CT Brindisi: cultura sportiva e focus sui giovani, sulle orme di Flavia Pennetta

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CT Brindisi: cultura sportiva e focus sui giovani, sulle orme di Flavia Pennetta

Abbiamo intervistato Carlo Faccini, direttore del CT Brindisi, dove sono nati Flavia Pennetta e Christian Brandi. Il club pugliese è uno dei più attivi in Italia sui giovani

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Sig. Faccini, può raccontarci una breve storia del club e descriverne la struttura?
Il CT Brindisi è nato nel 1961 e da allora è stato un crescendo di attività sportiva, sociali e di ampliamenti strutturali. Inizialmente avevamo solo due campi ed uno spogliatoio; oggi il club copre un’area di 20mila metri quadri che include 10 campi da tennis, dei quali quattro coperti, un campo da calcetto, due campi da beach tennis/volley, area technogym, una grande palestra per basket e ginnastica, ampio parcheggio privato, una club house accogliente con area TV, due sale biliardo, ampia sala carte ed un ottimo ristorante. Attualmente il club conta circa 350 nuclei familiari come base di soci.

 

Il club negli anni ha ottenuto grandi risultati ed ha formato futuri campioni, come Flavia Pennetta.
Siamo cresciuti molto, in tutti i sensi. Oltre alle strutture, è sul piano sportivo che il CT Brindisi negli anni si è affermato come realtà importante. Pennetta è ovviamente la migliore mai uscita dal nostro club, è una campionessa assoluta del nostro sport, ma non dimenticherei Christian Brandi, che è nato qui vicino e si è formato nel nostro vivaio. Anche Roberta Vinci ha calcato spesso i nostri campi: nel 1998, al fianco di Flavia, ha indossato la maglia del CT Brindisi che si fregiò del Titolo Nazionale Under 16. Ma oltre questi campioni vorrei ricordare i tantissimi ragazzi validi diventati seconda categoria ed ottimi tennisti a livello nazionale.

Organizzate da sempre moltissimi tornei, è una parte importante della vostra attività.
Assolutamente, a partire dalle due edizioni della Fed Cup, nel 2005 e nel 2015, furono eventi ottimamente organizzati di cui siamo orgogliosi. Precedentemente abbiamo ospitato vari tornei da 10mila e da 25mila dollari, sia maschile che femminile.

CT Brindisi – Fed Cup 2015

Attualmente invece avete focalizzato la vostra attività sui giovani, con un importante torneo junior.
Sì, quest’anno il Torneo Internazionale Under 14 Maschile e Femminile, del circuito prestigioso Tennis Europe, arriva alla sua settima edizione. È diventato un classico, un appuntamento molto sentito ed importante per noi perché ci permette di dare un riferimento ai nostri ragazzi, e ad alcuni la possibilità di potersi cimentare in questo torneo. Già a quella giovane età, quando ci si vuole impegnare nel tennis, è necessario pensare come “dei piccoli professionisti”. Nei club dove manca questa vetrina non è facile far capire ai giovani cosa vuol dire competere al massimo livello, l’impegno che comporta, i sacrifici, la mentalità se si vuol ambire a risultati importanti.

CT Brindisi – Premiazione Torneo Internazionale U14 2017 a sinistra il Presidente dott. Angelo Argentieri (Faccini al centro)

Proprio per questo l’impegno nella scuola tennis al CT Brindisi è massimo.
Sicuramente, anche perché il tennis è uno sport bellissimo ma estremamente complicato. Sono tanti i tasselli da mettere insieme e combinare per poter arrivare ad alto livello.

Quando vi siete accorti, con Flavia e Christian, di avere due talenti così importanti?
Per Flavia parla la sua storia… A 12-13 anni giocava molto bene, ma non vinceva così tanto! Con la mia esperienza maturata in tanti anni nel mondo dello sport, mi sento di dire che Flavia è stata brava, inizialmente, a “non accanirsi troppo”, a non restare troppo focalizzata sul vincere da piccola, crescendo, invece, in modo progressivo ed imparando quel che conta nel tennis dei grandi. Oltre alle doti tecniche, è stata brava ad abbinare sacrificio e determinazione. Senza dimenticare l’importante supporto della famiglia, altro aspetto determinante nella crescita dei giovani. Spesso ci troviamo ragazzi bravi e volenterosi, ma senza l’appoggio economico della famiglia è impossibile ambire al massimo livello. Purtroppo credo che questo sia il principale limite che abbiamo in Italia, perché tante realtà riescono a formare ragazzi con qualità, ma senza un supporto arrivare nel mondo Pro diventa difficilissimo.

CT Brindisi – Una giovanissima Flavia Pennetta premiata del Presidente dott. Angelo Argentieri

Tornando alla vostra scuola tennis, quanti allievi avete e come è strutturata?
Siamo orgogliosi della nostra scuola, che ha ricevuto la certificazione di Top School dalla Federazione. Siamo tra le migliori d’Italia per meriti e composizione di staff tecnico guidato dal Maestro Nazionale Alberto Ciampa. Attualmente abbiamo circa 160 allievi tra i 9 ed i 16 anni, con un livello molto buono, che cambia, ovviamente, a seconda delle annate. I migliori? Preferisco non fare nomi, perché credo nel concetto di squadra, ma, con grande soddisfazione affermo che abbiamo tra i nostri allievi chi gioca in serie ‘B’ maschile, in serie ‘C’ maschile in D1 maschile e femminile ed in tutti i campionati Under. Nel settore femminile, dopo molte annate in cui uscivano tante atlete interessanti (oltre all’exploit di Flavia Pennetta), da qualche tempo stentiamo un po’. È strano, perché abbiamo avuto diverse ragazze di talento, come ad esempio Maria Fiume, che è stata giocatrice di categoria ‘A’ e che proprio nel nostro circolo ha vinto i Campionati Assoluti di categoria ‘B’ femminile. Proprio per questo stiamo spingendo particolarmente le nostre ragazzine, ed abbiamo alcune di 12-13-14 anni che stanno iniziando a darci qualche soddisfazione.

Alla fine l’obiettivo di un club deve essere portare i propri ragazzi alla seconda categoria, è il massimo che si può ottenere.
Infatti, la nostra squadra disputerà la serie B ed abbiamo tre ragazzi del vivaio, due con classifica 2.4 ed un 2.7. Il nostro team di punta quest’anno è di buon livello, abbiamo anche tesserato due stranieri (un polacco ed uno spagnolo) con classifica internazionale. Credo sia una squadra interessante, se tutto gira bene potrà darci soddisfazioni.

CT Brindisi – Premiazione finale Torneo Internazionale 2017

Ho visto che fate parte del progetto “Racchette di classe”, il tennis nelle scuole. Può raccontarci in cosa consiste?
Abbiamo aperto le porte del circolo alle scuole, con dei raduni appositi per le classi. È un’iniziativa per promuovere il tennis, trovare nuovi allievi ed appassionati, magari futuri soci. In Italia c’è ancora bisogno di spiegare cosa sia il tennis, visto che gli sport prevalenti restano il calcio, il basket, ecc. È un modo per avvicinare i giovani e le loro famiglie, un contatto fondamentale per provare a fare innamorare quanta più gente possibile a questo sport meraviglioso. Io però resto dell’idea che è importante essere chiari fin dall’inizio sia sul nostro metodo di insegnamento e soprattutto sulle difficoltà del tennis. Noi puntiamo moltissimo sulla crescita dei nostri giovani tanto che ogni anno, alla fine dei corsi “classici” da ottobre a maggio, continuiamo a lavorare, con i ragazzi che hanno voglia e spirito di sacrificio, anche per tutta l’estate concordando con i maestri il lavoro da fare in particolare su ognuno di loro. Questo, oltre a stimolare la crescita dei ragazzi, ci permette anche di fare una selezione: chi vuol seguire il nostro percorso deve capire, fin da piccolo, che il tennis è uno sport di sacrificio, che serve un impegno costante e per molto tempo se si vuol arrivare. Allenarsi qualche volta a settimana non è sufficiente, serve un programma ben strutturato e che diventa via via più impegnativo col tempo, andando a coinvolgere direttamente i ragazzini più disposti a seguirci. Ma senza esagerare con i carichi di lavoro, questi devono crescere progressivamente nel tempo, altrimenti i giovani si stancano, anche mentalmente, e mollano.

Con i ragazzi è fondamentale l’approccio giusto.
Devono essere sempre seguiti, stimolati, a volte anche coccolati per premiare il loro impegno, e quando serve rimproverati se non ti seguono. Nello sport la filosofia del “bastone e la carota” è il miglior metodo. Per questo ho voluto fortemente che nel club ci fosse una squadra molto competitiva, come è la serie B, perché diventi l’obiettivo per i nostri giovani, uno sbocco concreto ai loro sforzi ed una forte motivazione a crescere.

Quindi la cultura dell’agonismo ed una forte passione sono i punti di forza del CT Brindisi?
Assolutamente. Sono sicuro che in futuro qualche altro giocatore importante uscirà dal nostro club. Negli anni, unitamente al supporto di tutto il Consiglio di Amministrazione del Circolo, abbiamo creato un movimento ed una cultura per il tennis, coltivato una passione notevole. Un esempio? Da noi il beach tennis o paddle non prendono piede come in tante altre realtà, da noi c’è voglia di tennis. Abbiamo tanti associati che vengono a passare del tempo in palestra, giocando a carte o a biliardo, ma in generale i soci amano il tennis, ci seguono e non ostacolano affatto la voglia di agonismo ed il nostro impegno nella crescita dei ragazzi. Oltre alla squadra maschile di punta ne abbiamo altre che competono nelle categorie inferiori e tutte le squadre giovanili… Occupiamo molti campi per allenamenti e per le partite domenicali. Frequento il circolo da 45 anni, ed è un grande orgoglio da Direttore Sportivo vedere quanta attività facciamo e con la giusta atmosfera. Noi come club ci mettiamo molto impegno, cerchiamo di dare un segnale a tutti, anche alla Federazione.

Per chiudere, e vista la sua esperienza, che cosa vorrebbe dalla Federazione, come aiuto o stimolo?
Sarebbe importante una maggiore vicinanza e soprattutto un impegno economico ed insieme, club e Federazione, valutare i ragazzini più promettenti ed aiutarli nella crescita. Noi ce la mettiamo tutta, come carico su tutti i fronti, ma da soli non basta. Molto spesso le famiglie non hanno la possibilità di accompagnare i ragazzi in un percorso di crescita lungo e costoso. Un’idea potrebbe essere quella di introdurre per i ragazzi il cartellino di vincolo al Club come è per altre discipline vedi calcio, basket ecc… C’è attualmente un’indennità che si può chiedere, quando un ragazzo cambia circolo, per riconoscere il lavoro svolto dal club che l’ha formato, ma raramente tale richiesta viene avanzata. Con il vincolo del cartellino o una prassi similare sarebbe diverso, tutelerebbe maggiormente un club che crede ed investe per anni in un ragazzo. Noi comunque siamo sempre stati molto disponibili in occasione dei raduni a vari livelli. Accogliamo volentieri tutte le iniziative, nel nostro Circolo, richieste dalla Federazione Italiana Tennis alla quale, pur riconoscendo tanti meriti, dico che si potrebbe fare ancora di più. Ritengo che sentire la Federazione ancora più vicina e collaborativa, migliorandone le sinergie, sarebbe oggi di fondamentale importanza per tutto il movimento.

Marco Mazzoni

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Tennis in circolo: Avellino Tennis Academy, creatività per superare l’isolamento

Oggi vi apriamo le porte dell’accademia campana, che sta facendo di tutto per tenersi attiva durante il periodo di chiusura

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Nella verde irpinia, alle porte di Avellino, in un luogo da set cinematografico di film in cui le favole avvengono nei boschi, si trova la “Avellino Tennis Academy”, un circolo molto attivo, con tre campi coperti e riscaldati, due in duro ed uno in erba sintetica. Dirige il Maestro Vincenzo Picardi con cui facciamo due chiacchiere – augurandogli ovviamente una pronta riapertura dei cancelli dell’accademia, in tutta sicurezza. L’ultimo post Facebook lo testimonia: ad Avellino l’ambiente è già pronto e sanificato a dovere.

In questo momento, con tutte le attività ferme, come state ovviando a questa pausa forzata?
Abbiamo diviso per tipologia la nostra utenza, ponendoci il problema delle esigenze dei genitori che, in questo momento particolare, devono intrattenere i figli per troppo tempo e rinchiusi nelle proprie mura domestiche: 1) scuola tennis; 2) amici follower della Academy; 3) adulti associati. Per ogni categoria abbiamo organizzato delle attività simpatiche, utili e talvolta goliardiche, in ordine:

  • somministrato delle schede di allenamento fisico a coloro che non dovranno perdere la forma fisica ed essere poi subito pronti al rientro, gli allievi di seconda categoria (che da lunedì potranno tornare in campo, ndr);
  • “costruiamo” invece è un’attività creativa, adatta ad intrattenere i più piccoli, stimolando così la loro creatività e lo spirito di competizione, con un premio al migliore lavoretto realizzato, inerente il loro tennis. Questa volta non nel campo ma con l’utilizzo dello smartphone devono realizzare, incollando, tagliando, o colorando il loro tennis;
  • per gli adulti “Doctor Why” e un “cruciverba con ricerca della parola magica”;
  • lo staff ha ideato un’iniziativa a sostegno del decreto del CDM, “io resto a casa” distanti ma uniti da una pallina. Trattasi di un simpatico video dove ognuno di noi, dalla propria abitazione, colpisce con una racchetta la pallina che arriva magicamente a casa dell’altro, creando una catena, in video TikTok…

La Tennis Academy svolge una notevole quantità di attività e offre anche un servizio navetta per i ragazzi così da poter raggiungere il Circolo direttamente dall’uscita dalla scuola, come si riesce a portare avanti una attività del genere in aggiunta alle tante altre, basandosi comunque su una utenza non numerosa quanto quella di una grande area urbana?
Con la ricerca del migliore servizio, risolvendo le problematiche delle famiglie, cercando in tutti i modi di alzare il livello di cultura sportiva e quindi destinare parte delle risorse economiche alle stesse famiglie, essendo il servizio completamente gratuito.

 

Chi ha avuto modo di seguire gli allenamenti dei ragazzi e dei giovani agonisti, ha notato come si presti particolare cura all’insegnamento di un tennis vario che presuppone l’uso di tutti i colpi e varianti tattiche, un lavoro che si basa quindi sulla qualità e non solo su parametri quantitativi, come il miglioramento dell’aspetto dell’intensità psicofisica come “motore” intorno a cui costruire il futuro tennista. Come mai questa scelta “filosofica”?
È semplice, bisogna fare tesoro di qualche errore già commesso in precedenza, e quindi avere la consapevolezza del percorso di crescita degli atleti, il più sano, performante e dedicato agli stessi ragazzi. Sono loro il focus su cui bisogna applicarsi quotidianamente, creando delle basi solide nell’insegnamento, su cui si poggeranno, con un po’ di fortuna, progetti importanti ed ambiziosi. Non c’è altra strada, l’atleta deve essere preparato da insegnanti preparati che si dedicano, che si aggiornano, che sono curiosi e devono saper mettersi in discussione, monitorando ogni giorno l’atleta. Il metodo Academy è condiviso da tutto lo staff e da tutti gli insegnanti, in tutti i settori si utilizza lo stesso linguaggio e gli stessi obiettivi tecnico tattici. Numerose sono le riunioni tecniche, durante l’anno accademico dello staff per programmare, modificare e calibrare le proposte didattiche.

Buon tennis e un grazie al Maestro Picardi.

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Il TC Parioli chiede la riapertura dei circoli

Il presidente del circolo capitolino vorrebbe ripartire entro un mese: “La situazione è drammatica e se non ci fanno riaprire il danno è enorme”

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Paolo Cerasi, presidente del TC Parioli, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla sezione romana de “Il Corriere della Sera”, augurandosi che la Fase 2 possa includere la riapertura dei circoli entro fine maggio, come accennato dal Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, che ha parlato di un protocollo per la riapertura di centri sportivi, centri danza e palestre. Cerasi ha in particolare fatto leva sulla grande pressione economica a cui i club sono sottoposti al momento: “C’è un grande indotto di lavoro che non può essere trascurato. Parlo di dipendenti, collaboratori sportivi. E poi ci sono soci che potrebbero anche dimettersi se la situazione non si dovesse sbloccare. La situazione è drammatica e se non ci fanno riaprire il danno è enorme.

La base del tennis protesta: lanciata la petizione ‘tutti o nessuno’

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Cinque circoli sportivi palermitani scrivono a Musumeci: “Pronti a ripartire il 4 maggio”

Club Canottieri Roggero di Lauria, Tennis Club Palermo 2, Circolo del Tennis Palermo, Country Club e Telimar verso la fase 2. “Saranno garantite tutte le misure di sicurezza e protezione”

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Una dettagliata proposta articolata in 9 punti prevedendo tutte le misure necessarie alla riapertura dei circoli sportivi. Club Canottieri Roggero di Lauria, Circolo del Tennis Palermo, Country Club, Telimar e Tennis Club Palermo 2 si proiettano alla fase 2 dell’emergenza coronavirus chiedendo al Presidente della Regione, Nello Musumeci, di prevedere la riapertura delle strutture dal 4 maggio prossimo. Lo hanno fatto prospettando dettagliatamente tutte le iniziative, già, pianificate e programmate nel rispetto del distanziamento sociale, dell’utilizzo di mascherine e guanti e di tutte quelle altre restrizioni con le quali, già, da 40 giorni ci siamo abituati a convivere”.

Il coordinamento dei circoli palermitani ha realizzato un vero e proprio protocollo organizzativo esplicitato nella lettera inviata al Presidente della Regione. “Siamo promotori di una iniziativa – spiegano – che, riteniamo, vada al di là delle cinque realtà che hanno sottoscritto il documento ma che coinvolge tutto il mondo dei circoli siciliani”.

Dall’accesso contingentato al circolo alla distribuzione delle mascherine, dal controllo costante del distanziamento sociale alla sanificazione continua dei locali, dall’uso contingentato degli spogliatoi fino al posizionamento dei lettini ed all’accesso in acqua, anch’esso contingentato, fino all’utilizzo del ristorante solo per i nuclei familiari conviventi ed al servizio bibite attraverso distributori automatici, è tutto spiegato nel documento realizzato dai circoli che sottolineano come “tennis, canottaggio, canoa, attività natatorie, vela e triathlon, siano attività che si svolgono all’aperto e ad una distanza ben più ampia del metro canonico. Pertanto, è incomprensibile il motivo per il quale debbano restare ancora chiuse.

Nella missiva, inviata per conoscenza al Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, al Presidente del Coni Sicilia, Sergio D’Antoni, ed al Coordinatore del Comitato Tecnico scientifico per l’emergenza coronavirus in Sicilia, il coordinamento dei circoli sportivi della città di Palermo “in possesso del doppio requisito di avere un’estensione delle proprie strutture superiore a 6.000 mq ed un numero di iscritti superiore a 1.000, che rappresentano oltre 10.000 cittadini” evidenzia come non abbiano “ricevuto alcuna protezione provvedendo a proprie spese a mantenere gli impianti sportivi, che – si legge nella lettera – se abbandonati, non potranno svolgere ancora quel servizio sociale di prevenzione e cura della salute, cui le pubbliche amministrazioni hanno comodamente derogato”.

Nella lettera, i cinque circoli palermitani si appellano alla “sensibilità del Presidente nei confronti di associazioni che hanno contribuito a successi mondiali ed olimpici ed all’espansione del turismo.

Comunicato stampa

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