Fognini a caccia del best ranking

Fabio consolida la top 20. Ora è numero 19 del Ranking ATP. Del Potro guadagna una posizione, Pouille sale fino al numero 12. Best ranking anche per Shapovalov e Tsitsipas

Fognini a caccia del best ranking

Nella classifica redatta dall’ATP lunedì 5 marzo 2018, tra i migliori 20 giocatori del mondo troviamo due best rankingLucas Pouille, finalista senza fortuna a Dubai e Diego Schwartzman, reduce da un’infelice performance ad Acapulco dove si è fermato al secondo turno per mano di Harrison.

 

Nella settimana appena trascorsa si sono disputati due tornei categoria 500 a Dubai e Acapulco e uno 250 a San Paolo del Brasile. Il trionfatore di Dubai, Roberto Bautista Agut, ha riconquistato la top 20 ma chi in assoluto ha tratto maggiori benefici in termini di classifica dal torneo degli Emirati Arabi è stato il trentaquattrenne tunisino Malek Jaziri, semifinalista, che è passato dalla 117esima alla 84esima piazza. La vittoria di Acapulco ha portato in dote al vincitore Juan Martin del Potro (oltre a $354,000 del premio) il raggiungimento dell’ottava posizione in classifica generale e della sesta in quella valida ai fini della partecipazione alle Finals londinesi, mentre al vincitore della passata edizione, Sam Querrey, l’eliminazione immediata è costata l’uscita dai top 20. Ora è ventunesimo. Jared Donaldson, semifinalista nel medesimo torneo, guadagna 11 posti e la posizione numero 48, la sua migliore di sempre.

Dulcis in fundo (in chiave patriottica) parliamo del torneo di San Paolo del Brasile, dove Fabio Fognini ha conquistato il sesto titolo ATP della sua vita. È il secondo tennista italiano più vincente di sempre insieme a Paolo Bertolucci ed è a quattro successi di distanza da Adriano Panatta. Umanamente molto bella – a nostro parere – anche la sua dedica Davide Astori, capitano della fiorentina morto poche ore prima del suo trionfo. Per Fabio ci sono ora due appuntamenti fondamentali per le sue ambizioni di classifica: Indian Wells e Miami. Nel torneo californiano il ligure difende i 45 punti del terzo turno dello scorso anno e in quello della Florida i 360 della semifinale. Il suo avversario nella finale brasiliana, il ventiduenne cileno Nicolas Jarry, trae consolazione nella sconfitta grazie al raggiungimento del 61esimo posto in classifica; il migliore di sempre per il nipote di Jaime Fillol.

Simone Bolelli, al contrario del giovane cileno, nella sua carriera è stato molto più in alto nel ranking. Nel febbraio del 2009 il bolognese giunse al numero 36 e, quindi, riteniamo che l’attuale 152esima piazza non lo impressioni più di tanto. Dobbiamo però ricordare che Simone un anno fa era il numero 656 del mondo a causa di un infortunio al ginocchio e a inizio 2018 il 171. Peccato abbia ceduto in finale al challenger uruguaiano di Punta del Este al termine di tre combattuti set contro l’uruguagio Guido Andreozzi (che sia di origini italiane?), ma resta l’impressione che Bolelli sotto la guida del guru Eduardo Infantino abbia ancora qualcosa da dare sui campi da tennis.

Ora uno sguardo ai migliori otto under 21 al mondo:

Best ranking per Denis Shapovalov e Stefanos Tsitsipas. Il ventenne ateniese è giunto per la prima volta ai quarti di un torneo categoria 500 a Dubai, dove è stato fermato da Jaziri. Certamente agevolato da un parterre inferiore a quello cui l’Emiro è abituato, e sebbene in tabellone grazie a una wild card, Stefanos sta però confermando di poter crescere in modo ordinato. La 71esima posizione significa che un paio di buoni risultati tra Indian Wells e Miami possono garantirgli l’ingresso nelle liste dei Masters 1000 rossi. Sarebbe assai utile per dare continuità all’attività ‘tra i grandi’, che a un certo punto della carriera diventa l’unica cifra della tua crescita quando superi il livello dei Challenger. Shapo è un gradino più su, già tra i top 50, e non sarà una sconfitta contro Thiem sull’unico (o quasi) cemento che l’austriaco digerisce a mettere in discussione le certezze sul suo futuro roseo. Tra le tante certezze c’è che è ancora tanto giovane da poter fallire prima di diventare, come tutti credono, uno di quelli da battere. Il primo dei NextGen italiani è Liam Caruana, 38esimo nella classifica avulsa e 379esimo in quella generale.

Ci congediamo con la classifica dei migliori otto tennisti al mondo nel 2018. Se sulla composizione del podio incide prevalentemente l’unico grande torneo che si è disputato finora, le presenze di Schwartzman, Bautista Agut e del Potro premiano invece chi ha saputo guadagnarsi un ruolo di primo piano nei tornei di febbraio. Uno spazio se lo sarebbe ritagliato anche Lucas Pouille, presente in ben tre delle finali disputate nello scorso mese sebbene vincitore soltanto a Montpellier, ma il francese è ‘solo’ in decima posizione: purtroppo di soli ATP 250 non si campa, la sua nobilità si parrà altrove. Grigor Dimitrov invece è ottavo, eppure per tutti ha iniziato l’anno in maniera deludente: considerazioni normali quando diventi numero 3 del mondo e quel bersaglio sulla schiena diventa bello ampioThat’s all folks. Alla prossima settimana.

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