ATP Indian Wells, si parte: dietro Federer sono tutti outsider

Roger Federer punta a consolidare il suo quarto regno sull'ATP. Grande incertezza nella parte bassa per prendersi il ruolo di sfidante ufficiale. Fognini cerca conferme e Fabbiano non teme il suo match d'esordio

ATP Indian Wells, si parte: dietro Federer sono tutti outsider
Roger Federer - ATP Rotterdam 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

Il tabellone maschile di Indian Wells

Il tabellone femminile di Indian Wells

 

Saltato per cause di forza maggiore l’atteso Federer contro Nadal, sarà Roger contro tutti. Ma a una certa distanza. Nel senso che oggi, all’alba del primo Masters 1000 della stagione, si fa fatica a individuare un vero antagonista per il numero uno del mondo che da queste parti ha vinto già cinque volte. Un volo panoramico sul tabellone fa pensare che gli outsider più accreditati siano tutti lì a scannarsi nella parte bassa, mentre il re svizzero debba solo viaggiare a velocità di crociera fino alla finale. Senza mai abbassare l’asticella dell’attenzione, ovvio, per proteggersi da eventuali schegge impazzite.

SULLA STRADA del RE

Seguendo l’andamento delle teste di serie, Federer verrebbe proiettato nella parte alta del tabellone verso un quarto di finale contro Thiem, fino al possibile incrocio in semifinale con Dimitrov (terza testa di serie). Le variabili che possono mischiare le carte però esistono, per quanto vadano trattate con cautela per ragioni di stabilità mentale e di carta d’identità: parliamo di Nick Kyrgios (non si era capito?) e degli scalpitanti Next Gen.  L’australiano, se sta bene nella testa e nel fisico, può diventare l’avversario che nessuno vorrebbe incontrare. Al netto della sua congenita imprevedibilità, il tabellone gli è complice e lo spinge verso quello che potrebbe essere ai quarti il terzo incrocio stagionale proprio con Dimitrov. E sarebbe partita pari, come già visto tra Brisbane e Melbourne. I campi, fra l’altro, sono di suo estremo gradimento come dimostrato dodici mesi fa. Ma parliamo di Kyrgios, quindi è d’obbligo zavorrarci al suolo prima di volare con la fantasia.

E’ invece una cautela di altra natura quella che impongono invece Chung, Shapovalov  e – in seconda fila nel gran premio Next Gen – i rampanti russi Rublev e Khachanov. Il colpo in canna per un Masters 1000 da ricordare sembrano averlo tutti e quattro, pur non riconoscendo ancora in loro lo Zverev del 2017. L’attesa però c’è tutta ed è giustificata, soprattutto per quanto riguarda il coreano e il canadese. Dall’exploit di Melbourne Chung è uscito ammaccato, ma se dovesse ritrovare fiducia nei primi giorni potrebbe puntare a infilarsi tra gli scricchiolii di Berdych e le incertezze sul veloce di Thiem. Da tenere d’occhio. Per Shapo tutto quello che verrà sarà esperienza, essendo il più giovane del lotto.

LE PRIMARIE PER LO SFIDANTE

A capeggiare il versante opposto del torneo è invece Marin Cilic. Il croato desidera fortemente un replay dell’ultimo atto di Melbourne, ma dovrà venir fuori da una bella tonnara per far valere la sua seconda testa di serie. Il ranking infatti ha spedito tutti dalla stessa parte i più accreditati outsider. Cilic – uscito maluccio dalle piogge brasiliane – viaggia verso un quarto di finale contro Del Potro, che ad Acapulco è sembrato a tratti ingiocabile. Ma occhio a chi può venir fuori da un terzo turno, oggi non decifrabile, tra i redivivi Nishikori e Djokovic.  Nonostante il numero dieci del seeding, i bookmaker accreditano Nole del ruolo di anti Federer (a 7.50) avendo evidentemente particolare fiducia nelle condizioni del gomito che l’ha tormentato e nel lavoro di Andre Agassi.

E poi c’è Zverev, quello che poche righe fa abbiamo chiamato in causa come termine di paragone della Next Gen ancora più recente. Lo Zverev bizzoso e inaffidabile di questo inizio di stagione, che però senza l’ombra ingombrante del tre su cinque può battere chiunque. Potrò testarsi subito, visto che al terzo turno rischia di incrociare Milos Raonic che sta sperimentando la cura Ivanisevic ed è già a un bivio della sua carriera. In teoria, il miglior Sascha viaggerebbe poi  fino alla semifinale non dovendo temere Schwartzmann, Edmund o Pouille. Ha una significativa occasione per scacciare via tentennamenti e ipotetiche nubi. E per ricordare che a 20 anni è difficile essere forti quanto lui.

GLI AZZURRI

Lo stop di Matteo Berrettini a un passo dal tabellone principale limita a due soli componenti la pattuglia italiana. Fabio Fognini punta a consolidarsi in top 20 (l’anno scorso arrivò al terzo turno) ma non avrà un cammino semplice, nonostante la testa di serie numero 16. E’ nella parte alta del tabellone, proiettato – si spera – a un ottavo di finale in zona Federer da raggiungere però attraverso un percorso ricco di insidie francesi (uno tra Chardy e Benneteau, poi probabilmente il pari classifica Mannarino). Giusto per iniziare a pensare a Genova. Senza alcun tipo di pressione può invece divertirsi Thomas Fabbiano, circondato da statunitensi nel suo quadrante: non spaventa l’esordio con Bradley Klahn, nell’ottica di incontrare Jack Sock che non sta brillando (ha perso quattro volte su cinque nel 2018).

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