ATP Finals: il tennis si ferma per Djokovic-Murray

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ATP Finals: il tennis si ferma per Djokovic-Murray

Ultimo atto delle ATP Finals. A Londra in palio non solo il titolo di Maestro. Chi sarà numero 1 fra Djokovic e Murray?

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Parla Ubaldo: la finale più attesa. Djokovic con la pistola, Murray con la spada

5 giugno 2016: Novak Djokovic batte Andy Murray nella finale del Roland Garros e completa il Career Grand Slam, conquistando il dodicesimo Major in carriera e mettendo 8035 punti di distanza tra sé e lo scozzese, all’epoca numero due del mondo. Non sono passati nemmeno 6 mesi e tutto è cambiato, con Andy in cima al ranking e Nole che ha dovuto fronteggiare una crisi di gioco e di risultati, oltre che familiare. Dopo tantissime vittorie da una parte e molte delusioni dall’altra, sarà dunque l’epilogo delle ATP Finals 2016 a regolare i conti. Al netto delle assenze di Federer e Nadal e dalla cronica incostanza di Wawrinka, era impensabile chiedere un atto conclusivo migliore, con i due che tra poche ore si contenderanno anche il titolo di numero uno del mondo di questa stagione.

Prima, però, alle 16,30 faranno da apripista Kontinen e Peers, i quali sfideranno Klaasen e Ram nella finale del torneo di doppio. I precedenti vedono i primi avanti 3-0, con il duo australiano-finlandese che non ha perso nemmeno un set, avendo prevalso nettamente a Montecarlo, Bercy e mercoledì scorso nel match di round robin. La coppia sudafricano-statunitense ha dimostrato di essere estremamente competitiva, con Klaasen che in più occasioni si è esaltato in fase di risposta, mentre entrambi hanno una copertura della rete tale da non far rimpiangere i vecchi campioni di specialità. A tentare di sbarrargli la strada ci saranno i già citati Kontinen e Peers. Se il secondo è uno specialista da anni, dotato di un buon servizio e di una buona solidità, il primo da giovane era un fenomeno a livello juniores, salvo poi subire qualsiasi tipo di infortunio che ha tarpato le ali di una probabile carriera di primo piano anche in singolare. Ciò nonostante, Henri si è rifatto ed in questi giorni ha dimostrato di essere il giocatore più forte dei 16 visti a Londra. I campioni di Bercy partono senza dubbio favoriti, ma occhio a Ram e Klaasen, che in questi giorni hanno sorpreso tutti, compresi i neo-numeri uno Jamie Murray e Bruno Soares.

 

Non prima delle 19, toccherà ai già citati Murray e Djokovic. Numero uno contro numero due, Lendl contro Becker, leadership mondiale ed oltre un milione di dollari in palio. La carne al fuoco è davvero tanta. Se gli scontri diretti sono nettamente a favore del serbo (24 a 10, 3 a 1 nel 2016, comprese le finali di Melbourne e Parigi). Come ricordato, dopo l’atto conclusivo del Roland Garros il divario tra questi due fenomeni era di 8035 punti. Da quel 5 giugno sono accadute moltissime cose: i problemi personali del serbo, i trionfi a ripetizione del britannico (Wimbledon e Olimpiadi su tutti), la sconfitta di Nole contro del Potro a Rio e la finale persa dall’allievo di Vajda contro Wawrinka a New York, senza contare un’involuzione tennistica che nelle ultime settimane era sembrata sempre più preoccupante. Ciò nonostante, dopo aver perso il primo set del torneo contro Thiem, The Djoker è sembrato riacquistare gradualmente la fiducia dei giorni migliori, rispondendo con maggiore incisività, difendendosi in maniera perfetta e ricominciando a colpire la palla in fase ascendente vicino alla riga di fondocampo. Murray, dal canto suo, ha incantato contro Cilic e Wawrinka, ingaggiando due battaglie feroci contro Nishikori e Raonic. In questi due match si è rivisto un giocatore maggiormente attendista, che però è riuscito ad uscire dalla fossa grazie ad una forza di volontà che non è mai stata così grande.

Sarà importantissimo capire se Andy avrà recuperato bene dalla maratona di ieri (3 ore e 38 minuti), che – sommata a quella con Nishikori e alle altre due partite giocate nella capitale inglese – hanno portato a 9 ore e 52 minuti l’ammontare del suo tempo trascorso sul campo alla O2 Arena in questa edizione delle ATP Finals. Il campione di Belgrado, da parte sua, ha speso “solamente” 6 ore e 31 minuti sul rettangolo di gioco e questo, soprattutto se la partita dovesse andare per le lunghe, potrebbe essere un fattore determinante ai fini dell’esito dell’incontro.

Per Murray sarà fondamentale comandare il gioco – specialmente sul lato destro – dando poco ritmo al rivale e senza aprire troppo gli angoli, per poi accelerare con decisione senza essere troppo attendista, così da non far prendere il centro del campo al serbo. Infatti, quando quest’ultimo riesce a fare ciò e a smistare la palla a proprio piacimento, diventa praticamente impossibile contenerlo. Andy avrà bisogno di un ottimo rendimento col servizio, con cui da quest’anno utilizza ancora di più la soluzione slice per avere più margine di sicurezza ed aprirsi il campo. Per quanto riguarda Djokovic, invece, se questi riuscirà a rispondere con continuità, magari facendo giocare in arretramento il suo avversario rubandogli il tempo e prendendo le redini dello scambio, allora il serbo avrà maggiori chance di vittoria. Una variazione che lo scozzese potrà usare sarà il back, sia corto che profondo, soprattutto verso il dritto dell’avversario, così da non perdere campo quando sarà costretto a difendersi, potendo poi spingere al massimo dopo aver fatto accorciare la gittata del colpo di Nole, il quale ha meno facilità nello spingere palle con poco peso. Il britannico avrà bisogno di tagliare il campo e di non dare la possibilità al numero due ATP di dettare il ritmo. Una possibilità da non escludere per il campione di Wimbledon è quella di chiamare a rete Djokovic, magari utilizzando poi un pallonetto per testare lo smash di quest’ultimo, che rimane – nonostante i miglioramenti delle ultime due stagioni – il suo colpo meno sicuro, senza escludere la possibilità di giocare un passante basso e centrale che non dia angolo a Nole per giocare la volée.

L’aspetto psicologico sarà cruciale: nonostante Murray sia stato più continuo rispetto al rivale nel corso di questi 11 mesi (vincendo molto di più a partire da giugno), occorrerà vedere cosa accadrà quando questi si ritroverà dall’altra parte della rete l’uomo che lo ha sconfitto 24 volte su 34. Se riuscirà a non farsi scalfire da questo e d essere convinto delle proprie possibilità, allora le sue chance di vittoria aumenteranno, altrimenti la strada sarà decisamente più in salita. Il discepolo di Lendl dovrà certamente partire forte, non potendo permettersi di sprecare le occasioni che gli capiteranno. Qualora Murray dovesse riuscire a centrare il break nel primo game in cui avrà l’occasione di farlo, in tal caso la partita potrebbe prendere una direzione favorevole allo scozzese. Ciò nonostante, Djokovic è sembrato in netta ripresa. Entrambi sono dunque pronti per una battaglia senza esclusione di colpi. Soltanto poche ore e sapremo come è andata.

Gli head 2 head Djokovic-Murray (24-10)

2016 – Roland Garros F, Djokovic b. Murray 3-6 6-1 6-2 6-4
2016 – ATP World Tour Masters 1000 Roma F, Murray b. Djokovic 6-3 6-3
2016 – ATP World Tour Masters 1000 Madrid F, Djokovic b. Murray 6-2 3-6 6-3
2016 – Australian Open F, Djokovic b. Murray 6-1 7-5 7-6(3)
2015 – ATP World Tour Masters 1000 Paris F, Djokovic b. Murray 6-2 6-4
2015 – ATP World Tour Masters 1000 Shanghai S, Djokovic b. Murray 6-1 6-3
2015 – ATP World Tour Masters 1000 Canada F, Murray b Djokovic 6-4 4-6 6-3
2015 – Roland Garros S, Djokovic b. Murray 6-3 6-3 5-7 5-7 6-1
2015 – ATP World Tour Masters 1000 Miami F, Djokovic b. Murray 7-6(3) 4-6 6-0
2015 – ATP World Tour Masters 1000 Indian Wells S, Djokovic b. Murray 6-2 6-3
2015 – Australian Open F , Djokovic b. Murray 7-6(5) 6-7(4) 6-3 6-0
2014 – ATP World Tour Masters 1000 Paris Q, Djokovic b. Murray 7-5 6-2
2014 – Beijing S, Djokovic b. Murray 6-3 6-4
2014 – US Open Q, Djokovic b. Murray 7-6(1) 6-7(1) 6-2 6-4
2014 – ATP World Tour Masters 1000 Miami Q, Djokovic b. Murray 7-5 6-3
2013 – Wimbledon F, Murray b. Djokovic 6-4 7-5 6-4
2013 – Australian Open F, Djokovic b. Murray 6-7(2) 7-6(3) 6-3 6-2
2012 – Barclays ATP World Tour Finals RR, Djokovic b. Murray 4-6 6-3 7-5
2012 – ATP World Tour Masters 1000 Shanghai F, Djokovic b. Murray 5-7 7-6(11) 6-3
2012 – US Open F, Murray b. Djokovic 7-6(10) 7-5 2-6 3-6 6-2
2012 – London Olympics S, Murray b. Djokovic 7-5 7-5
2012 – ATP World Tour Masters 1000 Miami F, Djokovic b. Murray 6-1 7-6(4)
2012 – Dubai S, Murray b. Djokovic 6-2 7-5
2012 – Australian Open S, Djokovic b. Murray 6-3 3-6 6-7(4) 6-1 7-5
2011 – ATP World Tour Masters 1000 Cincinnati F, Murray b. Djokovic 6-4 3-0, rit.
2011 – ATP World Tour Masters 1000 Roma S, Djokovic b. Murray 6-1 3-6 7-6(2)
2011 – Australian Open F, Djokovic b. Murray 6-4 6-2 6-3
2009 – ATP World Tour Masters 1000 Miami F, Murray b. Djokovic 6-2 7-5
2008 – ATP Masters Series Cincinnati F, Murray b. Djokovic 7-6(4) 7-6(5)
2008 – ATP Masters Series Canada Q, Murray b. Djokovic  6-3 7-6(3)
2008 – ATP Masters Series Monte Carlo R16, Djokovic b. Murray 6-0 6-4
2007 – ATP Masters Series Miami S, Djokovic b. Murray 6-1 6-0
2007 – ATP Masters Series Indian Wells S, Djokovic b Murray 6-2 6-3
2006 – ATP Masters Series Madrid R16, Djokovic b. Murray 1-6 7-5 6-3

GRANDE SLAM: 8-2 Djokovic
ATP WORLD TOUR FINALS: 1-0 Djokovic
MASTERS 1000: 14-6 Djokovic
OLIMPIADI: 1-0 Murray
ATP 500: 1-1
Al meglio dei 5 Set: 8-2 Djokovic
Su terra battuta: 4-1 Djokovic
In finale: 10-7 Djokovic (7 Slam, 10 Masters 1000)

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ITF Grado, Cocciaretto in semifinale: “Sono venuta qui con l’obiettivo di migliorarmi” [ESCLUSIVA]

Semifinale raggiunta in Friuli con l’obiettivo Top100: “Devo ripartire da zero. Obiettivo fare più partite possibili”. In campo anche Errani

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Elisabetta Cocciaretto a Grado
Elisabetta Cocciaretto - Guadalajara 2021 (Foto Facebook Abierto Zapopan 2021)

L’attenzione degli appassionati di tennis è tutta concentrata su Parigi, dove il gotha del tennis femminile sta dando spettacolo, con molti colpi di scena, diverse teste di serie cadute e nomi nuovi che si stanno facendo luce. Tuttavia, per coloro che non sono rientrate tra le 128 elette del main draw dello slam parigino, il circuito ITF ha offerto una vasta possibilità di scelta con ben 12 tornei in contemporanea. I più importanti sono i due W60 in corso di svolgimento ad Orlando in Florida e il torneo italiano di Grado.

E proprio nel comune dell’Alto Adriatico, situato tra Trieste e Venezia brillano i colori italiani, con ben due nostre rappresentanti che hanno raggiunte le semifinali. Sara Errani, testa di serie numero 5 del tabellone, che ha sconfitta l’austriaca Haas ed Elisabetta Cocciaretto, testa di serie numero 4, che ha sconfitto la svizzera Waltert.

Al termine della sfida contro la numero 211 al mondo durata quasi due ore giocata in condizioni abbastanza complicate, Cocciaretto è stata intervistata dal nostro Massimo Gaiba: “C’era abbastanza vento, lei comunque è una giocatrice forte, serve bene, risponde bene, ha una palla abbastanza pesante quindi diciamo che ho avuto molti alti e bassi, però sono contento di aver vinto e di giocare un’altra partita”.

 

Cocciaretto, che ha abbandonato prematuramente Parigi dopo la sconfitta nel secondo turno di qualificazione contro la russa Selekhmeteva, ha scelto di giocare a Grado per trovare la giusta condizione: “Io sono venuta qui con l’obiettivo di migliorarmi, di fare più partite possibili e giocarne un’altra mi da l’opportunità di migliorare e giocare ancora, cosa che mi serve molto quest’anno”.

L’ultimo successo permetterà all’italiana, al momento numero 157 delle classifiche mondiali, di riprendere la cavalcata verso la top 100, fortemente penalizzata da una tendinopatia al ginocchio sinistro: “Sono stata ferma sette mesi, mi sono operata quindi devo ripartire da zero, per questo l’obiettivo è di fare più partite possibili.

Nella strada verso la finale Cocciaretto affronterà la slovena Jakupovic, numero 311 WTA ma con un best ranking al numero 69 datato novembre 2018. Nell’altra semifinale Errani affronterà la testa di serie numero 1 del torneo Ylena In-Albon.

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ATP

C’è Holger Rune in Danimarca (e questa sera anche a Parigi)

Il giovane danese, che stasera giocherà il terzo turno del Roland Garros contro Gaston, sarà in futuro il grande rivale di Alcaraz? Nell’attesa, una digressione sul tennis danese

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Holger Rune - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Secondo Shakespeare c’è del marcio in Danimarca, o almeno c’era quando scrisse “Amleto”.

A oltre 400 anni di distanza da quei giorni possiamo dire che nel presente e soprattutto nel futuro del regno di Danimarca c’è anche il tennis grazie a un ragazzo di 19 anni che fisicamente assomiglia così tanto al protagonista di Titanic, che se non avessimo visto più volte il film saremmo inclini a credere che Jack Crawford sia riemerso incolume dai fondali dell’Atlantico.

Ci riferiamo a Holger Vitus Nodskov Rune, numero 40 della classifica mondiale che questa sera scenderà in campo a Parigi per affrontare al terzo turno Hugo Gaston.

 

Sarà Rune il giocatore in grado di lanciare il guanto della sfida a Carlos Alcaraz e a dare vita nei prossimi lustri – magari in compagnia di Jannik Sinner e Lorenzo Musetti – a una saga all’altezza di quella a cui hanno dato vita Federer, Nadal, Djokovic e Murray negli ultimi 15 anni?

Ce lo auguriamo per il bene del tennis, ma per il momento a suo proposito ci sentiamo solo di dire che ci sembra un buon giocatore, dotato di notevole temperamento, che studia per diventare un campione.

E dove studia il giovane Holger? Studia nella piccola, civilissima nazione citata in apertura di articolo e abitata da sei milioni di anime, che nei secoli scorsi ha dato i natali a illustri letterati e filosofi, ma che è sempre stata parca di tennisti. 

Caroline Wozniacki – numero 1 del tennis femminile tra il 2010 e il 2012 – rappresenta la classica eccezione alla regola.

Ma cosa risponderebbe Rune a un novello Farinata degli Uberti che gli chiedesse: “chi fuor li maggiori tuoi?” o, per dirla in prosa, “chi furono i tuoi predecessori?”

Nonostante Rune non ce lo abbia chiesto ci prendiamo la libertà di rispondere in sua vece.

Holger Rune è il giocatore danese arrivato più in alto nella classifica del singolare da quando l’ATP la introdusse nel 1973.

Scorrendo a ritroso l’album di famiglia del tennis danese, subito dietro di lui ci imbattiamo in un nome che non ci suona nuovo, ovvero quello di Kenneth Carlsen (ma forse ci confondiamo con il Diavolo, al secolo Kent Carlsson) che nel giugno del 1993 sull’onda degli ottavi di finale raggiunti in Australia toccò la posizione numero 41.

Carlsen è il solo danese insieme a Rune –  a maggio vincitore a Monaco del suo primo torneo –  ad avere vinto tornei ATP e quello che sino ad oggi ne ha conquistati di più: 3.

Oltre a Rune e Carlsen gli unici tennisti danesi ad essere riusciti ad entrare tra le prime 100 posizioni mondiali in singolare sono stati Kristian Pless (65), Frederik Fetterlein (75) e un giocatore di cui parleremo in chiusura di articolo.

La Danimarca vanta però un giocatore che nella specialità del doppio nel 2012 vinse il torneo di Wimbledon, ovvero Frederick Nielsen.

Al trionfo di Frederick non poté assistere suo zio Kurt poiché era  morto l’anno precedente. E chissà quante emozioni e quanti ricordi avrebbero attraversato quel giorno il cuore di Kurt Nielsen nel vedere il nipote giocare sullo stesso campo in cui aveva disputato e perduto la finale del singolare nel 1953 e nel 1955, prima contro Vic Seixas e poi contro Tony Trabert.

Kurt Nielsen alla luce dei risultati è il tennista più forte che la Danimarca abbia mai avuto. Per restare ai quattro major, oltre alle finali di Wimbledon già citate, Nielsen arrivò una volta ai quarti dello US Open e 5 volte agli ottavi del Roland Garros.

Non disputò mai l’Australian Open e non volle mai unirsi al circuito dei professionisti.

Quasi altrettanto forte fu il mancino Jan Leschly che nel 1967 fu sconfitto da Clark Graebner nella semifinale dello US Open .

Avevamo promesso di citare in chiusura di articolo il nome del quinto danese capace di raggiungere la top 100 nell’era Open.

Fedeli alla promessa  sveliamo il suo nome: Torben Ulrich, che insieme al fratello Jorgen nei ricordi del nostro Direttore costituiva una coppia di hippy ante litteram.

Ulrich fu un campione di longevità tennistica; nel 1968 a 40 anni arrivò sino agli ottavi di finale degli US Open e a 45 suonati al numero 96 della classifica ATP.

Non è però questa la ragione per la quale lo abbiamo tenuto a guisa di dulcis in fundo, bensì perché è il padre di Lars Ulrich; Lars Ulrich è il fondatore e batterista di uno dei più importanti gruppi della scena rock mondiale degli ultimi 40 anni,  i “Metallica” e concittadino di Holger Rune: entrambi sono infatti nativi di Gentofte. 

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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ATP

Roland Garros, day 7 LIVE: Giorgi vince in rimonta contro Sabalenka, Sinner supera McDonald con un ginocchio dolorante. In campo Simon agli addii

La diretta del sabato parigino, dedicato ai terzi turni dei tabelloni del singolare maschile e femminile: Sonego cerca gli ottavi, traguardo già raggiunto da Giorgi e Sinner

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Schermo Roland Garros - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
https://twitter.com/Ubitennis/lists/tennis-news-93659

IL PROGRAMMA DI SABATO 28 MAGGIO

16.13 – SET KUDERMENTOVA – La russa Veronika Kudermentova si aggiudica il primo set contro la spagnola e favorita Badosa per 6-3

16.09 – MATCH PEGULA – La finalista del torneo di Madrid, Jessica Pegula, ha domato Tamara Zidansek per 6-1 7-6

 

16.08 – MATCH GIORGI – Le bordate di Giorgi continuano a infastidire la bielorussa Sabalenka anche nel secondo set, dominato dall’italiana che chiude il match vinto per 4-6 6-1 6-0

15.44 – SET GIORGI – La n.30 del mondo ribalta completamente la situazione contro la n.7 Sabalenka e chiude il secondo set 6-1, portandosi anche subito avanti di un break nel parziale decisivo

15.24 – Giorgi parte benissimo nel secondo set, portandosi rapidamente sopra 4-0 su Sabalenka

15.05 – SET SABALENKA – La bielorussa n.7 del mondo Sabalenka si fa bastare un break nel settimo game e chiude il primo set 6-4 su Camila Giorgi

14.46 – MATCH ZHENG – La cinese approfitta del ritiro di Cornet, arrivato dopo 9 giochi persi consecutivamente, senza riuscire a vincerne nemmeno uno

14.45 – MATCH MEDVEDEV – Il n.2 del mondo Daniil Medvedev supera 6-2 6-4 6-2 Filip Krajinovic

14.38 – Medvedev in vantaggio di un break anche nel terzo set, dopo aver vinto i primi due. Il russo è sopra 4-2 su Kecmanovic

14.33 – In campo Camila Giorgi contro la testa di serie n.7 Aryna Sabalenka

14.32 – SET ZHENG – La cinese Qinwen Zheng sta strapazzando la tennista di casa Cornet, vincendo il primo set 6-0

14.22 – MATCH RUBLEV – Con un po’ di fortuna e tantissimo coraggio, Andrey Rublev vince il tie-break del quarto set per 13 punti a 11, annullando cinque set point (lasciando poco rammarico a Criastian Garin), prima di arrivare lui a match point e chiudere alla seconda chance

14.10 – Riparte il programma femminile con due match in corso: Shelby Rogers è sotto 1-4 contro Daria Kasatkina, mentre Qinwen Zheng è sopra 2-0 su Alize Cornet

14.05 – Tie-break time tra Rublev e Garin nel quarto parziale

14.04 – SET MEDVEDEV – Il n.2 del mondo prosegue il suo cammino agevole nel match. Medvedev sale due set a zero, vincendo 6-4 su Kecmanovic

13.59 – MATCH SINNER – Buone prime e solidità da fondo permettono a Jannik Sinner di mantenere il servizio per un’ultima volta, e battere 6-3 7-6(6) 6-4 lo statunitense Mckenzie McDonald. Per il 3° anno consecutivo, l’italiano raggiunge gli ottavi di finale al Roland Garros

13.55 – Nel quarto set tra Rublev e Garin, il punteggio è di 5 pari. Il russo conduce due set a uno; Sinner intanto serve per chiudere il match

13.49 – Dopo il break, si prosegue seguendo il servizio nel match di Sinner, con l’italiano ora a servire per salire 5-2

13.41 – MATCH SWIATEK – La n.1 de mondo Iga Swiatek vince la 17esima partita al Roland Garros (su 19 disputate), la 31esima consecutiva in questa stagione, superando 6-3 7-5 la montenegrina Danka Kovinic

13.40 – SET MEDVEDEV – Il russo Daniil Medvedev chiude il primo set sul serbo Kecmanovic 6-2, e si porta avanti di un break, 2-1 e servizio, anche nel secondo

13.35 – Agevolmente Sinner mantiene la battuta e sale 3-0

13.30 – Grande risposta di Sinner e Jannik sale 2-0 e servizio nel terzo set.

13.21 – Ha iniziato Medvedev sul Lenglen: 4-2 avanti con Kecmanovic. Garin avanti di un break (2-0) al quarto con Rublev. Swiatek è 4-3 e servizio nel secondo set dopo aver vinto il primo contro Kovinic.

13.18 – SET SINNER – Grande Jannik Sinner che in un tie-break a fasi alterne ma condotto sin dall’inizio chiude 8-6 dopo un’ora e mezza di secondo parziale: sale due set a zero contro Mackenzie McDonald. Jannik era 5-2 0-40.

13.10 – SET RUBLEV – Rublev fa suo il terzo set: 6-2 contro Garin. Un momento di spavento: il russo ha scagliato per rabbia in precedenza una pallina contro la sedia e per poco non colpiva un raccattapalle.

13.06 – Sinner e McDonald sono al tie-break del secondo set; Jannik ha salvato in totale undici set point per il suo avversario e si è trovato a far fronte a un fastidio al ginocchio sinistro

12.52 – Fisioterapista ora da Sinner. Ma non c’è medical time-out. Sul centrale, Swiatek-Kovinic 6-3. Rublev-Garin 2-2 nel terzo set

12.50 – Un game fiume di 26 punti porta Sinner al controbreak! L’azzurro sembra stare meglio, ha annullato in tutto dieci set point a McDonald tra questo game e quello precedente e alla fine è riuscito a rientrare nel set. Servirà dopo il cambio campo sul 5-4. Grande cuore per Jannik, decisamente troppo indeciso al momento di chiudere l’americano.

12.40 – SET GARIN – Un set pari sul campo 14, Garin vince il secondo contro Rublev 6-3

12.39 – MATCH BEGU – Non c’è stata storia sul Lenglen, Begu ha battuto 6-1 6-4 la francese Jeanjean che termina la sua corsa

12.35 – Sinner tiene la battuta da 0-40 salvando cinque set point; McDonald servirà per il secondo set sul 5-3

12.29 – Il gioco riprende ma sono evidenti i problemi per Sinner che verso destra fatica a muoversi

12.27 – Fisioterapista da Jannik Sinner. Problema al ginocchio sinistro: è entrato in campo con una fasciatura, probabile problema al tendine rotuleo.

12.26 – Rublev serve indietro 4-3 nel primo set con Garin; Begu è 6-1 5-3 con Jeanjean; ha iniziato Iga Swiatek sul centrale contro Danka Kovinic rubando subito il servizio

12.25 – Ha avuto palle break Sinner, ma non le ha sfruttate e poi ha ceduto il servizio. 4-2 McDonald nel secondo set

12.07 – Sinner e McDonald sono sul 2-2 nel primo set. Begu senza problemi: 6-1 4-1 contro Jeanjean

11.52 – SET RUBLEV – Primo set Rublev contro Garin: 6-4

11.46 – Sinner chiude il primo parziale con l’81% di punti vinti con la prima di servizio. Sugli altri campi: Rublev serve per il primo set, 5-4 contro Garin. Begu è 6-1 1-0 e servizio sul Lenglen contro la francese Jeanjean.

11.46 – SET SINNER – Sinner si prende il primo set: 6-3

11.41 – Sinner salva palla del contro-break e tiene il servizio, poi fa altrettanto McDonald. Ora l’azzurro serve per il primo set

11.31 – McDonald segue a rete la seconda, Sinner trova la risposta vincente col rovescio: break per l’azzurro, che sale 4-2 e servizio nel primo set.

11.27 – Si continua seguendo i servizi; 3-2 Sinner, serve l’americano.

11.15 – Sono partiti Sinner-McDonald. 1-1 nel primo set

11.05 – Sono in campo Sinner e McDonald per il riscaldamento sul Simonne Mathieu. Intanto, il programma del Lenglen si apre con Begu-Jeanjean.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

10.45 – Buongiorno amici di Ubitennis, e benvenuti alla diretta scritta del Roland Garros nel giorno di sabato 28 maggio 2022. Oggi termineranno i terzi turni dei tabelloni maschile e femminile e sarà una giornata di passione per il tennis italiano con Jannik Sinner subito in campo alle 11 contro Mackenzie McDonald sul Simonne Mathieu. A seguire, sullo stesso campo, Camila Giorgi sfida Aryna Sabalenka. Nel pomeriggio, sul Court 14, Lorenzo Sonego prova a mettere i bastoni tra le ruote di Casper Ruud.

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