Circolo Tennis Reggio, tradizione e qualità nel cuore dell'Emilia

Circoli in vista

Circolo Tennis Reggio, tradizione e qualità nel cuore dell’Emilia

Abbiamo intervistato Francesco Gambetti, da sette anni direttore del Circolo Tennis Reggio Emilia. Un club di alto livello con oltre 50 anni di storia, motore dell’attività agonistica emiliana sia con i giovani che con eventi internazionali

Pubblicato

il

CIRCOLI IN VISTA: la voce dei Circoli su Ubitennis

Sport Master, isola a tutto tennis nel cuore di Milano
TC President: qualità e tanto tennis, sognando un torneo Challenger
Nord Tennis Torino, dove tennis fa rima con insegnamento
Country Club Cuneo, tennis di alto livello nella “Granda”
Sporting Club Selva Alta: verde e tennis alle porte di Vigevano
TC Vomero: 110 anni di grande tennis
Il Club Meridiana di Modena, un’oasi di cultura e sport
TC Sinalunga, ripartire dai giovani con impegno e passione
Quanta Club, un’oasi di sport a Milano focalizzata sull’agonismo
CT Vicenza, dove si vive e respira la vera “aria da club”
TC Faenza, il sogno in A1 continua
Virtus Tennis Bologna, quasi 100 anni di storia con un occhio al futuro
TC Pistoia: terza presenza in Serie A1 col sorriso e la voglia di far bene
Due Ponti Sporting Club, polisportiva all’avanguardia protagonista in A1
Next Gen ATP Finals: Sporting Milano 3, teatro del sogno
TC Genova 1893: avanti sui giovani, a piccoli passi
TC Palermo 2: esordio in Serie A1 puntando sui giovani
CT Maglie, entusiasmo e spirito di squadra per competere in A1
TC Schio: in Serie A1 con attenzione ai giovani e voglia d’agonismo
CT Palermo: in Serie A1 puntando sui talenti siciliani
C.T.D. Massa Lombarda: passione romagnola e sogni di grande tennis
TC Sinalunga al terzo anno in A1, un “miracolo” di buona gestione
L’Ata Battisti torna in Serie A1: obiettivo salvezza e giovani
TC Marfisa: un gioiello nel cuore di Ferrara
Circolo della Stampa Sporting Torino, molto più che un Club
Circolo Tennis Gaeta: con Galimberti per pensare in grande
Junior Tennis Club Perugia: c’è aria di Fed Cup
TC Prato: dove Federer e gli altri hanno cominciato
CT Francavilla al Mare: si scaldano i motori in attesa del Challenger
Tennis Club Bisenzio: nel cuore della città
CT Ceriano: intervista al presidente Rocco Severino
TC Sinalunga: la favola continua
Serie A1: AVIVA al fianco del Tennis Park Genova con Fabio Fognini
Associazione Motonautica Pavia: nel cuore della città
Associazione Motonautica Pavia: quando i sogni diventano realtà
La favola del TC Sinalunga

Sig. Gambetti, lei è direttore del Circolo Tennis Reggio, che vanta una lunga storia. Può raccontarci come è nato il club?
Il Circolo Tennis Reggio è nato nel ’63 grazie alla passione di un gruppo di amici di Reggio Emilia, persone di spicco in città, durante un ritrovo in montagna al palaghiaccio del Cerreto. Per l’epoca era un progetto molto ambizioso, perché l’area scelta nella frazione di Villa Canali (appena fuori Reggio) era una zona quasi totalmente verde, mancava di tante cose. Fu un’opera veramente ben realizzata, in modo artigianale o ‘come si lavorava una volta’ se lo possiamo dire, come testimonia un filmato che fece Carlo Margaria, il papà del nostro attuale Presidente, Maurizio Margaria, filmato che custodiamo con cura nel circolo. Un nostro vanto resta la piscina, realizzata dagli architetti Salamini con una forma edile molto particolare e che ancora oggi, così come la club house, desta ammirazione per progettazione, qualità di materiali e dettagli in coloro che arrivano al club come ospiti o giocatori per il torneo internazionale.

 

Quindi il club è nato ed è stato portato avanti dalla grande passione dei soci fondatori.
Sì, in primis da Chiarino Cimurri, personaggio unico nel panorama sportivo e tennistico italiano, che purtroppo ci ha lasciato troppo presto, oggi manca tanto una figura come la sua. Insieme a lui Romeo Antonio Galaverni, Ludovico Bussolati, Alberto Gallinari, Giorgio Ferrari, Paolo Fornaciari (che fu il primo Presidente del club), Giorgio Lombardini e Guido Guidetti, solo per citarne alcuni, personaggi importanti che hanno fatto la storia della città. Il club ebbe subito un grande impatto su Reggio, nel senso che molte persone cercavano questo tipo di struttura, un’oasi nel verde su 90.000 mq. dove stare bene, facendovi crescere i propri figli e praticare sport, anche nella piscina privata, che per l’epoca era una grande novità.

Il Circolo Tennis Reggio vanta anche una storia di successi a livello sportivo, con tanti risultati dei giovani e non solo.
Sì, siamo stati due volte campioni italiani a squadre  maschili e femminili ‘under 16’ (avevamo in squadra Simone Bolelli ed Alice Balducci) e poi anche femminili ‘under 14’. Abbiamo vinto inoltre due titoli italiani a squadre ‘over 40’ (con la presenza nel team del nostro mitico maestro Renato Medioli, da venti anni insegnante qui al club), ma l’attività giovanile con il trofeo ‘Sandro Rossi’ resta un momento importante, sono passati dalla manifestazione campioni poi futuri come Nalbandian, Djokovic, Canè, Coria, Furlan, Pennetta, solo per dirne alcuni. L’attenzione del club per i giovani è stata sempre molto forte. Abbiamo ospitato per due volte la Coppa Davis con avversari Russia e Bulgaria, allenamenti del team di Davis composto da Panatta, Bertolucci, Barazzutti ed Ocleppo, nonché per due volte i Campionati Italiani Assoluti, insomma al CT Reggio è passato davvero il grande tennis.

Coppa Davis al CT Reggio 1968

Oggi la scuola è una delle attività più importanti del club?
Assolutamente sì, abbiamo una scuola di oltre 200 ragazzi, con uno staff di 6 insegnanti e 3 preparatori atletici guidato interamente dal Tecnico Nazionale Alessandro Tosi e composto oltre che da lui e Medioli da Federico Mordegan e Jacopo Marchegiani, figlio di Roberto Marchegiani, per me uno dei migliori insegnanti italiani. La scuola tennis è il nostro fiore all’occhiello, siamo una Top School FIT arrivata al 18° posto nazionale nel 2017 e lavoriamo ogni anno per migliorarla sul lato dell’insegnamento, come testimoniano i risultati dei ragazzi e la composizione staff, ma tenendo sempre il ‘timone’ verso il farli crescere al meglio dal punto di vista umano e sportivo, indipendentemente dai risultati. Tutte le categorie stanno facendo molto bene e ci rende orgogliosi l’esser stati promossi in A2 con tanti giovani cresciuti nel circolo. La squadra è composta interamente dai maestri e dai ragazzi cresciuti negli anni sotto la loro cura, essere promossi così dalla serie B è stata un’enorme soddisfazione, che ci ripaga del lavoro svolto anche perché molti bambini e ragazzi dell’agonistica giovanile hanno seguito la squadra durante le giornate di gara, appuntamenti che hanno anche coinvolto tantissimi associati. Nella festa del tennis 2017, a Dicembre, abbiamo rivisto i filmati promozione e qualcuno dei 130 presenti non è riuscito a trattenere le lacrime, ho detto tutto.

Un ritrovo giovanile ai campi coperti del CT Reggio con presentazione del fiduciario provinciale FIT Alessandro Tosi

Quindi il prossimo autunno sarete in A2. L’idea è quella di mantenere l’ossatura di questa squadra o farete degli innesti esterni?
Alcuni sì, ma non faremo spese folli perché non rientra nella nostra politica, la squadra sarà ancora fondamentalmente quella di quest’anno alla quale aggiungeremo Gianluca Beghi, ottimo tennista e maestro di tennis piacentino per restare ancorati al nostro territorio e Daniel Lustig, un giocatore straniero per elevare ancora un minimo la competitività, poiché ci teniamo a dare ai nostri associati per ancora diverso tempo lo spettacolo della Serie A2 ma anche quello della Serie B femminile, anch’essa composta da tenniste del circolo e da Cristina Greco Naccarato-Motti, nostra valida insegnante.

Vista la sua esperienza, come spiega che moltissimi dei talenti azzurri degli ultimi anni vengono proprio dall’Emilia-Romagna? Qual è il vostro “segreto”?
Sicuramente si torna al discorso di prima, a personaggi fondamentali come Chiarino Cimurri. Fu il precursore di quello che poi si è sviluppato a livello generale: l’inserimento di un bravo e motivato Tecnico Regionale, che allora era Giancarlo Palumbo, per aumentare e coordinare l’attività con i primi raduni/confronti. Si parla di inizi anni ’90, con una grande crescita dei momenti di incontro e dei tornei, raccolti in un grande circuito con classifica, cosa atta a stimolare ancor di più i ragazzi. Prima di allora i giovani si ritrovavano poco e c’erano meno opportunità di competere, quindi poche guide e momenti di confronto. Grazie alla sua opera, insieme a Filippo Montanari, Lorenzo Manfredi, i prof. Rabitti e Buzzelli, Marco Poggi, sono iniziati molti raduni e test, gare come il ‘trofeo Australian’, ed anche i tecnici hanno iniziato a confrontarsi fra loro scambiandosi idee ed esperienze. Il progetto poi è stato anche preso ad esempio a livello nazionale. I giovani emiliani, oltre ad avere tanti circoli belli ed organizzati, dove si lavora e si sta molto bene, hanno avuto ed hanno anche queste opportunità, che di sicuro li hanno aiutati a crescere giocando ed osservando, vedi ad esempio recente il CT Faenza, finalista 2017 nella Serie A femminile e portavoce da lustri, come noi del resto, di una importante progettualità giovanile così come, per citarne solo alcuni, CT Bologna e Siro Bologna, CT Albinea e Correggio, C.E.R.E., Tennis Modena e Club La Meridiana, Sporting Club Sassuolo e Sporting Carpi, Nino Bixio e Vittorino da Feltre Piacenza, Castellazzo e TC Parma, Villa Carpena Forlì, Zavaglia Ravenna e CT Riccione, così come tanti altri circoli, seguiti impeccabilmente da un Comitato Regionale assolutamente propositivo e attento

Manca oggi un Cimurri?
Sicuramente, era una persona di riferimento, un’entusiasta dello sport e della vita che sapeva coinvolgere diverse persone e motivare al meglio tecnici, giocatori e dirigenti di club.

Torneo Cimurri Sport 1972

Parliamo del vostro torneo internazionale. Avete molta esperienza organizzativa (Davis, Campionati italiani, ecc.), qual è l’impegno per portare avanti una manifestazione di buon livello?
L’impegno è diventato praticamente annuale, partendo dalla ricerca di partners che ci affiancano non solo per il torneo internazionale, ma per tutto l’anno, sostenendo una parte delle nostre attività. La Gioielleria Camparini è da sempre il main sponsor e quella che si è adoperata per la crescita dell’evento in molti ambiti. La chiave di volta del torneo sono gli incontri serali, perché riusciamo a coinvolgere non solo i nostri associati, ma tanta cittadinanza di Reggio. Oltre agli incontri di buon livello abbiamo a contorno degustazioni o promozioni degli sponsor e l’anno scorso anche uno spettacolo di comicità che riscosse un grande successo di pubblico. La finale del doppio è poi intitolata a Chiarino Cimurri, che era un amico fraterno di Stefano Camparini e ci è parso giusto, per Stefano e Reggio Emilia, ricordarlo con un trofeo dedicato. Tramite i nostri partners riusciamo anche a coinvolgere tante famiglie con bambini, il torneo diventa quindi una festa di una settimana. Forse nel 2019 riusciremo ad innalzare il montepremi. Anche il riscontro su struttura ed attività è da parte dei giocatori e degli arbitri eccellente, riceviamo tanti complimenti perché non è usuale nel mondo trovare un club così bello e con una così alta accoglienza qualitativa, quindi tennisti, referee e pubblico tornano volentieri e stanno bene, ne siamo orgogliosi

Sognate il salto di qualità organizzando un Challenger?
È un pensiero che abbiamo…spesso.. e che coinvolge oltre ai nostri consiglieri del settore tennis Enrico Sansone e Matteo Sassi anche Giorgio Cimurri, nostro associato e fratello di Chiarino, che ci ha lanciato la proposta non solo del Challenger, ma anche di riorganizzare un match di Coppa Davis. Sono due opportunità che valutiamo seriamente per il prossimo futuro. Una volta avevamo un challenger di altissimo livello, da cui sono passati ottimi giocatori come Gasquet, Mantilla, Volandri, Seppi, Starace, Luzzi, Almagro, Del Potro e Sloane Stephens, recente vincitrice degli US Open solo per citarne alcuni…

Attualmente quanti soci ha il club, e quanto costa la quota associativa?
Abbiamo 569 associati e la quota è di 2600 euro all’anno. Il nostro è un classico club privato, per entrare si deve chiaramente compilare una domanda di ammissione con la presentazione di due associati ed allegando un proprio CV con lo stato di famiglia, una apposita commissione deve in seguito valutare ed approvare la richiesta e poi si può iniziare a frequentare il circolo ed usufruire di tutte le strutture. È un club per così dire “vecchio stampo”, in cui c’è la ferma volontà di seguire le indicazioni dei soci fondatori, nel rispetto di coloro che da oltre 50 anni frequentano il circolo e ne seguono i valori. Un ambiente sano, selezionato e sicuro, in cui stare bene, socializzare, formare e coltivare amicizie… ed a volte anche famiglie! Ci sono ragazzi e ragazze che qua sono cresciuti da bambini facendo sport e attività varie, quindi si sono incontrati e sposati, e continuano ancora oggi a  frequentare il circolo con i loro figli. Una tradizione che prosegue e che vogliamo portare avanti con orgoglio, continuando peraltro ad organizzare molte di quelle attività quali feste per bambini ed adulti, ritrovi sportivi e culturali, gare di carte ecc.. per coltivare quella socialità che in fondo è la vera vita del club.

Parte della sala pesi del CT Reggio

Marco Mazzoni

Continua a leggere
Commenti

Circoli in vista

Tennis in circolo: Avellino Tennis Academy, creatività per superare l’isolamento

Oggi vi apriamo le porte dell’accademia campana, che sta facendo di tutto per tenersi attiva durante il periodo di chiusura

Pubblicato

il

Nella verde irpinia, alle porte di Avellino, in un luogo da set cinematografico di film in cui le favole avvengono nei boschi, si trova la “Avellino Tennis Academy”, un circolo molto attivo, con tre campi coperti e riscaldati, due in duro ed uno in erba sintetica. Dirige il Maestro Vincenzo Picardi con cui facciamo due chiacchiere – augurandogli ovviamente una pronta riapertura dei cancelli dell’accademia, in tutta sicurezza. L’ultimo post Facebook lo testimonia: ad Avellino l’ambiente è già pronto e sanificato a dovere.

In questo momento, con tutte le attività ferme, come state ovviando a questa pausa forzata?
Abbiamo diviso per tipologia la nostra utenza, ponendoci il problema delle esigenze dei genitori che, in questo momento particolare, devono intrattenere i figli per troppo tempo e rinchiusi nelle proprie mura domestiche: 1) scuola tennis; 2) amici follower della Academy; 3) adulti associati. Per ogni categoria abbiamo organizzato delle attività simpatiche, utili e talvolta goliardiche, in ordine:

  • somministrato delle schede di allenamento fisico a coloro che non dovranno perdere la forma fisica ed essere poi subito pronti al rientro, gli allievi di seconda categoria (che da lunedì potranno tornare in campo, ndr);
  • “costruiamo” invece è un’attività creativa, adatta ad intrattenere i più piccoli, stimolando così la loro creatività e lo spirito di competizione, con un premio al migliore lavoretto realizzato, inerente il loro tennis. Questa volta non nel campo ma con l’utilizzo dello smartphone devono realizzare, incollando, tagliando, o colorando il loro tennis;
  • per gli adulti “Doctor Why” e un “cruciverba con ricerca della parola magica”;
  • lo staff ha ideato un’iniziativa a sostegno del decreto del CDM, “io resto a casa” distanti ma uniti da una pallina. Trattasi di un simpatico video dove ognuno di noi, dalla propria abitazione, colpisce con una racchetta la pallina che arriva magicamente a casa dell’altro, creando una catena, in video TikTok…

La Tennis Academy svolge una notevole quantità di attività e offre anche un servizio navetta per i ragazzi così da poter raggiungere il Circolo direttamente dall’uscita dalla scuola, come si riesce a portare avanti una attività del genere in aggiunta alle tante altre, basandosi comunque su una utenza non numerosa quanto quella di una grande area urbana?
Con la ricerca del migliore servizio, risolvendo le problematiche delle famiglie, cercando in tutti i modi di alzare il livello di cultura sportiva e quindi destinare parte delle risorse economiche alle stesse famiglie, essendo il servizio completamente gratuito.

 

Chi ha avuto modo di seguire gli allenamenti dei ragazzi e dei giovani agonisti, ha notato come si presti particolare cura all’insegnamento di un tennis vario che presuppone l’uso di tutti i colpi e varianti tattiche, un lavoro che si basa quindi sulla qualità e non solo su parametri quantitativi, come il miglioramento dell’aspetto dell’intensità psicofisica come “motore” intorno a cui costruire il futuro tennista. Come mai questa scelta “filosofica”?
È semplice, bisogna fare tesoro di qualche errore già commesso in precedenza, e quindi avere la consapevolezza del percorso di crescita degli atleti, il più sano, performante e dedicato agli stessi ragazzi. Sono loro il focus su cui bisogna applicarsi quotidianamente, creando delle basi solide nell’insegnamento, su cui si poggeranno, con un po’ di fortuna, progetti importanti ed ambiziosi. Non c’è altra strada, l’atleta deve essere preparato da insegnanti preparati che si dedicano, che si aggiornano, che sono curiosi e devono saper mettersi in discussione, monitorando ogni giorno l’atleta. Il metodo Academy è condiviso da tutto lo staff e da tutti gli insegnanti, in tutti i settori si utilizza lo stesso linguaggio e gli stessi obiettivi tecnico tattici. Numerose sono le riunioni tecniche, durante l’anno accademico dello staff per programmare, modificare e calibrare le proposte didattiche.

Buon tennis e un grazie al Maestro Picardi.

Continua a leggere

Circoli in vista

Il TC Parioli chiede la riapertura dei circoli

Il presidente del circolo capitolino vorrebbe ripartire entro un mese: “La situazione è drammatica e se non ci fanno riaprire il danno è enorme”

Pubblicato

il

Paolo Cerasi, presidente del TC Parioli, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla sezione romana de “Il Corriere della Sera”, augurandosi che la Fase 2 possa includere la riapertura dei circoli entro fine maggio, come accennato dal Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, che ha parlato di un protocollo per la riapertura di centri sportivi, centri danza e palestre. Cerasi ha in particolare fatto leva sulla grande pressione economica a cui i club sono sottoposti al momento: “C’è un grande indotto di lavoro che non può essere trascurato. Parlo di dipendenti, collaboratori sportivi. E poi ci sono soci che potrebbero anche dimettersi se la situazione non si dovesse sbloccare. La situazione è drammatica e se non ci fanno riaprire il danno è enorme.

La base del tennis protesta: lanciata la petizione ‘tutti o nessuno’

Continua a leggere

Circoli in vista

Cinque circoli sportivi palermitani scrivono a Musumeci: “Pronti a ripartire il 4 maggio”

Club Canottieri Roggero di Lauria, Tennis Club Palermo 2, Circolo del Tennis Palermo, Country Club e Telimar verso la fase 2. “Saranno garantite tutte le misure di sicurezza e protezione”

Pubblicato

il

Una dettagliata proposta articolata in 9 punti prevedendo tutte le misure necessarie alla riapertura dei circoli sportivi. Club Canottieri Roggero di Lauria, Circolo del Tennis Palermo, Country Club, Telimar e Tennis Club Palermo 2 si proiettano alla fase 2 dell’emergenza coronavirus chiedendo al Presidente della Regione, Nello Musumeci, di prevedere la riapertura delle strutture dal 4 maggio prossimo. Lo hanno fatto prospettando dettagliatamente tutte le iniziative, già, pianificate e programmate nel rispetto del distanziamento sociale, dell’utilizzo di mascherine e guanti e di tutte quelle altre restrizioni con le quali, già, da 40 giorni ci siamo abituati a convivere”.

Il coordinamento dei circoli palermitani ha realizzato un vero e proprio protocollo organizzativo esplicitato nella lettera inviata al Presidente della Regione. “Siamo promotori di una iniziativa – spiegano – che, riteniamo, vada al di là delle cinque realtà che hanno sottoscritto il documento ma che coinvolge tutto il mondo dei circoli siciliani”.

Dall’accesso contingentato al circolo alla distribuzione delle mascherine, dal controllo costante del distanziamento sociale alla sanificazione continua dei locali, dall’uso contingentato degli spogliatoi fino al posizionamento dei lettini ed all’accesso in acqua, anch’esso contingentato, fino all’utilizzo del ristorante solo per i nuclei familiari conviventi ed al servizio bibite attraverso distributori automatici, è tutto spiegato nel documento realizzato dai circoli che sottolineano come “tennis, canottaggio, canoa, attività natatorie, vela e triathlon, siano attività che si svolgono all’aperto e ad una distanza ben più ampia del metro canonico. Pertanto, è incomprensibile il motivo per il quale debbano restare ancora chiuse.

Nella missiva, inviata per conoscenza al Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, al Presidente del Coni Sicilia, Sergio D’Antoni, ed al Coordinatore del Comitato Tecnico scientifico per l’emergenza coronavirus in Sicilia, il coordinamento dei circoli sportivi della città di Palermo “in possesso del doppio requisito di avere un’estensione delle proprie strutture superiore a 6.000 mq ed un numero di iscritti superiore a 1.000, che rappresentano oltre 10.000 cittadini” evidenzia come non abbiano “ricevuto alcuna protezione provvedendo a proprie spese a mantenere gli impianti sportivi, che – si legge nella lettera – se abbandonati, non potranno svolgere ancora quel servizio sociale di prevenzione e cura della salute, cui le pubbliche amministrazioni hanno comodamente derogato”.

Nella lettera, i cinque circoli palermitani si appellano alla “sensibilità del Presidente nei confronti di associazioni che hanno contribuito a successi mondiali ed olimpici ed all’espansione del turismo.

Comunicato stampa

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement