TC Aosta, qualità nell'insegnamento nel verde della Valle

Circoli in vista

TC Aosta, qualità nell’insegnamento nel verde della Valle

Abbiamo intervistato Vincenzo Gerbino, direttore dell’area agonistica del TC Aosta, un club nuovo che punta all’insegnamento di qualità per elevare il livello tennistico regionale, con ottimi risultati

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Sig. Gerbino, il TC Aosta è una struttura recente, come è composta?
L’ASD Tennis club Aosta è nata nel 2010, quindi ha 8 anni di vita. Si trova nel polo sportivo di Aosta, e dispone di un campo da beach tennis e beach volley, cinque campi da tennis in green set di cui due coperti tutto l’anno e tre all’aperto (due coperti nel periodo invernale), uno dei quali, il campo centrale, dotato di una grande tribuna. Il centro tennis si trova presso il Palaindoor di C.so Lancieri di Aosta, dove si possono trovare servizi sportivi di ogni genere: palestra fitness, pista di atletica coperta, pista di atletica outdoor, piscina, sala massaggi, medicina dello sport, studio posturale massoterapeutico. Il nostro fiore all’occhiello è l’insegnamento e la scuola tennis, dove dedichiamo il massimo del nostro impegno.

 

Sul vostro sito si parla di uno Special Team Academy, in cosa consiste?
Lo Speciale Team non è per tutti, è solo per chi fa tornei agonistici e per chi ha bisogno di un team che segua a 360 gradi, curando i dettagli di ogni aspetto (tecnico – tattico – fisico – mentale – nutrizionale – posturale) che concorre al raggiungimento della massima prestazione. Nasce dall’esigenza di supportare quei ragazzini “speciali”, che nell’era digitale non hanno paura di fallire, che hanno deciso di non trascorrere le giornate davanti ai tablet o sugli smartphone, che vogliono provare a mettersi in gioco, vogliono confrontarsi dentro un campo da tennis avendo ben chiaro che l’obiettivo è quello di migliorarsi nel tennis e nella vita imparando soprattutto dalle sconfitte.

Quanti giovani compongono attualmente la scuola tennis nel suo complesso?
Nella stagione 2017/2018 abbiamo dovuto chiudere purtroppo le iscrizioni con 120 allievi, mentre una trentina sono stati coloro che non hanno potuto prendere parte ai nostri corsi per mancanza di campi al coperto. Inoltre il progetto FIT approvato dal CONI denominato “Racchette di Classe” ci ha permesso di far giocare gratuitamente oltre 500 ragazzini delle scuole elementari della città di Aosta. Questo corso, iniziato ad ottobre, terminerà nel mese di maggio e darà la possibilità ai partecipanti di giocare al foro italico di Roma, durante gli internazionali d’Italia.

Come è vissuto il tennis nella vostra regione? C’è passione, è necessario spingerlo molto…?
Vorrei portarvi a conoscenza di quanto sia difficile giocare o allenarsi in Valle d’Aosta. Nel periodo invernale il costo dei campi per un’ora di gioco va dai 18 ai 26 euro per via del riscaldamento e della luce, quindi pensate quanto costi potersi allenare almeno 6 ore la settimana. Le strutture coperte nel capoluogo sono 5, due in Green set al Palaindoor e 3 in via Mazzini; due di queste in terra rossa che, purtroppo, per l’usura del telone e le varie nevicate lo rendono ad oggi inutilizzato perché il telone si è spaccato più volte; ed una struttura in erba sintetica. Se c’è passione? Le rispondo purtroppo sì… Dispiace dire “purtroppo” perché malgrado la grande volontà di fare negli ultimi due anni c’è capitato di tutto. Faccio un esempio: la nostra associazione lo scorso autunno ha deciso dopo un’assemblea di acquistare un pallone pressostatico amovibile per coprire due campi, ovviamente tutto a spese dell’associazione e perché si presentava l’esigenza (lo si faceva per dare più spazio alle tante richieste ed avere maggiori spazi da dedicare agli agonisti), senza gravare sulle sempre più esigue casse della pubblica amministrazione. Purtroppo per piccoli cavilli burocratici ad investimento fatto le autorizzazioni finali non ci sono state concesse…

C’è una squadra in particolare che ha fatto bene?
Sì, a settembre 2017 la nostra squadra femminile di serie D2, composta da ragazze del vivaio, si è aggiudicata il titolo piemontese ed è stata promossa in serie D1. A gennaio 2018 abbiamo vinto il campionato invernale piemontese con la squadra under 14 maschile, ma sono diversi i giovani interessanti, sia tra i maschi che tra le femmine. Nomi? Henri Martinet , Marcello Maule, Alberto Cazzato, Alessandro Laniecè, Giovanni Brunet, Noah Quendoz, Gilbert Testolin, Alice Paonessa, Leon Martinet, Amelie Charles, Lapo Stelitano, Edwin Pinacoli Chatillard, Niccolò Giovinazzo, Luca Boccato, Lisamarie Rossi, Heloise Pramotton, Simone Chiucchiurlotto, Simone Vincenzetti.

TC Aosta – Squadra under 14 campione piemontese

Quindi l’obiettivo prioritario del vostro club è la crescita dei giovani?
Assolutamente, mettere in campo i migliori metodi possibili e dare ai giovani gli strumenti adeguati ad elevare il livello generale dei ragazzi nelle varie classi d’età. Per questo, anche sul piano personale, studio e cerco sempre di migliorarmi. Il problema storico della Valle d’Aosta è il seguente: se arriva un giovane di talento, alla fine viene perso perché non ha nessuno di pari livello con cui confrontarsi, e finisce per andare a giocare altrove… Abbiamo sempre pagato questo isolamento geografico. Invece adesso, con tutto il lavoro che stiamo portando avanti dalla nascita della nostra attività, le cose sono migliorate. Anni fa quando portavamo i ragazzini a giocare nei tornei in Piemonte passare i primi turni era già uno scoglio durissimo… Oggi non è più così, ed anzi i nostri ragazzini sono mediamente tra i migliori nelle loro classi d’età, molto competitivi. Questo aiuta anche ad alimentare l’intero movimento: c’è più attenzione, più interesse, spirito di emulazione, uno bravo finisce per tirare gli altri quando si riesce a creare un livello medio superiore. Nel mese di febbraio al torneo Nazionale giovanile Fit next gen ad Alassio abbiamo portato 12 bambini, così come questa settimana nella seconda tappa del next gen organizzato ad Alessandria ne porteremo altrettanti. È un bell’impegno per noi maestri, li portiamo fuori, facciamo vivere loro l’esperienza della trasferta, possibilmente senza i genitori perché diventa anche un momento di formazione per loro, uno stimolo a crescere ed essere più autonomi. Un nostro ragazzino nella tappa di Alassio ha vinto nella categoria under 10, prima volta nella storia del torneo che un valdostano raggiungesse un simile risultato in un torneo che vedeva al via oltre 500 iscritti provenienti dalla Lombardia, Piemonte e Liguria. Sempre ad Alassio una ragazzina ha raggiunto i quarti di finale, quasi tutti hanno superato il primo turno. Se pensiamo che in Valle d’Aosta abbiamo circa 900 tesserati totali da dati ufficiali FIT contro i quasi 10.000 mila del Piemonte e 15mila della Lombardia possiamo essere veramente felici e soddisfatti.

Come è composto lo staff della scuola?
La Scuola Tennis è diretta da Fabio Paonessa, Maestro Nazionale della Federazione Italiana Tennis dal 1998. Ha allenato alcuni professionisti ed ha scritto il libro “Concetti Base per l’Insegnamento del Tennis Moderno”; io sono il Direttore Tecnico Area Agonistica e Maestro FIT dal 2002; Monica Ostellino, Istruttrice e Preparatrice Atletica FIT; Enrico Zeverini Istruttore FIT; Grosjacques Andrea Preparatore Atletico FIT; Enzo Di Ceglie Masso fisioterapeuta e Posturologo. Inoltre ci avvaliamo del Dott. Roberto Greco e del Dott. Christian Grossi come Mental Coach. Lo Special Team è anche possibile perché lo staff che lo compone (Fabio Paonessa, Monica Ostellino, Enrico Zeverini, Vincenzo Diceglie, Roberto Greco) è fatto di persone umili ma con grandi personalità, persone valide nel proprio mestiere, capaci di passare ore ed ore in campo e fuori a confrontarsi, cercando di risolvere quotidianamente i problemi in team. Capaci anche di alzare il livello, come dimostrano i risultati ottenuti. Ad esempio, sono 4 anni consecutivi (da quando è stato istituito dalla FIT) che vinciamo il titolo di migliore scuola tennis della Valle d’Aosta; altro esempio recentissimo nello scorso mese di febbraio durante i campionati assoluti indoor nelle categorie da under 10 a under 16, maschili e femminili, gli allievi dello Speciale Team hanno vinto 7 titoli sugli 8 disponibili e tantissimi piazzamenti come finalisti e semifinalisti.

Visto che la Valle d’Aosta è una regione a forte vocazione vacanziera, avete delle attività o tornei in particolare nel periodo estivo, quello canonico delle vacanze?
Abbiamo un calendario di tornei più nutrito in estate, certamente, per approfittare della presenza delle tante famiglie che salgono nella valle per le vacanze. Soprattutto in agosto c’è molta attività. La nostra zona è bellissima ed in estate è molto frequentata, anche da appassionati di tennis. Nel periodo estivo organizziamo anche dei tornei Open, riservati agli adulti.

Oltre ai giovani, quali altre squadre schiera il vostro club?
Abbiamo una squadra in D1 femminile, appena promossa dalla D2 dopo la vittoria del campionato, due compagini in D3, che completano il panorama delle varie squadre giovanili, dalla under 10 fino all’under 16.

TC Aosta – Serie D2 Scudetto

Quanti soci conta il club?
Nel 2017 abbiamo chiuso la stagione sportiva con oltre 230 tesserati, un buon numero. Il club è giovane, l’abbiamo inaugurato da pochi anni, in quell’occasione con un bello stage a cui intervenne Toni Nadal. Gli adulti gradirebbero anche dei campi in terra… superficie che storicamente piace ai tennisti maturi anche perché considerata più gentile con le articolazioni, ed è anche per il modo classico di giocare sul rosso, che piace ai tennisti adulti. Tuttavia i nostri campi sono nuovi e non così veloci, ci si gioca molto bene e non sono affatto problematici per le ginocchia, schiena, ecc…

TC Aosta – L’inaugurazione insieme a Toni Nadal

La tennista valdostana più forte è Martina Caregaro. Lei si allena a Roma, ma passa a volte al vostro club?
Esatto, Martina è di Aosta, è prima di tutto una bravissima ragazza, molto educata gentile e disponibile con tutti. Gioca a tennis divinamente ed è un esempio di come nello sport sacrificio e volontà ti possano regalare grandi soddisfazioni. Quando è in città passa volentieri, capita che si metta a palleggiare con i bambini o prende parte alle premiazioni quando ci sono delle manifestazioni, però lei non fa parte del nostro club, è tesserata con il Parioli di Roma. Al nostro club sarà sempre la benvenuta.

Qualche manifestazione che si è svolta di recente?
I Campionati Valdostani giovanili Indoor 2018, che hanno ottenuto un grande successo vista la partecipazione di ben 57 atleti impegnati nelle varie categorie, a testimonianza di come il movimento giovanile regionale si stia muovendo in maniera molto positiva. Abbiamo stilato quattro tabelloni, sia in campo maschile che femminile, dalla categoria under 10 fino alla categoria under 16, con un buon livello tecnico.

Marco Mazzoni

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Circoli in vista

Serie A1 2020: comincia la difesa del titolo per le ragazze del TC Prato

Esordio contro il TC Lumezzane, ma senza Kucova e con il dubbio Trevisan, che viene dall’infortunio nella finale di Todi. Girone assai insidioso completato da Canottieri Casale e TC Lucca

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Martina Trevisan - Assoluti di Todi 2020 (ph.Marta Magni)

Non sarà semplice per il Tennis Club Prato confermare lo scudetto femminile del 2019, perché il fardello di essere al contempo le favorite e le campionesse in carica non è così leggero da portare sulle spalle. Ma le tre giocatrici meglio classificate del team toscano – Martina Trevisan, Kristina Kucova e Lucrezia Stefanini – proveranno a guidare le compagne più giovani, tra le quali spiccano Beatrice Ricci, Asia Serafini e Federica Sacco, quest’ultima tornata in campo un anno fa (agosto 2019) dopo alcuni mesi ai box per un’infiammazione cronica alle ginocchia.

L’esordio delle ragazze di Prato avverrà domenica alle ore 10, sui soliti campi in terra rossa di Via Firenze (l’ingresso sarà libero), contro il TC Lumezzane della svizzera Ylena In-Albon e delle italiane Georgia Brescia, Rubina De Ponti e Chiara Catini. “Dopo la partita casalinga avremo due trasferte molto insidiose” ha spiega il capitano Gianluca Rossi, “con Canottieri Casale in Piemonte e nelle fila della squadra piemontese gioca Sara Errani, poi giocheremo il derby con il TC Lucca a Vicopelago con una squadra in cui figurano le sorelle Pieri e due straniere molto forti (si tratta di Zavatska e Bara, entrambe in top 200, ndr). Iniziamo a fare bene domenica“.

Le pratesi sono favorite ma dovranno fare i conti con alcune assenze. Martina Trevisan, che ha raggiunto la finale degli Assoluti di Todi e si è ritirata sul finire di un set molto combattuto (contro Paolini) per un problema muscolare, sta tentando il recupero in extremis svolgendo attività di riabilitazione in una clinica livornese. Non ci sarà invece la slovacca Kucova, almeno nella prima sfida (il traffico aereo europeo va ancora a singhiozo), dunque ci sono buone possibilità che Lucrezia Stefanini possa indossare la casacca di prima singolarista all’esordio.

 
Kucova e Trevisan, finale di Serie A1 2019 – Foto Marta Magni

Il reale livello del girone 1 sarà comunque determinato dalla partecipazione alle gare delle tenniste straniere: oltre alle succitate Zavatska e Bara, nella squadra piemontese militano la spagnola Bolsova e la rumena Buzarnescu. Ricordiamo che si qualificano per i play-off le prime due classificate, mentre la terza e la quarta finiscono ai play-out; l’altro girone femminile è composto da TC Genova 1893, Tennis Beinasco, TC Parioli e CT Siena.

SERIE A MASCHILE – Gli ‘scudettati’ in carica del Selva Alta di Vigevano (Hoang, Marcora, Robredo e Baldi le quattro punte di diamante) esordiranno domenica in casa – ore 10 – contro il Match Ball Siracusa, nel girone completato da TC Maglie e Sassuolo. Trovate qui tutti gli altri dettagli della prima giornata nel nostro articolo di presentazione del campionato.

Quanto al team maschile del TC Prato, è inserito nel girone 5 della serie A2 ed esordirà domenica a Pavia, squadra che può contare su nientemeno che Ramos-Vinolas, finalista del torneo di Montecarlo 2017. Il numero uno della squadra maschile pratese è invece un altro slovacco, Filip Horansky, che guida un gruppo di soli compagni toscani (Emiliano Maggioli, Federico Iannacone, Davide Galoppini, Mattia Bellucci e Jacopo Stefanini). Per lo stesso motivo di Kucova, però, Horansky non sarà presente all’esordio; la speranza di Prato è poter contare su di lui nelle prossime settimane.

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Serie A, così non va. Difetti e proposte

Modesti ritorni d’immagine (ma forti costi) per il club, sponsor, FIT. Trascurate qualità e promozione. Eppure la giocano Sonego, Musetti, Andujar, Travaglia, Bautista Agut, diversi top 100 ATP

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Lorenzo Sonego e Lorenzo Musetti - Assoluti Todi 2020 (foto Federtennis)

La presentazione del campionato di Serie A1 (di Luca De Gasperi)


In tempi di COVID-19 si fa quel che si può. Il campionato di serie A comincia ancor più in sordina del solito per i motivi che conosciamo. Senza raccattapalle, giudici di linea, conferenza stampa post gara (per chi le organizzava), hostess degli sponsor (per chi le aveva). Non è tutto sommato un male che non ci siano più i match di andata a ritorno, formula che appartiene tradizionalmente più al calcio (e altre discipline) che non al tennis. Troppe volte in passato le squadre che avevano perso l’andata in casa affrontavano le successive gare di ritorno (specie in trasferta) schierando dei ragazzini del club al posto dei migliori. Talvolta anche per risparmiare i gettoni di presenza dei tennisti più qualificati e più cari, quando si aveva la convinzione di non poter comunque recuperare.

Il risultato era che ne venivano fuori duelli di insignificante qualità e di nessuna incertezza. Quasi imbarazzanti per quegli spettatori, e sponsor, che si fossero trovato casualmente al club incuriositi da un match di cosiddetta serie A. In termini di promozione un boomerang. Sono anni che lo si dice, ma la FIT non ha mai mostrato di credere e di voler investire granché in questo campionato, trascurato da tutta la stampa nazionale perché promosso da sempre poco e male. Forse in FIT sono i primi a non credere nella possibilità di farlo crescere e diventare interessante.

 

La FIT ha incessantemente cambiato regolamenti ogni due per tre e obbligato i club a schierare non più un solo allievo cresciuto nel club ma due (troppi!) per la preoccupazione (da un lato comprensibile) di un tennis-mercato che, poco fair, favorisse smaccatamente i circoli più ricchi come ai tempi dei ripetuti successi del Tennis Capri. Il risultato è che al di fuori dei circoli che la giocano, pochi si accorgono che esiste. E anche all’interno dei circoli, salvo che ci siano dirigenti particolarmente attivi e pronti a promuovere il loro club anche con i mezzi che offrono internet, i social, i siti, ben pochi sono i soci al corrente del suo svolgimento.

Soprattutto la sensazione è tale per cui, dopo aver riscosso le quote di iscrizione, la FIT non si sia mai preoccupata troppo della qualità del suo primo campionato, che pure è utile ai giocatori di prima fascia nazionale (e in particolare ai giovani cui la FIT dovrebbe in particolare dedicare la sua attenzione) per guadagnare esperienza e soldini necessari a potersi permettere un’attività agonistica internazionale. Molte squadre di A, che investono diverse decine di migliaia di euro (alcune anche intorno ai 100.000 e più), rischiano ogni anno di rimetterci soldi. A che pro? Per la soddisfazione di partecipare? Non sarebbe stato incentivante predisporre almeno un minimo montepremi per un evento professionistico e legato in gran parte a giocatori di respiro professionistico? Premi per almeno le prime due, quattro squadre? Quantomeno la non obbligatorietà di pagare le iscrizioni l’anno successivo per le partecipanti alle finali come “ricompensa” per il traguardo raggiunto?

Posso anche comprendere che in questi giorni la FIT, angosciata per il lucro cessante degli Internazionali d’Italia (sia che si disputino, o no, a porte semichiuse o meno, una perdita rispetto al budget previsto 8 mesi fa certo purtroppo sarà inevitabile) non avverta l’urgente necessità di “investire” qualcosina di più sul proprio campionato di serie A. Ciò pur avendo sbandierato da tempo di essere la federazione sportiva con il bilancio più florido fra tutte (calcio escluso).

Ma quantomeno potrebbe annunciare, per stimolare i propri circoli che tanta passione e impegno economico dimostrano anno dopo anno, che almeno nel 2021 – COVID-19 permettendo – qualcosa di diverso verrà fatto per gratificare chi se lo merita. 

Per tutto questo primo semestre, se qualcuno avesse voluto mostrare ad altri, a uno sponsor quali erano le squadre di Serie A, quali erano i team campioni in carica, non aveva modo di farlo. Una ricerca sul sito della FIT non dava esito. Finalmente la scorsa settimana la FIT ha fatto conoscere squadre partecipanti e calendario. Ma anziché diramare e pubblicizzare il calendario, la FIT ha raccomandato ai club di mantenerlo segreto, di non diffonderlo. Il perché è misterioso. Di solito tutte le altre federazioni si danno da fare per far sapere chi gioca contro chi e quando. Perché la FIT non vuole farlo sapere? Perché non si è ancora deciso dove, quando e come si svolgeranno le fasi finali? Con quante squadre? Sembra davvero tutto così improvvisato… quando mancano pochissimi giorni all’inizio del campionato.

La FIT dovrebbe finanziare o perlomeno aiutare i circoli che investono sulla serie A. Come? I sistemi potrebbero essere diversi. C’è chi suggerisce un gettone minimo (€ 1000/2000 euro?) per ogni incontro di girone vinto? Ciò spingerebbe i circoli ad essere competitivi in ogni partita del girone anche a classifica definita. Ma tutti concordano sulla opportunità di garantire premi almeno alle squadre semifinaliste con bonus finale alla vincitrice.

Tennis Club Prato: le vincitrici della Serie A1 2019 – Foto Marta Magni

C’è chi ha fatto grandi sforzi (e non solo finanziari) per raggiungere le fasi finali del campionato. A parte la soddisfazione personale per il circolo e i giocatori, quei club non hanno ricevuto alcun supporto. Anzi, hanno dovuto affrontare parecchie spese anche per il weekend della finale. 

Alcuni circoli, nonostante tutto, vivono molto intensamente il campionato e ciò si riflette poi anche sulle squadre minori creando aggregazione e spirito di club. Motivo per cui se ci fosse un aiuto tangibile, anche la federazione ne riceverebbe sicuramente un ritorno. E tutto il movimento tennistico. 

Un’altra idea potrebbe essere quella di studiare un modo perché, al di là della diretta Supertennis garantita a copertura delle finali, almeno i circoli che dimostrassero di investire di più (se non si riuscisse ad accontentare tutti) venissero aiutati o a dotarsi di una produzione televisiva locale ma professionale per poter passare a Supertennis una o più partite in diretta (o anche una sintesi registrata di una durata predeterminata; certo ci sarebbe la difficoltà di assemblare materiali diversi provenienti da più parti, ma tutto si può affrontare e risolvere dopo aver definito alcune linee guida), oppure inviando nelle domeniche agostane (in cui oltretutto di tennis internazionale vero non ci sarà per buona parte del mese) una troupe di Supertennis (tramite Crionet?). Si potrà magari sorteggiare quest’anno quattro o otto club leader da mostrare. E  l’anno prossimo saranno altri otto e via dicendo. Ma occorre che la FIT per prima si preoccupi di dare agli sponsor dei club un minimo di visibilità per garantire un minimo di ritorno.  Per quest’anno e, in prospettiva anche con il preannuncio di qualche iniziativa, per gli anni a venire. 

Non è giusto che tutto ricada sulle spalle dei circoli più appassionati. È un compito della FIT proteggere e promuovere il proprio campionato. Anche a livello di news, di racconto giornalisticamente preparato si può fare meglio. Non solo la lettura dei risultati, please

Poi per carità, anche il contenitore “Circolando” di Supertennis, può essere gestito in modo tale che i circoli di serie A e B che si impegnano di più abbiano un ritorno apprezzabile. Ma, possibilmente, non seguendo il criterio di favorire il circolo più amico a detrimento di quello meno amico. Perché non approntare una serie di criteri oggettivi di “premi Serie A”, X minuti di esposizione televisiva (più o meno minuti a seconda risultati conseguiti), premi Serie B… idem come sopra?

D’altra parte è vero che i circoli non sono fin qui mai riusciti, di concerto con la FIT (perché no?), a organizzare una giornata costruttiva anche telematica (via Zoom? Oggi è facilissimo, non costa nulla!) per confrontarsi e proporre alternative, idee, opzioni sinergiche. Da parte federale si preferisce evidentemente che le cose proseguano così, dato che mi risulta che la proposta sia stata ogni tanto avanzata da qualche circolo partecipante. Si preferisce, di fatto e la storia insegna, che non ci sia alcuna riunione. È più facile imporre – giusta o sbagliata che sia l’imposizione – quel che si vuole dall’alto senza discutere e confrontarsi. Dicevano i latini: “Divide et impera“.

Tutto ciò appare abbastanza incredibile, se non fosse che l’attenzione a questo campionato non è mai stata quella che avrebbe dovuto essere. Addirittura per le premiazioni delle squadre campioni d’Italia è successo più volte perfino che le disertasse il presidente federale. Mi chiedo davvero in quale altro massimo campionato nazionale di altri sport possa avvenire una tale evidente mancanza di rispetto. Si chiede molto ai circoli, per tenere questa manifestazione in vita. Ma si fa davvero piuttosto poco per sostenerla adeguatamente. Cosa si potrebbe fare invece, ad esempio? Comprare spazi, ad esempio, su giornali e siti all’indomani delle giornate di gara, oppure alla vigilia per cercare di veicolare maggior pubblico (quando il COVID-19 ci avrà lasciato in pace…). Ciò se le casse federali fossero in tal sofferenza da non potersi permettere di acquistare un piccolo spazio prima e dopo.

Oggi, oltretutto, con la crisi della carta stampata, gli spazi sul media cartacei costano pochissimo. È anche vero, d’altro canto, che vengono sempre meno letti (soprattutto dei giovani che hanno solo il cellulare in mano) e un trafiletto in una pagina di sport fra le 30-40 pagine di un giornale ha poco impatto. Ma sempre meglio di niente. 

Una minima organizzazione federale a livello comunicazionale dovrebbe consentire alla FIT di scegliere i media tennistici locali (e non) più validi. Si tratterebbe di un’azione intelligente, perché aiutare i media di vario tipo a dare più spazio al tennis significa aiutare tutto il comparto tennis, che vive anche di informazione, di stimoli. Una campagna informativa – giornali e/o social – aiuterebbe poi i circoli a rendere maggiormente visibili gli sponsor che supportano le squadre, nella maggior parte dei casi, finanziatori per la passione nel tennis e nello sport in generale, senza un reale ritorno.

Che il sottoscritto nel lanciare quest’ultimo banale appello-suggerimento non abbia alcun interesse privato sarà chiaro e lampante per tutti: la FIT non comprerà mai spazi su Ubitennis, sito libero di opinione e critica. La FIT non lo farebbe neppure se Ubitennis avesse 70 milioni di visitatori unici, cioè quanto tutti gli italiani. Ne abbiamo solo 5 milioni, una cifra cui nessun altro sito specializzato si avvicina neppur lontanamente. Ma a Ubitennis, se la FIT sovvenzionasse in qualche modo altre testate, farebbe solo piacere. A questo mondo non si deve essere miopi. Più si vede, si legge, si parla, si discute di tennis, ovunque lo si faccia, lo si promuove e meglio è per tutti. Anche per Ubitennis. E dovrebbe essere anche per la FIT. Ma per capirlo ci vuole una dirigenza illuminata, con una visione. Per anni, almeno in rapporto alla Serie A, non ci siamo accorti di averla. Ma siamo ottimisti. Il rilancio parte dalla consapevolezza, dalla volontà, dall’ottimismo della ragione.

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Torino si fa bella per le Finals: ristrutturazione al Circolo Sporting

Lo Stadio verrà ampliato e potrà raggiungere una capienza di 2500 posti a sedere. In programma anche l’allestimento di due campi di allenamento per i partecipanti del Masters

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Circolo della Stampa Sporting Torino

Il Circolo della Stampa Sporting di Corso Agnelli a Torino verrà riqualificato in vista del grande evento che il capoluogo piemontese ospiterà nell’autunno del 2021: le ATP Finals. Il progetto verrà a costare circa mezzo milione di euro e godrà in buona parte del finanziamento della Compagnia di San Paolo, che stanzierà un finanziamento di 400.000 euro. Lo “Stadio” del circolo è la struttura sulla quale si concentreranno maggiormente i lavori. In piedi dal 1942 (realizzata dall’architetto Domenico Morelli), potrà raggiungere una capienza di circa 2500 spettatori dopo la ristrutturazione. Il progetto prevede anche l’allestimento dei due campi di allenamento a disposizione dei migliori otto singolaristi e doppisti del Tour ATP che si saranno battaglia sul cemento del Pala Alpitour.

Lo Stadio ha ospitato per ben sei volte gli incontri di Coppa Davis e ha visto calcare la sua terra battuta campioni i grandi campioni del tennis italiano -Pietrangeli, Panatta e compagni – e non solo. Conoscerà ora una nuova era sportiva, ancora dominata dai Big Three nel mondo della racchetta, ma con tante giovani promesse che proprio a Torino avranno la possibilità di scrivere la storia. La ristrutturazione porterà a un recupero totale della struttura, che potrà essere utilizzata non solo per manifestazioni sportive, ma anche per convegni, eventi musicali e teatrali. L’ampliamento consentirà anche di garantire un numero cospicuo di spettatori sugli spalti anche in caso di restrizioni dovute all’emergenza sanitaria (circa 600 secondo le norme di distanziamento sociale).

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