Dopo Montreal, anche Cincinnati. Nel tardo pomeriggio di domenica 9 agosto la notizia è rimbalzata da una parte all’altra del web: Jannik Sinner non prenderà parte al torneo che andrà in scena in Ohio dal 13 al 23 agosto. “Dopo essermi consultato con i miei medici e con il mio team, devo annunciare che sono costretto a ritirarmi dal torneo Masters 1000 di Cincinnati”, ha affermato il 24enne azzurro. “Il mio ginocchio destro mi sta dando problemi e, anche se stiamo lavorando duramente con il mio staff medico, devo accettare il fatto che non sono ancora pronto per competere”.
Sinner: la cronistoria dal post-Wimbledon al pre-Cincinnati
Jannik Sinner rimonta Alexander Zverev in finale a Wimbledon e conferma il titolo agguantato nel 2025. Dopo la tradizionale cena dei campioni, il numero 1 del mondo vola a Torino per sottoporsi a dei controlli al J Medical, struttura già frequentata in passato. Il campione altoatesino è in salute e in quei giorni decide di staccare la spina tra vacanze in Sardegna e crociera con lo sponsor, con tanto di padel annesso. Decide però di saltare il 1000 di Montreal, lui che in Canada non si era presentato pure nel 2025.
La motivazione è presto detta: priorità alla salute. Molti dicono la loro sul forfait di Sinner per il torneo di Montreal – compreso il direttore Ubaldo Scanagatta: qui la parte 1 e 2 dei suoi dieci capitoli sul tema -, che segna la fine del sogno (dei tifosi, evidentemente non di Jannik) di provare a vincere tutti i 1000 stagionali. L’azzurro, invece, preferisce trascorrere qualche momento a casa a Sesto Pusteria e a Montecarlo, dove comincia un blocco di allenamenti. A inizio agosto torna al J Medical per alcuni accertamenti. Si reca anche a una clinica milanese: inizialmente, si pensa, per una visita di routine. Poi si scopre che soffre di un fastidio al ginocchio destro, che però non sembra poter mettere in dubbio la sua presenza a Cincinnati. E invece…
Un trimestre scarno
E invece forse non era da sottovalutare lo stato di salute di Sinner. Se per alcuni l’assenza in Canada era sovrapponibile a qualunque altro ritiro di un big, per prepararsi così al meglio per un evento più importante, in questo caso lo US Open, per altri (come ad esempio il direttore Scanagatta) era più opportuno trattare la situazione-Sinner con maggiore cautela. Ricordiamo che quest’anno, rispetto a quanto visto nel calendario 2025, tra Wimbledon e il 1000 canadese c’era una settimana in più per potersi riposare e allenare in vista del cemento americano.
Il tennista azzurro arriverà quindi allo US Open avendo giocato 7 partite (tutte nello Slam londinese) negli ultimi tre mesi. Intanto, perderà sicuramente i 650 punti derivanti dalla finale persa a Cincinnati nel 2025. Andrà quindi a 12800 punti. Alexander Zverev, anche dovesse vincere il titolo in Ohio, raggiungerebbe quota 8720 punti. Rimarrebbe dunque a debita distanza da Jannik, che è sicuro di rimanere in vetta almeno sino al 500 di Pechino – in programma dal 30 settembre al 6 ottobre -, dove giocherà per difendere il sigillo conquistato nella passata stagione.
Se tutto andrà come previsto, rivedremo Sinner in campo a New York, nel Major che andrà in scena dal 30 agosto al 13 settembre. Pertanto, l’azzurro avrà giocato tre Slam consecutivi senza alcun evento in mezzo. Al momento attuale non figura nell’entry list del torneo di doppio misto, che si svolgerà dal 24 al 26 agosto. Decidesse di parteciparvi, dovrebbe iscriversi entro lunedì 17 alle ore 12.
Alcaraz, l’infortunio e la statistica pronta a essere riscritta
Se in Italia gli appassionati di tennis fremono per rivedere Sinner in campo, in Spagna è ormai da quasi quattro mesi che i fan non possono osservare le gesta del loro beniamino, Carlos Alcaraz. Il 23enne spagnolo non disputa un match ufficiale dal 14 aprile. A Barcellona decise di ritirarsi per un problema al polso che in principio non sembrava così serio. Poi sono arrivati ritiri su ritiri per il sette volte campione Slam. I suoi punti in classifica sono diminuiti drasticamente e ora ci sono dubbi anche circa la sua presenza allo US Open, dato che un rientro in un torneo tre set su cinque per alcuni potrebbe essere fin troppo azzardato.
Nessuno meglio del team di Carlitos sa però quale sarà la miglior scelta da prendere nei prossimi giorni. Quello che è certo è che sia Alcaraz, sia Sinner, arriveranno a New York senza aver giocato i due 1000 nordamericani. Come riportato da Giorgio Spalluto su X, nessuno dal 1990 – anno di introduzione dei tornei Masters – è mai riuscito a vincere lo Slam statunitense senza aver disputato prima almeno uno dei due 1000 preparatori.
Sinner-Alcaraz: lo US Open per riaccendere la rivalità
L’obiettivo è New York. Ricapitolando, da una parte Sinner ci arriverebbe dopo un mese e mezzo di stop dalle competizioni, e a seguito di un fastidio al ginocchio. Dall’altra Alcaraz tornerebbe in campo dopo quattro mesi e mezzo lontano dal Tour, nei quali ha dovuto fare i conti con un infortunio al polso. Per giunta, al momento del sorteggio del tabellone, lo spagnolo sarebbe la terza testa di serie, dietro a Sinner e Zverev. Ergo, Jannik e Carlos potrebbero sfidarsi già in semifinale.
Guardando all’albo d’oro, Sinner ha vinto nella Grande Mela nel 2024, Alcaraz nel 2022 e nel 2025, superando l’azzurro in quest’ultima finale. Quanto a Zverev, grazie al titolo al Roland Garros si è interrotta la striscia di nove Slam consecutivi messi in bacheca o dall’italiano o dallo spagnolo. Non ha però ancora conosciuto una fine la trafila di tornei vinti o da Sinner o da Alcaraz quando entrambi sono in gara in un tabellone.
È Madrid 2024 l’ultimo evento vinto da un giocatore che non sia Jannik o Carlos, con questi ultimi due presenti ai nastri di partenza. Andrey Rublev arrivò alla meta in quell’occasione. Essendo un attimo più puntigliosi, però, vale la pena ricordare che Sinner si ritirò prima di scendere in campo nel match di quarti di finale contro Felix Auger-Aliassime. Mentre Alcaraz perse sì da Rublev ai quarti, ma fu condizionato pesantemente da un infortunio al braccio destro che non gli permise di prendere parte prima ai tornei di Montecarlo e Barcellona, e poi anche a quello di Roma.
Con lo spagnolo e l’azzurro entrambi sani e pronti ai blocchi di partenza, l’ultimo torneo vinto da un altro giocatore rimangono quindi le ATP Finals 2023. L’ultimo Slam, lo US Open dello stesso anno. In entrambi gli appuntamenti ebbe la meglio Novak Djokovic, che a differenza di Jannik e Carlos sarà presente tra pochi giorni al 1000 di Cincinnati. Qualunque cosa accadrà nelle prossime tre settimane, le carte in tavola non cambieranno: Sinner è e rimarrà il favorito per la conquista dello US Open. Chi ha dubbi sulle sue chance di laurearsi campione a New York, a causa del fastidio al ginocchio e alla mancata partecipazione ad almeno un torneo preparatorio, vada a vedersi cosa ha fatto Jannik a Wimbledon. Un mese di silenzio, poi il titolo. I campioni di solito rispondono con i fatti.
