WTA Ranking: Osaka sale al n.3. Best ranking per Bencic e Martic

Ranking

WTA Ranking: Osaka sale al n.3. Best ranking per Bencic e Martic

Naomi Osaka ritorna in top3 dopo la semifinale di Brisbane. Bencic sale al n.7, Martic al n.14. Giorgi esce dalla top100

Pubblicato

il

La stagione 2020 inizia senza grossi scossoni in classifica. In attesa dell’Australian Open, che movimenterà il ranking, dobbiamo scorrere la graduatoria oltre la ventesima posizione per trovare giocatrici che in salita (o discesa) di molte posizioni. Andiamo con ordine, però.

La TOP 20 – Solo qualche “aggiustamento” tra le prime della classe. Ashleigh Barty è sempre in vetta, Osaka, reduce dalla semifinale persa (con match point a favore) contro Pliskova a Brisbane, supera Halep e si gode il n.3 del ranking, prima della grossa scadenza che dovrà onorare a Melbourne. Belinda Bencic raggiunge il best ranking (+1, n.7) e con lei ci riesce anche Petra Martic (+1, n.14).

Scala una posizione anche Serena Williams, grazie all’affermazione a Auckland, si avvicina alla top ten Keys (n.11), in salita di due posti dopo la finale a Brisbane. Si ritrova di nuovo a un passo dalla top20 Amanda Anisimova (+3, n.22). Era stata n.21 lo scorso ottobre. Come vedremo in seguito, dovrà però difendere un quarto turno a Melbourne (240 punti) e a meno di una riconferma (o di un exploit) sarà difficile che riesca a centrare l’obiettivo a breve.

 

OTTICA MELBOURNE – Vediamo chi ha le maggiori cambiali in scadenza:

2000 punti:

Naomi Osaka (n.3)

1300:

Petra Kvitova (n.8)

780:

Karolina Pliskova (n.2)

Danielle Collins (n.27)

430:

Ashleigh Barty  (n.1)

Elina Svitolina (n.5)

Serena Williams (n.9)

Anastasia Pavlyuchenkova (n.31)

240:

Simona Halep (n.4)

Madison Keys (n.11)

Angelique Kerber (n.18)

Amanda Anisimova (n.22)

Sloane Stephens (n.25)

Anastasija  Sevastova (n.32)

Garbiñe Muguruza (n.34)

Maria Sharapova (n.145)

LE ALTRE – Settimana positiva, ovviamente, per le protagoniste dei tornei di Shenzhen, Auckland e Brisbane. Ekaterina Alexandrova (n.26), vincitrice in Cina del titolo, sale di 8 posti. La finalista Elena Rybakina (n.30) ne guadagna 6. Riprende fiato anche Caroline Wozniacki (+4, n.35), che ha già annunciato il ritiro dopo lo slam australiano e saluterà il mondo del tennis il prossimo 18 maggio davanti al pubblico di casa. Entra in top50 Jennifer Brady (+4, n.49) mentre la finale a Auckland frutta a Jessica Pegula 18 posti in salita fino al n.64. Escono invece i punti di Sydney 2019 a Yulia Putintseva (-5, n.37) e Aliaksandra Sasnovich, che precipita di 30 posti e si ritrova al n.99.

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
1 0 Ashleigh Barty 7547 15
2 0 Karolína Plíšková 5940 19
3 1 Naomi Osaka 5496 17
4 -1 Simona Halep 5461 16
5 0 Elina Svitolina 5075 22
6 0 Bianca Andreescu 4935 12
7 1 Belinda Bencic 4605 23
8 -1 Petra Kvitová 4436 16
9 1 Serena Williams 4215 11
10 -1 Kiki Bertens 4165 26
11 2 Madison Keys 3072 16
12 -1 Aryna Sabalenka 2940 23
13 -1 Johanna Konta 2813 16
14 1 Petra Martić 2646 18
15 -1 Sofia Kenin 2565 23
16 0 Markéta Vondroušová 2390 12
17 0 Elise Mertens 2250 25
18 0 Angelique Kerber 2175 22
19 0 Alison Riske 2130 24
20 0 Donna Vekić 2080 23
21 0 Karolína Muchová 1847 15
22 3 Amanda Anisimova 1843 17
23 0 Maria Sakkari 1820 23
24 -2 Dayana Yastremska 1820 23
25 -1 Sloane Stephens 1683 19
26 8 Ekaterina Alexandrova 1645 27
27 0 Danielle Collins 1641 19
28 0 Qiang Wang 1593 20
29 -3 Anett Kontaveit 1575 18
30 6 Elena Rybakina 1551 25
31 -2 Anastasia Pavlyuchenkova 1531 21
32 -2 Anastasija Sevastova 1518 22
33 -2 Barbora Strýcová 1516 20
34 1 Garbiñe Muguruza 1467 16
35 4 Caroline Wozniacki 1463 16
36 -3 Su-wei Hsieh 1450 23
37 -5 Yulia Putintseva 1415 24
38 3 Julia Görges 1390 21
39 -2 Kristina Mladenovic 1360 26
40 -2 Shuai Zhang 1355 25
41 -1 Saisai Zheng 1350 24
42 0 Veronika Kudermetova 1328 26
43 0 Magda Linette 1292 26
44 0 Rebecca Peterson 1275 24
45 0 Jeļena Ostapenko 1250 25
46 0 Caroline Garcia 1235 25
47 0 Alison Van Uytvanck 1175 23
48 0 Polona Hercog 1145 22
49 4 Jennifer Brady 1143 25
50 -1 Victoria Azarenka 1115 17

CASA ITALIA

L’unica italiana rimasta aggrappata alla top100 è Jasmine Paolini, n.94. Giorgi, dopo lo sfortunato sorteggio a Auckland, perde 4 posti e si deve accontentare del n.103. In salita Cocciaretto (+4, n.172) e Errani (+5, n.189).

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
94 0 Jasmine Paolini 691 29
103 -4 Camila Giorgi 643 18
150 1 Giulia Gatto-Monticone 391 23
154 0 Martina Trevisan 384 25
172 4 Elisabetta Cocciaretto 351 15
189 5 Sara Errani 313 22
196 0 Martina Di Giuseppe 297 27
293 3 Martina Caregaro 190 17
311 2 Stefania Rubini 173 18
312 2 Bianca Turati 172 13
328 2 Jessica Pieri 157 25
333 1 Lucia Bronzetti 155 25
364 -1 Cristiana Ferrando 129 20
402 0 Deborah Chiesa 112 20
410 0 Lucrezia Stefanini 108 22
416 0 Federica Di Sarra 105 15
419 0 Camilla Scala 104 15
447 2 Gaia Sanesi 92 17
453 4 Tatiana Pieri 89 22
466 4 Angelica Moratelli 86 23

NEXT GEN RANKING

Resta invariata la leadership della classifica riservata alle giovani under20. Si riconferma n.1 anche in questo inizio anno Bianca Andreescuancora ai box per l’infortunio patito alle Finals. I nuovi ingressi, rispetto a fine 2019 , sono la statunitense Caty McNally e la slovena Kaja Juvan. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 2000).

Posizione Variazione Giocatrice Anno Classifica WTA
1 0 Bianca Andreescu 2000 6
2 0 Amanda Anisimova 2001 22
3 0 Dayana Yastremska 2000 24
4 0 Iga Swiatek 2001 56
5 0 Cori Gauff 2004 66
6 0 Anastasia Potapova 2001 90
7 0 Varvara Gracheva 2000 106
8 0 Katarina Zavatska 2000 107
9 Caty McNally 2001 116
10 Kaja Juvan 2000 126

NATION RANKING

Si rivedono tra le prime 10 nazioni al mondo il Belgio e la Svizzera, che prendono il posto di Francia e Bielorussia. Comanda la Repubblica Ceca su Stati Uniti e Russia.  (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Posizione Variazione Nazione Punteggio
1 0 Repubblica Ceca 26
2 0 Stati Uniti 35
3 0 Russia 99
4 0 Cina 109
5 0 Ucraina 120
6 0 Germania 128
7 0 Kazakistan 140
8 Belgio 143
9 0 Australia 150
10 Svizzera 152

Continua a leggere
Commenti

Focus

L’ATP cambia il sistema di classifica: il ranking sarà valido per 22 mesi, fino al dicembre 2020

I tennisti potranno mantenere in classifica il miglior risultato di ogni torneo tra 2019 e 2020. Nadal favorito?

Pubblicato

il

Rafa Nadal - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

IL PODCAST DI COMMENTO DI UBITENNIS


L’ATP ha deliberato. L’attesa decisione sul nuovo sistema di calcolo delle classifiche, a proposito del quale si moltiplicavano le ipotesi, è arrivata in serata. Non si tratta di uno scenario previsto: la ‘finestra’ di validità del ranking verrà infatti estesa a 22 mesi, ovvero al periodo che va da marzo 2019 a dicembre 2020. I giocatori potranno dunque scegliere i propri 18 risultati migliori tra gli eventi disputati in questo lasso di tempo, ovviamente potendo inserire un solo risultato (il migliore) di un eventuale torneo disputato due volte.

L’effetto principale di questa decisione è il seguente: per venire incontro ai giocatori che non vogliono assumersi il rischio di scendere in campo in queste condizioni, ovvero con una pandemia ancora in corso e dovendo rispettare rigidi protocolli sanitari, l’ATP consente formalmente ai giocatori di saltare un torneo e conservare il risultato dell’edizione 2019 fino al momento in cui lo stesso evento verrà disputato nel 2021. A primo impatto, sembra Rafael Nadal – campione in carica dello US Open e del Roland Garros – a poter usufruire dei vantaggi maggiori: dovesse decidere di non andare a New York, lo spagnolo potrebbe comunque mantenere i 2000 punti fino al settembre del prossimo anno.

 

La scelta di questo nuovo sistema, spiega l’ATP nel comunicato, risponde anche al tentativo di trovare un formato più adattabile a (eventuali) ulteriore modifiche del calendario. Viene inoltre incontro a quei tennisti che dovessero trovarsi di fronte alla difficoltà oggettiva di raggiungere il luogo di un torneo, perché risiedono in nazioni ancora pesantemente colpite dal virus. La scomparsa dell’obbligatorietà di disputare i tornei, e nei fatti la rimozione dello svantaggio per chi dovesse decidere di non giocare, consente a ogni tennista di scegliere secondo coscienza.

Ovviamente le situazioni vanno pesate. Un top 10 può certamente permettersi di rinunciare al montepremi di uno Slam, perché non se la sente di giocare o per ragioni di programmazione, ma difficilmente chi è fuori dalla top 30 potrà fare questo discorso: con questo ranking modificato, il fattore economico diventa prioritario.

Certo non mancheranno le stranezze. L’ATP ha già rimosso la Race to London dal sito ufficiale, confermando che sarà il ranking a determinare la qualificazione dei migliori otto giocatori all’evento di Londra. Nel ranking potranno però essere compresi diversi risultati ottenuti nella scorsa stagione, e dunque l’impatto dei ‘nuovi’ punti in palio nel 2020 sarà certamente inferiore. Si faccia l’esempio di Federer, che pure ha già confermato che quest’anno non scenderà più in campo: i risultati ottenuti nel 2019 e ‘protetti’ dal cambio di regolamento gli consentiranno, con ogni probabilità, di mantenere un posto tra i primi otto in classifica… con un solo torneo disputato nell’anno solare.

Ad ogni modo, era difficile – se non impossibile – applicare delle modifiche senza al contempo generare qualche piccola stortura. Si tratta di anomalie che spariranno progressivamente nel corso della prossima stagione, ma che al contempo consentiranno una ripresa meno traumatica del calendario. C’è di sicuro una considerazione da fare: la scelta dell’ATP è parecchio conservativa e si pone l’obiettivo, forse neanche troppo tacito, di preservare in qualche modo lo status quo evitando che la straordinarietà della situazione possa provocare grossi movimenti di classifica. E a beneficiare di questo, certamente, saranno i top player.

Continua a leggere

Focus

Uno sguardo alla geografia dell’ultima classifica ATP

Dal 16 marzo non ci sono aggiornamenti su questo fronte, e non ce ne saranno per molte altre settimane. Vediamo cosa ci dice la top 100 a livello geografico e anagrafico, dal più vecchio (Federer) al più giovane (Sinner)

Pubblicato

il

Jannik Sinner - Rotterdam 2020 (via Twitter, @abnamrowtt)

Come è ormai noto, la classifica ATP (come del resto quella femminile) è cristallizzata all’ultimo aggiornamento del 16 marzo, e così rimarrà fino al momento in cui sarà possibile riprendere a giocare – e quindi ad accumulare punti, scalare posizioni ed eventualmente battere primati. A quest’ultimo discorso è particolarmente interessato Novak Djokovic, che senza l’interruzione per l’epidemia di COVID-19 avrebbe probabilmente già scavalcato Pete Sampras al secondo posto della classifica dei tennisti che hanno trascorso più settimane in testa al ranking.

Poco male per Nole, che raggiungerà comunque quota 286 e si lancerà all’inseguimento di Federer, primo con 310 settimane. Se riuscirà a raggiungere anche il campione svizzero lo scopriremo nei prossimi mesi, per adesso possiamo concentrarci su quello che ci dice la classifica ATP che abbiamo a disposizione. Perché per diverse settimane ancora rimarrà immutata. Lo facciamo con l’aiuto del lavoro grafico svolto da Paolo Brunello, che ringraziamo, e che ci fornisce un ottimo spaccato della ripartizione geografica della top 100 maschile.

I grafici sono tre, tutti interattivi, e potete ‘giocarci’ qui se navigate da mobile o direttamente nell’articolo, se ci leggete da computer. Cliccando su ogni nazione, vi comparirà l’anagrafica degli atleti e il loro ranking.

 

Il giochino delle percentuali è semplice, poiché il campione è esattamente 100 e dunque ogni numero corrisponde anche a una percentuale. Il 68% degli attuali top 100 è europeo, e il blocco Francia-Spagna-Italia contribuisce con ben 29 atleti, quasi un terzo del totale. Gli otto atleti italiani corrispondono al numero di quelli statunitensi, un risultato molto ragguardevole se si considera la differenza di estensione e di popolazione (gli USA sono oltre cinque volte più popolati dell’Italia).

Tutto il nord America (Stati Uniti + Canada) vanta gli stessi top 100 – dodici – della Francia, nazione leader di questa statistica, così come l’intero continente americano assomma gli stessi atleti assommati da Francia e Spagna, 21. Sono invece 19 le nazioni che vantano un solo tennista in top 100, la maggior parte delle quali (14) sono europee; si aggiungono Bolivia (Dellien), Brasile (Thiago Monteiro) e Uruguay (Cuevas) per il sud America oltre a Corea del Sud (Soonwoo Kwon) e Sudafrica (Harris).

NON HO L’ETA’ – Nonostante Zverev sia convinto che il ricambio generazionale – pur sfavorito dallo stop – sia dietro l’angolo, gli under 21 in top 100 sono appena sette, se consideriamo come limite l’anno di nascita 1999 che dunque esclude i giocatori che compieranno 22 anni entro la fine del 2020 – ovvero i classe ’98 Tsitsipas, Ruud, Humbert e Ymer. Il più giovane in classifica è ovviamente Jannik Sinner, e siamo abbastanza convinti che possiate indovinare anche il più anziano. Dopo Roger c’è Feliciano Lopez, nato un mesetto più tardi, e a seguire il trittico Verdasco-Kohlschreiber-Seppi. L’età media della top 100 è 27,34.

I giocatori fermati nel loro miglior momento, ovvero coloro che occupano al momento il best ranking, sono sette: si tratta di Thiem (3), Fritz (24), Evans (28), Humebrt (42), Paul (57), Balazs (76) e Dennis Novak (85).

Per ciò che concerne le possibilità future, ovvero come l’ATP potrà gestire la ripresa dell’attività agonistica a livello di classifica, abbiamo fatto un po’ di ipotesi in questo articolo.

Continua a leggere

Focus

Cosa significa che il ranking è congelato? Qualche ipotesi sul futuro

Le classifiche sono state bloccate fino alla ripresa della stagione, ma come verranno ri-organizzate alla fine della crisi?

Pubblicato

il

Novak Djokovic - Dubai 2020 (via Twitter, @atptour)

Come noto, ATP e WTA hanno congiuntamente annullato tutti i tornei previsti fino alla stagione su erba (che dovrebbe iniziare l’8 giugno), cosa che era già nell’aria, anche se indubbiamente lo spostamento del Roland Garros ha un po’ forzato la mano a entrambi i circuiti, titolari di una sfilza di eventi che avevano perso la loro funzione propedeutica.

All’annuncio è stata aggiunta una piccola postilla, vale a dire che entrambi i ranking verranno congelati almeno fino a quella data. Come ha spiegato il sito della WTA, questo significa che le classifiche del 16 marzo 2020 (che poi sono le stesse del 9) rimarranno invariate fino all’eventuale ripresa, senza che i punti ottenuti durante lo stesso periodo del 2019 vengano scalati – tautologicamente, “congelati” significa… “congelati”.

La domanda quindi è: come verranno stilate le classifiche quando e se si tornerà a giocare? L’unica certezza è che il consueto modello di confronti annuali fra le prestazioni delle varie settimane della stagione dovrà essere almeno parzialmente aggiustato, a meno che la stagione non venga cancellata del tutto, perché in quel caso si ripartirebbe sostanzialmente da capo nel 2021, con soli due mesi di stagione da scalare, due mesi che peraltro includono solo uno dei 14 tornei da almeno 1000 punti, vale a dire l’Australian Open.

 

Il grande scoglio è che, se si riprenderà durante l’estate, molti giocatori potranno ancora contare su alti punteggi ottenuti, di fatto, 18 mesi prima, mentre chi ha avuto una grande seconda metà di 2019 (un caso su tutti, Daniil Medvedev), rischierebbe di dover salvare il proprio ranking in un lasso molto breve.

CHE FARE? – Una soluzione potrebbe essere scalare una percentuale dei punti che non si sono potuti difendere questa primavera, così da non affossare giocatori che hanno ottenuto un’alta quota del proprio punteggio durante questo periodo, senza allo stesso tempo consentir loro di “vivere di rendita”.

Salomonicamente, se il 50% di quei punteggi venisse decurtato a fine 2020, giocatori come Lajovic, Fognini o Isner non crollerebbero in maniera ingiusta, e allo stesso tempo potrebbero cercare di rimontare i punti in uscita per ammortizzarli prima della fine dell’anno solare.

Una seconda soluzione potrebbe essere la desincronizzazione fra stagione e anno solare nei prossimi tre anni, organizzando due stagioni di 18 mesi: si concluderebbe la stagione 2020-21 la settimana prima con il Roland Garros (stile campionato argentino di Clausura), e si ripartirebbe subito con altri 18 mesi, concludendo l’accorpamento con le Finals torinesi del 2022. Lo scalo o incremento dei punti si rifletterebbe allo stesso modo, procedendo su coppie da sei Slam ciascuno, quindi in sostanza i punti dell’Australian Open 2020 si rifletterebbe su Wimbledon 2021, Wimbledon 2020 (a questo punto il secondo Slam di quest’anno in ordine cronologico) su US Open 2021 e così via, fino ai punti del Roland Garros 2021 che scalerebbero agli US Open 2022.

Il difetto principale, al di là dello scalo di punti su tornei diversi per superficie e punti, sarebbe l’unicità delle Finals (o dell’ATP Cup), che renderebbe gli scali temporanei un po’ disomogenei, anche se tutto si ribilancerebbe alla fine del 2022 – perciò la prima soluzione sembra decisamente più praticabile. L’unica cosa certa è che sarà bello tornare a preoccuparsi di queste cose, perché vorrà dire che questo periodo sarà solo un ricordo.

Teorie a parte, prima di vedere qualche numero relativo al congelamento, ripassiamo le due attuali top 20.

RANKING ATP

1 Novak Đoković 10220
2 Rafael Nadal 9850
3 Dominic Thiem 7045
4 Roger Federer 6630
5 Daniil Medvedev 5890
6Stefanos Tsitsipas4745
7Alexander Zverev3630
8Matteo Berrettini2860
9Gaël Monfils2860
10David Goffin2555
11Fabio Fognini2400
12Roberto Bautista Agut2360
13Diego Sebastián Schwartzman2265
14Andrej Rublëv2234
15Karen Chačanov2120
16Denis Shapovalov2075
17Stan Wawrinka2060
18Christian Garín1900
19Grigor Dimitrov1850
20Félix Auger-Aliassime1771


RANKING WTA

1Ashleigh Barty8717
2Simona Halep6076
3Karolína Plíšková 5205
4Sofia Kenin4590
5Elina Svitolina4580
6Bianca Andreescu4555
7Kiki Bertens4335
8Belinda Bencic4010
9Serena Williams3915
10Naomi Ōsaka3625
11Aryna Sabalenka3615
12Petra Kvitová3566
13Madison Keys2962
14Johanna Konta2803
15Petra Martić2770
16Garbiñe Muguruza2711
17Elena Rybakina2471
18Markéta Vondroušová2307
19Alison Riske2256
20Maria Sakkarī2130


FERMI IN VETTA – Innanzitutto, i due leader delle classifiche mondiali, Novak Djokovic e Ashleigh Barty, non aggiungeranno altre settimane al proprio bottino di testa, se si eccettua la settimana di bonus omaggiata da ATP e WTA con le classifiche del 16.

L’australiana si ferma per ora a 35, a quattro di distanza da Amélie Mauresmo, mentre Djokovic è a 281, a cinque da Pete Sampras e a 29 dal record assoluto di Roger Federer – una sfortuna che per il serbo è controbilanciata dai 4000 punti che il suo diretto inseguitore, Rafa Nadal, si troverebbe a difendere nello spazio d’un mattino fra Flushing Meadows e Porte d’Auteuil.

CUI BONO? – Per molti giocatori, impossibilitati a difendere i risultati dello scorso anno, il blocco previene una dolorosa uscita in termini di punti. Escludendo i punti del Roland Garros in quanto già fissato all’interno del calendario, i dieci più colpiti da un’eventuale stillicidio ad oltranza dei ranking sarebbero stati, fra gli uomini, Nadal (-2260), Thiem (-1970), Federer (-1960), Djokovic (-1915), Tsitsipas (-1400), Fognini (-1235), Medvedev (-815), Auger-Aliassime (-716), Lajovic (-696) e Isner (-690), mentre, fra le donne, Pliskova (-1831), Bertens (-1830), Barty (-1440), Halep (-1161), Andreescu (-1120), Kvitova (-1015), Bencic (-1006), Kerber (-990), Konta (-930) e Kontaveit (-885).

FERMATI SUL PIÙ BELLO – Questi sono i giocatori che si trovavano con la miglior classifica personale in Top 100 al momento del congelamento dei punteggi, escludendo ovviamente i due capofila, che per definizione esibiscono il proprio best ranking: fra gli uomini abbiamo Thiem (3), Berrettini (8), Rublev (14), Lajovic (23), Fritz (24), Evans (28), Humbert (42), Sonego (46), Paul (57), Balazs (76), e Novak (85); fra le donne Kenin (4), Rybakina (17), Sakkari (20), Zheng (34), Jabeur (39).

Ovviamente la posizione di classifica descrive una fase transitoria (o almeno, lo faceva), e molti di questi giocatori sono al proprio picco in termini di classifica grazie a congiunture temporali favorevoli (basti pensare a Berrettini, che ha ancora il best ranking pur avendo giocato solo due partite quest’anno), ma per quasi tutti questi giocatori lo stop ha spezzato un momento di forma.

In questo senso possiamo ricordare Evans semifinalista a Dubai, Fritz finalista ad Acapulco, Jabeur che ormai perdeva solo con le più forti, o Kenin che dopo un comprensibile appannamento e appagamento post-Slam era tornata a vincere a Lione e chissà che non fosse in procinto di lanciare un’OPA al primo posto del ranking, visti anche i punti che Barty avrebbe avuto in scadenza a Miami. Un peccato per questi giocatori e giocatrici, ma la speranza è che possano rifarsi presto.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement