Tutte le vincitrici WTA del 2020: da Pliskova a Sabalenka, i 23 trofei assegnati

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Tutte le vincitrici WTA del 2020: da Pliskova a Sabalenka, i 23 trofei assegnati

Ripercorriamo tutto il tennis femminile che si è giocato nel 2020. Barty numero uno quasi senza giocare, il primo Slam di Swiatek, la conferma di Osaka a New York

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Iga Swiatek con il trofeo del Roland Garros 2020 (foto Twitter @rolandgarros)

La stagione che si è appena conclusa è stata la 50° dalla fondazione della Women’s Tennis Association, ma sfortunatamente questo anniversario è coinciso con un’annata tutt’altro che florida dal punto di vista dei tornei: nel 2020 si sono infatti disputati 23 eventi, cifra decisamente inferiore rispetto ai 59 dello scorso anno. La ragione del drastico calo è ovviamente la pandemia di COVID-19, che ha causato la sospensione delle attività agonistiche per cinque mesi e ha condizionato anche l’ultima appendice di stagione.

Il tennis si è fermato ad inizio marzo ed è ripartito ad agosto col torneo di Palermo, a seguito del mancato svolgimento di tappe storiche come quelle di Indian Wells, Miami e Wimbledon. Non capitava dal 1945, ultima edizione saltata a causa della seconda guerra mondiale, che Wimbledon non si disputasse.

RANKING – La classifica WTA nel mese di gennaio vedeva in testa Ashleigh Barty, seguita da Karolina Pliskova e Simona Halep. Le modifiche apportate nel conteggio dei punti hanno fatto sì che non ci fossero notevoli cambiamenti nel ranking, e infatti attualmente in testa troviamo ancora l’australiana nonostante quest’ultima non scenda in campo da febbraio (trovate qui l’ultima classifica stagionale). Al secondo posto c’è la rumena Halep mentre è risalita sul podio la giapponese Osaka, vincitrice dello US Open. Meritano una menzione anche Bianca Andreescu e Belinda Bencic. Per la prima c’era grande attesa in questa stagione dopo la cavalcata trionfale allo US Open 2019, ma gli infortuni hanno costretto la canadese a restare per tutto l’anno ai box; Andreescu non gioca infatti dalle Finals dello scorso anno. Bencic, invece, aveva vinto nel 2019 il premio di “comeback player” dell’anno, mentre se la WTA eleggesse anche la “delusione dell’anno” sarebbe una potenziale candidata per il 2020.

 

Fornito il contesto generale, tuffiamoci adesso nel resoconto dei tornei che si sono disputati settimana per settimana, dal primo titolo vinto da Karolina Pliskova a Brisbane fino all’ultimo trofeo, sollevato da Sabalenka a Linz (la bielorussa aveva vinto anche a Ostrava tre settimane prima). Con qualche numero interessante a corredo.

Week 1 (5-12 gennaio)

Premier Brisbane: [2] Ka. Pliskova b. [8] M. Keys 6-4 4-6 7-5
International Shenzhen: [5] E. Alexandrova b. [7] E. Rybakina 6-2 6-4
International Auckland: [1] S. Williams b. J. Pegula 6-3 6-4

Note: 73° titolo della carriera per Serena Williams, il primo dopo la maternità del 2017. Diventa inoltre la prima tennista a vincere almeno un torneo in quattro decadi consecutive, anni ’90, ’00, ’10 e ’20.

Serena Williams, trofeo – Auckland 2020

Week 2 (13-18 gennaio)

Premier Adelaide: [1] A. Barty b. D. Yastremska 6-2 7-5
International Hobart: [3] E. Rybakina b. [4] S. Zhang 7-6(7) 6-3

Note: Barty profeta in patria. Dopo due finali perse a Sydney (2018-19), Ashleigh riesce a vincere un titolo sul suolo natio, impresa ancora non riuscita alle sue colleghe connazionali in attività

Week 3-4 (20 gennaio – 1 febbraio)

Australian Open: [14] S. Kenin b. G. Muguruza 4-6 6-2 6-2

Note: ultimo torneo di Caroline Wozniacky, sconfitta al terzo turno da Ons Jabeur.
Primo successo Slam della carriera per Sofia Kenin

Week 6 (10-16 febbraio)

Premier San Pietroburgo: [2] K. Bertens b. [8] E. Rybakina 6-1 6-3
International Hua Hin: [5] M. Linette b. [Q] L. Kung 6-3 6-2

Week 7 (17-22 febbraio)

Premier Dubai: [1] S. Halep b. [SE] E. Rybakina 3-6 6-3 7-6(5)

Note: ritorno in campo dopo quasi otto anni di Kim Clijsters, sconfitta al primo turno da Garbine Muguruza

Week 8 (23-29 febbraio)

Premier 5 Doha: [9] A. Sabalenka b. [8] P. Kvitova 6-3 6-3
International Acapulco: [7] H. Watson b. [Q] L. Fernandez 6-4 6-7(8) 6-1

Note: il 26 febbraio annuncia il ritiro Maria Sharapova

Week 9 (2-8 marzo)

International Lione: [1] S. Kenin b. A.L. Friedsam 6-2 4-6 6-4
International Monterrey: [1] E. Svitolina b. [9] M. Bouzkova 6-3 6-4

Week 31 (3-9 agosto)

International Palermo: F. Ferro b. [4] A. Kontaveit 6-2 7-5

Note: il tennis agonistico riprende ufficialmente dopo il lockdown con il primo torneo, compreso di pubblico, che si disputa a Palermo

Fiona Ferro con il trofeo del Ladies Open 2020

Week 32 (10-16 agosto)

International Praga: [1] S. Halep b. [3] E. Mertens 6-2 7-5
International Lexington: J. Brady b. J. Teichmann 6-3 6-4

Week 34 (21-29 agosto)

Premier 5 Cincinnati/New York: V. Azarenka b. [4] N. Osaka W/O

Note: primo titolo per la bielorussa Victoria Azarenka dopo la maternità del 2016

Week 35-36 (31 agosto – 13 settembre)

US Open: [4] N. Osaka b. V. Azarenka 1-6 6-3 6-3
International Istanbul: P.M. Tig b. [Q] E. Bouchard 2-6 6-1 7-6(4)

Note: la bulgara Tsvetlana Pironkova raggiunge i quarti di finale agli US Open, sconfitta da Serena Williams, al suo primo torneo dopo tre anni di assenza e la gravidanza. Terzo successo Slam per la giapponese Naomi Osaka

Naomi Osaka – US Open 2020 (via Twitter, @usopen)

Week 37 (14-21 settembre)

Premier 5 Roma: [1] S. Halep b. [2] Ka. Pliskova 6-0 2-1 rit.

Note: dopo due sconfitte in finale (2017-18) Simona Halep vince per la prima volta gli Internazionali di Tennis d’Italia

Week 38 (20-26 settembre)

International Strasburgo: [2] E. Svitolina b. [5] E. Rybakina 6-4 1-6 6-2

Week 39-40 (27 settembre – 10 ottobre)

Roland Garros: I. Swiatek b. [4] S. Kenin 6-4 6-1

Note: la polacca Iga Swiatek vince il primo trofeo della carriera, ed è uno Slam. Inoltre è la prima tennista polacca, uomini inclusi, a trionfare in un Major

Week 42 (19-25 ottobre)

Premier Ostrava: [3] A. Sabalenka b. [4] V. Azarenka 6-2 6-2

Note: il 21 ottobre annuncia il ritiro Julia Goerges, il 29 ottobre fa lo stesso Magdalena Rybarikova

Week 45 (9-15 novembre)

International Linz: [1] A. Sabalenka b. [2] E. Mertens 7-5 6-2

Note: la bielorussa Aryna Sabalenka si conferma tennista autunnale, con 5 dei suoi 8 titoli della carriera conquistati nei mesi di settembre-ottobre-novembre

Aryna Sabalenka con il trofeo di Linz 2020

Testo a cura di Paolo Di Lorito

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WTA Madrid: Barty supera Kvitova al terzo, ora rivincita con Badosa

MADIRD – Un ottimo servizio permette alla n. 1 del mondo di superare Petra. La wild card spagnola è la prima tennista di casa in semifinale nella storia del torneo

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dal nostro inviato a Madrid

Il tabellone WTA di questo torneo è stato difficile per parecchie tenniste e tra esse la più sfortunata è stata sicuramente Petra Kvitova. La ceca, dopo aver battuto Kerber e Kudermentova, si è trovata davanti una n. 1 del mondo Asheligh Barty in gran forma dopo il successo a Stoccarda. Il decimo confronto tra le due è andato in favore dell’australiana per 6-1 3-6 6-3 – riportando il conteggi degli scontri diretti sul 5 pari – dopo un match non particolarmente entusiasmante giocato su un campo centrale quasi deserto (forse erano tutti a pranzo in attesa di Nadal) con un caldo in netto contrasto col fresco dei giorni scorsi. 

Entrambe le tenniste hanno nel servizio una delle loro armi principali quindi era lecito non aspettarsi troppi break e contro-break. I primi due set infatti se li sono spartiti senza che ci fosse troppa incertezza: il primo è stato dominato da Barty sotto ogni aspetto del gioco, mentre nel secondo un break in apertura mantenuto con grande autorità da Petra ha rimesso l’incontro in equilibrio. Nel parziale decisivo Kvitova è apparsa leggermente più stanca e nonostante la sua palla viaggiasse più veloce di quella della sua avversaria, le sue accelerazioni non erano più così pungenti mentre Barty, che oggettivamente dispone di maggior tecnica, ha adottatto un tennis di sostanza con palle profonde e tagliate. Inizialmente la scelta sembrava pagare come dimostra il suo vantaggio 3-0, ma poi la n. 12 ha deciso di adattarsi limitandosi anche lei a gestire gli scambi e si è rifatta sotto. Recuperato il break di svantaggio Kvitova è sembrata in grado di poter portare a casa il match ma Barty si è aggrappata al servizio variando molto con questo colpo e alternando ace centrali a palle lavorate esterne, impossibili da gestire.

 

Alla fine è stato un break nel sesto game a decidere la sfida, rimasta incerta fino all’ultimo, in favore della n. 1 e dove proprio nella parte finale si sono visti gli scambi più spettacolari. Per Kvitova alla fine il torneo si può considerare più che soddisfacente viste le tre prestazioni mostrate, per Barty invece ci sarà la prima semifinale qui a Madrid e affronterà la sorpresa del torneo.

In mattinata infatti ha centrato il successo anche la 23enne Paula Badosa Gibert contro Belinda Bencic per 6-4 7-5. La wild card di casa è la prima giocatrice spagnola a raggiungere la semifinale nella storia di questo evento (la cui prima versione femminile è datata 2009) e come ha ammesso lei stessa in conferenza stampa: “non potrei chiedere niente di meglio per il mio primo grande risultato della mia carriera.” Le due si erano già affrontate a Charleston e a vincere era sempre stata lei. “Sono onesta e ammetto che ero molto nervosa oggi perché certe volte questi match possono essere ingannevoli; quando ci hai già giocato qualche settimana prima pensi subito nella tua testa di avere l’opportunità. Sono felice di aver controllato i miei nervi, questa è la cosa di cui sono più orgogliosa finora.”

Come detto la sua prossima avversaria sarà Barty e anche con lei c’è un fresco precedente a Charleston e in quel caso Badosa era riuscita a spuntarla. “Mi aspetto un match completamente differente, lei è la n. 1 del mondo e ora mi conosce. A questo tipo di giocatrici non piace fare due volte lo stesso errore quindi mi aspetto un incontro duro.”

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WTA Madrid: Sabalenka contro Pavlyuchekova per un posto in finale

MADRID – La bielorussa sfrutta il ritiro di Mertens per raggiungere la terza semifinale dell’anno. Con due tie-break Pavlyuchenkova elimina Muchova

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Anastasia Pavlyuchenkova - Madrid 2021 (ph. Ángel Martínez)

dal nostro inviato a Madrid

Non ha avuto il minimo accenno di pietà Aryna Sabalenka contro la sua amica e compagna di doppio Elise Metens, uscita da questa sfida malconcia sia sul piano morale che fisico. Il match infatti, durato 52 minuti, è terminato per ritiro in favore della n. 7 del mondo dopo che questa era in vantaggio 6-1 4-0. La tennista belga era uscita per ricevere un medical time-out ed era rientrata in campo con una vistosa fasciatura alla coscia destra. A provato a stringere i denti per qualche punto ma alla fine è stata costretta ad alzare bandiera bianca, prima di venir accolta da un caloroso abbraccio di Sabalenka. Per quel poco di tennis che si è visto; il match è sempre stato a senso unico in favore della bielorussa che ha sovrastato la sua avversaria sia in termini di potenza che di decibel. Le sue accelerazioni da fondo raramente sono tornate dall’altra parte del campo e Mertens non è mai riuscita a trovare le forze per reagire.

Per Sabalenka questa è la prima semifinale in un torneo 1000 della stagione dopo essersi arrestata nei quarti sia a Dubai che a Miami, e con questo risultato dà un ottimo segnale di continuità alla finale raggiunta a Stoccarda persa da Barty due settimane fa. Non è da escludere che un secondo capitolo di quella storia si svolga qui nella capitale spagnola, ma prima per lei c’è da superare l’ostacolo Anastasia Pavlyuchenkova, la quale si è aggiudicata l’unici precedente due anni fa sul cemento di Toronto.

 

La russa n. 41 del mondo infatti ha piazzato un altro risultato sorprendente battendo la più quotata Karolina Muchova 7-6(4) 7-6(2) in due ore e due minuti. “Al momento non provo alcuna emozione, non riesco a provare niente, strana come cosa” ha ammesso Anastasia Pavlyuchenkova, giunta in conferenza stampa subito dopo la vittoria. “Sono molto stanca, mentalmente sono ancora alla fine del secondo set. Nel primo tie-break penso di essere stata un po’ fortunata perché non sentivo molto bene il mio gioco, sicuramente per il modo in cui lei giocava, variando molto i colpi. Non riuscivo a fare quello che volevo.” Il discorso poi non è stato molto diverso da quello di ieri, dove aveva lottato una battaglia simile contro Brady: “Non ho sfruttato dei set point sul 6-5 e a quel punto ho pensato che avrei perso ma alla fine ho comunque lottato ad ogni punto, se vince lei amen ma io non glielo regalo. Nel secondo le cose sono andate un po’ meglio… anche se mi sono ritrovata sotto 1-4.”

Qui c’è stato il momento di svolta. “Quando mi sono seduta al cambio campo ero molto negativa e ho iniziato a sentirmi un po’ giù di morale così mi sono detta ‘dai, forza! sono troppo stanca, vinciamo questo set e andiamo a casa’ ma non è che funziona così. Devi restare concentrata in ogni momento; poi a un certo punto la mia energia è tornata in qualche modo e mi sono rifatta sotto. Tutt’a un tratto i miei piedi hanno ripreso a muovermi e ho chiuso al tie-break.” Con questa vittoria raggiunge la terza semifinale della sua carriera a livello WTA 1000, dopo quelle di Indian Wells nel 2009 e Cincinnati nel 2010.

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WTA Madrid: Muchova e Pavlyuchenkova vincono due autentiche maratone

MADRID – Fuori Brady e Sakkari, che avrà parecchio da recriminare per la rimonta sfumata. Muchova vince a una manciata di minuti dalla mezzanotte, con lo stadio vuoto

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Karolina Muchova - WTA Madrid 2021 (ph. Mateo Villalba)

dal nostro inviato a Madrid

In ogni torneo che si rispetti, non può mancare una maratona fatta di continui ribaltamenti di fronte. Ebbene, oggi a Madrid – anche se ormai è già… domani – se ne sono disputati due. Uno ha avuto per protagoniste Anastasia Pavlyuchenkova e Jennifer Brady, il secondo è quello che ha chiuso il programma e ha visto Karolina Muchova prevalare su Maria Sakkari.

Pavlyuchenkova è riuscita a spuntarla per 7-5 6-7(8) 6-3 dopo due ore e 46 minuti. Va detto che è stata anche lei a metterci un po’ del suo per complicarsi il pomeriggio, non concretizzando un match point nel tie-break del secondo set, ma ormai abbiamo imparato a conoscere il carattere combattivo di Brady (n.14 del mondo) la quale ha ribaltato il punteggio e per poco non completava la rimonta anche nel terzo set.

 

Qui però la tensione ha iniziato a prendere il controllo delle operazioni e su otto game si sono registrati cinque break. La n. 41 del mondo, che qui sta giocando decisamente il suo miglior torneo della stagione, è sempre stata con la testa avanti e alla fine ha chiuso mantenendo la battuta a quindici. Pavlyuchenkova ha deciso di condividere il merito di questo successo con il fratello maggiore, da poco tornato nel suo box col ruolo di allenatore. “Sono super contenta per questo. Mi ha allenata da quando ho 14 anni, poi ad un certo punto ha deciso di riprovare con la carriera da tennista in doppio. Mi piace l’alchimia che c’è tra di noi ed mi dice sempre la verità anche quando non voglio sentirla; è una delle poche persone delle quali ho piena fiducia”. Pavlyuchenkova torna dunque a giocarsi i quarti di finale di un torneo WTA 1000 per la prima volta da Wuhan 2018, e dall’altra parte troverà una Muchova assai galvanizzata.

Dal canto suo, Sakkari ci metterà un bel po’ prima di digerire la sconfitta arrivata dopo due ore e trentotto minuti e dopo che la greca era stata dominata nel primo set (perso 6-0) e aveva salvato due match point nel tie-break del secondo. Muchova è stata semplicente impeccabile sotto il piano del gioco nel primo set, ma poi si è trovata davanti una giocatrice che aveva assunto tutt’altro piglio e pian piano, sostenuta anche dal pubblico non numerosissimo ma partecipe, Maria ha fatto sì che il suo gioco monocorde prendesse il sopravvento su quello molto più vario della ceca. Per tutto il secondo parziale Muchova è stata lì lì per cedere e anche nel tie-break si era trovata sotto 5-0. Non troppo sorprendentemente, vista la poca cattiveria della greca nei momenti chiave, Karolina aveva poi rimontato ma alla fine a lei è mancato il cinismo per chiudere subito l’incontro. Lo confermano i due match point sciupati nel tie-break, uno col servizio a disposizione.

Terminato il tie-break palpitante – 11 punti a 9 in favore di Sakkari – tutto il pubblico è stato invitato a lasciare il Manolo Santana Stadium per via del coprifuoco che a Madrid parte alle 23. L’assenza del sostegno comunque non ha impensierito la n. 19 del mondo la quale, galvanizzata dalla possibile rimonta, ha continuato a spingere ed è stata la prima a passare in vantaggio. Anche nel terzo non sono mancati continui break e contro-break e la prima a servire per il match è stata proprio la greca. Le energie di entrambe erano al lumicino e riuscire a trovare un vincente sembrava impossibile. La condotta di gioco è quindi diventata questa: far muovere l’avversaria con colpi profondi e angolati in attesa dell’errore. Quella che ha preso più rischi è stata Sakkari, ma alla fine è anche quella che ne ha pagato le conseguenze peggiori: avanti 5-4, infatti, non ha più vinto un game.

L’urlo del coach di Muchova è risuonato nel silenzio di un’arena vuota al momento del diritto lungo di Sakkari. Quest’ultima, disperata dopo una rimonta vana durata 2 ore e 35 minuti, si e sfogata lanciando una pallina fin quasi sopra il tetto aperto. Muchova si è limitata ad alzare le braccia al cielo, stremata e forse in parte anche condizionata dal fastidio agli addominali, che durante il match ogni tanto è sembrato fare capolino. Per sua sfortuna, non ci sarà un giorno di riposo a darle respiro e la sfida con Pavlyuchenkova è in programma quest’oggi, mercoledì, in chiusura di programma sull’Arantxa Sanchez Stadium.

Il tabellone completo

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