’esordio; la speranza di Prato è poter contare su di lui nelle prossime settimane.

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Serie A, così non va. Difetti e proposte

Modesti ritorni d’immagine (ma forti costi) per il club, sponsor, FIT. Trascurate qualità e promozione. Eppure la giocano Sonego, Musetti, Andujar, Travaglia, Bautista Agut, diversi top 100 ATP

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Lorenzo Sonego e Lorenzo Musetti - Assoluti Todi 2020 (foto Federtennis)

La presentazione del campionato di Serie A1 (di Luca De Gasperi)


In tempi di COVID-19 si fa quel che si può. Il campionato di serie A comincia ancor più in sordina del solito per i motivi che conosciamo. Senza raccattapalle, giudici di linea, conferenza stampa post gara (per chi le organizzava), hostess degli sponsor (per chi le aveva). Non è tutto sommato un male che non ci siano più i match di andata a ritorno, formula che appartiene tradizionalmente più al calcio (e altre discipline) che non al tennis. Troppe volte in passato le squadre che avevano perso l’andata in casa affrontavano le successive gare di ritorno (specie in trasferta) schierando dei ragazzini del club al posto dei migliori. Talvolta anche per risparmiare i gettoni di presenza dei tennisti più qualificati e più cari, quando si aveva la convinzione di non poter comunque recuperare.

Il risultato era che ne venivano fuori duelli di insignificante qualità e di nessuna incertezza. Quasi imbarazzanti per quegli spettatori, e sponsor, che si fossero trovato casualmente al club incuriositi da un match di cosiddetta serie A. In termini di promozione un boomerang. Sono anni che lo si dice, ma la FIT non ha mai mostrato di credere e di voler investire granché in questo campionato, trascurato da tutta la stampa nazionale perché promosso da sempre poco e male. Forse in FIT sono i primi a non credere nella possibilità di farlo crescere e diventare interessante.

 

La FIT ha incessantemente cambiato regolamenti ogni due per tre e obbligato i club a schierare non più un solo allievo cresciuto nel club ma due (troppi!) per la preoccupazione (da un lato comprensibile) di un tennis-mercato che, poco fair, favorisse smaccatamente i circoli più ricchi come ai tempi dei ripetuti successi del Tennis Capri. Il risultato è che al di fuori dei circoli che la giocano, pochi si accorgono che esiste. E anche all’interno dei circoli, salvo che ci siano dirigenti particolarmente attivi e pronti a promuovere il loro club anche con i mezzi che offrono internet, i social, i siti, ben pochi sono i soci al corrente del suo svolgimento.

Soprattutto la sensazione è tale per cui, dopo aver riscosso le quote di iscrizione, la FIT non si sia mai preoccupata troppo della qualità del suo primo campionato, che pure è utile ai giocatori di prima fascia nazionale (e in particolare ai giovani cui la FIT dovrebbe in particolare dedicare la sua attenzione) per guadagnare esperienza e soldini necessari a potersi permettere un’attività agonistica internazionale. Molte squadre di A, che investono diverse decine di migliaia di euro (alcune anche intorno ai 100.000 e più), rischiano ogni anno di rimetterci soldi. A che pro? Per la soddisfazione di partecipare? Non sarebbe stato incentivante predisporre almeno un minimo montepremi per un evento professionistico e legato in gran parte a giocatori di respiro professionistico? Premi per almeno le prime due, quattro squadre? Quantomeno la non obbligatorietà di pagare le iscrizioni l’anno successivo per le partecipanti alle finali come “ricompensa” per il traguardo raggiunto?

Posso anche comprendere che in questi giorni la FIT, angosciata per il lucro cessante degli Internazionali d’Italia (sia che si disputino, o no, a porte semichiuse o meno, una perdita rispetto al budget previsto 8 mesi fa certo purtroppo sarà inevitabile) non avverta l’urgente necessità di “investire” qualcosina di più sul proprio campionato di serie A. Ciò pur avendo sbandierato da tempo di essere la federazione sportiva con il bilancio più florido fra tutte (calcio escluso).

Ma quantomeno potrebbe annunciare, per stimolare i propri circoli che tanta passione e impegno economico dimostrano anno dopo anno, che almeno nel 2021 – COVID-19 permettendo – qualcosa di diverso verrà fatto per gratificare chi se lo merita. 

Per tutto questo primo semestre, se qualcuno avesse voluto mostrare ad altri, a uno sponsor quali erano le squadre di Serie A, quali erano i team campioni in carica, non aveva modo di farlo. Una ricerca sul sito della FIT non dava esito. Finalmente la scorsa settimana la FIT ha fatto conoscere squadre partecipanti e calendario. Ma anziché diramare e pubblicizzare il calendario, la FIT ha raccomandato ai club di mantenerlo segreto, di non diffonderlo. Il perché è misterioso. Di solito tutte le altre federazioni si danno da fare per far sapere chi gioca contro chi e quando. Perché la FIT non vuole farlo sapere? Perché non si è ancora deciso dove, quando e come si svolgeranno le fasi finali? Con quante squadre? Sembra davvero tutto così improvvisato… quando mancano pochissimi giorni all’inizio del campionato.

La FIT dovrebbe finanziare o perlomeno aiutare i circoli che investono sulla serie A. Come? I sistemi potrebbero essere diversi. C’è chi suggerisce un gettone minimo (€ 1000/2000 euro?) per ogni incontro di girone vinto? Ciò spingerebbe i circoli ad essere competitivi in ogni partita del girone anche a classifica definita. Ma tutti concordano sulla opportunità di garantire premi almeno alle squadre semifinaliste con bonus finale alla vincitrice.

Tennis Club Prato: le vincitrici della Serie A1 2019 – Foto Marta Magni

C’è chi ha fatto grandi sforzi (e non solo finanziari) per raggiungere le fasi finali del campionato. A parte la soddisfazione personale per il circolo e i giocatori, quei club non hanno ricevuto alcun supporto. Anzi, hanno dovuto affrontare parecchie spese anche per il weekend della finale. 

Alcuni circoli, nonostante tutto, vivono molto intensamente il campionato e ciò si riflette poi anche sulle squadre minori creando aggregazione e spirito di club. Motivo per cui se ci fosse un aiuto tangibile, anche la federazione ne riceverebbe sicuramente un ritorno. E tutto il movimento tennistico. 

Un’altra idea potrebbe essere quella di studiare un modo perché, al di là della diretta Supertennis garantita a copertura delle finali, almeno i circoli che dimostrassero di investire di più (se non si riuscisse ad accontentare tutti) venissero aiutati o a dotarsi di una produzione televisiva locale ma professionale per poter passare a Supertennis una o più partite in diretta (o anche una sintesi registrata di una durata predeterminata; certo ci sarebbe la difficoltà di assemblare materiali diversi provenienti da più parti, ma tutto si può affrontare e risolvere dopo aver definito alcune linee guida), oppure inviando nelle domeniche agostane (in cui oltretutto di tennis internazionale vero non ci sarà per buona parte del mese) una troupe di Supertennis (tramite Crionet?). Si potrà magari sorteggiare quest’anno quattro o otto club leader da mostrare. E  l’anno prossimo saranno altri otto e via dicendo. Ma occorre che la FIT per prima si preoccupi di dare agli sponsor dei club un minimo di visibilità per garantire un minimo di ritorno.  Per quest’anno e, in prospettiva anche con il preannuncio di qualche iniziativa, per gli anni a venire. 

Non è giusto che tutto ricada sulle spalle dei circoli più appassionati. È un compito della FIT proteggere e promuovere il proprio campionato. Anche a livello di news, di racconto giornalisticamente preparato si può fare meglio. Non solo la lettura dei risultati, please

Poi per carità, anche il contenitore “Circolando” di Supertennis, può essere gestito in modo tale che i circoli di serie A e B che si impegnano di più abbiano un ritorno apprezzabile. Ma, possibilmente, non seguendo il criterio di favorire il circolo più amico a detrimento di quello meno amico. Perché non approntare una serie di criteri oggettivi di “premi Serie A”, X minuti di esposizione televisiva (più o meno minuti a seconda risultati conseguiti), premi Serie B… idem come sopra?

D’altra parte è vero che i circoli non sono fin qui mai riusciti, di concerto con la FIT (perché no?), a organizzare una giornata costruttiva anche telematica (via Zoom? Oggi è facilissimo, non costa nulla!) per confrontarsi e proporre alternative, idee, opzioni sinergiche. Da parte federale si preferisce evidentemente che le cose proseguano così, dato che mi risulta che la proposta sia stata ogni tanto avanzata da qualche circolo partecipante. Si preferisce, di fatto e la storia insegna, che non ci sia alcuna riunione. È più facile imporre – giusta o sbagliata che sia l’imposizione – quel che si vuole dall’alto senza discutere e confrontarsi. Dicevano i latini: “Divide et impera“.

Tutto ciò appare abbastanza incredibile, se non fosse che l’attenzione a questo campionato non è mai stata quella che avrebbe dovuto essere. Addirittura per le premiazioni delle squadre campioni d’Italia è successo più volte perfino che le disertasse il presidente federale. Mi chiedo davvero in quale altro massimo campionato nazionale di altri sport possa avvenire una tale evidente mancanza di rispetto. Si chiede molto ai circoli, per tenere questa manifestazione in vita. Ma si fa davvero piuttosto poco per sostenerla adeguatamente. Cosa si potrebbe fare invece, ad esempio? Comprare spazi, ad esempio, su giornali e siti all’indomani delle giornate di gara, oppure alla vigilia per cercare di veicolare maggior pubblico (quando il COVID-19 ci avrà lasciato in pace…). Ciò se le casse federali fossero in tal sofferenza da non potersi permettere di acquistare un piccolo spazio prima e dopo.

Oggi, oltretutto, con la crisi della carta stampata, gli spazi sul media cartacei costano pochissimo. È anche vero, d’altro canto, che vengono sempre meno letti (soprattutto dei giovani che hanno solo il cellulare in mano) e un trafiletto in una pagina di sport fra le 30-40 pagine di un giornale ha poco impatto. Ma sempre meglio di niente. 

Una minima organizzazione federale a livello comunicazionale dovrebbe consentire alla FIT di scegliere i media tennistici locali (e non) più validi. Si tratterebbe di un’azione intelligente, perché aiutare i media di vario tipo a dare più spazio al tennis significa aiutare tutto il comparto tennis, che vive anche di informazione, di stimoli. Una campagna informativa – giornali e/o social – aiuterebbe poi i circoli a rendere maggiormente visibili gli sponsor che supportano le squadre, nella maggior parte dei casi, finanziatori per la passione nel tennis e nello sport in generale, senza un reale ritorno.

Che il sottoscritto nel lanciare quest’ultimo banale appello-suggerimento non abbia alcun interesse privato sarà chiaro e lampante per tutti: la FIT non comprerà mai spazi su Ubitennis, sito libero di opinione e critica. La FIT non lo farebbe neppure se Ubitennis avesse 70 milioni di visitatori unici, cioè quanto tutti gli italiani. Ne abbiamo solo 5 milioni, una cifra cui nessun altro sito specializzato si avvicina neppur lontanamente. Ma a Ubitennis, se la FIT sovvenzionasse in qualche modo altre testate, farebbe solo piacere. A questo mondo non si deve essere miopi. Più si vede, si legge, si parla, si discute di tennis, ovunque lo si faccia, lo si promuove e meglio è per tutti. Anche per Ubitennis. E dovrebbe essere anche per la FIT. Ma per capirlo ci vuole una dirigenza illuminata, con una visione. Per anni, almeno in rapporto alla Serie A, non ci siamo accorti di averla. Ma siamo ottimisti. Il rilancio parte dalla consapevolezza, dalla volontà, dall’ottimismo della ragione.

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Circoli in vista

Torino si fa bella per le Finals: ristrutturazione al Circolo Sporting

Lo Stadio verrà ampliato e potrà raggiungere una capienza di 2500 posti a sedere. In programma anche l’allestimento di due campi di allenamento per i partecipanti del Masters

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Circolo della Stampa Sporting Torino

Il Circolo della Stampa Sporting di Corso Agnelli a Torino verrà riqualificato in vista del grande evento che il capoluogo piemontese ospiterà nell’autunno del 2021: le ATP Finals. Il progetto verrà a costare circa mezzo milione di euro e godrà in buona parte del finanziamento della Compagnia di San Paolo, che stanzierà un finanziamento di 400.000 euro. Lo “Stadio” del circolo è la struttura sulla quale si concentreranno maggiormente i lavori. In piedi dal 1942 (realizzata dall’architetto Domenico Morelli), potrà raggiungere una capienza di circa 2500 spettatori dopo la ristrutturazione. Il progetto prevede anche l’allestimento dei due campi di allenamento a disposizione dei migliori otto singolaristi e doppisti del Tour ATP che si saranno battaglia sul cemento del Pala Alpitour.

Lo Stadio ha ospitato per ben sei volte gli incontri di Coppa Davis e ha visto calcare la sua terra battuta campioni i grandi campioni del tennis italiano -Pietrangeli, Panatta e compagni – e non solo. Conoscerà ora una nuova era sportiva, ancora dominata dai Big Three nel mondo della racchetta, ma con tante giovani promesse che proprio a Torino avranno la possibilità di scrivere la storia. La ristrutturazione porterà a un recupero totale della struttura, che potrà essere utilizzata non solo per manifestazioni sportive, ma anche per convegni, eventi musicali e teatrali. L’ampliamento consentirà anche di garantire un numero cospicuo di spettatori sugli spalti anche in caso di restrizioni dovute all’emergenza sanitaria (circa 600 secondo le norme di distanziamento sociale).

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