Miami: Djokovic, non sei più tu. Paire vince in due set. Delpo salvo

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Miami: Djokovic, non sei più tu. Paire vince in due set. Delpo salvo

Altra sconfitta inopinata. È la prima volta in carriera in cui perde all’esordio in due 1000 consecutivi. Avanti Cilic e Raonic. Goffin fa un game, del Potro e Dimitrov passano al terzo

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B. Paire b. [9] N. Djokovic 6-3 6-4 (da Miami il nostro inviato, Vanni Gibertini)

C’era molta attesa per vedere la prestazione di Novak Djokovic al primo impegno nel torneo di Miami dopo la prestazione molto deludente ad Indian Wells contro Taro Daniel e dopo che nella conferenza stampa pre-torneo il serbo aveva dichiarato di non sentire più dolore durante gli allenamenti da qualche giorno, lasciando trasparire un qualche ottimismo. Purtroppo la prestazione in campo non ha dato motivo per lasciarsi andare ad alcun tipo di ottimismo: il Djokovic visto a Miami non è nemmeno lontano parente di quello che ha vinto 12 tornei dello slam ed è stato n.1 del mondo per un totale di oltre quattro anni. Poco regolare da fondocampo, con un atteggiamento quasi rassegnato in campo, il serbo ha mostrato le lacune più grosse in fase di uscita dal servizio, rivelandosi lento e molto poco reattivo.

 

Primo break sul 3-3 del primo set, con due diritti sbilenchi di Djokovic ed una risposta anticipata di Paire che sono sufficienti per lanciare in francese verso una serie di cinque giochi consecutivi, dal 2-3 al 6-3, 1-0 grazie al secondo servizio consecutivo perso da Nole sul 3-5 facendosi recuperare da 40-0. Anche le maschere del centrale di Crandon Park, che di tennis su questo campo ne hanno visto in tutti questi anni, si guardano con aria smarrita chiedendosi che fine abbia fatto quello splendido giocatore ammirato fino ad un paio di stagioni fa. L’applauso di incoraggiamento dopo il doppio fallo dello 0-15 al secondo game del secondo set deve aver fatto un male dell’anima ad un campione del suo calibro, così lontano dai livelli che gli competono. Paire alterna accelerazioni (alcune delle quali finiscono a macchiare di giallo i teloni di fondo) a palle corte ed ottiene il break per il 4-2 che sa tanto di titoli di coda, ma il pennellone francese non può certo passare tutta una giornata senza passaggi a vuoto, e poco prima dello scoccare dell’ora di gioco si inceppa e lascia che Djokovic lo infili con un paio di diritti finalmente ben assestati per il controbreak. È un fuoco di paglia però, perché sul 4-5 Nole ritorna nella sua bolla di abulia e cede il servizio a zero, concludendo la sua avventura a Miami dopo solo 67 minuti di gioco.

Qualche fischio dalle tribune, comprensibile da chi ha pagato cifre importanti per il suo biglietti, saluta l’uscita dal campo del (sempre più) ex n.1 del mondo, che trova la professionalità per firmare qualche autografo e salutare il pubblico degli spalti prima di sparire nel tunnel degli spogliatoi, buio come quello del suo tennis in questo momento. Desideroso di andarsene il prima possibile da Key Biscayne, Djokovic è arrivato in sala stampa poco dopo la fine del suo match ed ha rilasciato dichiarazioni piuttosto preoccupanti: “Credo di aver iniziato bene la partita, ma poi dopo i primi sei giochi ho finito la benzina. Lui serviva bene, non sono riuscito a metterlo in difficoltà, è successo tutto molto velocemente. Ovviamente non sto bene quando gioco così, ci sto provando, ma non riesco a giocare meglio“.

Non sarei in campo se non pensassi di poter vincere, non sarei qui se non stessi provando a migliorare, nessuno mi costringe con una frusta a stare in campo, posso scegliere di fare ciò che voglio. Adoro questo sport, ci sono tante persone che fanno il tipo per me, soprattutto qui. Li ringrazio molto per il loro supporto, ma sfortunatamente non sono in grado di esprimere il livello di gioco che loro vorrebbero e che io vorrei“. Il prossimo torneo in programma dovrebbe essere Montecarlo, ma a questo punto il condizionale è quantomai d’obbligo: “Sono venuto a Indian Wells e Miami perché volevo vedere se ero in grado di giocare un match, volevo disputare un paio di tornei prima della stagione sul rosso. Ovviamente non ero pronto. Ora il programma prevede di giocare a Montecarlo, ma stiamo un po’ a vedere cosa accadrà“.

[5] J.M. del Potro b. R. Haase 6-4 5-7 6-2 (Raffaello Esposito)

Juan Martin del Potro batte Robin Haase giocando a strappi e inaugura così il suo ingresso nel torneo dopo il trionfo ai pozzi indiani. Lui sembrava saperlo che sarebbe stata una stagione promettente. Insieme al suo dritto è l’unico argine allo strapotere di Federer, lo svizzero lo soffre oltremodo e forse per questo quando se lo trova di fronte è spesso molto nervoso. Ricordate gli US Open 2009? Per Haase il confronto sembrava improponibile, l’olandese non ha armi valide da opporre, soprattutto ora che anche il rovescio argentino ha trovato efficacia. Il campo però ha raccontato una storia diversa, lui ha venduto cara la pelle conquistando il secondo set – già un risultato, visto che nei quattro precedenti era riuscito a vincerne solo uno – e mollando solo alla fine.

Primo set illusorio per Robin che sembra essere in partita mentre in realtà l’altro attende sornione di assestare lo strappo vincente nel momento più opportuno. E quando, se non sul 4 pari? Delpo sfrutta un nastro sfavorevole all’avversario per brekkare e poi rimane freddo al servizio nonostante lo smash scentrato che lo manda a un pericoloso 30-40. Dritto e servizio lo tolgono d’impaccio. In apertura di secondo Haase rischia il tracollo ma riesce a salvare la battuta. Ora prova qualcosa di diverso attaccando la rete, ottiene qualcosa di più da prima palla e dritto e d’improvviso piazza il miglior game del suo incontro. Brekka per il 5-3 con tre risposte da urlo e poco dopo è al servizio sul 40-15. Del Potro però alle strette si trova bene e annulla quattro palle set prima che Haase crolli con un dritto in rete seguito da doppio fallo. Al cambio campo l’argentino chiama il medico per un dolore alla schiena, prende una pastiglia e pareggia a cinque. Il malanno però deve essere fastidioso perché Juan Martin per un buon quarto d’ora cammina sulle uova e quel lasso di tempo gli costa il secondo set. Sembra mettersi male per lui ma il segnale che l’antiinfiammatorio sta facendo effetto arriva nel terzo gioco del decider insieme a un passante di dritto in corsa che lascia immobile Haase a rete. Robin ci sta ancora pensando mentre commette il doppio fallo che lo manda sotto nel punteggio e poco dopo, complice un secondo break, sotto la doccia.

Adelante Palito dunque, gli ottavi di finale contro Djokovic non ci saranno ed è un peccato perché ancora un anno fa il livello era questo.

[2] M. Cilic b. P.H. Herbert 7-5 6-3 (Bruno Apicella)

Marin Cilic, numero 2 del seeding, batte il francese Pierre-Hugues Herbert e accede al terzo turno del torneo Masters 1000 di Miami. Il croato prova a cercare il riscatto dopo la delusione rimediata con l’uscita al terzo turno, qualche settimana fa nel torneo di Indian Wells. Oggi per la seconda volta in carriera, dopo il confronto ad inizio anno nei quarti di finale dl’ATP di Pune, ha battuto il francese Herbert: entrambi nel torneo di Indian Wells avevano perso dal tedesco Kolshcreiber. L’inizio del match è a favore del numero 3 del ranking ATP e finalista agli Australian Open 2018 che conquista subito il break in apertura: Cilic è centrato, spinge con i colpi trovando profondità e appena ne ha occasione chiude lo scambio con il dritto. È un back di dritto in avanzamento, accompagnato poi da una volèe di dritto, a regalargli il punto dell’1 a 0. Il croato riesce a mantenere i turni di servizio nonostante i tentativi del francese di avanzare e togliere il ritmo dell’avversario prendendo la via della rete. Nel settimo game, però, Cilic non dà continuità al suo servizio: mette in campo diverse seconde, i suoi colpi fanno meno male e il francese ne approfitta riportando il match in parità. Il croato però ritrova profondità e pesantezza nel game di risposta successivo e, dopo aver strappato la battuta al numero 81 ATP, chiude al servizio portando a casa il primo parziale per 7 giochi a 5. Il finalista degli Australian Open del 2018, anche ad inizio secondo set, continua a martellare da fondo e ottiene subito un break di vantaggio. Questa volta il croato non si fa distrarre e, nonostante i tentativi di Herbert di riaprire il set e qualche incertezza sul lato del rovescio, riesce a chiudere il set e l’incontro per 6 giochi a 3. Cilic, adesso, avanza al terzo turno dove attenderà il vincente del match tra il canadese Vasek Pospil e il russo Andrey Rublev.

[26] K. Nishikori b. [Q] J. Millman 7-6(4) 4-6 6-3 (Corrado Boscolo)

Kei Nishikori risponde presente all’esordio del secondo 1000 stagionale, sconfiggendo il qualificato australiano Millman, 96 ATP. Il giapponese, reduce dai diversi stop dovuti agli infortuni si presenta a Miami attorniato da numerose perplessità sulla sua integrità fisica. Il giapponese è una copia scolorita del giocatore ammirato nelle stagioni precedenti: il rovescio non squarcia il campo ed i piedi non scintillano. Le occasioni difatti sono tutte per il giocatore australiano: la palla break numero tre è quella che gli permette di allungare 5-2. L’atteggiamento sconsolato di Nishikori al cambio campo la dice tutta sullo stato attuale dell’’ex numero quattro del mondo. L’australiano serve per il set, ma si fa breakkare. Il giapponese annulla un set point e conquista il tie break che a differenza dell’intero parziale è ad appannaggio del nipponico: 7-6 dopo un’ora. Nishikori col passare dei punti mostra qualche istantanea del suo tennis, sebbene sia evidente la difficoltà nel suo gioco. Secondo set che riparte con Millman che strappa subito la battuta al nipponico, distratto in avvio. Kei recupera subito sul 2 pari. Un match caratterizzato dalla regolarità, giocato molto sulle diagonali.Il giocatore di Brisbane non molla e ribreakka l’avversario, ritrovandosi ancora avanti di un break. Millman stavolta non trema e porta a casa il secondo set. Parziale decisivo all’insegna dell’equilibrio, canovaccio tattico che non cambia: tanto palleggio e qualche palla corta in più utilizzata da Nishikori. A piazzare la zampata è proprio il  giapponese, che allunga sul 5-2. Gioco, partita e incontro poco dopo. Nishikori accede così al terzo turno dove incontrerà il Juan Martin del Potro.

GLI ALTRI INCONTRI (Michelangelo Sottili)

RIMANDATO – Al rientro dopo il classico della palla steccata che ti centra l’occhioDavid Goffin sembra non aver ancora fatto pace con il feltro giallo, a giudicare dalla scarsa frequenza con cui lo tira nel campo di Joao Sousa. In realtà, anche quando sembra riuscirci con una vaga incisività, il belga trova un avversario in ottima giornata e riesce appena a evitare il doppio bagel. C’è da sperare che David ritrovi il suo gioco più rapidamente di quanto abbia fatto dopo l’incidente alla caviglia dello scorso Roland Garros. Fra tutti i top player rotti dell’ultimo periodo, può almeno vantarsi di essere quello che sicuramente rimane fuori per incidenti sfortunati e non perché il fisico non sopporta gli alti livelli con continuità. Incurante, Sousa ringrazia in attesa dello scontro inedito con Donaldson.

DAI TELONI CON FURORE – Per avere la meglio del lanciato Nicolas JarryDiego Schwartzman si prepara a rispondere nascosto fra i giudici di linea; d’altra parte, non gli si può contestare nulla, sia perché è il miglior ribattitore in circolazione stando alle statistiche dell’ATP sia perché in questo modo riesce ad anestetizzare il pur buon servizio di Jarry che vince appena la metà dei punti con la prima. Il ventiduenne cileno, finalista a San Paolo, spesso va anche fuori giri con il suo drittone e Dieguito passa con facilità al turno successivo.

MMOH SORPRENDE – Decisamente sostenuto dal pubblico, il ventenne americano Michael Mmoh estromette inaspettatamente la tds n. 12 Roberto Bautista Agut. Lo spagnolo perde un’ora e un set prima di prendere le misure a Mmoh, n. 176 proveniente dalle quali, immediatamente riconoscibile per il modo particolare di portare i colpi. Ceduto nettamente il secondo parziale, Michael lamenta un dolore ai fianchi e riceve il trattamento del fisioterapista. Terzo set in lotta che lo statunitense sembra buttare sul finale non chiudendo due smash consecutivi vicino alla rete e tirando il terzo contro il telone, ma è graziato dai successivi errori di Bautista. Prossimo turno contro Hyeon Chung, prevedibilmente rivelatosi troppo solido e cinico per Matthew Ebden che ha comunque messo in mostra un tennis godibile.

CON FACILITÀ – Anche la versione ridotta di Milos Raonic che va in onda in questo periodo è troppo per venire davvero incontro alle attuali capacità di Mikael Ymer, il fratellino diciannovenne di Elias. Oltre il 400° posto del ranking, la wild card svedese resta più che altro a guardare quello che succede: nel secondo set, è sotto 2-4 con un solo gratuito commesso. Pensa a tutto il canadese, compreso il provare colpi inesistenti e concedere le prime palle break proprio quando è il momento di chiudere. Per Milos, aspettiamo un test più valido – Schwartzman al prossimo turno, per esempio. Mike ha ovviamente tutto il tempo per farsi – un servizio da maschio, per cominciare. A ricordare quanto è accaduto spesso nel recente passato, un serbo passeggia come da pronostico: adesso tocca a Filip Krajinovic e ne fa le spese il qualificato Liam Broady. Vedremo se Filip farà meglio del suo più famoso connazionale contro Paire. Relativa facilità anche per lo statunitense che meno si fa notare, forse perché capace di giocare il rovescio e privo del tipico dritto esasperato, insomma, per Jared Donaldson che supera Feliciano Lopez, già battuto un mese fa ad Acapulco

SCARPE E ALTRE INEZIE – Vasek Pospisil non si fa impressionare dalle manate con cui Andrey Rublev conquista i primi quattro giochi e non si fa distrarre dal russo che lo ferma mentre serve sul 5 pari e 15-0 per cambiarsi il laccio della scarpa sinistra; scarpa (e relativo contenuto) che percuoterà fortissimo con la racchetta concedendo il set point al tie-break. Al punto successivo, la rompe inequivocabilmente (la racchetta). Andrey si ferma ancora con Vasek che sta servendo per il match (5-4, parità, due doppi falli) per cambiarsi le scarpe. L’arbitro è lo stesso dell’incontro di ieri con Medvedev, ma Pospisil se ne sta zitto, vince e, di nuovo, se ne sta zitto. Il derby francese potrebbe suscitare interesse in vista dell’incontro di Coppa Davis, ma la performance di Richard Gasquet e Jeremy Chardy risulta molto poco intellegibile: Richard sale 4-0 nonostante uno spericolato overrule dell’arbitro, poi Jeremy mette a segno un parziale di 13 giochi a 2 e tutti a casa. Anzi, Chardy resta, visto che giocherà contro Grigor Dimitrov.

GRIGOR L’ILLUSIONISTA – Calata l’oscurità sul Grandstand, inizia il match di Grigor Dimitrov. La sua carriera somiglia sempre più a un’opera di Escher. Un illusionista munito di racchetta che, mentre sale le scale capovolte della sua titubanza, ripiomba nel limbo da cui sembrava appena uscito. Una volta chiusa con qualche patema di troppo la pratica d’esordio al Miami Open contro Maximilian Marterer (n. 73 ATP), più di qualcuno si sarà chiesto se il trionfo alle scorse ATP Finals sia stato un altro trompe-l’oeil, utile solo a farlo sentire un bersaglio grosso. Nei sei giochi iniziali succede ben poco. Poi, un game costellato di errori consegna break e set al mancino tedesco. Successo parziale meritato, per l’atteggiamento propositivo. Per contro, l’inconsistenza del bulgaro è fotografata da un orrendo 31% di prime palle. Tutto cambia con il primo break a favore del numero 4 del mondo. Dopo aver strappato il servizio al suo avversario, Dimitrov diventa padrone della partita, mentre Marterer comincia a non crederci più. Farà solo altri tre giochi. La scampa, Grigor, ma la sua partita non scioglie i dubbi prospettici che lo accompagnano da sempre. Forse ci penserà il suo prossimo avversario, Jeremy Chardy, a chiarire la faccenda.

Risultati:

J. Sousa b. [7] D. Goffin 6-0 6-1
[13] D. Schwartzman b. N. Jarry 6-3 6-1
[22] F. Krajinovic b. [Q] L. Broady 6-3 6-2
[Q] M. Mmoh b. [12] R. Bautista Agut 7-6(4) 2-6 6-4
[20] M. Raonic b. [WC] M. Ymer 6-3 6-3
J. Chardy b. [30] R. Gasquet 7-5 6-1
[2] M. Cilic b. P.H. Herbert 7-5 6-3
V. Pospisil b. [27] A. Rublev 7-6(4) 6-4
[19] H. Chung b. M. Ebden 6-3 7-5
[26] K. Nishikori b. [Q] J. Millman 7-6(4) 4-6 6-3
B. Paire b. [9] N. Djokovic 6-3 6-4
J. Donaldson b. [25] F. Lopez 6-4 6-2
[14] J. Isner b. J. Vesely 7-6(3) 1-6 6-3
M. Youzhny b. [23] G. Muller 4-6 6-4 6-2
[3] G. Dimitrov b. M. Marterer 4-6 6-2 6-1
[5] J.M. del Potro b. R. Haase 6-4 5-7 6-2

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C’è Holger Rune in Danimarca (e questa sera anche a Parigi)

Il giovane danese, che stasera giocherà il terzo turno del Roland Garros contro Gaston, sarà in futuro il grande rivale di Alcaraz? Nell’attesa, una digressione sul tennis danese

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Holger Rune - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Secondo Shakespeare c’è del marcio in Danimarca, o almeno c’era quando scrisse “Amleto”.

A oltre 400 anni di distanza da quei giorni possiamo dire che nel presente e soprattutto nel futuro del regno di Danimarca c’è anche il tennis grazie a un ragazzo di 19 anni che fisicamente assomiglia così tanto al protagonista di Titanic, che se non avessimo visto più volte il film saremmo inclini a credere che Jack Crawford sia riemerso incolume dai fondali dell’Atlantico.

Ci riferiamo a Holger Vitus Nodskov Rune, numero 40 della classifica mondiale che questa sera scenderà in campo a Parigi per affrontare al terzo turno Hugo Gaston.

 

Sarà Rune il giocatore in grado di lanciare il guanto della sfida a Carlos Alcaraz e a dare vita nei prossimi lustri – magari in compagnia di Jannik Sinner e Lorenzo Musetti – a una saga all’altezza di quella a cui hanno dato vita Federer, Nadal, Djokovic e Murray negli ultimi 15 anni?

Ce lo auguriamo per il bene del tennis, ma per il momento a suo proposito ci sentiamo solo di dire che ci sembra un buon giocatore, dotato di notevole temperamento, che studia per diventare un campione.

E dove studia il giovane Holger? Studia nella piccola, civilissima nazione citata in apertura di articolo e abitata da sei milioni di anime, che nei secoli scorsi ha dato i natali a illustri letterati e filosofi, ma che è sempre stata parca di tennisti. 

Caroline Wozniacki – numero 1 del tennis femminile tra il 2010 e il 2012 – rappresenta la classica eccezione alla regola.

Ma cosa risponderebbe Rune a un novello Farinata degli Uberti che gli chiedesse: “chi fuor li maggiori tuoi?” o, per dirla in prosa, “chi furono i tuoi predecessori?”

Nonostante Rune non ce lo abbia chiesto ci prendiamo la libertà di rispondere in sua vece.

Holger Rune è il giocatore danese arrivato più in alto nella classifica del singolare da quando l’ATP la introdusse nel 1973.

Scorrendo a ritroso l’album di famiglia del tennis danese, subito dietro di lui ci imbattiamo in un nome che non ci suona nuovo, ovvero quello di Kenneth Carlsen (ma forse ci confondiamo con il Diavolo, al secolo Kent Carlsson) che nel giugno del 1993 sull’onda degli ottavi di finale raggiunti in Australia toccò la posizione numero 41.

Carlsen è il solo danese insieme a Rune –  a maggio vincitore a Monaco del suo primo torneo –  ad avere vinto tornei ATP e quello che sino ad oggi ne ha conquistati di più: 3.

Oltre a Rune e Carlsen gli unici tennisti danesi ad essere riusciti ad entrare tra le prime 100 posizioni mondiali in singolare sono stati Kristian Pless (65), Frederik Fetterlein (75) e un giocatore di cui parleremo in chiusura di articolo.

La Danimarca vanta però un giocatore che nella specialità del doppio nel 2012 vinse il torneo di Wimbledon, ovvero Frederick Nielsen.

Al trionfo di Frederick non poté assistere suo zio Kurt poiché era  morto l’anno precedente. E chissà quante emozioni e quanti ricordi avrebbero attraversato quel giorno il cuore di Kurt Nielsen nel vedere il nipote giocare sullo stesso campo in cui aveva disputato e perduto la finale del singolare nel 1953 e nel 1955, prima contro Vic Seixas e poi contro Tony Trabert.

Kurt Nielsen alla luce dei risultati è il tennista più forte che la Danimarca abbia mai avuto. Per restare ai quattro major, oltre alle finali di Wimbledon già citate, Nielsen arrivò una volta ai quarti dello US Open e 5 volte agli ottavi del Roland Garros.

Non disputò mai l’Australian Open e non volle mai unirsi al circuito dei professionisti.

Quasi altrettanto forte fu il mancino Jan Leschly che nel 1967 fu sconfitto da Clark Graebner nella semifinale dello US Open .

Avevamo promesso di citare in chiusura di articolo il nome del quinto danese capace di raggiungere la top 100 nell’era Open.

Fedeli alla promessa  sveliamo il suo nome: Torben Ulrich, che insieme al fratello Jorgen nei ricordi del nostro Direttore costituiva una coppia di hippy ante litteram.

Ulrich fu un campione di longevità tennistica; nel 1968 a 40 anni arrivò sino agli ottavi di finale degli US Open e a 45 suonati al numero 96 della classifica ATP.

Non è però questa la ragione per la quale lo abbiamo tenuto a guisa di dulcis in fundo, bensì perché è il padre di Lars Ulrich; Lars Ulrich è il fondatore e batterista di uno dei più importanti gruppi della scena rock mondiale degli ultimi 40 anni,  i “Metallica” e concittadino di Holger Rune: entrambi sono infatti nativi di Gentofte. 

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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Roland Garros, day 7 LIVE: Giorgi indietro di un set contro Sabalenka. Sinner vince con un ginocchio dolorante su McDonald

La diretta del sabato parigino, dedicato ai terzi turni dei tabelloni del singolare maschile e femminile: tre italiani cercano gli ottavi

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Schermo Roland Garros - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
https://twitter.com/Ubitennis/lists/tennis-news-93659

IL PROGRAMMA DI SABATO 28 MAGGIO

15.24 – Giorgi parte benissimo nel secondo set, portandosi rapidamente sopra 4-0 su Sabalenka

15.05 – SET SABALENKA – La bielorussa n.7 del mondo Sabalenka si fa bastare un break nel settimo game e chiude il primo set 6-4 su Camila Giorgi

 

14.46 – MATCH ZHENG – La cinese approfitta del ritiro di Cornet, arrivato dopo 9 giochi persi consecutivamente, senza riuscire a vincerne nemmeno uno

14.45 – MATCH MEDVEDEV – Il n.2 del mondo Daniil Medvedev supera 6-2 6-4 6-2 Filip Krajinovic

14.38 – Medvedev in vantaggio di un break anche nel terzo set, dopo aver vinto i primi due. Il russo è sopra 4-2 su Kecmanovic

14.33 – In campo Camila Giorgi contro la testa di serie n.7 Aryna Sabalenka

14.32 – SET ZHENG – La cinese Qinwen Zheng sta strapazzando la tennista di casa Cornet, vincendo il primo set 6-0

14.22 – MATCH RUBLEV – Con un po’ di fortuna e tantissimo coraggio, Andrey Rublev vince il tie-break del quarto set per 13 punti a 11, annullando cinque set point (lasciando poco rammarico a Criastian Garin), prima di arrivare lui a match point e chiudere alla seconda chance

14.10 – Riparte il programma femminile con due match in corso: Shelby Rogers è sotto 1-4 contro Daria Kasatkina, mentre Qinwen Zheng è sopra 2-0 su Alize Cornet

14.05 – Tie-break time tra Rublev e Garin nel quarto parziale

14.04 – SET MEDVEDEV – Il n.2 del mondo prosegue il suo cammino agevole nel match. Medvedev sale due set a zero, vincendo 6-4 su Kecmanovic

13.59 – MATCH SINNER – Buone prime e solidità da fondo permettono a Jannik Sinner di mantenere il servizio per un’ultima volta, e battere 6-3 7-6(6) 6-4 lo statunitense Mckenzie McDonald. Per il 3° anno consecutivo, l’italiano raggiunge gli ottavi di finale al Roland Garros

13.55 – Nel quarto set tra Rublev e Garin, il punteggio è di 5 pari. Il russo conduce due set a uno; Sinner intanto serve per chiudere il match

13.49 – Dopo il break, si prosegue seguendo il servizio nel match di Sinner, con l’italiano ora a servire per salire 5-2

13.41 – MATCH SWIATEK – La n.1 de mondo Iga Swiatek vince la 17esima partita al Roland Garros (su 19 disputate), la 31esima consecutiva in questa stagione, superando 6-3 7-5 la montenegrina Danka Kovinic

13.40 – SET MEDVEDEV – Il russo Daniil Medvedev chiude il primo set sul serbo Kecmanovic 6-2, e si porta avanti di un break, 2-1 e servizio, anche nel secondo

13.35 – Agevolmente Sinner mantiene la battuta e sale 3-0

13.30 – Grande risposta di Sinner e Jannik sale 2-0 e servizio nel terzo set.

13.21 – Ha iniziato Medvedev sul Lenglen: 4-2 avanti con Kecmanovic. Garin avanti di un break (2-0) al quarto con Rublev. Swiatek è 4-3 e servizio nel secondo set dopo aver vinto il primo contro Kovinic.

13.18 – SET SINNER – Grande Jannik Sinner che in un tie-break a fasi alterne ma condotto sin dall’inizio chiude 8-6 dopo un’ora e mezza di secondo parziale: sale due set a zero contro Mackenzie McDonald. Jannik era 5-2 0-40.

13.10 – SET RUBLEV – Rublev fa suo il terzo set: 6-2 contro Garin. Un momento di spavento: il russo ha scagliato per rabbia in precedenza una pallina contro la sedia e per poco non colpiva un raccattapalle.

13.06 – Sinner e McDonald sono al tie-break del secondo set; Jannik ha salvato in totale undici set point per il suo avversario e si è trovato a far fronte a un fastidio al ginocchio sinistro

12.52 – Fisioterapista ora da Sinner. Ma non c’è medical time-out. Sul centrale, Swiatek-Kovinic 6-3. Rublev-Garin 2-2 nel terzo set

12.50 – Un game fiume di 26 punti porta Sinner al controbreak! L’azzurro sembra stare meglio, ha annullato in tutto dieci set point a McDonald tra questo game e quello precedente e alla fine è riuscito a rientrare nel set. Servirà dopo il cambio campo sul 5-4. Grande cuore per Jannik, decisamente troppo indeciso al momento di chiudere l’americano.

12.40 – SET GARIN – Un set pari sul campo 14, Garin vince il secondo contro Rublev 6-3

12.39 – MATCH BEGU – Non c’è stata storia sul Lenglen, Begu ha battuto 6-1 6-4 la francese Jeanjean che termina la sua corsa

12.35 – Sinner tiene la battuta da 0-40 salvando cinque set point; McDonald servirà per il secondo set sul 5-3

12.29 – Il gioco riprende ma sono evidenti i problemi per Sinner che verso destra fatica a muoversi

12.27 – Fisioterapista da Jannik Sinner. Problema al ginocchio sinistro: è entrato in campo con una fasciatura, probabile problema al tendine rotuleo.

12.26 – Rublev serve indietro 4-3 nel primo set con Garin; Begu è 6-1 5-3 con Jeanjean; ha iniziato Iga Swiatek sul centrale contro Danka Kovinic rubando subito il servizio

12.25 – Ha avuto palle break Sinner, ma non le ha sfruttate e poi ha ceduto il servizio. 4-2 McDonald nel secondo set

12.07 – Sinner e McDonald sono sul 2-2 nel primo set. Begu senza problemi: 6-1 4-1 contro Jeanjean

11.52 – SET RUBLEV – Primo set Rublev contro Garin: 6-4

11.46 – Sinner chiude il primo parziale con l’81% di punti vinti con la prima di servizio. Sugli altri campi: Rublev serve per il primo set, 5-4 contro Garin. Begu è 6-1 1-0 e servizio sul Lenglen contro la francese Jeanjean.

11.46 – SET SINNER – Sinner si prende il primo set: 6-3

11.41 – Sinner salva palla del contro-break e tiene il servizio, poi fa altrettanto McDonald. Ora l’azzurro serve per il primo set

11.31 – McDonald segue a rete la seconda, Sinner trova la risposta vincente col rovescio: break per l’azzurro, che sale 4-2 e servizio nel primo set.

11.27 – Si continua seguendo i servizi; 3-2 Sinner, serve l’americano.

11.15 – Sono partiti Sinner-McDonald. 1-1 nel primo set

11.05 – Sono in campo Sinner e McDonald per il riscaldamento sul Simonne Mathieu. Intanto, il programma del Lenglen si apre con Begu-Jeanjean.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

10.45 – Buongiorno amici di Ubitennis, e benvenuti alla diretta scritta del Roland Garros nel giorno di sabato 28 maggio 2022. Oggi termineranno i terzi turni dei tabelloni maschile e femminile e sarà una giornata di passione per il tennis italiano con Jannik Sinner subito in campo alle 11 contro Mackenzie McDonald sul Simonne Mathieu. A seguire, sullo stesso campo, Camila Giorgi sfida Aryna Sabalenka. Nel pomeriggio, sul Court 14, Lorenzo Sonego prova a mettere i bastoni tra le ruote di Casper Ruud.

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Roland Garros, Djokovic: “Felice perché i rifugiati di Melbourne sono stati rilasciati. Tornare in Australia? Lo farei subito”

Il numero uno del mondo spiega: “Non porto rancore nei confronti dell’Australia, mi piacerebbe molto giocare di nuovo l’Australian Open”

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Novak Djokovic - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Novak Djokovic non spreca energie per passare alla seconda settimana del Roland Garros 2022: la vittoria in tre set contro Aljaz Bedene è facile e così in conferenza stampa, più che della partita in sé, si è parlato di argomenti collaterali (come anche il capitolo Boris Becker, che riportiamo a parte). Ecco cosa ha detto Nole Djokovic.

D: Sei passato ancora una volta agli ottavi. Cosa pensi del tuo prossimo avversario, Diego Schwartzman?

Djokovic: “Si tratta di uno dei giocatori più rapidi che abbiamo sul circuito, e i suoi migliori risultati in carriera sono arrivati sulla terra; quindi, senza dubbio è un avversario tosto. Lo conosco bene. Abbiamo giocato contro diverse ottime partite su superfici diverse. Quando giochi contro di lui devi sempre aspettarti che la pallina torni indietro. Sono pronto per una battaglia molto fisica. Non ho speso molto tempo fin qui in campo. E sto colpendo la palla molto bene, quindi non vedo l’ora di giocare”.

 

D: Arsene Wenger stava guardando la tua partita oggi, non so se lo sai, così come Zidane e Woody Harrelson. Hai avuto la possibilità di parlare con qualcuno di loro? Cosa pensi del fatto che queste persone vengono a vederti?

Djokovic: “Ho visto Arsene e Seedorf. E’ un onore che queste leggende del calcio vengano a guardare le mie partite. La maggior parte di noi giocatori di tennis è tifoso di calcio, guardiamo i club, le nazionali, tutte le competizioni. Quindi è un bel feeling vedere gente del loro livello e del loro palmares venire al campo. Ti dà ulteriori motivazioni. Ho visto Arsene a inizio match oggi. Questo ha avuto un buon impatto su di me, avevo ancor più motivazioni nel fare bene”.

D: Una domanda su Bedene. Ha iniziato con la Slovenia, poi ha rappresentato la Gran Bretagna, ma ha avuto problemi nel cambio di nazionalità e dunque è tornato indietro. Sono curioso di sapere come la pensi tu su queste regole.

Djokovic: “Non so bene i dettagli della sua vicenda, ma è una buona domanda. Non ho una chiara opinione in merito, perché da un lato mi piace vedere un giocatore rimanere della sua nazionalità, ma dall’altro non mi sento di giudicare se qualcuno vuole cambiare nazionalità, perché ci sono un sacco di motivi per cui uno lo può fare. Non si tratta solo di soldi, a volte ci sono ragioni familiari o di vita. Quindi, se un giocatore decide di cambiare paese, può avere le sue ragioni per farlo e dovrebbe avere la possibilità di riuscirci. Ora, parlando di questa regola, non sono sicuro di come funzioni nei dettagli; quindi, non so dire se è troppo severa o no. So che se giochi la Davis Cup o la Fed Cup per un paese allora è più difficile cambiare, ci vuole più tempo. Difficile per me dire ora cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. Io mi sono trovato in una situazione simile quando avevo 14 anni. C’è stato un dialogo con la Gran Bretagna ma insieme ai miei genitori ho deciso di stare in Serbia e sono felice che abbiamo preso questa decisione. Ma ci sono molti giocatori in tutto il mondo che cercano migliori opportunità e non posso giudicarli. Tutti cercano di ottenere le migliori condizioni possibili per sé stessi e la famiglia”.

D: I rifugiati che erano nel centro di detenzione con te a Melbourne sono stati tutti rilasciati nelle ultime settimane. Mi chiedo cosa pensi di questo e se pensi che la tua esperienza abbia a che fare qualcosa con questo. E inoltre in Australia abbiamo un nuovo governo. Secondo te questo avrà qualche effetto sul tuo ritorno a Melbourne nel 2023?

Djokovic: “Tutti i rifugiati hanno lasciato il centro?”

D: “A quanto mi risulta sì”

Djokovic: “Se questo è vero sono ovviamente molto felice, perché so quanto le condizioni fossero difficili per loro. Particolarmente per coloro che erano lì da nove anni. Sono rimasto lì per una settimana, e non posso immaginare cosa voglia dire starci per nove anni. Non hanno fatto nulla di sbagliato, cercavano asilo e basta. Questo è qualcosa che non ho mai capito, ma se ho portato un po’ di attenzione sulla questione in un modo positivo per loro ne sono molto felice. Ho visto una foto di Ali, un ragazzo con cui parlavo, so che è andato negli Stati Uniti. Sono molto felice di sapere che è vivo e libero. A volte sottovalutiamo la libertà. Finchè non vivi una situazione così, non sai quanto sia importante. Per quanto riguarda il governo australiano, sì, ho sentito la news, ma non so dire se il mio visto sarà restituito e se sarò autorizzato ad entrare in Australia. Mi piacerebbe. Vorrei andarci e giocare l’Australian Open. Non porto rancore. E’ successo quel che è successo. Se avessi l’opportunità di tornare in Australia per giocare in un posto dove ho ottenuto i miei migliori risultati, sarei felice di farlo”.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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