Tutti i vincitori ATP del 2020: dalla Serbia di Djokovic a Medvedev, i 33 trofei assegnati

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Tutti i vincitori ATP del 2020: dalla Serbia di Djokovic a Medvedev, i 33 trofei assegnati

Ripercorriamo tutto il tennis maschile che si è giocato nel 2020. Il primo Slam di Thiem e il 20° di Nadal. I cinque titoli di Rublev e il primo di Sinner

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Rafa Nadal - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Sarà una stagione unica e irripetibile. Se un anno fa ce lo avessero garantito con la certezza di un viaggiatore del tempo bramoso di rivelarci il futuro eppure avaro di dettagli, avremmo subito pensato a un terremoto ai vertici del ranking, con l’avverarsi – in modo netto, traumatico – di quel cambio della guardia ogni anno “più inevitabile” eppure sempre evitato. O, forse, l’impresa di un Grande Slam dopo mezzo secolo. Sogni ultraterreni con protagonista il proprio idolo che brandisce la racchetta al cui confronto il martello di Thor impallidisce.

Ora, con un poco rassicurante punto interrogativo al posto di data e luogo di inizio del Tour 2021 (sappiamo che le quali dell’Australian Open si disputeranno entro il 15 gennaio e il main draw partirà l’8 febbraio), potremo dichiararci contenti se questa annata tennistica con un grosso vuoto in mezzo sarà stata davvero unica e irripetibile… nel suo genere. Ma è anche il momento di tirare le somme perché, dagli incendi australiani di gennaio all’ultima bolla del novembre londinese, siamo stati spettatori, quasi sempre ben lontani dagli spalti, di cinque mesi di tennis giocato che ci hanno addirittura regalato il primo vincitore Slam nato negli anni ’90, quell’apolide di Lostgenlandia che risponde al nome di Dominic Thiem.

Week 1 (3-12 gennaio)

La novità dell’anno (fino a questo momento) si chiama ATP Cup, manifestazione a squadre organizzata dalla sigla dei professionisti del tennis che, incidentalmente, si mette di traverso con la nuova formula della Coppa Davis pensata e finanziata dal gruppo Kosmos di Gerard Piqué. Vince la Serbia di Novak Djokovic, ma la vera notizia è che Rafa Nadal perde per la prima volta dal 2004 un incontro a squadre con la maglia della Spagna (o forse no).

ATP CupSerbia b. Spagna 2-1
250 Doha[2] A. Rublev b. [Q] C. Moutet 6-2 7-6(3)

 

Week 2 (13-18 gennaio)

Fuori dall’ATP Cup perché classificato peggio di due suoi concittadini, Andrey Rublev si fa notare nella settimana che precede l’Happy Slam vincendo il secondo torneo consecutivo.

250 Adelaide[3] A. Rublev b. [Q] L. Harris 6-3 6-0
250 AucklandU. Humbert b. [5] B. Paire 7-6(2) 3-6 7-6(5)

Week 3-4 (20 gennaio – 2 febbraio)

Agli ottavi dell’Australian Open, il russo perde l’imbattibilità che durava dalle Finali di Davis. Non la perde invece Djokovic che si impone in finale su Thiem, per la terza volta fermato all’ultimo atto di uno Slam.

Australian Open[2] N. Djokovic b. [5] D. Thiem 6-4 4-6 2-6 6-3 6-4

Novak Djokovic – Australian Open 2020 (foto via Twitter @AustralianOpen)

Week 5 (3-9 febbraio)

Dopo la concentrazione nel brodo primordiale down under, il big bang di febbraio disperde i tennisti nelle più diverse condizioni tra Asia, Europa e Americhe.

250 Montpellier[1] G. Monfils b. [PR] V. Pospisil 7-5 6-3
250 PuneJ. Vesely b. [8] E. Gerasimov 7-6(2) 5-7 6-3
250 Cordoba[3] C. Garin b. [1] D. Schwartzman 2-6 6-4 6-0

Week 6 (10-16 febbraio)

Se il 2019 è stato ricco di soddisfazioni per i colori azzurri, i nostri sono risultati assenti all’appello di gennaio e tocca ad Andreas Seppi dare un primo segnale di risveglio.

500 Rotterdam[3] G. Monfils b. F. Auger-Aliassime 6-2 6-4
250 New York[8] K. Edmund b. A. Seppi 7-5 6-1
250 Buenos Aires[8] C. Ruud b. [LL] P. Sousa 6-1 6-4

Week 7 (17-23 febbraio)

Dal nulla, anzi, dalle qualificazioni che è anche più lunga, Gianluca Mager raggiunge la finale dell’ATP 500 di Rio, battendo tra gli altri Thiem e Casper Ruud. E due volte Attila Balazs.

500 Rio de Janeiro[3] C. Garin b. [Q] G. Mager 7-6(3) 7-5
250 Delray Beach[4] R. Opelka b. Y. Nishioka 7-5 6-7(4) 6-2
250 Marsiglia[2] S. Tsitsipas b. [7] F. Auger-Aliassime 6-3 6-4

Week 8 (24 febbraio – 1 marzo)

Il classe 1986 Gael Monfils è carico come una molla e si presenta a Dubai con la valigia appesantita dai due trofei appena conquistati. Sembra incontenibile anche per Djokovic, ma si ferma a un passo dal traguardo lasciando la strada della finale al campione serbo, lui sì inarrestabile. La vittoria di Lamonf ai quarti contro Gasquet sarà l’ultima della sua stagione. Primo titolo dell’anno per Nadal ad Acapulco e Thiago Seyboth Wild primo classe 2000 ad alzare una coppa ATP.

500 Acapulco[1] R. Nadal b. T. Fritz 6-3 6-2
500 Dubai[1] N. Djokovic b. [2] S. Tsitsipas 6-3 6-4
250 Santiago[WC] T. Seyboth Wild b. [2] C. Ruud 7-5 4-6 6-3

Il Tour ATP si ferma a Indian Wells. La speranza di giocare Miami scompare in fretta, salta la stagione rossa, poi va in fumo l’erba. Arriva la seconda metà di luglio e ancora non si gioca. L’epidemia pare fuori controllo negli Usa, eppure quei folli dell’USTA non si danno per vinti e continuano a procedere nella complicatissima organizzazione dello US Open, consci che potrebbe saltare in ogni momento. Ma avranno ragione loro.


LA RIPRESA

Week 34 (22-29 agosto)

Già riparatiti i circuiti WTA e Challenger, il circuito maggiore dei maschi torna in campo nella “bolla” di New York, mentre ci si domanda dopo quanto tempo si potranno togliere quelle virgolette – ben sapendo che non sarà un buon segno. Il Western & Southern Open si disputa nella Grande Mela, gli spalti sono vuoti, tutto è cambiato. No, non tutto: Nole continua a vincere, è imbattuto nel 2020 e lo si dà come unico favorito dello US Open.

Masters 1000 Cincinnati/NY[1] N. Djokovic b. M. Raonic 1-6 6-3 6-4

Week 35-36 (31 agosto – 13 settembre)

Unico Favorito, si diceva. Invece, Pablo Carreño Busta lo brekka all’undicesimo gioco del primo set, lui non gradisce e scaglia una palla che centra una giudice di linea: è squalifica. Con Federer e Nadal assenti (non mancavano contemporaneamente uno Slam dal millennio passato), si apre uno scenario inaspettato. Medvedev schiacciasassi perde tre set a zero da Thiem che, affrontando la sua prima finale Slam da favorito, è paralizzato per due set; poi, il favorito diventa Zverev e la paura cambia lato del campo. Emozioni fortissime mentre si avvicina l’epilogo e titolo per Dominic, colui che aveva il numero più basso del salvacoda saccheggiato dal Big 3. In contemporanea con la seconda settimana newyorchese, comincia a Kitzbuhel l’inedito swing autunnale su terra battuta.

US Open[2] D. Thiem b. [5] A. Zverev 2-6 4-6 6-4 6-3 7-6(6)
250 KitzbuhelM. Kecmanovic b. [Q] Y. Hanfmann 6-4 6-4

Dominic Thiem – US Open 2020 (via Twitter, @usopen)

Week 37 (14-21 settembre)

A Roma, Sinner viene sgambettato dagli slice di Grischa, Sonego e Berrettini sbattono contro Ruud, ma ci sono le notti magiche di Lorenzo Musetti che regola Wawrinka e Nishikori. Djokovic torna in fretta ad alzare un trofeo, Schwartzman si accontenta di arrivare secondo dopo aver battuto Nadal, assente da febbraio.

Masters 1000 Roma[1] N. Djokovic b. [8] D. Schwartzman 7-5 6-3

Week 38 (21-27 settembre)

L’improvvisata mini-stagione terraiola prosegue ad Amburgo, dove Fognini mette a segno la prima vittoria dopo l’operazione alle caviglie. Tsitsipas sta per vincere il torneo, ma si attarda a guardarsi a pochi metri dal traguardo e Rublev lo sorpassa.

500 Amburgo[5] A. Rublev b. [2] S. Tsitsipas 6-4 3-6 7-5

Week 39-40 (27 settembre – 11 ottobre)

Ci pensa Nadal a riportare un po’ di normalità, sempre che vincere per 13 volte il Roland Garros sia normale. Settembre se ne va, c’è freddo, tira vento e piove, anche sul Philippe-Chatrier perché non ci sono più i tetti di una volta, adesso li fanno con l’effetto outdoor. Le palline sono dei mattoni (forse proprio quelli che non hanno usato per chiudere del tutto lo stadio), Gaston gioca smorzate con sommo gaudio, Lorenzo Sonego si fa notare a suon di drittoni, Dominic ancora non si è ripreso da New York, Djokovic pare di sì, ma Rafa lo atterra in finale. E, unico a dare qualche grattacapo al Re della terra, brilla nelle condizioni a lui meno congeniali Jannik Sinner, spintosi tra i migliori otto.

Roland Garros[2] R. Nadal b. [1] N. Djokovic 6-0 6-2 7-5

Novak Djokovic e Rafa Nadal – Roland Garros 2020 (via Twitter, @australianopen)

Week 41 (12-18 ottobre)

Ottobre rivoluziona il calendario con l’evento della ex Leningrado promosso ad ATP 500 e timbrato dal solito Rublev. Arrivano licenze a costo zero e con esse il miracolo di un secondo torneo del Tour in Italia, a Santa Margherita di Pula. I campi sono stretti e i giudici di linea rischiano sulle risposte ai kick esterni, ma va benissimo così. Lorenzo Musetti si fa valere, Marco Cecchinato rinasce anche se appassisce all’ultimo ostacolo. Zverev si consola a Colonia e Felix Auger-Aliassime perde la sua sesta finale su sei disputate nella sua giovane carriera.

500 San Pietroburgo[3] A. Rublev b. [7] B. Coric 7-6(5) 6-4
250 Colonia 1[1] A. Zverev b. [3] F. Auger-Aliassime 6-3 6-3
250 SardegnaL. Djere b. [WC] M. Cecchinato 7-6(3) 7-5

Week 42 (19-25 ottobre)

Colonia 2, il ritorno. Di Sascha, che poi non era neanche andato via. Litiga con Hawk-eye live e con Sinner, mette in riga il secondo, ma sulla riga il falco ha l’ultima parola, anzi l’unica perché non ci sono gli umani, e se è errata pazienza. Anversa va di traverso a Khachanov, che si arrabbia per un clamoroso abbaglio dell’arbitro (su un punto che avrebbe probabilmente perso, peraltro), poi crede che qualsiasi chiamata sia un furto e se lo è pazienza perché non c’è Hawk-eye. Daniel Evans fa vedere un bel tennis, Humbert anche e vince pure.

250 AnversaU. Humbert b. [8] A. de Minaur 6-1 7-6(4)
250 Colonia 2[1] A. Zverev b. [2] D. Schwartzman 6-2 6-1

Week 43 (26 ottobre – 1 novembre)

A Vienna, Sonego si dimentica di non essere un giocatore da veloce indoor e mostra a Krajinovic e Coric che, per battere il numero 1 del mondo in versione minore, bisogna tirare fortissimo senza paura e non fare l’esatto contrario. Arriva fino in fondo, il nostro Karate Kid, ma lì lo aspetta Rublev che francamente ha anche un po’ stancato (finirà con 41 vittorie in stagione, primo insieme a Nole) e la quinta finale su cinque vinta quest’anno sembra cosa poco carina nei confronti di FAA. Nur-Sultan, Challenger di inizio marzo dal quale scappavano in fretta e furia i tennisti temendo di venire bloccati dalla pandemia, torna come “250”. Vince John Millman che, impossibilitato a tornare a casa, vagabonda da agosto.

500 Vienna[5] A. Rublev b. [LL] L. Sonego 6-4 6-4
250 Nur-Sultan[4] J. Millman b. [3] A. Mannarino 7-5 6-1

Week 44 (2-8 novembre)

A Bercy Nadal fatica da subito, questa cosa dell’assenza di vento e di giochi di ombre, senza sole in faccia né interruzioni per pioggia rende il tennis troppo facile per gli avversari e Zverev lo ferma in semifinale. Rispunta però Medvedev, all’improvviso tornato nella miglior versione 2019, che si impone in rimonta.

Masters 1000 Parigi-Bercy[3] D. Medvedev b. [4] A. Zverev 5-7 6-4 6-1

Week 45 (9-15 novembre)

Infilato nello slot ultimamente occupato da quel laboratorio di esperimenti sapientemente denominato ATP Next Gen Finals, il piccolo torneo di Sofia schiacciato dalle vere Finals acquista risonanza mondiale grazie alle gesta di Jannik Sinner che procede risoluto verso la meta. L’incontro finale del “rosso che unisce” viene trasmesso a reti unificate (Supertennis e Rai 2) e non può che concludersi con il trionfo del nostro. Interessante (per certi versi) anche la gara di doppio, con Melzer e Roger-Vasselin costretti ad arrivare in finale per evitare che Jamie Murray e Skupski, vincendo il torneo come invero faranno, si impossessino del loro posto alle ATP Finals. Il duo austro-francese supera la semifinale, allora la finale con i Brits viene anticipata in fretta e furia al venerdì sera, dando così modo a Melzer di addurre un dolore alla spalla, dare forfait e correre con il partner alla O2 Arena, dove Gerry Armstrong può finalmente sorteggiare i gironi; anche se, stando al bizzarro regolamento, dovrebbe aspettare l’uscita della classifica il lunedì successivo, il Day 2 delle Finals.

250 SofiaJ. Sinner b. V. Pospisil 6-4 3-6 7-6(3)

Jannik Sinner con il trofeo – Sofia 2020 (foto Ivan Mrankov)

Week 46 (15-22 novembre)

Per fortuna c’è il girone London 2020 ad assicurare degli incontri godibili. Thiem-Nadal è senz’altro uno dei più belli dell’anno, con i due che si scrollano la terra di dosso, specialmente Rafa che pare addirittura nato su questo campo. Nell’altro girone è arrivato con merito Diego Schwartzman – merito anche di Thiem, principe azzurro che pare aver svegliato la generazione perduta con il bacio sulla coppa dello US Open. Fuori i vecchi in semifinale: Domi gioca però un set di troppo con Nole, Daniil stecca meglio (peggio?) di Rafa e il lob involontario gli permette di infilarsi nelle porte scorrevoli del treno che porta alla finale. Thiem ci sbatte, contro quelle porte, sbagliando un appoggio di dritto secondo lui difficile, perde freschezza e Medvedev è Maestro.

ATP Finals Londra[4] D. Medvedev b. [3] D. Thiem 4-6 7-6(2) 6-4

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ATP

Berrettini, com’è duro il rientro. Davidovich passa in due set: “La condizione non c’è ancora ma arriverà”

In coda a due mesi di stop Matteo ha esibito una condizione imperfetta, ma sono molti i meriti di un ottimo spagnolo. “L’infortunio adesso è alle spalle, posso fare bene già sul rosso”

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A. Davidovich Fokina b. [8] M. Berrettini 7-5 6-3

Del resto cinquantasette giorni di lontananza dai campi si fanno sentire. È stato un rientro amaro per Matteo Berrettini, tornato a giocare un match di singolare nel Tour dopo il fastidioso problema agli addominali che gli aveva negato l’ottavo all’ultimo Open d’Australia contro Stefanos Tsitsipas. Amaro ma comprensibile, la ruggine c’è e prima o poi bisognava toglierla, certo è che in queste condizioni Matteo avrebbe sperato che a tenerlo a battesimo fosse un avversario più tenero del Davidovich Fokina visto oggi, o perlomeno una versione più morbida dello stesso Alejandro.

Il buon torneo di doppio giocato la scorsa settimana a Cagliari in compagnia del fratello Jacopo ha rappresentato un utile riscaldamento, ma non un attendibile quadro sullo stato fisico del numero uno italiano, comprensibilmente ancora lontano dal luccicare. Il rivale, attraversante un incoraggiante momento di forma, era per giunta un tipetto ostico, rapace, dinamico, perfetto per fare le analisi del sangue a un lungodegente tuttora in fase riabilitativa. È iniziata male, e la fiducia non arriva come il sole tornato a splendere sulla terrazza del Principato. Il dritto, l’arma irrinunciabile, la chiave che insieme al servizione aveva aperto al romano addirittura le porte della top ten, ci ha messo un po’ prima di uscire dagli spogliatoi, non sufficientemente in fretta per evitare il break del secondo gioco, germogliato appunto su tre errori commessi dal Nostro sul lato destro.

 

I meriti di Fokina, all’inizio come alla fine e in mezzo, per tutta la durata dell’incontro, vanno comunque presi in considerazione. Ricordato come un nervoso picchiatore senza paracadute negli anni della tarda adolescenza, il giocatore si è evoluto insieme all’uomo. Conscio della forma non ancora scintillante dell’italiano, il numero cinquantotto ATP ha da subito alzato i ritmi, costringendo Berrettini a restare in scia e provocandone i molti errori dovuti a una ricerca della palla macchinosa alquanto. In particolare, lo spagnolo di ascendenze russe ha mirato l’angolo sinistro di Matteo, pizzicandolo sovente dalla parte opposta con il colpo successivo: tale strategia ha pagato enormi dividendi in termini di punti, specie quando il top ten ha provato a reagire con lo sventaglio di dritto. Il fiato carente e gli appoggi difficoltosi nelle corse verso destra hanno segnato grandi tratti dell’incontro, ma la mano, quella non è andata in clinica sul finire dell’inverno.

Di tocco, due palle corte al bacio, Berrettini ha rimontato un pericolosissimo zerotrenta nel sesto gioco riuscendo a restare attaccato al set, prima o poi uno spiraglio l’avversario l’avrebbe concesso. Puntuale, nel game successivo, Davidovich con il dritto ha regalato la prima palla break, e ceduto il servizio subito dopo con un doppio fallo. Nella volata finale, comunque in linea di massima costretto a rincorrere punti e partita, Berrettini si è più volte trovato a due punti dal baratro, salvandosi nel decimo gioco dal trenta pari grazie a un ace e a un servizio vincente, ma non nel dodicesimo, valevole il tie break, perso da quaranta-qundici con show di Fokina, strepitoso nel pallonetto in recupero per il set point poi incassato ringraziando l’ennesimo errore di dritto di Matteo.

Il set quasi riacchiappato dopo tanta sofferenza eppure sfuggito ha segnato inevitabilmente la seconda parte della contesa, definita da due momenti cardine tra il sesto e il settimo gioco. Dal sesto, soprattutto, durato dieci minuti e perso da Matteo nonostante due palle per il tre pari sprecate e tre per il break Spagna cancellate. Lo spagnolo è stato entusiasmante nel meritarsene una quarta, con un nuovo, strepitoso pallonetto in recupero e una sublime chiusura con il rovescio lungo la linea pochi colpi dopo; chance convertita con la collaborazione del romano, il quale non ha potuto esimersi dall’esclamare un autoironico “bravo” quando l’ennesimo dritto in rete ha sancito il pesantissimo due a quattro. Berrettini avrebbe anche avuto due chance per rimediare in risposta nel game seguente, ma Fokina è stato molto bravo a non perdere né calma né aggressività, per condurre in porto una vittoria meritata e guadagnarsi un terzo round apertissimo contro Popyrin o Pouille.

È stata una partita complicata – ha detto Matteo nella conferenza stampa post-match – lui ha giocato bene, è stato intelligente e ha fatto le cose giuste al momento giusto, niente da dire. La condizione al momento non è perfetta, ma ci arriveremo, non sto giocando per prepararmi all’erba o al cemento, ci sono ancora tanti tornei sulla terra e penso di poter crescere“. Forse avrebbe aiutato giocare anche il singolare a Cagliari la scorsa settimana? “Con i se e con i ma non sono abituato a ragionare. Ho condiviso la scelta con il mio team, pensavamo che il doppio potesse essere un buon avvicinamento, anche perché avevo messo ancora pochi allenamenti nelle gambe, provato troppo poco il servizio“. Nel frattempo c’è una classifica da difendere, un ranking che a qualcuno potrebbe dare le vertigini. “Non a me, penso di avere il tennis per stare a questo livello, e di averlo dimostrato. Certo non posso pensare di essere costantemente al massimo e nemmeno penso sia giusto chiedermelo. Intanto i presupposti per fare bene ci sono, fisicamente mi sono sentito bene, dall’infortunio ho recuperato“. Che poi sarebbe la cosa più importante, se ce n’è una.

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Sonego si conferma a Montecarlo: Fucsovics regolato in due set, adesso la sfida a Zverev

Il 24enne torinese supera il primo ostacolo nel Principato. Fucsovics si lamenta per il grunting di Sonego, l’italiano replica: “Ha cercato di condizionarmi, non è piacevole. Non faccio niente per dare fastidio all’avversario”

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Lorenzo Sonego - ATP Cagliari 2021

L. Sonego b. M. Fucsovics 6-3 6-4

Lorenzo Sonego è pronto per fare bene anche a Montecarlo. Dopo il titolo conquistato a Cagliari domenica, il 24enne torinese parte ottimamente nel Masters 1000 del Principato superando Marton Fucsovics al primo turno (6-3 6-4). L’azzurro dimostra un’ottima capacità di adattamento alle diverse condizioni e mette in mostra una maggior capacità di stare sempre dentro al match – anzitutto a livello mentale – rispetto al magiaro numero 40 del mondo. Sonego così avanza al secondo turno: affronterà domani Alexander Zverev sul Ranieri III e per il tedesco non sarà una passeggiata.

LA CRONACA – Sonego si presenta sul Court 9 con la stessa mascherina color granata vista a Cagliari: nel primo set a spezzare per primo l’equilibrio è Fucsovics, che gioca in modo aggressivo e sale 2-3 e servizio. Ma dopo il cambio di campo per l’ungherese la luce si spegne: tre errori gratuiti consegnano a Sonego lo 0-40. L’ungherese spesso cerca di venire a rete per accorciare gli scambi: così Marton arriva 40-40, ma poi un errore di diritto dell’ungherese vale il contro-break (3-3). Da lì Sonego prende il sopravvento, giocando con solidità e pazienza. Nell’ottavo game si arriva a parità sul servizio di Fucsovics e Lorenzo ha una palla per andare a servire per il primo set quando un diritto dell’avversario finisce lungo. Il magiaro salva questa e un’altra palla break. “Stai attivo su ‘ste gambe”, si dice Sonego: detto-fatto, perché alla terza Lorenzo strappa il servizio all’avversario grazie a un ottimo passante in corsa col diritto. Bravo e fortunato l’azzurro, visto che Fucsovics era stato costretto a scendere a rete a causa di una deviazione del nastro. Sonego va a servire per la prima partita e non spreca l’occasione grazie anche a un punto spettacolare, in cui Lorenzo si difende sul pressing di Fucsovics mettendo un miracoloso recupero di rovescio negli ultimi centimetri di campo per poi chiudere a rete su uno strano passante-tweener dell’ungherese. È 6-3, parziale meritato per il giocatore più solido e continuo.

 

Lorenzo ha l’occasione di allungare già ad inizio secondo set, quando Fucsovics sparacchia fuori un rovescio permettendogli di salire 15-40. Marton però scende a rete per salvare le due palle break; poi, dopo un punto durissimo, piazza un’accelerazione di diritto sulla riga e una prima vincente per tenere il servizio. Nel secondo game è Sonego a soffrire sul suo servizio: cancella una palla break, poi detta i tempi del gioco e va a prendersi l’1-1 raccogliendo a rete i frutti di un ottimo diritto inside-in dalla parte sinistra. La storia si ripete anche nel quarto gioco: Sonego concede due palle break, ma si difende bene e alla fine è Fucsovics a sbagliare per primo (2-2). Qui il magiaro perde lucidità e si innervosisce, iniziando a borbottare ad ogni punto. E nel quinto game pensa bene di fare un doppio fallo sul 30-30. Marton salva la prima palla break chiudendo a rete una volèe di rovescio dopo un’accelerazione col dritto, ma poi commette un altro errore e regala a Sonego un’altra possibilità di allungare.

La frustrazione si impadronisce di Fucsovics, che va a parlare con il giudice di sedia lamentandosi per un presunto atteggiamento irritante di Sonego. Poi sbaglia, cede il servizio (4-2) e scaraventa la pallina fuori dal Country Club. Sonego ha la partita in mano e resta concentrato: si trova sotto 0-30, ma tiene il servizio andandosi a prendere il 4-2 con una morbida volee di rovescio. Sempre presente con la testa e bravo a mantenere un’intensità costante, a differenza dell’avversario, Sonego approfitta delle possibilità che gli vengono concesse e prova a chiudere la partita già sul servizio dell’avversario sul 5-3. Ci va vicino perché arriva al match point dopo due erroracci a rete di Fucsovics, il quale però resta aggrappato al match (5-4). Sul suo servizio, però, Sonego non ha indugi e chiude il match con un passante vincente di diritto, a coronare una prestazione solida e convincente che gli vale la quinta vittoria consecutiva a livello ATP.

LE PAROLE – Pochi minuti dopo il match Sonego ha parlato in conferenza stampa: “Fisicamente sto bene, sono arrivato ieri e sono riuscito ad allenarmi poco per la pioggia ma comunque mi sento bene, e questo è importante – sono state le sue parole sul match -. Le condizioni di gioco? La terra è più veloce rispetto a Cagliari, poi oggi si giocava su un campo molto stretto. All’inizio ho fatto un po’ di fatica ad adattarmi, poi col passare del tempo è andata sempre meglio”. Sulle lamentele di Fucsovics: Oggi ha iniziato a lamentarsi dalla fine del primo set, diceva che facevo dei versi in ritardo, non so perché, e si lamentava con l’arbitro. Ha cercato di condizionarmi e questo non è piacevole perché io non faccio mai niente in campo per dare fastidio all’avversario. Sono comunque contento di aver vinto la partita”.

Sul suo “grunting”, Lorenzo specifica: “Mi viene naturale farlo, è così da quando sono piccolo”. La testa, ora, va alla sfida con Zverev: “Sarà una partita dura, è un giocatore tosto e abituato a giocare certe partite. Io però sto giocando bene e sono in fiducia. Devo giocare il mio tennis, avere le idee chiare ed essere sempre lì con la testa: come avete visto nelle ultime partite, se l’attitudine è buona durante tutto il match qualcosa di buono può succedere. Anche perché ora che mi conoscono tutti è più difficile ottenere risultati, perché nessuno mi sottovaluta, quindi è necessario giocare tutte le partite col coltello tra i denti”.    

Il tabellone completo di Montecarlo

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ATP

Montecarlo: Sinner è pronto per la sfida a Djokovic. Buona vittoria in due set su Ramos-Vinolas

Primo turno vincente per Jannik, 6-3 6-4 allo spagnolo. Buona prova soprattutto con servizio e diritto. Incrocerà il numero uno mondiale Djokovic al secondo round

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Jannik Sinner - Montecarlo 2021 (foto via Twitter @ROLEXMCMASTERS)

Ottimo esordio per Jannik Sinner al Masters 1000 di Montecarlo. 6-3 6-4 ad Albert Ramos-Vinolas in un’ora e 23 minuti, un buonissimo rodaggio in vista del secondo turno, dove lo attende una delle sfide più dure del circuito contro il numero uno del mondo Novak Djokovic. Un match-up molto complicato per Jannik (prima sfida ufficiale), ma con la fiducia accumulata a Miami e soprattutto in questi 80 minuti abbondanti a Montecarlo potrà entrare in campo sicuro dei suoi mezzi e giocare la sua partita. A prescindere dal risultato finale sarà un giorno molto importante per lui.

Un match con Ramos-Vinolas su terra è sempre insidioso, ancor di più su questi campi dove nel 2017 ha raggiunto la finale, perdendo da Rafa Nadal 6-1 6-3. Era anche la prima sfida tra Ramos e il nostro altoatesino. Tuttavia Sinner si è imposto con più facilità del previsto, rimpinguando il suo bottino di vittorie nei Masters 1000, categoria nella quale ha giocato la sua prima finale dieci giorni fa in Florida.

LA CRONACA – C’è una bella notizia ancor prima che il match abbia inizio. Non solo la pioggia di ieri ha lasciato spazio a sole, ma Carlos Bernardes, dopo i problemi al cuore di qualche mese fa, è tornato ad arbitrare un match ATP. Tutti gli appassionati di tennis sono sicuramente felici di rivederlo seduto al suo posto, sulla sedia dell’arbitro. Pronti via e c’è subito un break per Ramos, che sale 2-0. Sinner ha subito capito di non aver di fronte un avversario semplice da affrontare su questi campi e ha sfoderato le sue armi migliori. A livello tattico, lo spagnolo ha preferito andare a pungere Jannik sul lato destro, che è straordinario, ma meno pericoloso del rovescio.

 

Dallo 0-2 però l’azzurro infila un parziale di cinque giochi consecutivi mostrando una solidità notevole. Da sottolineare il game giocato in risposta sul 3-2 in suo favore, quello che gli consegna un vantaggio decisivo nel primo set. Una raffica di vincenti che ha ricordato l’ultimo gioco della semifinale di Miami vinta con Bautista Agut. Sembra ormai scontato che Jannik sia in grado di elevare con questa disinvoltura il suo livello, ma non lo è affatto per un ragazzo della sua età. Il primo set va abbastanza facilmente nelle mani di Sinner, 6-3 in poco più di mezz’ora.

È però un match molto più delicato di quanto sembri. E l’impressione è che Jannik lo sappia bene. Per questo non molla un centimetro nemmeno a inizio secondo parziale e si prende il break di vantaggio nel primo game del set, entrando nella fase più critica dell’incontro. In risposta ha diverse occasioni per guadagnare un vantaggio ancora più comodo, ma Ramos rimane aggrappato nel punteggio difendendosi bene con il dritto. Sul 2-1 e sul 3-2, Sinner gioca i due game più importanti della sua partita. Il primo recuperando da 15-40, il secondo da 15-30, in entrambi i casi trovando soluzioni molto incisive col dritto. Proprio da questo lato pesca ben 18 dei 26 vincenti totali (27 gli errori non forzati). Nessun problema anche con il servizio, che gli viene in aiuto sul 5-4 per chiudere la partita dopo un’ora e 23.

Il tabellone di Montecarlo con tutti i risultati aggiornati

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